16/11/2010
Londra risarcisce gli ex di Guantanamo
Londra risarcisce gli ex di GuantanamoGRAN BRETAGNA. Milioni di euro per i detenuti della prigione americana dopo le rivelazioni sulle torture inflitte
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01/06/2010
Il «patentificio» di Foggia: 36 arresti Da tutta Italia per gli esami col trucco
Il «patentificio» di Foggia: 36 arresti Da tutta Italia per gli esami col truccoLa banda chiedeva duemila euro per superare i quiz. Manette anche a Milano, Parma, Mantova e Vicenza. In carcere il direttore della Motorizzazione, recidivo.
FOGGIA - Ricetrasmittenti e scambi di persona, patenti facili, soldi e droga erano gli affari di un'organizzazione criminale che aveva dalla sua persino il direttore della Motorizzazione civile foggiana. I quiz per ottenere la patente di guida venivano superati da candidati provenienti da tutta Italia grazie a sofisticate apparecchiature, mentre alcuni fiduciari della banda, con uno scambio di fotografie sui documenti, si sostituivano al candidato che si sottoponeva all’esame. Sono queste le risultanze delle indagini che hanno portato il gip del tribunale di Foggia ad emettere 36 ordinanze di custodia cautelare, eseguite in Puglia e in altre regioni d’Italia.
IL DIRETTORE «COMPLICE» - Tra gli arrestati proprio il direttore della Motorizzazione civile di Foggia (già arrestato per analoghi fatti nel 1987 quando era direttore della Mctc di Ravenna) e i titolari di due autoscuole di Foggia, che sono state sottoposte a sequestro. Le 36 persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti per l’illecito conseguimento delle patenti di guida: tra questi, truffa alle Motorizzazioni Civili di Foggia e Bari, corruzione, sostituzione di persona, falsità materiale e ideologica.
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13/10/2009
Bomba a Milano. Sequestrati 40 kg di potenziale esplosivo
Bomba a Milano. Sequestrati 40 kg di potenziale esplosivo
Due uomini sono stati fermati perché sospettati di complicità nell'attentato di ieri contro la caserma Santa Barbara. Nessun legame con la Jihad
Due uomini sono stati fermati stanotte a Milano perché sospettati di complicità nell'attentato di ieri contro la caserma Santa Barbara, mentre nel corso delle indagini sono state ritrovate decine di chili di materiale utilizzabile per la fabbricazione di ordigni.
Lo hanno riferito la Procura di Milano e fonti investigative precisando che i due fermati sono un egiziano, Kol Abdel Hady Abdelazim Mahmoud, e un libico, Israfel Mohammed Imbaeya.
In una nota della Procura si legge che "è stata individuata un'abitazione a Milano nella disponibilità di (Mohammed) Game (l'autore dell'attentato di ieri, ndr) e Kol sita nello stesso stabile ove dimora Israfel, dove è stato rinvenuto materiale di interesse investigativo tra cui circa 40 chili di nitrato d'ammonio e sostanze chimiche utili, ove combinate al nitrato, per la fabbricazione di ordigni esplosivi apparentemente dello stesso tipo di quello esploso in via Perrucchetti".
I magistrati smentiscono dunque che "siano stati sequestrati grossi quantitativi di esplosivo, posto che il nitrato d'ammonio non è in sé un esplosivo anche se costituisce un componente per la fabbricazione di esplosivo".
Una fonte investigativa in precedenza aveva infatti detto che il potenziale esplosivo ritrovato, circa 100 chili, comprendeva "fertilizzanti e altri materiali atti al confezionamento (di ordigni)".
Nel corso delle indagini è stato accertato che il nitrato è stato acquistato circa una settimana fa da Game.
La Procura ha fatto sapere che l'egiziano e il libico sono stati fermati per detenzione, fabbricazione e porto di esplosivi. Il magistrato richiederà la convalida dell'arresto in flagranza di Game, avvenuto ieri e dei due fermi di oggi.
Verrebbe inoltre confermata la linea del gesto isolato, anche se a compierlo sarebbe stata appunto una cellula e non il solo Game, che comunque, secondo le prime ipotesi, aveva messo in conto di morire. Che si tratti di una cellula 'fai da te' lo confermerebbero anche i riscontri avuti dalle perquisizioni effettuate nella notte nelle abitazioni dei due fermati: gli uomini della Digos e del Ros non avrebbero trovato materiale ideologico che possa richiamare il Jihad. Né sarebbero state recuperate cassette, dvd, scritti di terroristi impegnati in Afghanistan e Iraq, manuali per la costruzione di ordigni o sui campi di addestramento sparsi in Medio Oriente.
15:34 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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22/05/2009
Messico, fuga in massa dal carcere Con la complicità delle guardie
Messico, fuga in massa dal carcere Con la complicità delle guardieLa prova nelle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso del penitenziario. In 53 evadono dal penitenziario di carcere di Cieneguillas, con l'aiuto de secondini
WASHINGTON – Il 16 maggio dal carcere di Cieneguillas, Zacatecas, sono evasi 53 detenuti, in gran parte legati al narcotraffico. Ieri il quotidiano Reforma ha diffuso le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso del penitenziario. Un filmato che documenta l’evidente complicità delle guardie. Nel primo spezzone – senza sonoro - si vedono i criminali aprire la porta della cellula ed uscire in gruppo mentre i tre agenti in servizio non oppongono la minima resistenza. Nel secondo filmato compaiono dei militari, mitra in pugno. Ma non sono arrivati per stroncare l’evasione: si tratta, infatti, di banditi vestiti da poliziotti che sono entrati per aiutare i loro compagni. L’ultimo video riprende l’esterno del carcere ed una colonna di mezzi, alcuni dei quali hanno insegne della polizia e lampeggiatori. Viene aperto un cancello e i veicoli entrano, quindi parcheggiano indisturbati. Le sentinelle del carcere non si vedono. Poco dopo arrivano gli evasi che salgono sui veicoli e se ne vanno. Passa qualche minuto, il piazzale è ormai vuoto. Finalmente spuntano i secondini: due escono da una torretta dove erano rimasti senza muovere un dito, altri sopraggiungono con i fucili in pugno.
ARRESTATO L'EX DIRETTORE - Una messinscena. In seguito all’evasione, le autorità messicane hanno disposto l’arresto dell’ex direttore, del supervisore e di decine di agenti. L’episodio è solo una conferma dei legami tra i cartelli della droga e ampi settori delle forze dell’ordine. Un fenomeno che ha costretto il governo ad impiegare l’esercito contro i narcos.
Guido Olimpio
18:00 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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