08/03/2012

'Ndrangheta, processo «Crimine»: 34 assoluzioni, oltre 90 condanne

'Ndrangheta, processo «Crimine»: 34 assoluzioni, oltre 90 condanne

LA SENTENZA. Dieci anni per Domenico Oppedisano considerato il capo dei capi della mafia calabrese

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17/02/2012

Inchiesta Videopoker, dieci concessionari condannati a pagare 2,5 miliardi

Inchiesta Videopoker, dieci concessionari condannati a pagare 2,5 miliardi

La corte dei conti pubblica la sentenza sulle maxi penali. Sanzioni anche per l’ex Direttore Generale dei Monopoli di Stato Giorgio Tino, 6 milioni di euro e per il Direttore dei Giochi, Antonio Tagliaferri, poco più di 2,5 milioni

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15/12/2011

Crac Hdc, Crespi condannato a 7 anni. Assolti Confalonieri e Messina

Crac Hdc, Crespi condannato a 7 anni. Assolti Confalonieri e Messina

LA SENTENZA. Assolti Fedele Confalonieri e Alfredo Messina. L'ex sondaggista: «Pena non coerente, ricorrerò in appello»

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20/11/2011

Mille anni alla 'ndrangheta del Nord. Condannati 110 affiliati alle cosche

Mille anni alla 'ndrangheta del Nord. Condannati 110 affiliati alle cosche

Il maxiprocesso. Dagli imputati applausi ironici e urla contro il giudice. «Danni di immagine a Regione e Comuni»

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14/11/2011

Olgiata, Reyes condannato a 16 anni

Olgiata, Reyes condannato a 16 anni

IL DELITTO. L'accusa aveva chiesto l'ergastolo per l'ex domestico per l'uccisione della contessa Filo Della Torre nel 1991

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13/10/2010

''Il nome di Collina lo fece Bergamo, non Facchetti''

''Il nome di Collina lo fece Bergamo, non Facchetti''

CALCIOPOLI. E' quanto emerge da una integrazione della perizia fonica depositata da Roberto Porto, il perito incaricato di esaminare e trascrivere le intercettazioni indicate dalla difesa di Moggi. Il nome dell'ex arbitro non lo fa il presidente dell'Inter ma il designatore. Intanto Rosetti racconta della telefonata di Bergamo nell'intervallo di Lazio-Fiorentina. In aula anche Nesta e Ledesma

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26/04/2010

Calciopoli, la sentenza del gup: «Il sodalizio raggiunse tutti gli scopi»

Calciopoli, la sentenza del gup: «Il sodalizio raggiunse tutti gli scopi»

Le motivazioni della condanna di giraudo. Il magistrato e l'esito del campionato 2004-2005: «La Juve vinse e la Fiorentina non retrocesse»

 

Antonio Giraudo e Luciano Moggi, in una immagine di archivio (Ansa).
Antonio Giraudo e Luciano Moggi, in una immagine di archivio (Ansa).

MILANO - Il sodalizio accusato di aver governato illecitamente il calcio italiano raggiunse tutti i suoi scopi. Lo sostiene il gup di Napoli Eduardo De Gregorio, nelle motivazioni della sentenza su Calciopoli emessa al termine del processo svoltosi con rito abbreviato nei confronti, tra gli altri, dell'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo e dell'ex presidente dell'Aia Tullio Lanese. «Quanto all'efficienza del sodalizio, altro sicuro indice rivelatore della sua esistenza - scrive il gup De Gregorio - va sottolineato che esso raggiunse tutti gli scopi già programmati e quelli che, nel corso degli eventi, si propose di conseguire». Il magistrato si sofferma sull'esito del campionato 2004-2005. «Sul punto - osserva - è necessario e sufficiente rimarcare che, attraverso diversificate attività illecite, la compagine riuscì a determinare l'esito del campionato di calcio sia con riguardo all'assegnazione della vittoria finale della Juventus (all'evidenza scopo principale del gruppo), sia con riguardo alla retrocessione in serie inferiore, cui illecitamente fu sottratta perlomeno la Fiorentina».

«I componenti del gruppo che amministrava di comune accordo il campionato di calcio - scrive il gup in un altro passaggio del capitolo sul reato associativo - ebbero lo scopo comune di programmare e compiere una serie indeterminata di delitti come si ricava dalla chiara acquisizione processuale secondo la quale essi organizzarono le frodi sportive non solo con riguardo ad incontri di calcio in cui era impegnata la società juventina, ma furono aperti ad ogni altra occasione illecita, come verificatosi durante l'impresa di salvataggio della Fiorentina, cui parteciparono anche Giraudo e Moggi in modo determinante». «Detta iniziativa, in sè illecita, poiché realizzata con le attività fraudolente, a sua volta - osserva il giudice - ebbe per voluta conseguenza l'aumento del prestigio e della forza del gruppo nei confronti dell'intero settore ed in specie degli esponenti di quella società che in precedenza erano ed essi contrari». (Fonte: Ansa)


30/03/2010

Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato

Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato

 

Il processo si terrà il 20 luglio. Condannati invece Vanoli e Soprano (avevano scelto il rito abbreviato). L'ex presidente assolto per falso

 

Antonio Bassolino

 

NAPOLI - Antonio Bassolino rinviato a giudizio per peculato, per la vicenda delle consulenze al commissariato rifiuti. A poche ore dal suo addio alla poltrona di governatore, l'ex presidente va a processo per peculato (assolto per falso): così ha deciso il gup Vincenzo Alabiso accogliendo (in gran parte) la tesi del pm Giancarlo Novelli.
Già condannati, invece, l'ex vicecommissario Raffaele Vanoli e l'avvocato Enrico Soprano anche loro con l'accusa di peculato. Ai due, che avevano chiesto il rito abbreviato, è stata comminata una pena, rispettivamente, di due anni e un anno e sei mesi, pena poi sospesa.
Con Bassolino vanno a giudizio anche altre due persone: l’ex subcommissario Giulio Facchi e il consulente Michele Carta Mantiglia. Il processo si terrà il 20 luglio prossimo davanti alla prima sezione del tribunale, collegio A.

L'ACCUSA - Secondo la procura di Napoli i vertici del commissariato avrebbero erogato indebitamente somme di denaro a Soprano (79.534 euro) e a Carta Mantiglia (72.914 euro) facendo risultare nel primo caso che le consulenze erano retribuite in modo conforme alle tariffe professionali vigenti, nel secondo che al consulente potevano essere applicate le tariffe previste per i ragionieri mentre Carta Mantiglia, pur avendo conseguito il diploma, non è iscritto all’albo dei ragionieri.
Michele Carta Mantiglia è amico di Giulio Facchi oltre che bergamasco come lui. Venne nominato da Bassolino consulente nel 2002 per curare i rapporti del commissariato con gli impianti di smaltimento dei rifiuti in Lombardia, ai quali la Campania si rivolgeva per smaltire le migliaia di tonnellate di spazzatura giacenti in strada. Si era già occupato di rifiuti: era stato infatti amministratore delegato e detentore di una parte del capitale di Ecolservice Italia srl, compagine costituita nell’ottobre 1986. Oggetto sociale: raccolta, trasporto anche per conto terzi, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. La parte restante del capitale di Ecolservice — 87,17% — era di Ecoltecnica Italiana spa, sino al luglio 1998 controllata da Giorgio e Salvatore Di Francia e da Domenico La Marca, i quali hanno gestito, tra l’altro, la discarica di Pianura per decenni. Dal commissariato, Carta Mantiglia percepiva 413 euro al giorno: la tariffa professionale prevista per i ragionieri nel caso in cui, per svolgere il mandato loro affidato, siano costretti ad allontanarsi per tutta la giornata dal proprio studio. Per il pm, però, «tali tariffe non erano applicabili all’indagato, il quale non era iscritto all’albo dei ragionieri e non poteva svolgere alcuna attività professionale di ragioniere». Quanto a Soprano, gli sarebbero state liquidate parcelle superiori a quelle previste dalle tariffe professionali per consulenze sui contratti stipulati dal Commissariato; eppure, la struttura aveva a disposizione cinque laureati in legge.

LA DIFESA DELL'EX GOVERNATORE - Era a firma degli avvocati Massimo Krogh e Giuseppe Fusco: «La richiesta di rinvio a giudizio di Bassolino - avevano sostenuto i due legali dell'ex governatore - riguarda la liquidazione di due fatture che i pm ritengono sia avvenuta in violazione della tariffa professionale. Il commissario firma i mandati di pagamento sulla base di un lavoro istruttorio degli uffici tecnici che accertano la regolarità formale e sostanziale delle prestazioni e delle fatture emesse». Ma il gup non ha ritenuto fondata questa obiezione (non ci sarebbe stata un'istruttoria di funzionari regionali) e ha rinviato a giudizio l'ex commissario ai rifiuti.

Titti Beneduce


27/05/2009

La Corea del Nord continua la sfida Lanciato un terzo missile a corto raggio

La Corea del Nord continua la sfida Lanciato un terzo missile a corto raggio

 

Il nuovo test avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo. Il regime di Kim Jong-il risponderà «immediatamente e con forti misure militari» ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane

 

Kim Jong II, leader della Corea del Nord (Markanew)
Kim Jong II, leader della Corea del Nord (Markanew)

SEUL - La Corea del Nord continua a sfidare il mondo. Pyongyang ha effettuato un nuovo lancio di missile a corto raggio, all'indomani del lancio di altri due, minaccia una risposta militare alla Corea del Sud dopo la decisione di Seul di aderire alla Proliferation Security Initiative (Psi). Tutto questo mentre i satelliti spia americani hanno accertato che è ripartito l'impianto nucleare -2.

NUOVO TEST - L'agenzia sudcoreana Yonhap, citando una fonte anonima del governo di Pyongyang, ha riferito che il lancio del nuovo missile a corto raggio è avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo. Il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando una fonte anonima del governo di Seul, ha riferito che un satellite spia statunitense ha rilevato vapore uscire da un impianto nucleare a Yongbyon, generati dalla struttura di lavorazione del plutonio che si trova a 80 chilometri da Pyongyang. La Corea del Nord aveva già annunciato di aver riavviato le operazioni di ritrattamento del combustibile atomico a Yongbyon, in segno di protesta verso la condanna dell'Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, che secondo i servizi Usa e sudcoereani era però il test di un nuovo missile nucleare. L'ultimo atto della sfida al mondo è la dichiarazione di Pyongyang non sertirsi più legata all'armistizio del 1953, siglato alla fine della guerra di Corea.

LA RISPOSTA DEL REGIME - La notizia è stata diffusa dalla Kcna, l'agenzia ufficiale del regime. È la risposta alla decisione del vicino di aderire all'iniziativa lanciata nel 2003 da George W. Bush per interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. Il regime di Kim Jong-il ha diramato una nota per avvertire che risponderà «immediatamente e con forti misure militari» ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane.

 


26/05/2009

L'Onu e la Ue condannano Pyongyang Che in risposta lancia due nuovi razzi

L'Onu e la Ue condannano Pyongyang Che in risposta lancia due nuovi razzi

 

La Corea del Nord ha effettuato nuovi esperimenti con missili a corto raggio. No unanime ai test, la Casa Bianca assicura Seul: vi proteggeremo. E il regime: clima ostile anche con Obama

 

Il leader nordcoreano, Kim Jong Il (Reuters)
Il leader nordcoreano, Kim Jong Il (Reuters)

I capi della diplomazia d’Asia e dell’Unione Europea hanno condannato oggi a Hanoi il test nucleare compiuto nella giornata di lunedì dalla Corea del Nord. I ministri, che da lunedì partecipano a una riunione dell'Asem (Asia-Europe Meeting), nella bozza «condannano» il test nucleare di Pyongyang, che costituisce una «violazione evidente» delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu e degli accordi conclusi nel corso delle trattative a sei fra le due Coree, la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti e la Russia. Un atto formale a cui indirettamente in regime di Kim Jong-il ha risposto con l'annunciato lancio di due razzi a corta gittata da una propria base militare sulla costa orientale del Paese.

LA RISOLUZIONE ONU - Una condanna era arrivata all'unanimità, lunedì sera, anche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al termine di una riunione urgente durata poco più di un'ora, il secondo test atomico nord-coreano in tre anni. I Quindici, convocati d'urgenza dalla Russia che ha la presidenza di turno, hanno deciso di preparare una risoluzione che comporterà una serie di nuove sanzioni nei confronti del governo di Pyongyang. «I membri del Consiglio - ha dichiarato l'ambasciatore russo Vitaly Ciurkin al termine della riunione- hanno espresso la loro forte opposizione e la loro condanna del test nucleare effettuato il 25 maggio 2009 dalla Corea del Nord, il quale costituisce una chiara violazione della risoluzione 1718 del Consiglio», e hanno deciso di «iniziare immediatamente a lavorare su una risoluzione». Tutti, e in prima fila gli Stati Uniti come ha indicato l'ambasciatrice Usa Susan Rice, premono per una risoluzione forte. Il presidente Barack Obama ha definito l'esperimento sotterraneo di Pyongyang «una minaccia per la pace e la sicurezza» e «una sfida sconsiderata alla comunità internazionale». Washington ha appreso del test atomico con minimo preavviso - meno di un'ora - attraverso il «canale di New York», diplomatici nordcoreani alle Nazioni Unite, anche se «gli Stati Uniti non sono rimasti sorpresi, a causa dell'atteggiamento sempre più aggressivo e bellicoso di Pyongyang», ha detto alla Cnn il capo degli Stati Maggiori, ammiraglio Mike Mullen.

Il presidente americano, Barack Obama (Ansa)
Il presidente americano, Barack Obama (Ansa)

LE PREOCCUPAZIONI DI SEUL - Il presidente Usa Barack Obama, in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, ha assicurato il suo omologo sudcoreano Lee Myung-bak dsul«'impegno inequivocabile» alla difesa della Corea del Sud, dopo il test della Nord Corea. I due presidenti, in una conversazione telefonica, «hanno anche convenuto di lavorare insieme a stretto contatto per cercare e sostenere una forte risoluzione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con misure concrete per ridurre le attività nucleari e missilistiche della Corea del Nord».

«USA OSTILI ANCHE CON OBAMA» - Da Pyongyang la replica indiretta del regime chiama in causa direttamente Obama, il cui avvento alla Casa Bianca - viene sottolineato - non ha cambiato la politica ostile nei confronti del Paese. E per questo - si legge in un comunicato affidato all'agenzia di stampa Knca e attribuito ad un anonimo funzionario governativo - la Corea del Nord, «il suo esercito e la sua gente sono pronti per la battaglia contro qualsiasi sconsiderato attacco degli Usa». «Sembra chiaro che nulla è cambiato negli Usa nella politica ostile verso la Repubblica popolare democratica di Corea» rende noto la Kcna.

I NUOVI LANCI - L'agenzia coreana Yonhap aveva anticipato l'intenzione della Corea del Nord di testare un missile a corto raggio. L?esperimento era previsto tra oggi e domani sulla costa occidentale che si affaccia sul Mar giallo. «La Corea del Nord - spiega la Yonhap - ha dichiarato il divieto per le navi nel tratto di mare al largo della provincia di Pyongyang del Sud dal 25 al 27 maggio. Sembra che il Paese voglia provare uno dei suoi missile a corto raggio». Le agenzie di stampa hanno ora confermato l'avvenuto lancio, che tuttavia sarebbe partito da una base della costa orientale.