24/03/2010
Berlusconi: «Io da 16 anni incubo e collante della sinistra»
Berlusconi: «Io da 16 anni incubo e collante della sinistra»
Il premier in un'intervista telefonica al Tg5. Poi attacca i giudici: «condizionano la campagna elettorale con inchieste ad orologeria»
| Silvio Berlusconi con il libro «L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio» (Faravelli) |
MILANO - «La sinistra, da 16 anni a questa parte, ha un solo grande incubo e grande collante: questo incubo si chiama Bilvio Berlusconi». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un'intervista telefonica al Tg5. «Io provo ad essere questo incubo», ha aggiunto Berlusconi, che poi ha concluso: «Ritengono che io abbia usurpato il loro potere»
I GIUDICI - Dopo le polemiche suscitate dalla telefonata di martedì a «Uno Mattina» (Bersani ha parlato di comizio continuo) e l'intervento al Lingotto di Torino per lanciare il candidato alla presidenza della regione Piemonte Roberto Cota, il premier è tornato ad attaccare i giudici questa volta dalle reti Mediaset: «Ho deciso di scendere in campo anche stavolta» di fronte a questa «magistratura di sinistra che ha condizionato pesantemente la campagna elettorale riempiendo giornali e tv con le solite inchieste a orologeria. Hanno, quindi, escluso la lista del Pdl a Roma e hanno cercato di fare lo stesso anche a Milano». «Queste elezioni - avverte - rappresentano una scelta di campo tra il governo del fare, che ha fatto tanto e bene in due anni, e la sinistra delle critiche, dell'invidia sociale e dell'odio».
POLVERINI DIFENDE FAMIGLIA, BONINO NO - Renata Polverini «ha tutte le caratteristiche per vincere» nel Lazio «perché ha sempre difeso la famiglia e i più deboli a differenza della sua avversaria Emma Bonino». Il leader del Pdl si è detto «sicuro» della vittoria della Polverini, che «ha le capacità di riportare il buongoverno nel Lazio: votare per lei, mettere la croce sul suo nome sarà come votare per il Pdl», aggiunge Berlusconi. «Polverini, a differenza della sua avversaria, conosce il mondo dell’impresa, viene dal mondo del lavoro, sa come risanare la sanità rimediando i dissesti della sinistra, e soprattutto agirà in collaborazione con il Governo e riporterà lavoro e sviluppo nel Lazio con una Giunta assolutamente valida, mentre la sinistra schiera ancora la giunta Marrazzo travolta dal malgoverno e dagli scandali».
LA VITTORIA - Berlusconi nel corso del collegamento con il Tg5 ha negato che la vittoria sarà decretata da chi otterrà più regioni fra le 13 in cui si voterà. «Avremo vinto» le elezioni regionali «se il giorno dopo le elezioni la maggioranza degli italiani sarà amministrata da giunte di centrodestra». «Tenendo conto - spiega - che in questi mesi abbiamo già vinto in Sicilia, Sardegna, Molise, Friuli e Abruzzo, in tutte le Regioni che abbiamo avuto da quando sono al Governo, io credo che vinceremo e ogni Regione strappata alla sinistra sarà per noi un grande successo».
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15/03/2010
Agli atti 18 telefonate del premier Così è scattata l'inchiesta di Trani
Agli atti 18 telefonate del premier Così è scattata l'inchiesta di Trani
Politica e tv. La procura: nessun documento riservato agli ispettori. I legali di Innocenzi: l'indagine sia spostata a Roma
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| Berlusconi (Ansa) |
ROMA - Il 17 dicembre scorso, davanti ai pubblici ministeri di Trani, Giancarlo Innocenzi ha negato di aver mai subito pressioni. Il componente dell’Agcom ora accusato di concussione fu convocato come testimone nell’ambito dell’indagine su tassi usurai che sarebbero stati applicati a carte di credito dell’American Express. Verso la fine dell’interrogatorio gli fu chiesto in maniera esplicita se avesse mai ricevuto richieste per bloccare la messa in onda di trasmissioni o se fosse a conoscenza di qualcuno che lo aveva fatto. Lui lo escluse.
Non sapeva che i magistrati avevano già ascoltato le sue conversazioni durante le quali Silvio Berlusconi lo sollecitava a intervenire affinché l’Autorità di cui fa parte bloccasse AnnoZero di Michele Santoro e altri programmi di approfondimento e lui si metteva a disposizione. Dopo qualche giorno finì indagato. Questa circostanza sarà utilizzata dal suo avvocato Marcello Melandri per sollecitare la trasmissione del fascicolo a Roma per competenza. L’istanza sarà presentata stamani dal difensore che spiega: «Soltanto adesso scopriamo, grazie a una fuga di notizie, che quando è stato convocato il mio cliente era di fatto già sotto inchiesta. Mentre all’epoca non riuscivamo a spiegarci quelle domande, adesso sappiamo che derivavano dall’ascolto di conversazioni intercettate. Dunque, doveva essere interrogato con l’assistenza di un legale. In ogni caso non si capisce a che titolo procedano questi magistrati. Qualora esistesse davvero un reato - e su questo ho seri dubbi - non spetterebbe a loro indagare, ma ai pm della capitale».
Allegate agli atti ci sarebbero tredici conversazioni di Innocenzi con il presidente del Consiglio, e cinque dello stesso premier con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Ed è il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo a specificare: «Tutto quello che non ha attinenza con l’indagine è già stato eliminato». Ciò vuol dire che le telefonate di Berlusconi sono ancora nel fascicolo, anche se per poterle utilizzare nei suoi confronti bisognerà chiedere l’autorizzazione alla Camera. In ogni caso si tratta di documentazione che gli ispettori ministeriali non potranno esaminare. Il capo dell’ufficio su questo è categorico: «È la legge a impedire che possano visionare atti coperti dal segreto, dunque noi non daremo alcun documento. Faccio il magistrato da trent’anni, sono sempre stato in prima linea e questa è la prima ispezione che subisco, ma conosco le regole». Il Guardasigilli Angelino Alfano ha parlato di «abuso di intercettazioni a strascico», vale a dire conversazioni captate nel corso della prima indagine e poi utilizzate nel nuovo fascicolo. Dichiara Capristo: «Sinceramente non so proprio che cosa volesse dire. Se ci sono dialoghi che necessitano approfondimenti perché fanno intravedere ipotesi di reato, noi siamo obbligati ad effettuare le verifiche. Ed è quello che stavamo facendo, quando c’è stata la fuga di notizie».
L’alto magistrato dice di essere «turbato e amareggiato per quanto accaduto, perché si è trattato di un vero e proprio siluro all’inchiesta. Basti pensare che l’informativa della Guardia di Finanza è stata consegnata il 5 marzo scorso e in questa settimana stavamo decidendo come procedere». In realtà il pubblico ministero Michele Ruggiero era intenzionato a chiedere un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici per gli indagati ed è stato proprio il procuratore a frenare. Da giorni nega però qualsiasi tipo di tensione, assicura che «qui siamo abituati a lavorare in squadra, confrontandoci e trovando insieme una soluzione ad ogni problema». Poi sottolinea la sua «determinazione a scoprire chi ha soffiato la notizia sull’esistenza dell’indagine» pubblicata da Il Fatto Quotidiano. Perché, dice, «siamo noi le prime vittime di quanto è accaduto e io posso assicurare che da questo ufficio nulla è trapelato». In realtà appena due giorni fa una non meglio specificata «fonte giudiziaria» ha smentito l’iscrizione nel registro degli indagati di Minzolini. Su questo Capristo è lapidario: «Non so di chi si tratti né chi possa aver parlato a nome della Procura. Io certamente non ho emesso alcun comunicato».
Fiorenza Sarzanini
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13/03/2010
Rai-Agcom, Alfano manda gli ispettori a Trani. Minzolini «non indagato»
Rai-Agcom, Alfano manda gli ispettori a Trani. Minzolini «non indagato»
Le indagini sulle pressioni per bloccare "annozero". Berlusconi: «ridicolo e grottesco». Il Guardasigilli: «Inchiesta evidenzia patologie». Fonti giudiziarie smentiscono le notizie sul direttore del Tg1
| Il ministro Alfano |
ROMA - Un'ispezione ministeriale negli uffici giudiziari di Trani: Angelino Alfano annuncia la sua decisione all'indomani delle rivelazioni sull'inchiesta dei magistrati pugliesi a proposito di presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, per bloccare Annozero (il capo del governo sarebbe indagato per concussione assieme al commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi). Fonti giudiziarie parlano invece di «fantasiosa ricostruzione giornalistica» in merito all'iscrizione nel registro degli indagati del direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Già venerdì fonti investigative avevano escluso che fossero pendenti dinnanzi al gip richieste di misure interdittive sia per Berlusconi che per Innocenzi, a carico dei quali sarebbero in corso le indagini. Le stesse fonti specificano che il pm Michele Ruggero era in procinto di inviare al giudice Roberto Oliveri Del Castillo richieste di interdizioni dopo aver ricevuto il 5 marzo dalla Guardia di finanza i verbali di trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Dopo le rivelazioni pubblicate venerdì da Il fatto quotidiano non si sa se il pm abbia ancora intenzione di inviare al gip le richieste cautelari.
ALFANO- «L'inchiesta di Trani, il cui contenuto non conosco nel merito - ha dichiarato il ministro della Giustizia a margine di un incontro che si è svolto all'ospedale di Agrigento - evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio». «Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo - ha annunciato il Guardasigilli. - Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma soltanto per capire come possano verificarsi queste gravi patologie».
BERLUSCONI - Lo stesso Silvio Berlusconi commenta l'inchiesta di Trani, ma per dire che «mi occupo di cose serie, non di cose ridicole e addirittura grottesche». «Per quanto concerne la Rai - continua il presidente del Consiglio durante un collegamento con il Tg4 - posso dire che ho sempre ritenuto inaccettabile, come lo ritengono inaccettabile tutte le persone di buon senso, che si sottopongano a processi in tv delle persone che sono già sotto processo davanti ai giudici e che si accusano in tv di tutto con ferocia e senza dare loro la possibilità di difendersi. E ho sempre chiesto a destra e a manca che si facessero esposti in tal senso all'autorità apposita per le comunicazioni perché assumesse gli opportuni provvedimenti». «A 15 giorni dal voto - aggiunge il premier, criticando la manifestazione dell'opposizione - questa magistratura sta intervenendo gettando fango su di noi e dettando i tempi e i temi della campagna elettorale. Questo in una democrazia è inaccettabile».
I DEMOCRATICI - Opposta la posizione del Partito democratico, che torna ad accusare il premier: «Le notizie trapelate sulla inchiesta della magistratura di Trani - afferma l'esponente del Pd Marina Sereni - creano grande sconcerto e rafforzano la preoccupazione per la libertà di informazione nel nostro paese. Se davvero il Presidente del Consiglio ha investito un consigliere dell'Authority sulle comunicazioni e successivamente il direttore generale della Rai per impedire la messa in onda di trasmissioni scomode, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo, che conferma l'allergia di Berlusconi a un sistema di informazione libera, di inchiesta, pluralista». «Anche per questo oggi saremo in piazza a Roma e chiederemo agli elettori di far pesare nelle urne il 28 marzo il giudizio sull’azione del governo, incapace di rispondere a problemi dei lavoratori, dei disoccupati, delle aziende e delle famiglie che soffrono le conseguenze della crisi economica».
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12/03/2010
Di Pietro: «Bisogna cacciare a pedate Minzolini e il direttore dell'Agcom»
Di Pietro: «Bisogna cacciare a pedate Minzolini e il direttore dell'Agcom»
Il leader Idv presenta un'interrogazione al premier dopo le indiscrezioni pubblicate da "Il fatto quotidiano"
ROMA - «Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom chiedendo la chiusura di 'Annozero'. Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini». Lo ha annunciato Antonio Di Pietro in una conferenza stampa, commentando la ricostruzione di alcune intercettazioni telefoniche pubblicata da «Il Fatto Quotidiano». «Le pressioni di Berlusconi sull'Agcom per far chiudere 'Annozero' - aggiunge in una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi - sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l'opinione pubblica con una finta informazione».
LE PRESSIONI - Secondo «Il Fatto Quotidiano», Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi sarebbero indagati nell'ambito di un procedimento aperto dalla procura di Trani e condotto dal Pm Michele Ruggiero. All'attenzione della magistratura sono finite, scrive 'Il fatto', alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari (comprese quelle con il Dg Rai Mauro Masi che però non risulterebbe tra gli indagati) in cui il premier farebbe «pressioni» per arrivare alla chiusura di 'Annozero' di Michele Santoro e in cui si lamenterebbe tra gli altri anche di 'Ballarò' e 'Parla con me'. Minzolini (secondo il quotidiano chiamato «direttorissimo» al telefono dal premier), invece, nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.
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