25/11/2011

Il cantante degli Iron Maiden fa il pilota, la compagnia aerea fallisce. La compra lui

Il cantante degli Iron Maiden fa il pilota, la compagnia aerea fallisce. La compra lui

MUSICA. Bruce Dickinson lavorava per l'islandese Astraeus Airlines. E il cantante promette: «Salverò 1500 posti di lavoro»

Continua...


05/11/2010

Precipita un aereo a Cuba: tra i 68 morti anche un italiano

Precipita un aereo a Cuba: tra i 68 morti anche un italiano

Il velivolo, della compagnia Aerocaribbean, si è schiantato nella regione centrale di Guasimal dopo che i piloti avevano segnalato una situazione d'emergenza.

Continua...


28/07/2010

Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»

Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»

Tragedia in pakistan. Un velivolo della compagnia Airblue, partito da Karachi, è precipitato vicino la capitale

 

 

Un aereo della compagnia Airblue è precipitato nei pressi della capitale pachistana Islamabad. A bordo del velivolo viaggiavano oltre 146 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Il velivolo era partito da Karachi ed era diretto a Islamabad. Stando alle prime informazioni raccolte, si è schiantato sulle colline che circondano la capitale. Testimoni hanno riferito di aver visto il velivolo volare molto basso prima di schiantarsi al suolo nella zona di Margalla Hills.

La pioggia battente ha reso molto complicato raggiungere il luogo dell’incidente. In un primo momento le autorità pachistane hanno reso noto che a precipitare era stato un piccolo aereo, per poi correggersi poco dopo. Fonti dell’Autorità dell’aviazione civile hanno reso noto che a bordo si trovavano 146 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Dalle prime notizie, i morti confermati sarebbero 20. Delle persone a bordo, alcune decine potrebbero essersi salvate. Per ora sono stati recuperati dieci corpi, cinque sopravvissuti trasportati in ospedale. Airblue è una compagnia aerea privata con sede a Karachi, la seconda più grande del Pakistan.


16/05/2010

Libia: il piccolo Ruben rientra in Olanda, «Non ricordo nulla»

Libia: il piccolo Ruben rientra in Olanda, «Non ricordo nulla»

DOPO LA TRAGEDIA AEREA. «Mi chiamo Ruben e sono olandese». «Sono in ospedale ma non so perchè.Voglio solo ritornare a casa»

 

Il bambino olandese sopravvissuto al disastro aereo in Libia
Il bambino olandese sopravvissuto al disastro aereo in Libia

TRIPOLI - Il piccolo Ruben van Assouw, il bambino di nove anni unico sopravvissuto nell'incidente dell'Airbus 330 dell'Afriqiyah Airways in cui sono morte 103 persone, torna oggi in Olanda. Il piccolo è partito alle ore 10.00 dall'aeroporto militare di Matiga a Tripoli con probabile destinazione all'aeroporto militare di Eindhoven, non confermata però dalle autorità olandesi. Accompagnato dagli zii il bambino in un'intervista a un giornale olandese prima di partire ha affermato di non ricordare nulla dell'accaduto.

LE DICHIARAZIONI - «Mi chiamo Ruben e sono olandese» ha detto spiegando anche di star bene «anche se mi fanno molto male le gambe». «Sono in ospedale ma non so perchè - ha aggiunto il ragazzo - non so altro, voglio solo ritornare a casa». Ruben ha riportato nell'incidente aereo fratture multiple alle gambe ed è stato operato con successo all'ospedale di Tripoli. Gli zii di Ruben hanno ieri raccontato tutto l'accaduto al nipote che nell'incidente ha perso la madre, il padre e il fratellino di 11 anni. «Ora - hanno affermato i suoi familiari - sa che i suoi genitori e il fratello Enzo sono morti. Sarà la nostra famiglia a occuparsi di lui e del suo futuro». «Sarà per noi un periodo molto difficile - hanno aggiunto Trudy e Patrick va Assouw - speriamo che i media rispettino la nostra privacy». Rubens e la sua famiglia erano partiti in vacanza per un safari in Sudafrica per festeggiare i dodici anni e mezzo di matrimonio dei genitori. (Fonte Agenzia Agi)


12/05/2010

Libia, disastro aereo a Tripoli: 103 morti

Libia, disastro aereo a Tripoli: 103 morti

Il volo della compagnia libica Afriqiyah partito da Johannesburg è esploso in fase di atterraggio. Salvo solo un bimbo. A bordo oltre 60 olandesi. La Farnesina verifica la presenza di italiani. Esclusa l'ipotesi terroristica.

 

 

 

TRIPOLI - È esploso durante l'atterraggio, mancando la pista di appena un metro, e si è totalmente disintegrato: lo schianto di un aereo libico all'aeroporto di Tripoli ha provocato la morte di 103 persone. Il velivolo, a bordo del quale c'erano molti stranieri, proveniva dal Sudafrica e secondo quanto riporta la Bbc sarebbe dovuto ripartire da Tripoli diretto a Gatwick. Nell'incidente è sopravvissuto un bambino olandese di otto anni (altre fonti parlano di una bambina): le sue condizioni sono giudicate «buone» dopo il ricovero in ospedale. Secondo l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', alcuni soccorritori sostengono che anche il copilota dell'aereo si sarebbe salvato. Il giornalista arabo non ha però ancora trovato conferme a questa notizia. A causa della violenza dell'esplosione, i resti dei passeggeri e del velivolo sono stati scaraventati nel raggio di un chilometro intorno alla pista. Le autorità libiche escludono che la tragedia sia stata provocata da un attentato terroristico.

L'INCIDENTE
- La sciagura è avvenuta alle 6 nella fase di atterraggio, secondo quanto riferito da un responsabile dei servizi di sicurezza dello scalo. L'aereo è un Airbus 330 della compagnia libica 'Al Afriqiyah' e proveniva da Johannesburg. Il ministro dei Trasporti, Mohammed Zidani, ha spiegato che sono stati recuperati finora 96 corpi e che «fra i passeggeri c'erano cittadini di nazionalità libica, africana ed europea». Tra questi ultimi molti olandesi (una sessantina, secondo il quotidiano 'De Telegraaf') e diversi britannici. Secondo il direttore dell'aviazione civile libica, Mahammed Sclebek «l'incidente non è dipeso dalle condizioni dell'aeroporto di Tripoli». Recuperate le due scatole nere dell'aereo e un'inchiesta è già stata aperta

FARNESINA - L'Unità di Crisi del ministero degli Esteri e l'ambasciata italiana si sono subito attivate con le autorità libiche per i controlli sulla lista dei passeggeri, per escludere la presenza di connazionali a bordo. Secondo quanto riferiscono fonti della Farnesina non risultano cognomi italiani nella lista passeggeri del volo. Sono in atto verifiche di eventuali doppie cittadinanze o naturalizzazioni. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha indirizzato un messaggio al collega libico Musa Kusa, chiedendo di estendere alle famiglie delle vittime i suoi sentimenti di «cordoglio e amichevole vicinanza».

PRIME IMMAGINI
- La tv di stato libica ha intanto trasmesso le prime immagini dell'aereo precipitato. Il velivolo era completamente distrutto e i sedili dell'aereo, così come tutti gli strumenti di bordo, erano sparsi sul terreno antistante la pista di atterraggio. Solo la coda dell'Airbus 330, staccata dal resto dell'aereo, è rimasta quasi intatta. Gli uomini della sicurezza libica sono stati ripresi mentre erano impegnati nel recupero dei cadaveri delle vittime e nella raccolta dei loro documenti personali.

Redazione online