20/04/2012

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Un'interrogazione parlamentare di un deputato del Pd, Dario Ginefra. L'ex agente dei vip aggredisce l'inviato di Mediaset alla presenza di un comandante e scatena un polverone

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12/07/2010

Ganzer condannato a 14 anni di reclusione

Ganzer condannato a 14 anni di reclusione

L’ex comandante dei Ros è stato condannato dal tribunale di Milano per aver costituito e favorito traffici di droga, per poi reprimerli presentando i risultati ai suoi superiori. Condannato a sette anni per gli stessi reati anche il colonnello Mauro Obinu

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Il generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer, comandante del Ros, è stato condannato a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

La procura di Milano aveva chiesto la condanna a 27 anni di reclusione
. Secondo l'accusa, Ganzer, insieme ad altre 17 persone, con una serie di illeciti, avrebbe creato e favorito traffici di droga per poi poterli reprimere per produrre risultati nella sua attività investigativa.

L'inchiesta, nata a Brescia nel 1997, ha avuto un lungo e complicato iter giudiziario, con oltre 160 udienze.


Per Ganzer è scattata anche l'interdizione perpetua ai pubblici uffici. Condannato anche l'ex colonnello del Ros e attuale membro dell'Aise (servizi segreti) Mauro Obinu, a cui è stata inflitta la pena di 7 anni e 10 mesi di carcere.


24/06/2010

Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”

Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”

Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”

 

 

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Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.

Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".


La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.

 


01/09/2009

«Siamo italiani, no al fumo verde» Prove cancellate per le Frecce

«Siamo italiani, no al fumo verde» Prove cancellate per le Frecce

 

 

ITALIA-LIBIA, IL CASO. La risposta alle richieste dei libici per l'esibizione a Tripoli

 

 

Le frecce tricolori
Le frecce tricolori

TRIPOLI — «Shut down the engine, you have a delay». Per ben due volte il comandante delle Frecce Tricolori, Massimo Tammaro, che stava rullando sulla pista dell'aeroporto militare di Maitiga ha ricevuto dalla torre di controllo l'ordine di spegnere i motori degli Aermacchi. Con la terza comunicazione è giunto anche l'ordine di rientrare perché l'esercitazione era cancellata. Quella di ieri, sul cielo di Tripoli, doveva essere la prova generale della manifestazione acrobatica che la nostra pattuglia — che tutto il mondo ci invidia per la sua abilità — avrebbe dovuto fare per i festeggiamenti odierni in occasione dei 40 anni della rivoluzione verde che portò al potere il colonnello Muhammar Gheddafi. E il colore verde potrebbe essere all'origine della cancellazione. Da tempo, infatti, le autorità libiche chiedono che le Frecce scarichino scie di fumo verde durante le acrobazie previste per i festeggiamenti in onore dei 40 anni di potere del Raìs. Ma la risposta è sempre stata la stessa: un cortese ma fermo no. Anche ieri, durante il consueto briefing che precede un'esercitazione, Tammaro si è sentito fare la medesima richiesta. E anche ieri ha risposto: «Noi siamo italiani e abbiamo una disposizione ferrea. I fumi che possiamo scaricare sono bianchi o tricolori, come la nostra bellissima bandiera».

Insomma, tutto lascia intendere che potrebbe essere questo diniego all'origine della decisione libica di sospendere i voli acrobatici. Anche se ufficialmente nessuno vi fa riferimento, nemmeno gli italiani. Lo stesso Tammaro, in una improvvisata conferenza stampa nella nave albergo che ospita gli uomini della pattuglia, spiega che la ragione è «tecnica» dopo essersi consultato con lo stato maggiore dell'aeronautica militare italiana, l'ambasciatore Francesco Tupiano e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «In una zona della città, di fronte al mare, — dice l'ufficiale — è ancora in corso il vertice dei capi di Stato africani e quindi per motivi di sicurezza ci è stato comunicato che tutti i voli erano stati sospesi». Tutti i nostri, militari e politici, ne prendono atto. Ragioni di opportunità invitano ad accettare per buono quanto hanno sostenuto i libici perché è del tutto plausibile la loro tesi visto che sul lungomare, sotto una tensostruttura, la stessa che domenica ha ospitato la cena tra Gheddafi e Silvio Berlusconi, si svolge il vertice dei leader dell'Unione africana.

Dal punto di vista diplomatico si vogliono evitare incidenti perché si sa quanto siano imprevedibili i dirigenti libici e quanto talvolta paiono capricciose se non addirittura eccessive le loro richieste. Ecco perché si fa finta di credere a questa versione e ci si dimentica che ieri mattina, proprio sulla stessa porzione di cielo prospiciente la zona del summit panafricano hanno volteggiato per una buona mezzora tre aerei leggeri di fabbricazione francese. I rapporti di buon vicinato e la possibilità di fare buoni affari consigliano quindi di essere prudenti. Ecco perché, a meno di impreviste novità, il programma messo a punto per lo show delle nostre Frecce resta inalterato e si compone di sette «figure», alcune come il giro della morte «a triangolone» ripetuto due volte. I nove Aermacchi concluderanno con un passaggio spettacolare che mette i brividi per la sua bellezza. In formazione «Alona con carrello estratto» scaricheranno una fumata tricolore sulle note del «Vincerò» cantate da Luciano Pavarotti.

Lorenzo Fuccaro

Fonte: Corriere della Sera


08/11/2008

Pilota perde vista, ma comandante Raf riesce a farlo atterrare

Pilota perde vista, ma comandante Raf riesce a farlo atterrare

Jim O’Neill ha avuto un infarto durante un volo in solitario. Paul Gerrard gli ha suggerito a distanza nelle manovre

 

 

 

L'aereo «sano e salvo» di Jim O’Neill (Ap)
L'aereo «sano e salvo» di Jim O’Neill

 

 

LONDRA - Un pilota britannico che ha avuto un infarto e ha perso la vista mentre era in volo è stato guidato nell’atterraggio da un pilota militare. Lo ha annunciato la Raf (Royal Air Force), l’aviazione militare britannica. Jim O’Neill ha chiesto aiuto dopo che improvvisamente ha perso la vista 40 minuti dopo il decollo durante un volo in solitario dalla Scozia al sudest dell’Inghilterra. Secondo la Bbc O’Neill, che si trovava a bordo di un piccolo Cessna, ha perso la vista a 5.500 piedi (1.676 metri) di altezza. «E’ stato terribile», ha detto il pilota, «Improvvisamente, non riuscivo a vedere il quadrante davanti a me».

ATTERRAGGIO «GUIDATO» - In un comunicato stampa l’aviazione ha riferito che O’Neill ha inizialmente creduto di essere stato abbagliato dall’intensità della luce del sole e ha effettuato una chiamata d’emergenza chiedendo aiuto. Successivamente si è reso conto che qualcosa di più serio stava accadendo e ha detto: «Voglio atterrare, il più presto possibile». Il comandante della Raf, Paul Gerrard, stava proprio per finire un volo di addestramento nelle vicinanze ed è stato scelto per aiutare il pilota in panne suggerendogli via radio i comandi momento per momento». Il O'Neill è in cura in ospedale dove sta iniziando a riacquistare la vista.

 


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05/11/2008

Rissa sulla nave, ucciso il comandante

Rissa sulla nave, ucciso il comandante

Il marinaio responsabile dell'omicidio è asserragliato nella cabina di comando. L'episodio su un mercantile italiano che navigava al largo della costa spagnola della Galizia

 

 

 

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MADRID – Delitto in alto mare, nella notte, al largo delle coste della Galizia, su un mercantile italiano, il Paxi C. Il capitano è stato ucciso da un marinaio che ora è asserragliato nella cabina di comando con il corpo del suo comandante e rifiuta di arrendersi.

MESSAGGIO RADIO - Alle 6 e 20 un drammatico messaggio è arrivato via radio alla centrale del Salvamento Maritimo di Finisterra, nella provincia di La Coruña: una voce informava che il capitano del Paxi C, Mario Castaldi, era stato ucciso durante una rissa degenerata a bordo. L’omicidio è avvenuto in acque internazionali, a 22 miglia dalla costa, e la giurisdizione è dunque italiana, ma per ragioni di sicurezza e considerato che il marinaio responsabile, A.D.R., 37 anni, pure lui italiano, rifiuta di consegnarsi è probabile che l’ambasciata e il consolato d’Italia a Madrid richiedano l’appoggio della Guardia Civil per risolvere la situazione.

LA RICOSTRUZIONE - Al mercantile italiano è stato ordinato, all’alba, di fare rotta verso la baia di Finisterre, dove è già approdato, e di aspettare la lancia della Guardia Civil, Salvamar Altari, dalla quale per il momento però né gli investigatori spagnoli né il medico sono potuti passare a bordo del Paxi C. Dalle prime notizie, fornite dai guardacoste, un’accesa discussione tra il comandante dell’imbarcazione italiana e un membro dell’equipaggio è degenerata in uno scontro e uno dei marinai ha aggredito il capitano, uccidendolo. I compagni hanno quindi avvertito via radio le autorità spagnole dell’accaduto. La nave, rimasta senza comandante, dovrebbe attendere l’invio di un nuovo capitano da parte dell’armatore, secondo le procedure del codice marittimo, ma tutto è sospeso in attesa che l’assedio alla cabina di comando si concluda.


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