01/12/2010

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

A modena. Il giovane aveva minacciato di agire nel giorno del compleanno della ragazza

Continua...


14/03/2010

Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»

Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»

 

Il premier alla cerimonia per i 90 anni di don Verzè: «Ma oggi è una bella giornata», «ho il cuore che è uno zucchero. Aspiro a vivere fino ai 150»

 

Berlusconi con Don Verzè

BERLUSCONI - «Oggi è una bellissima giornata. Sembra che siamo lontani dall'atmosfera avvelenata in cui siamo stati costretti a stare soprattutto negli ultimi giorni». Silvio Berlusconi parla alla cerimonia per i novant'anni di don Verzè a Milano e commenta le polemiche degli ultimi giorni (il caos-liste e l'inchiesta di Trani sulle presunte pressioni del premier per bloccare Annozero). «Questa mattina - dichiara il capo del governo - abbiamo sentito solo parole positive e buoni sentimenti. È stata una mattinata splendida». Berlusconi ricorda una frase napoletana: «A Napoli si dice 'tengo ò core into ò zucchero'. Questa mattina ho il cuore che è uno zucchero che più zucchero non si può».

FINO A 150 ANNI - Il presidente del Consiglio scherza anche con don Verzè. «Lui mi confessa e mi dà l'assoluzione senza che io dica niente, perché mi conosce. Credo che con lui abbiamo trovato la definizione di cosa sia il peccato per un cattolico: è fare del male agli altri». Poi Berlusconi confessa di aspirare a vivere fino a 150 anni. «Il progetto dei 120 anni - dice - è la media. Agli inizi dell'800 la vita media era di 20 anni, nel '900 di 43. Oggi di 80 anni. Don Verzè pensa che la vita media arrivi a 120 anni, ma quando ci parliamo io e lui ci diciamo che noi vivremo almeno 30 anni di più». Il premier si è detto convinto che «è un progetto che si può realizzare studiando il nostro passato e con uno stile di vita apposito per ciascuno di noi, credo che si possano aggiungere anni alla nostra vita, aggiungendo spirito e qualità. Si questo progetto vale la pena investire perché riguarda l’umanità».

L'OMAGGIO - Don Verzè, dal canto suo, si rivolge all'«amico» Silvio e ricorda il loro incontro di tanti anni fa. «È diventato ormai un personaggio storico nato nella fede cristiana, ispirato alla fraternità non solo in Italia. Il mio non è un elogio politico, non ne ha bisogno, ma personale. Lo conosco da anni Berlusconi, da quando era giovane: prima come cantautore di crociera, poi imprenditore, il più grande in Italia, poi per amore di patria e solo per amore di patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama mondiale». Don Verzè assicura quindi che, nonostante i 90 anni, continuerà a fare il presidente del San Raffaele e il rettore dell'Università Vita e Salute. «Continuerò a lavorare - spiega - nel mio nuovo ufficio sotto la cupola dove c'è la statua dell'arcangelo Raffaele. Continuerò a lavorare da lassù perchè mi devo abituare a lavorare anche dal cielo».

 



16/05/2009

Parla il padre di Noemi: «Su Berlusconi solo bugie»

Parla il padre di Noemi: «Su Berlusconi solo bugie»

 

Intervista al times. La mamma: «Spero possa Fare quello che non ha fatto per me». Ma molte domande, per il quotidiano inglese, rimangono ancora senza risposta in merito alla vicenda.

LONDRA - Il Times di Londra torna sulla vicenda di Noemi. Il quotidiano britannico, che ha constatato come sul certificato di nascita di Noemi sia indicato come padre Benedetto Letizia, ha incontrato quest'ultimo nella sua casa di Portici. Letizia, confermando di aver dichiarato un reddito di circa 12 mila euro, ha parlato di «campagna di bugie e invenzioni per vendere giornali» e definito «una bugia» la notizia che la figlia vada a scuola in Mercedes.

IL PADRE - Il padre di Noemi ha detto di non essere stato l'autista di Craxi e alla domanda su perché Berlusconi l'abbia detto, ha risposto: «Spesso a Berlusconi vengono attribuite cose che non ha mai detto». Puntuale, il corrispondente del Times cita i lanci d’agenzia del 29 aprile che riportano le affermazioni del premier. In risposta, scrive il Times, arrivano solo «un’alzata di spalle, una stretta di mano e un sorriso». Il quotidiano inglese mette poi in evidenza che è stato proprio Benedetto Letizia, e non Noemi, a invitare il premier alla festa di compleanno della figlia. «Erano vecchi amici-scrive il Times- dal tempo del suo impegno giovanile nel ramo napoletano del Partito socialista guidato da Craxi, mentore politico di Berlusconi». «Nonostante le foto intime pubblicate da ’Chi’ - prosegue il quotidiano - il padre di Noemi da oltre due anni non vive più con la moglie e la figlia. Il regalo di Berlusconi a Noemi - un collier da 6mila euro - è stato descritto come un dono spontaneo fatto in un’improvvisa deviazione alla sua festa di compleanno; ma il fotografo Pasquale Cerullo, che era presente, ha raccontato che le forze di sicurezza avevano controllato il luogo già di mattina».

LA MAMMA - Il Times passa poi alla madre della ragazza, Anna Palumbo, osservando che ha rifiutato di dire come, quando e dove ha incontrato Berlusconi. In un'altra occasione, ricorda il Times, ha detto di averlo incontrato attraverso le attività politiche del marito. Ma ha anche detto, secondo quanto riporta il quotidiano britannico controllato da Rupert Murdoch, che Berlusconi potrà «fare per mia figlia quello che non ha potuto fare per me». «Lasciando intendere - rimarca il quotidiano - che lo conosceva già negli anni Ottanta, quando Berlusconi stava costruendo il suo impero televisivo». Molte domande, secondo il Times, rimangono ancora senza risposta in merito alla vicenda. «Vi potrebbe essere una eccellente spiegazione per tutte le domande senza risposta. Ma se c'è, il primo ministro non l'ha ancora fornita», scrive il quotidiano che sottolinea come la «tempesta» attorno alla vicenda «minaccia di scuotere il normalmente saldo seguito di Berlusconi», e la campagna mediatica condotta su Chi «è altamente rischiosa, perchè mantiene l'attenzione del pubblico sulla signorina Letizia e, con lei, sulle tante contraddizioni nel resoconto di Berlusconi su come l'ha conosciuta». Il Cavaliere, come recita il titolo, potrebbe insomma «pagare (in termini di popolarità) per i suoi legami misteriosi con la diciottenne».




20:18 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: berlusconi, festa, napoli, compleanno, noemi, letizia, polemiche, falso, foto | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

13/05/2009

Sempre gli stessi auguri, Mrs. Masters (109 anni) si lamenta con la regina

Sempre gli stessi auguri, Mrs. Masters (109 anni) si lamenta con la regina

 

Per scusarsi la sovrana le manda in visita il nipote William. «Almeno cambi quel vestito giallo della foto: uno blu o bianco non le starebbe male»

 

La signora Masters (a sinistra) con il principe Williams (Ap)
La signora Masters (a sinistra) con il principe Williams (Ap)

LONDRA - Al quinto cartoncino di auguri esattamente uguale ai precedenti quattro ha detto basta. Ha scritto alla regina per lamentarsi: Elisabetta II non può mandarle sempre lo stesso biglietto: la foto della regina in abito giallo. Catherine Masters, 109 anni lo scorso dicembre, a queste cose ci tiene e non le manda a dire, nemmeno a Sua Maestà.

SCUSE - E Sua Maestà per scusarsi della caduta di stile di Buckingham Palace ha inviato il nipote, il principe William, secondo nella linea di successione al trono, al centro anziani Grange a Faringdon, presso Oxford, facendolo annunciare da una telefonare per evitare un colpo all'anziana signora. Il principino, obbediente alla nonna, ha passato una quarantina minuti a chiacchierare con Mrs. Masters di ricette di cucina e storia patria davanti a una tazza di tè con biscottini: più inglese di così...

«LA REGINA CAMBI VESTITO» - La signora Masters, classe di ferro 1899, nata sotto il regno della regina Vittoria, ha consigliato il principe di dire alla sua regale nonna di fare una foto nuova almeno con un vestito diverso: «Uno blu o bianco le starebbe sicuramente bene», ha spiegato al quotidiano Oxford Mail. Inoltre ha detto al giovane principe che il puré viene meglio schiacciando le patate con la forchetta invece che con il passapatate. William le ha recapitato un invito per una festa in giardino a palazzo reale il prossimo 7 luglio.


10/05/2009

«Io presentai Benedetto Letizia a Craxi e a Berlusconi»

«Io presentai Benedetto Letizia a Craxi e a Berlusconi»

 

Il personaggio. L'ex assessore napoletano Martino: mi accompagnava all'Hotel Raphaël

 


NAPOLI — Arcangelo Martino lei è un ex-assessore socialista del Comune di Napoli, arrestato ai tempi di Tangentopoli... «... e poi prosciolto con formula piena. La prego, vi prego, ci tengo: questa storia ha devastato la mia vita. Sono innocente». D'accordo. Lei, comunque, venne arrestato insieme con Elio Letizia, il papà di Noemi, la diciottenne che chiama il premier papi... «Fummo arrestati per due storie diverse».

Arcangelo Martino
Arcangelo Martino

Ma vi conoscete?
«Ma certo. Letizia era nello staff della mia segreteria. E non solo...».

Cos'altro?
«Fui io a presentare Elio Letizia a Silvio Berlusconi».

E lo dice così?
«Come dovrei dirlo?».

E' da due settimane, da quando il premier è andato alla festa di compleanno di Noemi, che tutti si chiedono come e quando Berlusconi ha conosciuto Benedetto detto Elio Letizia...
«La risposta è semplice: gliel'ho presentato io».

Quando? Come? Dove?
«Fra l'87 e il '93 sono stato grande amico di Bettino Craxi. Ero il coordinatore regionale del partito e lo vedevo almeno una volta alla settimana. Tutti i mercoledì andavo a trovarlo a Roma all'Hotel Raphaël, una consuetudine. Mi accompagnava sempre qualcuno dello staff della mia segreteria e quel qualcuno è stato quasi sempre Elio Letizia. Ovviamente...».

Ovviamente?
«Parecchie volte è capitato che al Raphael con Craxi ci fosse Silvio Berlusconi. È lì che ho presentato i due».

E poi?
«Poi hanno fatto amicizia».

Ma perché tanto mistero allora? Se la storia è così semplice, perché Elio Letizia ripete che il motivo della sua conoscenza con Berlusconi è un segreto che si porta nel cuore...
«Non lo so perché Letizia non la racconta questa storia. Io sono almeno quattro o cinque anni che non lo vedo e non lo sento più».

Davvero non c'è altro dietro?
«È andata esattamente così. E sfido chiunque a smentirmi, fosse Bobo Craxi, Giulio Di Donato o altri».

Cosa succedeva al Raphael?
«Incontri di lavoro. Assolutamente normali. Qualche volta anche pranzi o cene».

E ci partecipava anche Elio Letizia?
«No, lo staff della mia segreteria non mangiava insieme con Bettino o Berlusconi».

Comunque Elio Letizia ha costruito con Silvio Berlusconi un rapporto che si è consolidato negli anni fino ad oggi...
«È stato bravo. Letizia ha avuto la perseveranza e il tempo di coltivare questo rapporto con Berlusconi...».

E lei?
«Dopo le questioni giudiziarie mi sono sfilato dalla politica, anche se mi è rimasta nel sangue: mio padre Raffaele è stato uno dei fondatori del Pci a Napoli, amico di Giorgio Napolitano. Mia madre, Filomena Ruggiero, è stata la prima donna che nel '48 si candidò nel Pci».

Sì, ma la politica è una cosa. Il rapporto con Silvio Berlusconi un altro...
«Il rapporto esiste ancora. Anche se...»

Anche se?
«Con i veri amici non bisogna avere timore. E io nella manifestazione contro le discariche, lo scorso dicembre, non l'ho avuto. Gliel'ho detto in faccia: "Che fai Silvio, ci stai riempiendo di monnezza?"».

Alessandra Arachi


11:16 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | Tag: berlusconi, festa, napoli, compleanno, noemi, letizia, polemiche, falso, foto | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/04/2009

Dai carabinieri regalo al boss: manette

Dai carabinieri regalo al boss: manette

 

Controllava il clan di Ponticelli, da gennaio era latitante. Si nascondeva a trastevere. Arrestato a Roma il camorrista Giuseppe Sarno: era stato raggiunto dai parenti per il suo compleanno

 

ROMA - Il boss della Camorra dell'omonimo clan napoletano di Ponticelli, Giuseppe Sarno, è stato arrestato la scorsa notte dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma. Giuseppe Sarno era ricercato da gennaio e trascorreva la sua latitanza in un appartamento di Trastevere, nella capitale.

«REGALO» DI COMPLEANNO - Al momento dell'irruzione dei carabinieri, il boss ha tentato la fuga attraverso i tetti del palazzo ma è stato bloccato dai militari. Il clan Sarno è ritenuto attualmente uno dei gruppi criminali più potenti del capoluogo campano. I carabinieri sono giunti a Sarno dopo un controllo occasionale fatto da una pattuglia del Nucleo radiomobile di Roma ad alcuni parenti stretti del boss che si trovavano a Roma il giorno del suo compleanno.


24/10/2008

I Puffi festeggiano i 50 anni

I Puffi festeggiano i 50 anni

Nella patria degli omini blu: Il belgio festeggia la loro nascita sui media e in piazza. Il 23 ottobre 1958 i due disegnatori Peyo e Franquin diedero vita ai personaggi dei fumetti che conquistarono il mondo

 792908594.jpg1434615890.jpg575844673.jpg646043355.jpg

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BRUXELLES – “Per favore mi passi il coso del sale?”. Probabilmente a chiunque di noi sarebbe uscita una frase più o meno così. Se ci fossimo trovati a tavola e non avessimo ricordato la parola “salino”, ci saremmo rifugiati nel banale ma funzionale “coso” e la storia sarebbe finita lì. Ma visto che in quella sera a metà degli anni Cinquanta a condividere la cena in una trattoria c’erano Peyo e Franquin, ovvero due dei più grandi disegnatori di fumetti del panorama mitteleuropeo, creatori il primo delle avventure di Johan e Pirluit (nella versione italiana “John e Solfami”) e il secondo del personaggio di Gaston, la frase non poteva che essere a sua volta… “fumettosa”. Venne fuori casualmente un “Passe-moi le… le… le Schtroumpf », parola inventata sul momento e dal suono particolarmente accattivante che Peyo, al secolo Pierre Culliford, pensò bene di tenersi a mente per utilizzarla al momento opportuno. E quel momento venne il 23 ottobre 1958 quando si trattò di dare un nome ai buffi omini che, nel “Flauto a sei puffi”, fece incontrare a Johan e Pirluit nel Pays Maudit, una terra immaginaria localizzata in non si sa bene quale località tra le foreste dell’Europa centrale.
 
467795819.jpg

1547797947.jpg1168519825.JPG

 

 

 

 

 

 

 

NUOVO LINGUAGGIO - Schtroumpf non fu semplicemente un nome. Fu anche un nuovo linguaggio. Quei piccoli omini che devono il colore blu ad un’intuizione della moglie di Peyo, Nine, non parlano, bensì “schtroumpfano”, ovvero declinano in schtroumpf praticamente ogni frase che pronunciano. Ed ebbero talmente successo che presto da personaggi secondari divennero protagonisti di una striscia tutta loro, ospitata a partire dal 1959 dalle pagine del Journal de Spirou. Di lì in avanti fu tutto un crescendo. Prima in Belgio e in Francia, poi via via in tutti i Paesi d’Europa (anche in Italia a parire dagli anni Sessanta: dopo un debutto come “Stronfi”, vennero ribattezzati sul Corriere dei Piccoli con l’attuale nome di Puffi) e negli Stati Uniti. Negli Usa fu un vero e proprio boom, grazie anche ai cartoni animati prodotti dalla Hanna&Barbera (gli stessi che poi avrebbero fatto il giro del mondo e che avrebbero portato anche molti bambini italiani, dagli anni Ottanta in avanti, a fare la loro conoscenza) che arrivarono a toccare anche il 42% di share durante la programmazione sulla Nbc. La serie, che alla fine arrivò a superare le 270 puntate, è stata certamente il maggiore contributo alla consacrazione internazionale del Grande Puffo e della sua piccola tribù.

I PUFFI IN PATRIA - A cinquant’anni di distanza dalla loro prima apparizione, i puffi sono dunque diventati delle celebrità internazionali. Sono conosciuti e amati in tutto il mondo e le loro vicende sono tradotte in decine di lingue, anche nei paesi asiatici. Era inevitabile, dunque, che il loro compleanno non passasse inosservato, soprattutto in Belgio, la patria del loro “papà”, scomparso nel 1992. I principali quotidiani e le tv hanno dedicato ampi spazi all’evento e nella centralissima place de la Monnaye i turisti si mettono in coda per farsi fotografare di fianco di un Puffo e una Puffetta che hanno lasciato la tradizionale altezza di tre mele per diventare a misura d’uomo. L’iniziativa rientra nell’ambito di una mostra che ha girato tutta Europa (in maggio ha toccato anche Milano) per approdare ora nella capitale belga e che ha portato alla vendita di migliaia di puffi bianchi a sostegno di una campagna dell’Unicef per l’educazione scolastica dei bambini poveri nei Paesi in via di sviluppo. Ma Bruxelles è anche la sede del Cbb, il Centro del fumetto, ospitato in un edificio liberty di rue de Sables, che già da qualche tempo è stata ribattezzata, guarda caso, rue Schtroumpf. L’edificio ospita ora la mostra “L’union fait le Schtroumpf” visitata ogni giorno da comitive di turisti e da scolaresche provenienti da tutto il Paese. E i puffi sono una presenza fissa anche alla Casa del fumetto, un’altra delle istituzioni che fanno di Bruxelles una delle capitali mondiali della bande dessinée.

I PUFFI IN 3D - Il successo dei Puffi travalica i confini e attraversa le generazioni. E dopo i libri, i cartoni animati, un marchandising che ha prodotto sino ad oggi più di 3 mila oggetti diversi, è ora la volta di un film con personaggi in 3D, sul modello di Shrek: la Columbia Pictures si è infatti aggiudicata recentemente i diritti per la trasposizione cinematografica delle avventure degli Schtroumpf. Un regalo di compleanno davvero coi fiocchi per celebrare questo primo mezzo secolo di vita (anche se, per la cronaca, i puffi sono tutti già centenari, tranne il Grande Puffo che ne ha 542). La data di uscita non è ancora stata stabilita ma i produttori contano già di ottenere un grande successo. «I Puffi sono tra i personaggi più amati nel mondo – ha dichiarato ai media internazionali il presidente della Columbia, Doug Belgrad -. E noi siamo fortunati perché toccherà a noi far conoscere il Grande Puffo, Puffetta e tutti gli altri anche alle nuove generazioni».