03/03/2010

Di Girolamo in aula al Senato: troppi innocenti stanno pagando senza colpe, a partire dalla mia famiglia

Di Girolamo in aula al Senato: troppi innocenti stanno pagando senza colpe, a partire dalla mia famiglia

 

E sulla foto in compagnia del mafioso : «In campagna elettorale se ne fanno tante». «Mi dimetto per allontanare l'ignominia. Sono considerato Lucifero e untore»

 

 

 

ROMA - «Mi dimetto per allontanare da me e dalla Camera alta questa ignominia». Nicola Di Girolamo ha preso la parola nell'aula del Senato per spiegare il perché delle proprie dimissioni, presentate a seguito del coinvolgimento nell'inchiesta sul riciclaggio. «Sarò forse ricordato come l'unico che dà le dimissioni in questo Paese» ha detto il senatore uscente che ha però tenuto a ribadire la propria estraneità ai fatti contestati e che ha sottolineato di non avere «portato la'indegnità della 'ndrangheta in quest'aula».

LA FOTO INCRIMINATA - Di Girolamo ha parlato anche della fotografia scattata in occasione dei festeggiamenti per l'elezione, che lo ritrae in compagnia di un mafioso: «Davanti a quella torta feci 300 foto - ha spiegato -: anche con il parroco e con il maresciallo dei carabinieri. Quello che si asserisce essere un mafioso, mi fu presentato come il proprietario di una catena di ristoranti all'estero. In campagna elettorale non si chiede il certificato penale a tutti coloro con i quali si scatta una foto». L'esponente del Pdl ha poi esortato ad accertare i fatti senza coinvolgere persone innocenti: «Ce ne sono già che stanno pagando loro malgrado per questa vicenda - ha detto -, a partire dalla mia famiglia».

«IO LUCIFERO, L'UNTORE» - «Vorrei ringraziare tutti coloro del gruppo - ha poi annunciato Di Girolamo -. Non faccio nomi, visto che sono il Lucifero e l'untore. Credo che i colleghi sanno a chi è diretta la mia riconoscenza. Per loro stessa tutela non li chiamo per nome. Vale anche per i colleghi di opposizione con molti dei quali ho lavorato».

IL VOTO IN AULA - Il Senato si esprimerà in tarda mattinata sulle dimissioni. Il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, aveva fatto sapere che il suo partito è pronto ad accettare il passo indietro del senatore. L'opposizione chiede invece che prima delle dimissioni sia rivalutata la questione della decadenza di Di Girolamo: la sua elezione nella circoscrizione estero era infatti stata subito contestata (in quanto non residente a Bruxelles, come dichiarato) ma la maggioranza non aveva ritenuto di procedere con la decadenza. Le dimissioni senza decadenza comporteranno che Di Girolamo possa continuare a godere di alcuni dei benefit previsti per i senatori anche al termine del loro mandato.

Redazione online


01/03/2010

Di Girolamo scrive a Schifani «Mi dimetto da senatore»

Di Girolamo scrive a Schifani «Mi dimetto da senatore»

 

In Aula mozione della maggioranza per la decadenza. L'esponente Pdl coinvolto nell'inchiesta sul riciclaggio ha presentato le dimissioni da parlamentare

 

Nicola Di Girolamo (Ansa)
Nicola Di Girolamo (Ansa)

ROMA - Come anticipato, Nicola Di Girolamo ha presentato le dimissioni da senatore. L'esponente del Pdl coinvolto nell'inchiesta sul riciclaggio ha comunicato la sua decisione con una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani.

L'ITER IN AULA - Le dimissioni dovranno essere votate dall'aula di Palazzo Madama. La data di tale votazione dovrà essere calendarizzazione dalla conferenza dei capigruppo del Senato, che è convocata per domani alle 11. Sia il Pd sia il Pdl avevano depositato in mattinata mozioni per la decadenza del senatore eletto all'estero dal suo seggio, mentre è in calendario per martedì alle 12 una audizione dello stesso Di Girolamo, coinvolto nello scandalo riciclaggio, davanti alla giunta per le Elezioni e le immunità del Senato.

MOZIONE PDL PER LA DECADENZA - Intanto a Palazzo Madama, una mozione presentata dal Pdl chiede che venga ripresa in Aula «la discussione sulla decadenza del senatore Di Girolamo». Nel testo predisposto dal Popolo della Libertà si fa riferimento al «tempo trascorso dalla deliberazione con la quale si era sospeso l'esame della proposta di decadenza. Oggi infatti si può inquadrare in una prospettiva diversa l'intera vicenda, senza attendere l'esito di un procedimento penale che nel frattempo è diventato più complesso. Il prestigio del Senato si difende meglio quando si ha un quadro completo dei fatti».