30/08/2010

Berlusconi: "Trattato Italia-Libia esempio di diplomazia"

Berlusconi: "Trattato Italia-Libia esempio di diplomazia"

Secondo il premier "tutti dovrebbero rallegrarsi della amicizia tra i due Paesi" e "chi non lo capisce appartiene al passato". Il leader libico ringrazia gli italiani e chiede 5 miliardi di euro l'anno all'Europa per combattere l'immigrazione clandestina

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15/08/2010

Scandalo alle Olimpiadi della Gioventù: l'Iran evita di incontrare Israele

Scandalo alle Olimpiadi della Gioventù: l'Iran evita di incontrare Israele

A singapore la competizione olimpica dedicata ai giovani dai 14 ai 18 anni. Taekwondo, finale dei 48 kg, l'iraniano Soleimani si finge malato per non combattere contro l'israeliano Haimovitz

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12/05/2009

Il Papa alla Spianata delle Moschee: «Dialogo con l'Islam senza riluttanza»

Il Papa alla Spianata delle Moschee: «Dialogo con l'Islam senza riluttanza»

 

VISITA IN TERRASANTA. L'appello di Ratzinger alla Spianata delle Moschee. Preghiera per la pace al Muro del Pianto

 

GERUSALEMME - «Pace per la Terrasanta e per l'umanità». È questa l'invocazione che Benedetto XVI ha rivolto all'Unico Dio nella sua preghiera silenziosa davanti al Muro del Pianto di Gerusalemme. Lo ha scritto lui stesso sul foglietto che ha infilato in una fessura tra le antiche pietre, come aveva fatto nel 2000 Giovanni Paolo II e come fanno ogni giorno tanti ebrei.

«DIO MANDA LA PACE» - All'indomani della toccante visita al memoriale della Shoah a Gerusalemme, durante la quale il Pontefice ha condannato l'antisemitismo chiedendo che «nessuno neghi l'Olocausto», per Benedetto XVI è il giorno della visita ai luoghi sacri di Gerusalemme. «Dio di tutti i tempi - si legge nel testo della preghiera autografa di Benedetto XVI lasciata al Muro del Pianto - nella mia visita a Gerusalemme, la Città della pace, casa spirituale di ebrei, cristiani e musulmani, porto di fronte a te le gioie, le speranze e le aspirazioni, le prove, le sofferenze e i disagi di tutti i tuoi popoli dovunque nel mondo. Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ascolta il grido degli afflitti, dei timorosi, dei diseredati. Manda la pace sulla Terrasanta, sul Medio Oriente e su tutta la famiglia umana. Smuovi i cuori di tutti coloro che invocano il tuo nome affinche camminino umilmente nel sentiero di giustizia e compassione». Nel foglietto è citata un'altra frase del libro biblico delle Lamentazioni (anche lunedì il Papa si è ispirato a questo testo nel lasciare un pensiero sul libro d'onore dello Yad Vashem): «Il signore è buono con coloro che lo attendono, con gli animi che lo cercano».

«DIALOGO CON L'ISLAM SENZA RILUTTANZA» - Il Mufti di Gerusalemme Mohammed Hussein ha chiesto a Papa Benedetto XVI, durante la visita di quest'ultimo alla Cupola della roccia sacra all'islam, di «operare attivamente perché cessi l'aggressione israeliana contro i palestinesi». Un luogo come la Cupola della roccia sacra ai musulmani, è stata la risposta del Papa, è una «sfida» per i credenti a «superare conflitti e incomprensioni», per un «dialogo sincero» che contribuisca a costruire un mondo giusto e pacifico Il dialogo tra Chiesa cattolica e islam deve avvenire senza «riluttanza o ambiguità», secondo Benedetto XVI. «Poiché gli insegnamenti delle tradizioni religiose riguardano ultimamente la realtà di Dio», è il passaggio di un discorso pronunciato dal Papa alla spianata delle moschee di Gerusalemme, «il significato della vita ed il destino comune dell’umanità - vale a dire, tutto ciò che è per noi molto sacro e caro - può esserci la tentazione di impegnarsi in tale dialogo con riluttanza o ambiguità circa le sue possibilità di successo». Coloro che confessano il nome di Dio «hanno il compito di impegnarsi decisamente per la rettitudine pur imitando la sua clemenza, poiché ambedue gli atteggiamenti sono intrinsecamente orientati alla pacifica ed armoniosa coesistenza della famiglia umana».

FERMATI ATTIVISTI ISLAMICI - Prima di lasciare il foglietto con la preghiera, il Papa ha pubblicamente letto il salmo 122 in latino, dopo che un rabbino aveva letto un salmo in ebraico. Mentre papa Ratzinger visitava la Spianata delle Moschee di Gerusalemme, la polizia israeliana ha fermato nelle sue vicinanze una decina di attivisti islamici. Secondo la polizia, erano impegnati nella distribuzione di volantini in cui esprimevano contrarietà alla visita del Papa ed incitavano a dimostrare contro di lui durante la sua prossima visita a Nazareth, in Galilea.


11/05/2009

Il Papa in Israele: «Qui per la pace»

Il Papa in Israele: «Qui per la pace»

 

La visita di Benedetto XVI. Il Pontefice è atterrato a Tel Aviv: «Combattere l'antisemitismo ovunque rialzi la testa»

 

L'arrivo del Papa (Afp)
L'arrivo del Papa (Afp)

TEL AVIV - «Gli occhi del mondo sono sui popoli di questa regione, mentre essi lottano per giungere a una soluzione giusta e duratura dei conflitti che hanno causato tante sofferenze». Benedetto XVI, appena atterrato a Tel Aviv, offre un messaggio di speranza per i negoziati israelo-palestinesi. Ma lancia anche un monito: «Sfortunatamente l'antisemitismo continua a sollevare la sua ripugnante testa in molte parti del mondo e ciò è inaccettabile». Per questo, serve «ogni sforzo per combattere l'antisemitismo dovunque si trovi, e per promuovere il rispetto e la stima verso gli appartenenti a ogni popolo, razza, lingua e nazione in tutto il mondo».

SOLUZIONE GIUSTA - Dopo la Giordania, dunque, il Pontefice prosegue il suo viaggio in Medioriente per visitare Israele e i Territori palestinesi. «Le speranze di innumerevoli uomini, donne e bambini per un futuro più sicuro e più stabile dipendono dall'esito dei negoziati di pace» afferma. «In unione con tutti gli uomini di buona volontà - aggiunge il Pontefice - supplico quanti sono investiti di responsabilità a esplorare ogni possibile via per la ricerca di una soluzione giusta alle enormi difficoltà, così che ambedue i popoli possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all'interno di confini sicuri e internazionalmente riconosciuti. A tale riguardo, spero e prego che si possa presto creare un clima di maggiore fiducia, che renda capaci le parti di compiere progressi reali lungo la strada verso la pace e la stabilità».

SHOAH - Il Pontefice, che visiterà il museo Yad Vashem di Gerusalemme, ricorda anche la Shoah: «Tragicamente, il popolo ebraico ha sperimentato le terribili conseguenze di ideologie che negano la fondamentale dignità di ogni persona umana». Per questo, «è giusto e conveniente che, durante la mia permanenza in Israele, io abbia l'opportunità di onorare la memoria dei sei milioni di ebrei vittime della Shoah, e di pregare affinché l'umanità non abbia mai più ad essere testimone di un crimine di simile enormità».


ACCESSO AI LUOGHI SANTI - Il Papa lancia anche un appello: poiché Cristianesimo, Ebraismo e Islam hanno in comune «una speciale venerazione» per la «città santa di Gerusalemme», dice, «è mia fervida speranza che tutti i pellegrini ai luoghi santi abbiano la possibilità di accedervi liberamente e senza restrizioni, di prendere parte a cerimonie religiose e di promuovere il degno mantenimento degli edifici di culto posti nei sacri spazi».

PERES - Ad accogliere Benedetto XVI, c'erano il presidente israeliano Shimon Peres e il primo ministro Benyamin Netanyahu. Quella di Benedetto XVI, ha dichiarato Peres, è una missione destinata a «spargere semi di tolleranza e a sradicare le radici del fanatismo».


03/03/2009

Sicilia "paradiso dei diavoli" e terra di esorcisti

Sicilia "paradiso dei diavoli" e terra di esorcisti

 

«Vi ringrazio per combattere il maligno». Un medico lavora con loro: «Dietro molte malattie c'è Satana», il vescovo di Palermo Paolo Romeo ha voluto incontrare questi preti a Bagheria

 

Un momento della cerimonia religiosa alla quale hanno partecipato i vari esorcisti di Sicilia. Ad officiare è stato Mons. Renzo Levatori (A.Sciacca)

Un momento della cerimonia religiosa alla quale hanno partecipato i vari esorcisti di Sicilia. Ad officiare è stato Mons. Renzo Levatori (A.Sciacca)

(A.Sciacca)


BAGHERIA (Palermo) – C’è chi ha definito “la Sicilia un paradiso popolato da diavoli”. E guardando la straordinaria concentrazione di preti esorcisti verrebbe da crederci. L’isola detiene infatti un singolare primato: il più alto numero di sacerdoti ufficialmente nominati dai vescovi proprio per combattere il demonio. Su circa 100 preti esorcisti censiti in tutt’Italia, ben 20 si trovano proprio in Sicilia. E nella guerra a Satana non sono mobilitati solo i ministri della chiesa, ma anche laici e persino medici. Tutti sostengono di “lavorare a pieno regime” mentre la Conferenza Episcopale Siciliana è l’unica in Italia a promuoverne la “formazione costante”. Di recente il presidente della Cesi, il vescovo di Palermo Paolo Romeo, li ha voluti personalmente incontrare a Bagheria. «Vi ringrazio – ha detto - per il vostro ministero e per la tempra necessaria nel combattere il maligno». Mentre Mons. Renzo Levatori, dell’Università Pontificia Urbaniana, ha tenuto un ciclo di lezioni (con tanto di attestato di frequenza) spiegando come “il demonio, che è tra di noi, spesso usa come strategia il far dire che non esiste».

L'esorcista Fra' Benigno (A.Sciacca)

L'esorcista Fra' Benigno (A.Sciacca)

 

LA MAFIA NON E' UNA MANIFESTAZIONE DEL DIAVOLO - A guidare gli esorcisti dell’isola è fra Benigno (non poteva chiamarsi altrimenti) dei frati minori rinnovati che vive ed opera nel convento ricavato nell’ex carcere di Corleone. Si, proprio la città dei boss Riina e Provenzano e del demonio mafioso che infesta l’isola. «Riina e la mafia non sono una manifestazione del diavolo –tiene a precisare - ma il frutto di scelte sbagliate». Sarà, ma allora perché tanti esorcisti da queste parti? «Forse siamo tanti perché siamo usciti allo scoperto e ci riuniamo periodicamente – spiega fra Benigno - nel resto d’Italia, oltre a quelli ufficialmente indicati dai vescovi, ce ne sono tanti che praticano spesso l’esorcismo fai da te. In Sicilia prima il cardinale De Giorgi e ora Mons. Romeo hanno invece riconosciuto l’importanza della formazione costante di chi esercita l’esorcistato». E come si manifesterebbe il diavolo? «Come ha sempre fatto in passato e come farà in futuro. Oggi comunque bisogna stare attenti a fattucchieri, messe nere, musica e mode sataniste: sono spesso dei varchi utilizzati proprio dal demonio».

DONNE E GIOVANI LE VITTIME PREFERITE - A quanto pare donne e giovani sarebbero le vittime preferite anche se fra Benigno rassicura: «Bisogna saper distinguere la presenza del demonio dalle patologie psichiatriche. Le possessioni totali sono molto rare, più frequenti i casi di cosiddetta vessazione, mentre spesso ci troviamo solo di fronte a soggetti con sdoppiamento della personalità».

UN MEDICO A FIANCO DEGLI ESORCISTI - A fianco degli esorcisti anche Sergio Zappalà, medico di famiglia di Borgetto con 1.500 pazienti, la cui «conversione» è arrivata quattro anni fa. «Avevo una paziente sempre malata anche se dagli accertamenti clinici non veniva fuori mai nulla. E’ tornata a star bene solo dopo l’intervento dell’esorcista. Da quel momento ho capito che mi mancava qualcosa perché nessuno mi ha spiegato che oltre alle malattie del corpo c’è anche dell’altro. Oggi collaboro stabilmente con i preti esorcisti». Ma concretamente il demonio come si manifesterebbe? «In genere sotto forma di patologie neuropsichiatriche – spiega Zappalà - ma può manifestarsi dietro qualunque tipo di malattia». E poi ci sono i segni esteriori. «L’indemoniato ha una feroce avversione al sacro – spiega fra Benigno - se in estate lo bagni con l’acqua benedetta si sente bruciare, se gli mostri il crocifisso ti sputa. In più mostrano una forza e una capacità di ragionamento sovraumani». Tra gli esorcisti siciliani anche preti che operano in città difficili come “l’inferno” di Gela. «Troppo spesso i giovani sono disorientati e questo li porta a coltivare mode e culti satanisti – spiega padre Enzo Romano - forse il vero demonio è la solitudine».

Alfio Sciacca