08/05/2012

Abusi edilizi a Capri, un anno di condanna per Montezemolo

Abusi edilizi a Capri, un anno di condanna per Montezemolo

La pena è stata sospesa. Reati ambientali per lavori nella residenza di Anacapri. Il suo legale: «Sentenza eccessiva, in parte sono fatti formali»

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05/02/2011

Del Noce vince l'appello contro l'inviato di «Striscia»

Del Noce vince l'appello contro l'inviato di «Striscia»

TV - L'attuale direttore di Rai Fiction: «Sentenza segna limiti dei giornalisti». Staffelli: «Sono allibito». Striscia ricorre in Cassazione per la microfonata del 2003

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12/01/2011

Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia

Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia

Era perseguitata da quando aveva 9 anni. L'amico di famiglia è stato condannato ad 8 anni e 4 mesi di reclusione

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14/10/2010

Accoltellate da un vicino per una lite. La madre muore, la figlia gravissima

Accoltellate da un vicino per una lite. La madre muore, la figlia gravissima

I carabinieri hanno arrestato il vicino di casa con il quale le due donne avevano avuto screzi. Il movente? Lui non sopportava il cane. Già condannato per stalking

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15/09/2010

Michael condannato a 8 settimane

Michael condannato a 8 settimane

IL TRIBUNALE DI LONDRA. Il cantante ha mandato in frantumi una vetrina con l'auto. L'accusa: «guida in stato di ebbrezza» da droga

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23/08/2010

Torna in libertà Maniero, l'ex boss della mala del Brenta

Torna in libertà Maniero, l'ex boss della mala del Brenta

"Faccia d'angelo" a 55 anni torna ad essere un uomo come tutti gli altri. Era stato condannato a 17 anni di reclusione: 11 per associazione per delinquere di stampo mafioso, con rapine, traffico di droga e sequestri, e 14 per sette omicidi

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16/07/2010

Turismo sessuale in Colombia, condannato un italiano

Turismo sessuale in Colombia, condannato un italiano

TERRE DES HOMMES: «E' UNA SENTENZA STORICA»

Paolo Pravisani riconosciuto colpevole di pedofilia. Nel Paese è la prima sentenza del genere contro uno straniero

 

Paolo Pravisani (da eluniversal.com.co)
Paolo Pravisani (da eluniversal.com.co)

Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes, l'ha definita una «sentenza storica». E in effetti, Paolo Pravisani è il primo straniero condannato per pedofilia in Colombia, paradiso del turismo sessuale. Dopo una lunga udienza giovedì sera a Cartagena, infatti, il 72enne originario di Udine, è stato riconosciuto colpevole di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione. Pravisani era accusato di aver pagato minori per abusarne sessualmente, nonché di aver pagato delle donne per compiere atti sessuali con minori, ai quali egli assisteva. Il giudice, che entro un mese fisserà la pena a suo carico, ha già ordinato il trasferimento del 72enne dalla clinica psichiatrica nella quale si era rifugiato durante tutto il processo al carcere di Ternera. Assieme a Pravisani sono state condannate Hilda Martínez e Angélica Tovar per atti sessuali con minori di 14 anni e come complici di induzione alla prostituzione e pornografia infantile.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI - I fatti che vedono coinvolto l'italiano risalgono al 2009. E la ricostruzione riportata da diversi media colombiani e da Terre des Hommes, la ong che opera attivamente nel paese sudamericano in difesa dei minori vittime di sfruttamento sessuale e che si occupa del caso, è dettagliata: il 23 febbraio del 2009 la polizia trova nell'appartamento dell'ex pilota di Udine a Cartagena (meta turistica molto nota sulla costa caraibica) il 15enne colombiano Yesid Torres, nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo. Accanto a lui, Pravisani, in mutande e visibilmente ubriaco. I soccorsi, seppur immediati, risultano inutili e il giovanissimo Yesid muore in ospedale. Il medico legale, spiega Terre des Hommes, stabilisce che la morte del 15enne, che ufficialmente lavorava come domestico in casa del pensionato italiano, è stata causata da una overdose di cocaina, motivo per cui Pravisani non viene accusato di omicidio. Ma la polizia trova in casa dell'italiano droga e foto pedopornografiche che ritraggono, racconta la ong, atti sessuali tra minori, in alcune delle quali appare lo stesso Pravisani. Dopo pochi giorni di carcere, Pravisani entra in una clinica psichiatrica.

PROCESSO STORICO - Il processo Pravisani è stato il primo di questo tipo istituito in Colombia contro un cittadino straniero. La condanna è arrivata a quasi un anno e mezzo dalla morte di Yesid e Terre des Hommes esulta. «Finalmente - ha detto Salinari - si spezza il cerchio di omertà e complicità che da anni si chiudeva attorno alle tante vittime della prostituzione infantile e copriva gli sfruttatori ed i clienti».

Redazione online


12/07/2010

Ganzer condannato a 14 anni di reclusione

Ganzer condannato a 14 anni di reclusione

L’ex comandante dei Ros è stato condannato dal tribunale di Milano per aver costituito e favorito traffici di droga, per poi reprimerli presentando i risultati ai suoi superiori. Condannato a sette anni per gli stessi reati anche il colonnello Mauro Obinu

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Il generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer, comandante del Ros, è stato condannato a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

La procura di Milano aveva chiesto la condanna a 27 anni di reclusione
. Secondo l'accusa, Ganzer, insieme ad altre 17 persone, con una serie di illeciti, avrebbe creato e favorito traffici di droga per poi poterli reprimere per produrre risultati nella sua attività investigativa.

L'inchiesta, nata a Brescia nel 1997, ha avuto un lungo e complicato iter giudiziario, con oltre 160 udienze.


Per Ganzer è scattata anche l'interdizione perpetua ai pubblici uffici. Condannato anche l'ex colonnello del Ros e attuale membro dell'Aise (servizi segreti) Mauro Obinu, a cui è stata inflitta la pena di 7 anni e 10 mesi di carcere.


18/06/2010

Il consiglio dei ministri: «Piena e completa fiducia in De Gennaro»

Il consiglio dei ministri: «Piena e completa fiducia in De Gennaro»

Il prefetto aveva messo a disposizione di Berlusconi l'incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza

 

Gianni De Gennaro (Emblema)
Gianni De Gennaro (Emblema)

ROMA - Il giorno dopo la sentenza di condanna a un anno e 4 mesi per i fatti del G8 di Genova, l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro ha presentato le proprie dimissioni ma, come si legge nel comunicato finale della riunione di venerdì, il Consiglio dei ministri gli «ha collegialmente confermato all'unanimità «piena e completa fiducia». A svelare le dimissioni, lo stesso comunicato di Palazzo Chigi quando scrive: il prefetto «aveva correttamente e con alto senso dello Stato messo a disposizione del Presidente del Consiglio il proprio incarico».

PROSEGUIRE - Poi prosegue: «Il Consiglio, manifestando vivo apprezzamento e plauso per il lavoro finora svolto, ha invitato il Prefetto De Gennaro a proseguire con lo stesso spirito e con lo stesso impegno - conclude il passaggio del documento finale del Cdm - nel suo incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza».

Redazione online


07/05/2010

Effettua test di verginità sulla figlia, per la Cassazione equivale a stupro

Effettua test di verginità sulla figlia, per la Cassazione equivale a stupro

Il padre assolto in primo grado, condannato a 8 mesi in appello. Per umiliare la ragazza considerata sessualmente troppo disinvolta

 

TORINO - Per umiliare la figlia, considerata sessualmente troppo disinvolta, un padre l'ha sottoposta personalmente al test della verginità e ora per effetto di una sentenza della Cassazione, rischia la condanna per violenza sessuale. Il caso arriva da Torino dove un 55enne, per verificare la perdita della verginità della ragazza, dopo averla denudata, aveva fugacemente introdotto le dita della mano nella vagina. Denunciato dalla figlia, il padre era stato assolto da ogni accusa in primo grado mentre la Corte d'appello di Torino il 17 giugno 2009 lo aveva condannato a otto mesi di reclusione per il reato più lieve di violenza privata. Una condanna contro la quale la procura del capoluogo piemontese ha fatto ricorso con successo in Cassazione sostenendo che «l'esplorazione vaginale su donna non collaborativa non solo non può produrre alcun risultato certo e non esclude che l'uomo, sebbene fortemente contrariato dalla presunta disdicevole condotta della figlia, avesse agito su impulso sessuale».