04/10/2010

Difende la figlia dalle nozze combinate: uccisa a sassate

Difende la figlia dalle nozze combinate: uccisa a sassate

A Modena un cittadino pakistano ha assassinato la moglie e ferito gravemente a sprangate la figlia di 20 anni che si rifiutava di andare in sposa a un connazionale. Una storia che ricorda quella di Hina Saleem

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15/08/2010

Incendio in tenda nel Messinese. Grave una bambina di tre anni

Incendio in tenda nel Messinese. Grave una bambina di tre anni

La piccola ha ustioni sul 30-40 per cento del corpo. Un'intera famiglia di Paternò è rimasta ferita nel rogo dopo una fuga di gas dalla bombola da campeggio

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30/06/2010

Addio Taricone, Trasacco si stringe intorno al “guerriero”

Addio Taricone, Trasacco si stringe intorno al “guerriero”

La bara dell’attore, morto in un incidente con il paracadute, è stata tumulata nel paese dell’aquilano che ha dato i natali ai genitori della vittima. La nonna: “Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto…”

 

 

 

La bara di Pietro Taricone è stata tumulata stamani, in forma strettamente privata, nella cappella di famiglia del cimitero di Trasacco, cittadina marsicana che ha dato i natali ai genitori della vittima e dove per oggi è stato proclamato il lutto cittadino. Pietro ha sempre trascorso a Trasacco gran parte della sua infanzia ed è qui che aveva molti amici e l'affetto di tutti dopo la sua notorietà con la prima edizione del Grande Fratello. Presenti il sindaco, Gino Fosca, cugino del padre di Pietro, i familiari e qualche fan che ha assistito con discrezione al rito. Il feretro dell'attore era arrivato ieri sera all 21 al cimitero nuovo del paese. Ad attendere la bara c'era un gruppo molto folto di cittadini di Trasacco. Presente anche la nonna che, tra le lacrime, è riuscita solo a dire "Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto...".


28/06/2010

Taricone in fin di vita dopo il lancio col paracadute

Taricone in fin di vita dopo il lancio col paracadute

L'attore è un praticante abituale di questo sport. Si avvita e l'ex concorrente del Grande Fratello si schianta a terra: «Condizioni disperate»

 

 

TERNI - Pietro Taricone è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Terni, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico: le condizioni dell'attore, rimasto ferito dopo essersi lanciato con il paracadute, sono giudicate «disperate». L'attore - secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie - ha riportato numerosi lesioni in diverse parti del corpo e una emorragia interna. All'arrivo in ospedale, Taricone non era cosciente.

L'INCIDENTE - Potrebbe essere stato un colpo di vento improvviso o una manovra sbagliata ad aver causato l'avvitamento del paracadute dell'attore, che si era lanciato presso la pista dell'Aviosuperficie di Terni. Taricone, 35 anni, divenuto noto dopo la sua partecipazione alla prima edizione del «Grande Fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore e di recente ha partecipato con successo alla fiction Tutti pazzi per amore. L'attore, dopo l'incidente, è stato immediatamente ricoverato nell'ospedale di Terni, dove lo ha raggiunto la moglie. Taricone ha subito fratture multiple. All'aviosuperficie di Terni sono intervenuti polizia e carabinieri per accertare le cause dell'incidente.

I PRECEDENTI - Il 3 aprile e il primo maggio scorsi due paracadutisti sono morti in seguito a incidenti avvenuti proprio presso l'aviosupeficie di Terni, una sorta di piccolo aeroporto dove è accaduto l'incidente a Taricone. Il primo il 3 aprile scorso quando un giovane di 27 anni, romano e considerato molto esperto - aveva alle spalle circa 450 lanci - è morto scontrandosi con un altro paracadutista rimasto a sua volta gravemente ferito. I due si erano lanciati da un piccolo aereo decollato dall'aviosuperfice. A una quarantina di metri da terra il 27enne è finito contro il compagno dopo aver eseguito una virata. A quel punto i paracadute si sono intrecciati e la vela della vittima si è sgonfiata, facendolo precipitare al suolo e l'uomo è morto sul colpo. Un secondo incidente è costato la vita il 1° maggio a Paolo Capretti, 38 anni di Ripatransone (San Benedetto del Tronto). In questo caso a causare la morte dell'uomo la mancata apertura del paracadute d'emergenza. Prima dell'apertura delle vele infatti Capretti si è scontrato con un altro paracadutista. Dopo lo scontro ha tentato di aprire il paracadute di emergenza che però non si è aperto.

Redazione online


21/01/2010

Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuoco

Accoltella 7 persone a Capannelle nel comando dei vigili del fuoco


L'uomo ha aggredito gli uomini di guardia nella sede del coordinamento nazionale in piazza Scilla 2

 

 

La scuola vista dall'alto (foto da internet)
La scuola vista dall'alto (foto da internet)

ROMA - Non gli saldano un debito e accoltella 7 persone. Un uomo armato di coltello è entrato poco dopo le 10.30 di giovedì 21 gennaio nella sede del Coordinamento nazionale dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capannelle, nella periferia di Roma. L'uomo ha aggredito dapprima un impiegato, che sarebbe in gravi condizioni: accoltellato alla gola è stato ricoverato all'ospedale San Giovanni. Poi ha ferito con il coltello altre 6 persone, di cui due donne, e infine ha tentato la fuga in auto durante la quale avrebbe travolto un'altra persona. E' stato poi bloccato dai carabinieri e portato in caserma.

FUGA IN AUTO - L'autore del folle gesto sarebbe un ingegnere civile che aveva eseguito con la sua ditta lavori all'interno della scuola. Giovedì mattina si era presentato, pare, per tentare di riscuotere un credito sospeso da tempo. Entrato nell'ufficio amministrativo un impiegato gli ha obiettato che non aveva un appuntamento e quindi non avrebbe potuto vedere il responsabile. A quel punto, colto da raptus, l'ingegnere avrebbe tirato fuori un coltello da 10 centimetri e lo avrebbe colpito alla gola.
Allarmate dalle urla sono accorse altre persone e l'uomo, per aprirsi una via di fuga, ha cominciato a menar fendenti ferendo almeno altre 6 persone, tra cui due donne. Due gli accoltellati in modo grave. Poi ha preso un'auto all’interno della scuola e, nel tentare la fuga, ha travolto un'altra persona. Poi è stato bloccato dai carabinieri e portato in caserma.

IL CROLLO DEL 1992 - La scuola dei vigili del fuoco di Capannelle era già tristemente nota per un episodio di 18 anni fa. Nel 1992 crollò una palazzina dove erano in corso lavori di ristrutturazione - un edificio che fino a poche settimane prima aveva ospitato gli allievi pompieri di leva - fortunatamente evacuato. Nel crollo morirono tre operai.

Rinaldo Frignani


19/12/2009

Bergamo, spazzaneve schiaccia auto Gravissima una ragazzina di 13 anni

Bergamo, spazzaneve schiaccia auto Gravissima una ragazzina di 13 anni

 

La piccola era coricata di traverso tra i sedili. lievi ferite per genitori e fratellino. La Passat con una famiglia francese a bordo ha urtato il mezzo pesante che l'ha trascinata contro il guardrail.

 

 

MILANO - Uno spazzaneve che «schiaccia» un'auto e la sfracella contro un guardrail: drammatico incidente sabato mattina lungo il tratto bergamasco dell'autostrada A4 tra Brescia e Milano. Il mezzo sgombraneve, impegnato nella pulizia della sede stradale, è stato urtato da una Passat sulla quale viaggiava una famiglia di francesi, composta da padre, madre e due figli di 9 e 13 anni. Lo schianto è avvenuto intorno alle 8.30 tra i caselli di Dalmine e Bergamo, in direzione di Venezia.

RAGAZZINA GRAVISSIMA - Ad avere la peggio è stata la ragazzina di 13 anni, che è stata estratta in stato di incoscienza dalle lamiere dell'auto, finita sotto il mezzo pesante e trascinata contro un guardrail. Soccorsa dai medici del 118, la giovane vittima è stata intubata e condotta d'urgenza in ospedale, dov'è tuttora ricoverata in gravissime condizioni. La ragazzina era sdraiata tra i sedili posteriori e quelli anteriori, con la testa adagiata sulle gambe della mamma e nello schianto ha subito gravi traumi. Ferite lievi, invece, per gli altri tre occupanti del veicolo, che sono comunque stati estratti dai vigili del fuoco dall'abitacolo della vettura. Si tratta di un uomo di 38 anni, della moglie di 33 anni e del figlio minore della coppia, di 9 anni. Gli agenti della Stradale hanno provveduto a chiudere le due corsie di sorpasso, finché non sono terminate le operazioni di recupero dei feriti e di sgombero dei veicoli coinvolti


19/07/2009

Diano Marina: muore un sub, altri 2 gravi

Diano Marina: muore un sub, altri 2 gravi

 

I compagni hanno tentato di soccorrerlo e portarlo fuori dall'acqua prima del tempo. Tragedia nell'imperiese: un subacqueo è deceduto per un malore e altri due sono gravissimi per un'embolia


DIANO MARINA (IMPERIA) - Un sub, Marco Gilberti, 57 anni di Givoletto (Torino), è morto a causa di un malore, mentre altri due, Giovanni Steria, 45 anni, di Diano Marina e Alberto Clara, di 37, di Torino, sono gravi a causa di un'embolia. Altri sette compagni di immersione sono invece stati recuperati in mare da imbarcazioni private e motovedette della guardia costiera, e stanno bene.

SALVATAGGIO - I sub tutti esperti e brevettati, stavano compiendo un'immersione nelle zone al largo di Diano Marina quando Gilberti ha avuto un infarto e gli altri due hanno contratto l'embolia nel tentativo di portarlo fuori dall'acqua prima del tempo. I due sub sono stati trasferiti in elicottero in una camera iperbarica all'ospedale San Martino di Genova. «C'era un nostro sub in arresto cardiaco e gli altri sono stati colti da un principio di embolia, nel tentativo di salvarlo». Ernesto Paniccia, responsabile del Diving Center «Eurosub» di Diano, ancora visibilmente sotto choc per l'accaduto, commenta così la tragedia. «Erano scesi a cinquanta metri con bombole ad aria, quindi nessun problema di miscela - spiega ancora Paniccia -. Sono tutti istruttori professionisti, stiamo cercando di capire che cosa sia successo».


19/02/2009

Malore, è grave Candido Cannavò

Malore, è grave Candido Cannavò

 

Lo storico direttore della Gazzetta dello Sport si è sentito male a pranzo mentre era in mensa, e' ricoverato alla clinica santa rita di milano per un'emorragia cerebrale

 

Candido Cannavò (Newpress)
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MILANO - Candido Cannavò, storico direttore e ora editorialista della Gazzetta, è stato ricoverato nel pomeriggio all'ospedale Santa Rita di Milano, dopo aver accusato un malore. Le sue condizioni sono gravi.

RICOVERATO - Cannavò, è stato ricoverato a seguito di un'emorragia cerebrale in atto. Il giornalista si trovava a pranzo nella mensa Rcs, in Via Solferino, dove è stato colpito da vertigini lamentando l'impossibilità a muovere la parte sinistra del corpo. I colleghi hanno chiamato il 118 e un'auto medica ha trasportato Cannavò in ospedale dove è arrivato cosciente e lucido. È stato sottoposto a una Tac e i medici hanno riscontrato un'emorragia cerebrale. Alle 17.40, secondo quanto evidenzia il bollettino sanitario, è stato ricoverato in terapia intensiva. Lo stesso bollettino dice che «il paziente è grave e la prognosi è riservatissima». «Il quadro neurologico si è progressivamente aggravato - spiega il direttore sanitario, Eugenio Vignati - con l'insorgenza di importanti sintomi e la comparsa di uno stato soporoso».