05/01/2012
Provoca l'incidente, s'allontana e si uccide. I familiari: «Aveva paura di perdere il lavoro»
Provoca l'incidente, s'allontana e si uccide. I familiari: «Aveva paura di perdere il lavoro»AVEVA 43 ANNI. Vinovo, era a 500 metri con un coltello conficcato nel cuore
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| Tag: cronaca, torino, incidente, uomo, suicida, coltello, paura, fuga, morte | OKNOtizie |
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25/04/2011
Tenta di dirottare su Tripoli il volo Alitalia Parigi-Roma: arrestato un uomo
Tenta di dirottare su Tripoli il volo Alitalia Parigi-Roma: arrestato un uomoIN STATO CONFUSIONALE, HA CERCATO DI IMMOBILIZZARE UNA HOSTESS. È di origine kazaka. Dietro al suo gesto non ci sarebbero motivazioni terroristiche. Incolumi i 131 passeggeri
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| Tag: cronaca, volo, parigi, roma, alitalia, kazako, dirottamento, coltello, steward | OKNOtizie |
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15/11/2010
Orrore nel Napoletano: uomo uccide con una coltellata la nipotina di due mesi
Orrore nel Napoletano: uomo uccide con una coltellata la nipotina di due mesiMONTE DI PROCIDA. L'omicida sarebbe un tossicodipendente con turbe psichiche. La bimba colpita con un fendente alla gola
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| Tag: cronaca, napoli, procida, raptus di follia, tossicodipendente, uccide, bambina, turbe psichiche, coltello, gola, arrestato | OKNOtizie |
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26/07/2010
Terni, lite per un controllo stradale Un 34enne morto, due carabinieri feriti
Terni, lite per un controllo stradale Un 34enne morto, due carabinieri feritiLa vittima guidava un motorino senza targa. All'alt si è scagliato contro i due militari colpendoli con un coltello
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| Il corpo del 34enne a terra (Ansa) |
TERNI - Un semplice controllo stradale si è trasformato in tragedia: è successo a Terni, dove un uomo di 34 anni è morto e due carabinieri sono rimasti feriti. Il giovane era su un motorino senza targa e senza casco, quando i militari gli hanno ordinato l'alt: è successo intorno alle 15 sulla strada Caproni, vicino alla superstrada nella parte nord della città.
LA LITE - L'uomo è fuggito e i militari lo hanno inseguito e raggiunto: a quel punto, invece dei documenti, ha tirato fuori un coltello colpendoli ripetutamente. C'è stata una violenta colluttazione e un militare ha sparato tre colpi, uccidendo il motociclista. Ci sono tre o quattro testimoni dell'accaduto: stavano pranzando in una vicina baracca, hanno sentito le urla e poi gli spari. Sono stati ascoltati dai carabinieri di Terni. I due militari feriti sono stati ricoverati nell'ospedale ternano e sottoposti a interventi chirurgici. Le loro condizioni sono gravi, ma non allarmanti.
MANGANELLI - Di fronte alla furia del 34enne, i carabinieri avrebbero reagito con i manganelli, ma senza riuscire a fermare i colpi di coltello che hanno raggiunto un militare all'addome e al torace e l'altro alle gambe e alle braccia. Gli inquirenti hanno trovato il coltello a serramanico lungo una quindicina di centimetri che sarebbe stato utilizzato dall'aggressore: era tra fitti cespugli, la zona infatti è in aperta campagna. Inoltre stanno verificando se il motorino (un 50 centimetri cubici, marca Atala Califfone) fosse stato rubato. Livio Tassini, ternano, aveva precedenti per rissa e porto abusivo di armi.
Redazione online
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12/05/2010
Cina, squilibrato attacca un asilo: sette bambini uccisi a colpi di coltello
Cina, squilibrato attacca un asilo: sette bambini uccisi a colpi di coltelloÈ successo all'apertura della scuola materna. Nuovo attentato contro una scuola nella provincia di Shaanxi. Nei mesi scorsi altri episodi simili
| (Ap) |
SHANGHAI - Almeno sette bambini e un'insegnante di una scuola materna sono stati uccisi da uno squilibrato che si è poi tolto la vita, nella provincia nord occidentale cinese dello Shaanxi. L'uomo ha aggredito le vittime con un coltello da cucina. È il quinto massacro in una scuola che avviene in Cina negli ultimi due mesi, in una serie di violenze che sta creando molta preoccupazione nel Paese. Nel mese di aprile ve ne furono tre in giorni consecutivi.
LA SCUOLA MATERNA - L'ultimo attacco è scattato alle 8 del mattino in un asilo privato infantile del villaggio di Linchang, presso la città di Hanzhong, frequentato da 20 piccoli allievi. Sono stati uccisi cinque bambini e due bambine e la loro insegnante Wu Hongying, una donna del villaggio che gestiva l'asilo. Altri 11 bambini e un adulto, rimasti feriti, sono stati ricoverati in ospedale. Due bambini sono gravi. Il massacro è stato compiuto da un uomo di 48 anni, Wu Huanmin, che è poi tornato nella sua casa del villaggio e si è tolto la vita. I motivi del suo gesto non sono stati chiariti.
Redazione online
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21/01/2010
Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuoco
Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuocoL'uomo ha aggredito gli uomini di guardia nella sede del coordinamento nazionale in piazza Scilla 2
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| La scuola vista dall'alto (foto da internet) |
ROMA - Non gli saldano un debito e accoltella 7 persone. Un uomo armato di coltello è entrato poco dopo le 10.30 di giovedì 21 gennaio nella sede del Coordinamento nazionale dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capannelle, nella periferia di Roma. L'uomo ha aggredito dapprima un impiegato, che sarebbe in gravi condizioni: accoltellato alla gola è stato ricoverato all'ospedale San Giovanni. Poi ha ferito con il coltello altre 6 persone, di cui due donne, e infine ha tentato la fuga in auto durante la quale avrebbe travolto un'altra persona. E' stato poi bloccato dai carabinieri e portato in caserma.
FUGA IN AUTO - L'autore del folle gesto sarebbe un ingegnere civile che aveva eseguito con la sua ditta lavori all'interno della scuola. Giovedì mattina si era presentato, pare, per tentare di riscuotere un credito sospeso da tempo. Entrato nell'ufficio amministrativo un impiegato gli ha obiettato che non aveva un appuntamento e quindi non avrebbe potuto vedere il responsabile. A quel punto, colto da raptus, l'ingegnere avrebbe tirato fuori un coltello da 10 centimetri e lo avrebbe colpito alla gola.
Allarmate dalle urla sono accorse altre persone e l'uomo, per aprirsi una via di fuga, ha cominciato a menar fendenti ferendo almeno altre 6 persone, tra cui due donne. Due gli accoltellati in modo grave. Poi ha preso un'auto all’interno della scuola e, nel tentare la fuga, ha travolto un'altra persona. Poi è stato bloccato dai carabinieri e portato in caserma.
IL CROLLO DEL 1992 - La scuola dei vigili del fuoco di Capannelle era già tristemente nota per un episodio di 18 anni fa. Nel 1992 crollò una palazzina dove erano in corso lavori di ristrutturazione - un edificio che fino a poche settimane prima aveva ospitato gli allievi pompieri di leva - fortunatamente evacuato. Nel crollo morirono tre operai.
Rinaldo Frignani
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20/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Massimiliano Credico, 35 anni, chiedeva di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Alla fine, dopo oltre sette ore, è stato arrestato dai Nocs l'uomo che aveva preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, era armato con un coltello. La ragazzina, che è uscita indenne dal sequestro, era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo era entrato e l'aveva afferrata, mentre le amiche e la cassiera erano riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, aveva chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini, probabilmente per chiedere un posto di lavoro. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, si sono radunate in poco tempo decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è iniziata una delicata trattativa, condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosceva da tempo. Si cercava di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia ma l'uomo chiedeva di poter parlare con l'onorevole Mussolini di persona, e non al telefono, prima di lasciare l'ostaggio. «Fatela venire qua - aveva detto - e così facciamo lo scambio con la ragazza».
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI ERA PRONTA AL COLLOQUIO - Alessandra Mussolini aveva provato a mettersi in contatto con l'uomo durante le ore del sequestro: «Appena ho saputo mi ero messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non credeva che fossi io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiegava ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero».
Redazione online
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| Tag: cronaca, uomo, sequestra, ragazza, lucera, foggia, negozio, problemi psichici, recidivo, ostaggio, minacce, coltello, chiede | OKNOtizie |
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19/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Presa in ostaggio da un uomo con un coltello che chiede di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Ha preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, è armato con un coltello. La ragazzina era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo è entrato e l'ha afferrata, mentre le amiche e la cassiera sono riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, ha chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, ci sono poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è in corso una trattativa condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosce da tempo. Sta cercando di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia.
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI PRONTA A UN COLLOQUIO - Intanto si è saputo che Alessandra Mussolini ha provato a mettersi in contatto con l'uomo: «Appena ho saputo mi sono messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non ci crede che ci sia io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiega ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero». «Per farmi credere gli potrei dire cose che solo io posso sapere», insiste la parlamentare, che aggiunge: «Per convincerlo sarei disposta anche a fare un collegamento video... Ma queste sono cose che deve decidere la polizia».
Redazione online
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| Tag: cronaca, uomo, sequestra, ragazza, lucera, foggia, negozio, problemi psichici, recidivo, ostaggio, minacce, coltello, chiede | OKNOtizie |
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25/12/2009
Tragedia nel Modenese : un morto e tre feriti. Accusato un prete
Tragedia nel Modenese : un morto e tre feriti. Accusato un prete
Delitto a Vignola, in provincia di Modena. Un 67enne ucciso a coltellate. Feriti moglie, figlio e un sacerdote. Secondo gli inquirenti si tratta dell'assassino
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| L'esterno dalla casa dove è avvenuto il delitto (Ansa) |
MODENA - Un feroce delitto: un uomo ucciso a coltellate e altre due persone ferite. Sotto accusa un prete, rimasto a sua volta colpito da un disperato tentativo di difesa da parte di una delle due vittime. Tutto è avvenuto nella notte in un'abitazione alle porte di Vignola, in provincia di Modena. Un uomo di 67 anni, Sergio Manfredini, è stato accoltellato a morte; la moglie, Paola Bergamini, e il figlio Davide, poco più che quarantenne, feriti e ricoverati in ospedale. Ferito anche un sacerdote, don Giorgio Panini, colpito con un oggetto contundente e che si trova ora in terapia intensiva. Erano questi i primi elementi di una vicenda che i carabinieri, nel massimo riserbo, hanno poi ricostruito accusando il prete di omicidio volontario.
LA DINAMICA - Don Panini avrebbe festeggiato mercoledì sera con i parrocchiani l'inizio delle festività di fine anno, prima di fare rientro nella casa dove era ospitato da anni. Per motivi sui quali gli inquirenti stanno cercando di fare luce, il parroco poco prima delle 4 della scorsa notte si sarebbe accanito con un coltello contro Manfredini, uccidendolo nella sala dell'appartamento. Il sacerdote si sarebbe poi scagliato contro la moglie dell'uomo, ferendola gravemente alla gola, e anche contro il figlio di 42 anni della coppia, Davide, arrivato dal suo appartamento al piano superiore, forse risvegliato dai rumori. Il sacerdote sarebbe stato a sua volta colpito con un oggetto da uno dei due familiari di Manfredini che cercavano di difenderlo.
DECRETO DI FERMO - La Procura di Modena ha emesso un decreto di fermo per don Giorgio Panini. Il motivo dell’aggressione, avvenuta a Vignola, non è ancora chiaro. Il dato certo è che il prete viveva da molto tempo in casa con Sergio Manfredini e la consorte. Era una convivenza tranquilla. Qualcosa però ha provocato l’irreparabile. Fondamentale per gli accertamenti è stato il figlio della coppia, Davide, di 42 anni, che è anche lui stato ferito, ad una mano, da don Panini. Il sacerdote, che è anche lui in ospedale per le ferite riportate, è piantonato dai carabinieri. Le indagini sono coordinate dal tenente colonnello Giancarlo Carrozzo del comando provinciale di Modena.
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| Don Panini (Ansa) |
INSEGNANTE DI RELIGIONE A SCUOLA - Don Panini è parroco di Brodano, Pratomaggiore e Formica, frazioni di Vignola, ed è conosciuto anche come insegnante di religione a scuola e per il suo impegno nel sociale e con le attività della Caritas. I parrocchiani ricordano tra l'altro che ha istituito un banco alimentare per aiutare gli indigenti e che era riuscito ad aumentare la partecipazione dei fedeli alle Messe. Qualcuno lo ha definito «di vedute moderne», tutti sottolineano la forte amicizia tra il prete e i Manfredini cementata negli anni. «Siamo costernati di fronte alla tragedia di questa notte, inspiegabile e drammatica - ha scritto l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola in una breve nota, senza riferimenti diretti a don Panini - Siamo particolarmente vicini alla famiglia Manfredini, così crudelmente colpita, e alle parrocchie. Esprimiamo piena fiducia nella magistratura, che assicurerà le responsabilità. Mai come in questo momento sentiamo il bisogno di implorare dal Signore perdono e conforto».
16:48 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, tragedia, familiare, delitto, modena, uomo, ucciso, coltellate, coltello, feriti, moglie, figli, sacerdote | OKNOtizie |
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24/12/2009
Tragedia familiare nel Modenese Un morto e tre feriti. Accusato un prete
Tragedia familiare nel Modenese Un morto e tre feriti. Accusato un prete
Delitto a Vignola, in provincia di Modena. Un 67enne ucciso a coltellate. Feriti moglie, figlio e un sacerdote. Secondo gli inquirenti si tratta dell'assassino
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| L'esterno dalla casa dove è avvenuto il delitto (Ansa) |
MILANO - Un feroce delitto: un uomo ucciso a coltellate e altre due persone ferite. Sotto accusa un prete. Tutto è avvenuto nella notte in un'abitazione alle porte di Vignola, in provincia di Modena. Un uomo di 67 anni, Sergio Manfredini, è stato accoltellato a morte; la moglie, Paola Bergamini, e il figlio Davide, poco più che quarantenne, feriti e ricoverati in ospedale. Ferito anche un sacerdote, don Giorgio Panini, colpito con un oggetto contundente e che si trova ora in terapia intensiva. Erano questi i primi elementi di una vicenda che i carabinieri, nel massimo riserbo, hanno poi ricostruito accusando il prete di omicidio volontario.
LA DINAMICA - Per motivi sui quali gli inquirenti stanno cercando di fare luce, don Panini poco prima delle 4 della scorsa notte si sarebbe accanito con un coltello contro Manfredini, uccidendolo nella sala dell'appartamento. Il sacerdote si sarebbe poi scagliato contro la moglie dell'uomo, ferendola gravemente alla gola, e anche contro il figlio di 42 anni della coppia, Davide, arrivato dal suo appartamento al piano superiore, forse risvegliato dai rumori. Il sacerdote sarebbe stato a sua volta colpito con un oggetto da uno dei due familiari di Manfredini che cercavano di difenderlo.
DECRETO DI FERMO - La Procura di Modena ha emesso un decreto di fermo per don Giorgio Panini. Il motivo dell’aggressione, avvenuta a Vignola, non è ancora chiaro. Il dato certo è che il prete viveva da molto tempo in casa con Sergio Manfredini e la consorte. Era una convivenza tranquilla. Qualcosa però ha provocato l’irreparabile. Fondamentale per gli accertamenti è stato il figlio della coppia, Davide, di 42 anni, che è anche lui stato ferito, ad una mano, da don Panini. Il sacerdote, che è anche lui in ospedale per le ferite riportate, è piantonato dai carabinieri. Le indagini sono coordinate dal tenente colonnello Giancarlo Carrozzo del comando provinciale di Modena.
NOTA DELL'ARCIDIOCESI - Sulla vicenda, prima dell'incriminazione del parroco, era intervenuta con una breve nota anche l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola. «Siamo costernati - si legge - di fronte alla tragedia di questa notte, inspiegabile e drammatica. Siamo particolarmente vicini alla famiglia Manfredini, così crudelmente colpita, e alle parrocchie di Brodano, Pratomaggiore e Formica. Esprimiamo piena fiducia nella Magistratura, che assicurerà le responsabilità. Mai come in questo momento sentiamo il bisogno di implorare dal Signore, che proprio in questi giorni celebriamo come Emmanuele, "Dio con noi", perdono e conforto».
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