27/07/2010
Cellulari e web 2.0: quando Google fa flop
Cellulari e web 2.0: quando Google fa flopNon solo successi. Ora il colosso di Mountain View deve fare i conti con i passi falsi. Da Nexus One, il telefonino ritirato dal mercato, a Knol (l’anti-Wikipedia): ecco tutti i prodotti di BigG che non ce l’hanno mai fatta
Era stato presentato come un SuperPhone, superiore ai concorrenti per prestazioni e programmi disponibili. Ma a meno di sei mesi dal lancio è stato improvvisamente ritirato dal negozio online. Il motivo? Agli utenti non è piaciuto, inutile quindi continuare con la produzione.
Il flop di Nexus One rappresenta un duro colpo per un’azienda abituata a mettere in fila un successo dietro l’altro. Scatenando ogni volta aspettative altissime nella stampa e tra gli appassionati di tecnologia, come forse solo Apple sa fare.
Se lo sbarco di Google nella telefonia mobile non è stato dei più fortunati (anche se, va sottolineato, il sistema operativo per smartphone Android continua ad andare a gonfie vele), non si tratta certo della prima volta che il colosso di Mountain View si trova a fare i conti prodotti ritirati e servizi che non ottengono il successo sperato.
Ricordate il lancio di Knol, l’enciclopedia collaborativa che avrebbe dovuto rappresentare una seria minaccia per Wikipedia? Qualcuno ne ha sentito più parlare? Anche qui erano bastati meno di sei mesi per capire che Wikipedia non era affatto in pericolo. La scelta di Mountain View di puntare tutto sull’autorevolezza dei singoli autori (e non sulle masse di utenti) non sembra aver ripagato in termini di numeri e qualità dei contributi.
E che dire di Lively? Presentato in piena euforia da mondi virtuali come il killer di Second Life ha avuto ben presto i giorni contati. All’epoca Google parlò di un semplice esperimento, ma è triste vedere quel “Goodbye” che ora campeggia sull’home-page del servizio. Anche perché tutti gli avatar in 3D e gli ambienti creati dagli utenti sono per sempre spariti dalla faccia del web.
La lista degli anti-(prodotti di successo altrui) è lunga. E così pure gli inevitabili flop: non sempre basta riprendere un’idea di successo, metterci il marchio Google e sperare in un boom. Si veda Answers, il servizio di domande e risposte generate dagli utenti che voleva contrastare l’inarrestabile Yahoo! Answers. Chiuso dopo cinque anni di scarsa partecipazione.
Stesso destino per Base, il negozio online che doveva servire a bloccare l’ascesa di eBay: è stato sospeso e rimpiazzato da un nuovo spazio.
Ci sono poi tutta una serie di servizi ancora attivi, ma del tutto marginali nell’economia del colosso di Mountain View. E’ il caso di Google Talk e il più recente Google Voice, che non sono mai diventati l’anti-Skype come detto all’inizio.
O ancora Checkout: non ce l’ha ancora fatta a rimpiazzare il più diffuso PayPal per i pagamenti online. Lo stesso vale per la suite di produttività aziendale Google Docs: per quanto apprezzata, non ha di certo soppiantato il pacchetto Office di Microsoft.
Insomma, sembrano finiti i tempi in cui l’azienda di Brin e Page era circondata da un’aurea di infallibilità, quando il lancio di ogni nuovo prodotto era temuto dai concorrenti e atteso con impazienza dagli utenti. Ma forse questo fa parte del Dna di un’azienda che ha fatto della beta perenne un marchio di fabbrica. E della cultura del rischio statunitense un mantra ricorrente: se non sbagli e non fallisci, non potrai mai battere i concorrenti.
Nicola Bruno
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08/07/2010
Scandalo Sarkozy, l'accusatrice ritratta
Scandalo Sarkozy, l'accusatrice ritrattaClaire Thibout, ex contabile della Bettencourt, ritira in parte le affermazioni che avevano gettato il sospetto di tangenti sull'Eliseo. Ma la stampa francese chiede comunque che il presidente faccia chiarezza
Ha parzialmente ritrattato Claire Thibout, la ex contabile di casa Bettencourt che con le sue affermazioni ha chiamato in causa anche il presidente Nicolas Sarkozy per una tangente. Lo si apprende da fonti dell'inchiesta dopo che la donna, scomparsa ieri, è stata localizzata nel sud della Francia.
La polizia è riuscita a trovare la donna, dopo che ieri si era resa irreperibile staccando il telefono e lasciando l'abitazione parigina. Fonti vicine all'inchiesta hanno dichiarato al sito online di Le Monde che Claire Thibout è fuggita, in preda al panico per quanto suscitato dalle sue parole nel Paese, trovando rifugio dai propri familiari nel sud della Francia. Secondo queste fonti, la Thibout ha confermato di aver consegnato i 50.000 euro in contanti, prelevati in banca, ai suoi datori di lavoro, la famiglia Bettencourt, ma non si trattava del 26 marzo 2007, come lei aveva affermato al sito online Mediapart. Alla polizia, invece, aveva parlato di una data "fra marzo e aprile 2007". Quanto alle bustarelle di denaro destinate a Nicolas Sarkozy, descritto come un abituale frequentatore di casa Bettencourt dove riceveva generosi contributi fin da quando era sindaco di Neuilly, Claire Thibout ha definito "romanzate" le sue affermazioni.
A sostegno del presidente Sarkozy arrivan intanto anche Liberation, il quotidiano della sinistra francese, che oggi sulla vicenda scrive che le rivelazioni della Thibout non trovano riscontri convincenti nelle prove in mano alla polizia. Il quotidiano rileva però in prima pagina che "il governo se la prende con la stampa, ma l'Eliseo non ha ancora risposto sul fondo" della questione. E per questo propone "cinque domande a Sarkozy", centrate tutte sugli eventuali finanziamenti ricevuti dalla cassa dell'ereditiera L'Oreal. Il quotidiano della gauche presenta anche una foto con le due pagine del quaderno di appunti citato da Claire Thibout, la ex contabile, nel quale appare effettivamente la cifra del prelievo di 50.000 euro effettuato il 26 marzo 2007. Di tale prelievo, che secondo la contabile sarebbe finito nelle tasche di Eric Woerth, tesoriere del partito Ump di Sarkozy e oggi ministro del Lavoro, anche la polizia ha ritrovato le tracce. Ma i documenti "non confermano una consegna di 50.000 euro" a Liliane Bettencourt, così come testimoniato dalla Thibout. "Non c'è il minimo elemento - dice l'avvocato Georges Kiejman a Liberation - che consenta di dire che queste somme sono servite ad altri che non alle piccole spese" della famiglia Bettencourt. Secondo il giornale, la donna ora sarebbe "con le spalle al muro", forse costretta "a dire di più, a essere esplicita".
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07/07/2010
Il caso delle presunte tangenti a Sarkozy, trovate le prove del ritiro contanti
Il caso delle presunte tangenti a Sarkozy, trovate le prove del ritiro contantiLO SCANDALO. Scovate tracce di un prelievo di 50 mila euro: conferma alle rivelazioni dell'ex contabile di Bettencourt
| Il presidente Sarkozy |
PARIGI - La polizia francese ha ritrovato le tracce di un prelievo in contanti di 50.000 euro all'agenzia BNP dove c'era il conto di Liliane Bettencourt, effettuato il 26 marzo 2007. La circostanza sembra confermare le dichiarazioni di Claire Thibout, la ex contabile della Bettencourt, che ha parlato del prelievo da lei fatto per contribuire a una tangente di 150.000 euro destinata nel 2007 alla campagna elettorale di Nicolas Sarkozy.
L'INTERVENTO - Il presidente francese, spinto anche dalla sua maggioranza a prendere la parola pubblicamente per difendersi, si esprimerà il 13 luglio, in occasione della presentazione in Consiglio dei ministri della riforma delle pensioni. Lo ha fatto sapere l'Eliseo, senza precisare se in quell'occasione il capo dello Stato entrerà in merito al caso Bettencourt. Sarkozy, secondo quanto si apprende, non parlerà - come tradizione - il 14 luglio, giorno della festa nazionale, ma alla vigilia: «La forma - dicono al palazzo presidenziale - non è stata ancora decisa». Nel frattempo, Sarkozy avrebbe rivolto al governo un appello a «mantenere il sangue freddo».
L'INCHIESTA - Intanto i magistrati inquirenti francesi hanno aperto un'inchiesta sulle vicenda. Lo hanno riferito fonti giudiziarie. In particolare, la Procura di Nanterre ha avviato un’indagine preliminare sulle accuse mosse dall’ex contabile dell'ereditiera L'Oréal, Liliane Bettencourt, contro l'attuale ministro del Lavoro Eric Woerth. Secondo le accuse, il ministro, in qualità di tesoriere dell'Ump, avrebbe ricevuto 150.000 euro in contanti per la campagna presidenziale di Sarkozy nella primavera del 2007. Stando a quanto appreso da fonti giudiziarie, l’indagine preliminare è stata affidata alla Guardia di Finanza e alla Polizia giudiziaria. Il 25 giugno scorso, il procuratore di Nanterre aveva dichiarato di aver messo a disposizione delle autorità fiscali, il 9 gennaio 2009, u n dossier su possibili frodi fiscali da parte di Bettencourt, nell'ambito dell'inchiesta avviata sull'amico della donna, il fotografo Banier.
Redazione online
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06/07/2010
«Tangenti per la campagna elettorale» Sarkozy si difende: «Solo calunnie»
«Tangenti per la campagna elettorale» Sarkozy si difende: «Solo calunnie»Il presidente potrebbe intervenire presto in tv. L'ex contabile della Bettencourt: «150 mila euro in nero». L'Eliseo smentisce: «Falsità»
L'Eliseo ha smentito che il presidente francese Nicolas Sarkozy abbia ricevuto in prima persona delle donazioni in contanti dalla donna più ricca di Francia e dal suo ultimo marito.
Un'intervista su un giornale all'ex contabile di Liliane Bettencourt, la principale azionista del colosso della cosmesi L'Oreal, dovrebbe però complicare la situazione del governo Sarkozy, sotto pressione per l'accusa di corruzione. L'ex contabile, indicata come Claire T., ha detto al sito web Mediapart di aver consegnato al ministro del Lavoro Eric Woerth una donazione in contanti da 150.000 euro, in alcune buste senza destinatario, per la campagna elettorale di Sarkozy del 2007.
Un funzionario dell'Eliseo, alla domanda se il presidente avesse ricevuto in prima persona del denaro, ha risposto: "E' completamente falso".Q Alla domanda se Woerth, il tesoriere della campagna elettorale di Sarkozy del 2007, avesse ricevuto questa somma di denaro, il funzionario ha risposto: "Sembra infondato, ma dovete controllare con il tesoriere della campagna". La portavoce di Woerth ha negato che il ministro del Lavoro abbia ricevuto donazioni in contanti per Sarkozy, dichiarando "E' tutto falso".
Mediapart, che l'anno scorso ha diffuso delle registrazioni segrete di conversazioni tra Bettencourt e il suo amministratore patrimoniale, ha riportato le parole del contabile secondo le quali la donna e il suo ultimo marito avrebbero regolarmente dato soldi a politici conservatori.
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27/02/2009
Sony: cambio ai vertici, poteri a Stringer Attese perdite per oltre 2 miliardi di euro
Sony: cambio ai vertici, poteri a Stringer Attese perdite per oltre 2 miliardi di euro
Ryoji Chubachi lascia l'incario di presidente del colosso dell'elettronica, previsto un taglio di 16mila posti di lavoro
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| Ryoji Chubachi |
TOKYO (GIAPPONE) - Cambio ai vertici di Sony. Il gigante dell’elettronica giapponese ha confermato importanti avvicendamenti alla guida dell’azienda, e che l'amministratore delegato Howard Stringer cumulerà anche a partire dal mese di aprile le funzioni di presidente e di direttore generale esecutivo del gruppo e delle attività riorganizzate.
CRISI - L’attuale patron dell’elettronica e braccio destro di Stringer, Ryoji Chubachi, lascerà quindi il suo posto e sarà rimpiazzato dallo stesso Stringer, secondo una nuova riorganizzazione delle linee produttive, attraverso la creazione di nuove divisioni. Sony, in una nota, spiega che Chubachi diventerà vice presidente, anticipando altri cambiamenti nella struttura manageriale del gruppo. Ad esempio, Kazuo Hirai, a capo di Sony Computer Entertainment, raddoppierà l'incarico assumendo la guida della rete di prodotti e servizi del gruppo. Il colosso nipponico, che paga il tracollo delle vendite principalmente nel settore delle tv a schermo piatto e di altri prodotti elettronici come pure il forte apprezzamento del yen, ha annunciato di attendersi una perdita operativa record di 260 miliardi di yen, (2,08 miliardi di euro) al 31 marzo. Previsto un taglio di 16mila posti di lavoro. Anche per questo, Sony ha dichiarato di voler radicalmente rinnovare le attività dell'elettronica e dei giochi attraverso una gestione capace di aumentarne redditività e competitività. «Questa riorganizzazione - ha commentato Stringer - è stata progettata per trasformare Sony in una società globale più innovativa, integrata e agile, e per fare in modo che le nuove generazioni di manager siano nel pieno dei poteri». Le novità «renderanno ora possibile a tutte le parti della società di lavorare insieme per assumere una posizione di leadership a livello mondiale e, allo stesso tempo, realizzando grandi cose». Chubachi, da parte sua, ha assicurato che sosterrà la nuova gestione dando tutto il contributo possibile con le nuove responsabilità. Il rimpasto al vertice di Sony segue quello deciso da altre imprese giapponesi come Toyota e Honda, nell'ambito degli sforzi per rimettere in piedi le attività e i conti messi a dura prova dalla crisi economica mondiale.
GIAPPONE: CROLLA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE -Intanto la produzione industriale in Giappone registra un calo record del 10% mensile a gennaio e si prevede un calo dell'8,3% dell'output manifatturiero a febbraio. Nel trimestre da ottobre a dicembre la produzione industriale è calata del 12%. Intanto l'inflazione core a gennaio è rimasta invariata, il livello più basso dal 2007, mentre la spesa delle famiglie a gennaio affonda del 5,9% annuale e l'offerta di nuovi lavori arretra del 18,4% annuale a gennaio.
11:32 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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