11/09/2010
Tragedia al Giro del Friuli: è morto Thomas Casarotto
Tragedia al Giro del Friuli: è morto Thomas CasarottoIl ventenne ciclista veneto è rimasto vittima di una caduta in discesa durante la terza tappa del giro del Friuli, categoria Under 23: fatale l'impatto con lo specchietto di un Suv. Ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale di Udine, non ce l'ha fatta
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06/01/2010
Speronato il trimarano degli «ecopirati»
Speronato il trimarano degli «ecopirati»
Il comandante di Sea Shepherd: «Le baleniere giapponesi ci hanno attaccato». Verso l'affondamento l'«Ady Gil», il mezzo d'assalto dell'associazione che combatte la caccia alle balene
| L'«Ady Gil» dopo lo speronamento. Sullo sfondo, la baleniera giapponese che lo ha colpito (Ansa) |
Il trimarano ultra-rapido utilizzato dagli ecologisti australiani per inseguire le baleniere giapponesi è stato semi-distrutto in seguito a uno scontro con i pescatori nell’Antartico. Lo hanno denunciato gli ambientalisti di Sea Shepherd, l'associazione che cerca di contrastare la caccia ai cetacei, oggetto di una moratoria internazionale in vigore dal 1986 che le autorità nipponiche continuano a ignorare con il pretesto della cattura di esemplari a scopi scientifici. Una posizione isolata, quella di Tokyo, che gli è valsa dure critiche soprattutto da Australia e Nuova Zelanda, nazioni che hanno fatto della difesa dei santuari marini una priorità.
EQUIPAGGIO IN SALVO - I sei membri dell’equipaggio dell’«Ady Gil» - così battezzato in onore del mecenate che lo ha donato agli «ecowarrior» - sono stati soccorsi e sono usciti indenni dall’imbarcazione. «Sembra che l’Ady Gil stia affondando e le possibilità di recuperarlo sono molto labili», ha aggiunto Sea Shepherd, che ha definito «non provocata» l’aggressione delle baleniere giapponesi e sostiene di averla ripresa in un filmato. «Lo Shonan Maru numero 2 si è improvvisamente messo in movimento e ha deliberatamente colpito l’Ady Gil sfondando otto piedi (2,4 metri) di prua», si precisa nella nota.
IL MEZZO D'ASSALTO - L’«Ady Gil» è un trimarano futuristico nero in carbonio e kevlar che può raggiungere i 93 chilometri orari. Doveva servire a ostacolare l’avanzata dei pescatori giapponesi con operazioni di disturbo. Prima di oggi, l’equipaggio dell’Ady Gil aveva lanciato bombolette maleodoranti contro la baleniera nipponica. «Le baleniere giapponesi si sono macchiate di un’escalation molto violenta del conflitto» ha dichiarato Paul Watson, responsabile della campagna condotta annualmente dall’associazione Sea Shepherd. La distruzione dell’Ady Gil rappresenta «una perdita sostanziale per la nostra organizzazione», ha affermato Watson, che ha quantificato la perdita economica in circa due milioni di dollari.
LA REPLICA DEI GIAPPONESI - I giapponesi hanno accusato a loro volta i militanti di Sea Shepherd, cinque neozelandesi e un olandese, di aver tentato di ostacolare le eliche della loro barca con una fune e di aver utilizzato un «indicatore laser verde» in direzione dell’equipaggio.
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17/07/2009
Via Cassia, muore una donna investita alla fermata. «L'auto correva troppo»
Via Cassia, muore una donna investita alla fermata. «L'auto correva troppo»
SICUREZZA SULLE STRADE. La macchina ha sbandato in fase di sorpasso ed è finita contro un palo. Ferite anche altre due persone
| La vittima (foto Mario Proto) |
Una donna filippina è morta questa mattina in un incidente stradale a Roma sulla via Cassia, all'altezza dell'Olgiata. Ferita in maniera molto grave anche la sorella che attendeva lo stesso bus e una donna moldava. In base a quanto riferito dalla polizia municipale capitolina, poco dopo le 7 di venerdì mattina una macchina in fase di sorpasso ha sbandato finendo sul marciapiede e investendo tre donne alla fermata. La vittima è una filippina di 58 anni, da tempo residente in Italia dove faceva la colf. Ferita in gravi condizioni anche sua sorella ricoverata in codice rosso all'ospedale San Pietro e sottoposta a un intervento chirurgico. L'altra persona coinvolta, una donna moldava, è ricoverata nella stessa struttura, ma sarà dimessa presto. L'investitore è ora interrogato dalla polizia. L'incidente sta provocando gravi ripercussioni sul traffico diretto verso il centro di Roma.
| Sigfrid, figlio della vittima (Ansa) |
IL FIGLIO HA VISTO TUTTO - «Ho visto tutto, ero assieme a mia madre per andare al lavoro. Adesso come faccio? Ho già perso mio padre e sono rimasto solo con la mia sorellina di 17 anni». A parlare tra le lacrime è Sigfrid, il figlio di 27 anni della donna investita e uccisa mentre era alla fermata dell'autobus della linea 201. «Ho visto una Golf grigia, guidata da un giovane, sorpassare ad alta velocità - ha detto Sigfrid - Prima ha tamponato una Micra poi, dopo aver zigzagato per alcuni metri, è finita in testacoda addosso a noi». Alla fermata, situata su un marciapiede, e secondo l'azienda comunale dei trasporti Trambus sicura, c'erano altri stranieri, che aspettavano di andare al lavoro. Nello scontro sono rimaste travolte anche la sorella della vittima ricoverata nell'ospedale Villa San. La donna, di circa 55 anni, si trova ora in sala operatoria e le sue condizioni vengono definite dai medici molto gravi. L'altra donna rimasta ferita, una moldava, verrà dimessa in giornata.
| I rilievi (foto Mario Proto) |
LO SCONTRO - «Stiamo cercando il maggior numero di testimoni possibili per ricostruire con certezza la dinamica dell'incidente» ha detto Walter Brigani, funzionario del XX gruppo della Polizia Municipale. «Il giovane alla guida della Golf non è in stato di fermo - ha aggiunto - al momento non è possibile stabilire se andava a velocità eccessiva». In base alla ricostruzione degli agenti, l’incidente è stato innescato da un contatto tra due veicoli in fase di sorpasso e si è verificato sulla via Cassia all’altezza del civico 1823. Secondo i primi accertamenti, il conducente della Golf grigia, un uomo di circa trent'anni, che viaggiava in direzione centro, ha perso il controllo dell'auto per evitare l'impatto con una Micra che svoltava sulla sinistra. Al volante una ragazza di circa 25 anni che doveva girare per accedere al parcheggio del supermercato in cui lavora. Dopo una corsa di circa 40 metri, la Golf è finita sulla banchina della fermata dell'autobus. I due conducenti delle vetture, entrambi illesi, sono stati ascoltati dalla polizia. Dai primi controlli con l’etilometro risulta che l’investitore non avesse valori fuori norma. Sul posto sono accorsi subito anche i genitori del ragazzo, che, a quanto riferito da alcuni presenti, avrebbero definito loro figlio come «un bravo ragazzo che stava andando a lavorare».
| Il conducente, col volto coperto, portato via dalla polizia (foto Mario Proto) |
I TESTIMONI «CORREVA TROPPO» - Secondo alcune testimoni che sono passate sulla Cassia subito dopo l’incidente, la Golf grigia si è schiantata contro un palo: uno scontro molto forte tanto che la palina del bus e un vicino cartellone pubblicitario sono stati abbattuti. La fermata in quel tratto di strada non è protetto se non da un piccolo marciapiede. I conoscenti della vittima si sono ritrovati sul luogo dell'incidente: «Vergogna» ha mormorato qualcuno dalla folla contro il giovane che ha provocato l'incidente «Ha ucciso una persona, deve vergognarsi perchè guidava troppo forte», ha gridato un cittadino contro un parente del giovane, che ha risposto: «È stata una disgrazia»
IL PRECEDENTE- Il grave incidente ripropone il problema della sicurezza delle fermate non protette sulle strade consolari e nelle zone più periferiche. Il 27 febbraio del 2008 un maxitamponamento a Fiumicino ha provocato la morte di cinque persone, due donne e tre bambine, che aspettavano ad una fermata lo scuolabus diretto a Maccarese: su loro piombò un'auto poi finita in un fosso.
16:27 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: roma, via cassia, incidente, morta, donna, filippina, fermata bus, auto, sbanda, colpisce, pedoni, investiti | OKNOtizie |
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