26/09/2011

Morto Mirigliani, il patron di Miss Italia

Morto Mirigliani, il patron di Miss Italia

Originario della calabria, aveva gestito per 50 anni l'elezione delle «reginette». Aveva 94 anni. Da alcuni giorni era ricoverato al policlinico Gemelli di Roma

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13/09/2011

E' Leila la nuova Miss Universo: «Voglio lavorare sui problemi dell'Africa»

E' Leila la nuova Miss Universo: «Voglio lavorare sui problemi dell'Africa»

In finale ha sbaragliato le concorrenti di Ucraina, Brasile, Filippine e Cina. Angolana, 25 anni, studentessa di Business management: «Il razzismo? Non mi tocca»

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01/09/2011

Astuzie di una Miss: sotto il vestito nulla

Astuzie di una Miss: sotto il vestito nulla

La finale si terra' in brasile, a Guaruja nello Stato di San Paolo il 12 settembre prossimo. La favorita per Miss Universo è la reginetta della Columbia che si è presentata ai fotografi senza slip

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04/01/2011

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

DISCRIMINAZIONI MILITARI. Precaria da 5 anni. Non potrà partecipare al concorso per l'assunzione a tempo indeterminato. Ricorre al Tar

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03/01/2011

Uk, al via il concorso sul miglior profilo Facebook

Uk, al via il concorso sul miglior profilo Facebook

In occasione dell’uscita del film Catfish, dove il social network gioca un ruolo importante, nel Regno Unito si elegge il miglior profilo del sito di Zuckerberg. Una giuria qualificata sceglierà il vincitore. Per candidarsi c’è tempo fino al 17 gennaio

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23/11/2010

Le regine del fitness, atletiche e sexy -

Le regine del fitness, atletiche e sexy -
Budapest a caccia del titolo

 

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28/06/2010

Mafia, i pm chiedono 10 anni per Cuffaro

Mafia, i pm chiedono 10 anni per Cuffaro

Il processo si svolge con il rito abbreviato. Richiesta di condanna per il senatore Udc. «Accuse gravi anche per il ruolo di governatore regionale che ricoprì»

 

Salvatore Cuffaro
Salvatore Cuffaro

PALERMO - Dieci anni di condanna per Salvatore Cuffaro: è la richiesta avanzata dai pm Nino Di Matteo e Francesco Del Bene nei confronti dell'ex presidente della Regione siciliana e attuale senatore dell'Udc. L'ex governatore è accusato di concorso in associazione mafiosa nel processo che si svolge con il rito abbreviato davanti al gup di Palermo, Vittorio Anania. La pena richiesta tiene conto della riduzione di un terzo previsto dal rito abbreviato.

IL «SISTEMA»
- I pm hanno deciso di non chiedere le attenuanti generiche per Cuffaro «perché i fatti di cui lo accusiamo sono veramente gravi anche per il suo ruolo di governatore regionale: per questa sua veste poteva partecipare in alcuni casi al Consiglio dei ministri». «Abbiamo dimostrato - hanno detto - che il sistema di controinformazioni messo in piedi da Salvatore Cuffaro era puntato a scoprire indagini sui rapporti tra la mafia ed esponenti politici o a lui collegati. È proprio la natura delle informazioni che ci fa capire la portata di questo sistema e di come si possa configurare l'accusa di concorso in associazione mafiosa». Le testimonianze di pentiti e di soggetti vicini all'imputato hanno dato, secondo i pm, ulteriore conferma alle accuse. «Fin dal 1991 i contatti con Angelo Siino - ha detto Del Bene - dimostrano l'esistenza del patto politico-mafioso stretto da Cuffaro con esponenti di Cosa Nostra».

LA REQUISITORIA
- Durante la sua requisitoria, il pm Nino Di Matteo ha parlato dei rapporti tra Michele Aiello, imprenditore della sanità condannato per mafia, e Cuffaro. «Aiello costituiva un importante anello di congiunzione tra Cosa nostra e Salvatore Cuffaro - ha detto Di Matteo -. Aiello ha stabilito negli anni un vero e proprio patto di protezione con Cosa nostra che garantiva e tutelava l'espansione della sua attività imprenditoriale. Il rapporto tra Aiello e Bernardo Provenzano prevedeva una serie di prestazioni e controprestazioni di cui si agevolano entrambi. La ditta Aiello si è occupata, grazie alla volontà mafiosa, della costruzione di numerose strade interpoderali. Da parte sua Aiello assumeva personale indicato da Cosa nostra, ovviamente pagava la 'messa a posto'. Ma soprattutto Aiello aveva dei rapporti con rappresentanti istituzionali che interessavano a Cosa nostra e che gli consentivano di avere informazioni riservate su alcune indagini in corso». Tra questi rapporti, secondo i pm, c'era anche quello con Cuffaro «che in cambio - ha spiegato Di Matteo - aveva la possibilità di avere a disposizione le strutture sanitarie di Aiello per fare favori ad amici ed elettori. Possiamo sospettare quindi, anche se questo punto non è dimostrato, che ci fosse un rapporto societario di fatto tra Aiello e Cuffaro. È provata invece l'introduzione di un nuovo nomenclatore tariffario di radioterapia per le struttura convenzionate che includeva, guarda caso, le cinque principali prestazioni eseguite nelle cliniche di Aiello, prima non presenti nel tariffario».

LA REPLICA
- Cuffaro, dopo la richiesta di pena, è uscito dall'aula in silenzio accompagnato dai suoi legali. In precedenza, il senatore aveva negato di essere in "società" con Aiello. «Io facevo solo delle segnalazioni per alcuni esami diagnostici, così come facevano anche altri politici e magistrati. Per questo devo essere considerato socio di Aiello?». Il pm ha affermato che la moglie del senatore Cuffaro «è stata per poche ore socia di Aiello», avendogli ceduto quote di una società di un laboratorio di analisi. Ma Cuffaro si difende: «Se mai si può parlare di soci lo sono stati per un minuto, dal notaio». Parlando poi della requisitoria, Cuffaro ha aggiunto: «La Procura sta ricostruendo la sua verità, poi noi nelle arringhe difensive risponderemo punto su punto alle accuse».

Redazione online


22/06/2010

Rebrand BP: disegna il vero volto della British Petroleum

Rebrand BP: disegna il vero volto della British Petroleum

I danni provocati dalla marea nera saranno irreversibili. Lo sa bene Greenpeace che ha deciso di dichiarare guerra al colosso petrolifero lanciando un concorso: ridisegnare il logo della società, ma questa volta svelandone il vero volto. Senza pietà.

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Mentre la marea nera continua a devastare le coste americane, Greenpeace dichiara guerra al responsabile del disastro ambientale. Dopo una sciagura di tale portata l’organizzazione ambientalista ha pensato che il mondo intero dovesse sapere di cosa davvero si occupa la British Petroleum e ha lanciato così il concorso Rebrand BP. Lo scopo è realizzare un nuovo logo che metta in chiara luce la vera anima di BP.

Secondo l’organizzazione ambientalista, la principale fonte di estrazione petrolifera per la BP
sono le sabbie catramose di Alberta in Canada: una miscela di sabbia, acqua e una forma molto densa di petrolio conosciuta come bitume, insomma, il modo più sporco di sempre di produrre l’oro nero. Allora, osserva Greenpeace, come mai nel logo appare l’immagine di un girasole mentre l’olio utilizzato è di tutt’altra natura? Ben Stewart, uno degli attivisti di Greenpeace, si sfoga sulle pagine del Sydney Morning Herald: “Ci vuole una bella faccia tosta ad utilizzare come logo un girasole quando il business della società è l’olio sporco”.

Il
girasole giallo e verde che rappresenta la BP era stato creato nel 2000 per rimarcare la natura green della società, che nello stesso periodo aveva adottato lo slogan “Beyond Petroleum”, oltre il petrolio. Quello che ci è stato mostrato negli scorsi mesi dà però un’immagine diversa dell’azienda, ecco così rendersi necessario un restyling totale del logo che mostri il vero volto del colosso petrolifero.

I primi a dare l’esempio sono stati proprio gli attivisti di Greenpeace che all’alba del 20 maggio scorso si sono arrampicati sul palazzo della sede londinese della British Petroleum e hanno issato una bandiera con una versione rivisitata del logo aziendale, con qua e là
degli schizzi neri a rappresentare il disastro in atto. Da qui l’iniziativa Rebrand BP.

Il progetto coinvolge tutti, da designer professionisti ad artisti amatoriali. Ci si può sbizzarrire come meglio si crede, fra colori, Photoshop e tutto quanto viene in mente. Per chi si sente più un copy che un grafico, si può sempre lanciare la propria idea e chiedere l’aiuto di un grafico disposto a collaborare.
Il logo più bello verrà utilizzato nella nuova campagna internazionale di Greenpeace contro il gigante petrolifero. Dunque affrettatevi, le iscrizioni terminano il 28 giugno.

Intanto, mentre tutto il mondo si dà da fare per dare una mano, fra donazioni in denaro e preziosi aiuti per salvare gli animali e ripulire le spiagge, un gruppo di volontari ha avuto un'idea quanto meno originale: rivendere all’asta il petrolio raccolto dalla stessa falla, imbottigliato.


Basta collegarsi al sito
HorizonRelief.org ed è fatta: con qualche dollaro potrete portarvi a casa una bella bottiglia di petrolio. Il sito spiega che mentre le grandi aziende coinvolte riceveranno facilmente aiuto dalla stessa BP o dal Governo, per i braccianti del settore e i pescatori è più difficile trovare un qualche supporto; da qui l’iniziativa: i proventi saranno totalmente devoluti ai lavoratori locali.

Insomma, un modo come un altro di raccogliere fondi. E se di una bottiglia di “crudo” della marea nera non ve ne fate niente, nessun problema: potrete fare delle donazioni senza portare a casa alcun flacone.


08/05/2010

La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello

La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello

"L'Uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che racconta la strage nazista di Marzabotto, è il miglior film del 2010. Il premio per la Miglior regia è andato invece a Marco Bellocchio per “Vincere”, pellicola che ha conquistato 8 statuette

 

 

 

Alla serata di premiazione dei David di Donatello 2009-2010 oltre al film di Giorgio Diritti, 'L'uomo che verrà", e quello di Marco Bellocchio, “Vincere”, ha vinto su tutti la politica e la polemica. Hanno polemizzato un po' tutti anche perché l'incipit della serata, la lettura del documento dei Centoautori, da parte di Stefania Sandrelli, fatta con una platea in piedi, non poteva che non galvanizzare tutti.

Per quanto riguarda i premi, vince un film difficile come “L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti (aveva già vinto al Festival di Roma) e, in quanto a statuette (ben otto), “Vincere” di Marco Bellocchio, che ottiene il premio della miglior regia. Un po' di delusione invece per Paolo Virzì che partito superfavorito (18 candidature) si porta a casa con “La prima cosa bella” solo tre statuette (miglior attore e attrice protagonista a Valerio Mastandrea e Micaela Ramazzotti e la sceneggiatura). Ma va peggio forse a “Baaria” di Giuseppe Tornatore che ottiene solo il premio per il miglior musicista (Ennio Morricone) e il David Giovani e infine va un po' meglio invece a ”Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek (che ottiene due premi andati a Ilaria Occhini e Ennio Fantastichini come attori non protagonisti).


03/01/2010

Il marito dell'anno fugge con modella 10 settimane dopo le nozze

Il marito dell'anno fugge con modella 10 settimane dopo le nozze

 

Fine della favola. Darryl Johnson aveva sposato Emma McIntyre vincendo il concorso di un giornale locale sulla coppia del 2009

 

Lo sposo dell'anno fugge con modella10 settimane dopo le nozze

 

LONDRA - Meno di tre mesi dopo essere stato dichiarato 'sposo dell'anno', un giovane inglese ha abbandonato la moglie per fuggire con una fotomodella. Darryl Johnson aveva sposato Emma McIntyre in una cerimonia da 10mila sterline interamente pagata da un giornale locale che aveva indetto un concorso per scegliere la copia dell'anno. Le attenzioni di Darryl per la fidanzata avevano commosso i lettori, ma la favola è durata appena 10 settimane.

«LE COSE CAMBIANO» - È stata Emma a scoprire la relazione del marito, dopo aver trovato decine di telefonate registrate sul telefonino alla 19enne Paris Beauclaudette (oltre ad alcuni messaggi su Facebook). Non solo: sembra che dopo aver commosso i giurati del concorso (soprattutto per aver costruito tre enormi cuori di legno con la scritta "Darryl Johnson ama Emma McIntyre"), Darryl si sia rivelato tutto fuorché un bravo marito. «È stato un sogno che si è trasformato in incubo» ha dichiarato la povera sposa. E lui? «Ho amato Emma - ammette Darryl - ma le cose cambiano». Tra l'altro, l'uomo ha assicurato che la sua relazione con Paris sia iniziata dopo la "rottura" del matrimonio.