16/05/2012
Monti: «Legittima l'insofferenza dei cittadini ma la Pubblica amministrazione va rispettata»
Monti: «Legittima l'insofferenza dei cittadini ma la Pubblica amministrazione va rispettata»«CRESCITA CON SOLUZIONI INNOVATIVE E CORAGGIOSE». Il presidente del Consiglio: «Vicinanza ai funzionari che si trovano a rischiare anche la vita»
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08/09/2010
Camera: Berlusconi in aula a fine mese «Riferirà sulla situazione politica»
Camera: Berlusconi in aula a fine mese «Riferirà sulla situazione politica»La crisi nella maggioranza. Posto alla conferenza dei capigruppo l'incompatibilità del presidente Fini, che replica: «Non è questa la sede»
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02/08/2010
Caliendo, una questione di sfiducia
Caliendo, una questione di sfiduciaMaggioranza alle prese con il caso del sottosegretario coinvolto nell'inchiesta P3. Il primo test potrebbe esserci già in settimana, se verrà calendarizzata alla Camera la mozione di sfiducia. Fini: "Ho le idee chiarissime".
Primo test oggi alla Camera per la maggioranza, dopo l'uscita dei finiani dal Pdl e la nascita del gruppo di Futuro e libertà. E' questa la notizia che occupa le prime pagine dei quotidiani in edicola.
La conferenza dei capigruppo deciderà se discutere in settimana la mozione di sfiducia dell'opposizione contro il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, coinvolto nell'inchiesta P3.
I finiani potrebbero votarla, indebolendo il governo, ma il loro leader non si pronuncia ancora.
Di Pietro lo ha invitato ad approvare la mozione. "Ha le idee chiarissime su Caliendo", ribatte il portavoce di Fini. Oggi al Senato riunione per formare il gruppo di Futuro e Libertà.
Intanto, Berlusconi garantisce sulla solidità del Governo e non teme imboscate dei finiani in Parlamento. E Umberto Bossi avverte: niente ribaltoni, la Lega non lo permetterà.
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20/07/2010
La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»
La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»Il Segretario di Stato americano alla conferenza dei Paesi donatori che si è aperta a Kabul, «non finisce il nostro impegno e non dimenticheremo le donne afgane»
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| Hillary Clinton e il presidente afgano Karzai (Ap) |
KABUL - A Kabul si è aperta la conferenza internazionale dei Paesi donatori e il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto che la data di luglio 2011, fissata dal presidente Barack Obama per l'avvio del ritiro delle truppe americane, «è l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno». La Conferenza appoggia il piano del governo afgano di far assumere «alle sue forze di sicurezza la responsabilità delle operazioni militari in tutte le province del Paese entro la fine del 2014».
DONNE - Clinton ha detto inoltre che la comunità internazionale non dimenticherà le donne afgane. Il ministro degli Esteri Usa e l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, hanno spiegato alle leader femministe a Kabul che l’occidente non consentirà che l’Afghanistan ritorni all’epoca del regime dei talebani. «Questo è un mio impegno personale», ha detto Clinton rivolgendosi a un gruppo di circa quindici attiviste per i diritti umani. La pace in Afghanistan, ha aggiunto, «non può arrivare a spese delle donne e delle vite delle donne».
KARZAI - Il presidente afghano Hamid Karzai ha detto che il Paese si prepara «ad assumere le responsabilità della sua sicurezza all'orizzonte del 2014» e ha chiesto alla comunità internazionale di «appoggiare il nostro piano di reintegrazione e riconciliazione. Noi vogliamo convincere a unirsi a noi quegli oppositori che accetteranno di rispettare la Costituzione e romperanno i loro rapporti con Al Qaeda», ha aggiunto il capo di Stato afgano. Il governo di Kabul ha presentato i progetti ministeriali di cinque settori (sviluppo economico e rurale, valorizzazione delle risorse umane, governance, sicurezza e infrastrutture) su cui chiede ai Paesi donatori di far convergere le risorse già stanziate. L'ambizione del governo è di ottenere dalla comunità internazionale che almeno il 50% di quegli aiuti nei prossimi anni (13 miliardi di dollari) siano convogliati attraverso le casse dello Stato.
BAN KI-MOON - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha sostenuto che «con questa conferenza abbiamo segnato l'autentico inizio della transizione in Afghanistan». Il massimo responsabile delle Nazioni Unite ha rivolto anche un appello agli afgani «a unirisi, a lavorare insieme, nel mutuo rispetto e per la sovranità del governo. Avete sofferto molto e ora è il momento di costruire insieme un nuovo Paese».
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21/05/2010
Arriva Google Tv: "Il Web in salotto"
Arriva Google Tv: "Il Web in salotto"La svolta di Mountain View: «Sul piccolo schermo video e social network»
Google lancia la sua tv e punta ad entrare nei salotti per stravolgere i palinsesti e le abitudini dei telespettatori. Il progetto, in cantiere da tempo, viene svelato ufficialmente alla conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, tra frecciate ai rivali di Apple e la presentazione del nuovo sistema per gli smartphone Android, che apre al formato Flash, assente sull’iPhone.
«Vogliamo essere ovunque ci sia Internet», dicono dal quartier generale di San Francisco, alzando il velo sul nuovo gioiello che permette di navigare online e surfare tra i canali contemporaneamente. Google Tv, marchiata Sony, porterà il Web sui televisori sfruttando il sistema operativo Android e basandosi sui processori Atom di Intel. I telecomandi, le tastiere wireless e gli altoparlanti saranno forniti dalla Logitech. «L’idea è di cambiare l’esperienza della tv così come gli smartphone hanno cambiato i cellulari», dice Rishi Chandra, capo degli ingegneri di Google che hanno realizzato un box da abbinare al televisore in un primo tempo e, in futuro, da inserire direttamente dentro l’apparecchio. «Oggi si fa un passo avanti epocale nell’evoluzione della Tv verso la Smart Tv. Le Tv stanno diventando dei dispositivi sempre più avanzati grazie ai microprocessore e a Internet. Il futuro è la fusione della tradizionale programmazione televisiva con la massa infinita di contenuti di Internet per consentire a chiunque di decidere ciò che vuole vedere, quando vuole», dice il numero uno di Intel Paul Otellini.
Sony, la cui posizione dominante nel settore dell’elettronica da consumo era stato eroso da Samsung, produrrà gli apparecchi televisivi che si baseranno su un microprocessore Atom CE 4100di Intel. Google darà il software, tra cui il sistema operativo Android e il browser Chrome. Logitech contribuirà con il box da collegare alla tv e una tastiera wireless. L’obiettivo è di raggiungere il mercato degli spot tv: 70 miliardi di dollari all’anno.
La tecnologia permetterà di portare sul piccolo schermo i contenuti di Internet, dai video caricati su YouTube e Hulu ai messaggi che rimbalzano sui social network come Twitter e Facebook. Google tenta così di azzannare una nuova fetta del mercato pubblicitario, espandendo il proprio orizzonte dopo i tentativi timidi di Tv ads, il servizio di pubblicità per emittenti via cavo o via satellite lanciato nel 2008. «La gente adora la tv ed è il più grande mercato cui possiamo puntare», è il ragionamento dei dirigenti di Mountain View. Che con il nuovo servizio offrono la possibilità di registrare programmi e commentarli in chat, ascoltare con le stazioni radio online e interagire in diretta, mandando così in pensione il concetto di palinsesto: «Tutto da oggi è completamente personalizzabile».
Tra i soggetti interessati all’operazione, dice il Financial Times, anche Telecom France e Telecom Italia. La Google tv, in vendita a fine anno, nelle intenzioni del ceo Eric Schmidt sancirà il matrimonio definitivo tra Web e piccolo schermo. Un matrimonio difficile, già tentato da Microsoft e Apple. Il marchio di Steve Jobs ha lanciato negli anni scorsi la Apple Tv, che propone film, musica, radio e filmati YouTube, ma che non ha mai riscosso un grande successo. Ora ci prova la "Grande G". «Quando la gente guarda la televisione, ormai ha sempre con sè un dispositivo mobile- dice Schmidt- Il vecchio modo di fruire della tv, sedersi e guardarla, è morto. E noi abbiamo la preziosa opportunità di fondere tv e internet in un modo positivo che intensifica l'esperienza».
GIUSEPPE BOTTERO
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24/04/2010
Morales a ruota libera «Il pollo fa diventare gay»
Morales a ruota libera «Il pollo fa diventare gay»In bolivia - Conferenza alternativa sul Clima. «È gonfio di ormoni. E non bevete la coca-cola, serve soprattutto a sturare i rubinetti»
| Evo Morales |
Se l'umanità sta facendo a pezzi la Pachamama, la Madre Terra dei miti indigeni, a causa della sua corsa dissennata ai consumi, è il cibo capitalista che più mette in pericolo l'uomo, e soprattutto il maschio. Evo Morales ne è convinto, e inaugurando un forum mondiale sull'ambiente nella sua Bolivia se l'è presa con due capisaldi dell'alimentazione di massa: il pollo e la Coca Cola. Il pennuto, fritto o arrosto che sia, «è oggi gonfiato di ormoni femminili», il che implica che «gli uomini che lo mangiano hanno deviazioni nel loro essere uomini...».
Quanto alla bevanda gassata nata ad Atlanta, resta valida per Morales l'antica diceria per cui sarebbe ottima a sturare i gabinetti: «È noto che quando l'idraulico arriva a casa vostra e non riesce a risolvere il problema, scarica la Coca nel water e tutto si sistema». Risate dal pubblico. L'incontro di Cochabamba, gremito di scienziati, politici e movimenti sociali, è stato un utile richiamo agli insuccessi di Copenaghen. Ma — si sa come vanno queste cose — a fare il giro del mondo sono state le due frasi da bar del presidente boliviano. La prima, quella sugli ormoni, è inevitabilmente riassunta in «se mangi pollo diventi gay», suscitando tra l'altro le proteste delle organizzazioni per i diritti degli omosessuali. «Morales omofobico!», protestano dalla Spagna. «Allora se un omosessuale mangia un pollo con ormoni maschili diventa etero?», si è chiesto sghignazzando il presidente di un gruppo gay argentino.
Esperti interpellati sul tema sostengono poi che la leggenda metropolitana secondo cui il pollo gonfiato fa crescere il seno agli uomini è pure anacronistica. Da molti anni non si usano più ormoni nell'alimentazione delle galline. Da La Paz, il ministero degli Esteri è dovuto correre in soccorso del leader indio. «Morales non ha fatto alcun accenno alla sessualità, ha solo detto che i polli nutriti con gli ormoni possono avere effetti collaterali sui nostri corpi. Se non fosse vero, perché allora molti governi li hanno vietati?». Nessun serio approfondimento invece su un'altra affermazione di Morales, secondo cui la nostra alimentazione occidentale e capitalista sta facendo aumentare il fenomeno della calvizie. «Tra 50 anni avremo una società senza capelli e senza parrucchieri — ha detto lo spiritoso e zazzeruto presidente —. Guardate noi indios: ne conoscete qualcuno calvo?». Quanto alla Coca Cola, simbolo capitalista per eccellenza, l'antipatia di Morales ha saldi fondamenti. Da leader storico dei cocaleros boliviani, ha sempre sostenuto l'utilizzo alternativo e lecito della foglia magica. Al punto che il suo governo ha finanziato una piccola società che ha appena lanciato sul mercato locale tale Coca- Colla, bibita energetica alternativa.
In ogni caso, dice Evo, sempre meglio la chicha, bevanda andina a bassa gradazione alcolica, ottenuta dalla fermentazione del mais. Folklore alimentare a parte, la conferenza di Cochabamba ha avuto una notevole eco tra i movimenti sociali e ambientalisti di tutto il mondo. Voluta da Morales e dall'alleato venezuelano Hugo Chávez per denunciare gli insuccessi dei precedenti summit mondiali, ha messo sul banco degli imputati i Paesi ricchi per il deterioramento del clima, mentre a subirne le conseguenze sono soprattutto le nazioni in via di sviluppo. La montagnosa Bolivia è un simbolo, con i suoi ghiacciai andini dimezzati in volume negli ultimi 40 anni e in crisi per la mancanza cronica di acqua nelle città. Il summit ha chiesto una riduzione di almeno il 50 per cento delle emissioni di gas e la creazione di un tribunale internazionale per giudicare i crimini ambientali. Morales sogna un grande referendum che si svolgerebbe nel Sud del mondo, tra un anno, dove due miliardi di persone dovrebbero votare per imporre ai Paesi ricchi soluzioni immediate. Catastrofico nel suo intervento Hugo Chávez: «Se l'egemonia del capitalismo yankee continuerà su questo pianeta, la vita umana volgerà alla fine. Ricordiamocelo sempre: la Terra è vissuta milioni di anni senza la razza umana! Quindi Pachamama o morte! ».
Rocco Cotroneo
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20/10/2009
Scoperti in un solo colpo 32 nuovi pianeti extrasolari
Scoperti in un solo colpo 32 nuovi pianeti extrasolari
Sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. La scoperta è frutto del progetto HARPS, l'annuncio a porto, durante la conferenza «Verso altre terre»
Un vero colpo da record, con tante interessantissime implicazioni. A Porto, in Portogallo, durante la conferenza «Verso altre terre» i protagonisti del progetto HARPS (High Accuracy Radial Velocità Planet Search) hanno annunciato di aver scoperto addirittura 32 nuovi pianeti extrasolari, cioè orbitanti attorno ad altre stelle della nostra galassia Via Lattea: sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. Il progetto era partito cinque anni fa sotto la guida di Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra ed ha coinvolto una ventina di astronomi europei.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO - La chiave del loro successo è stato uno strumento particolare installato sul telescopio di 3,6 metri dell’ESO (European Southern Observatory) operante a La Silla, in Cile. Si tratta di uno spettroscopio ad alta risoluzione estremamente preciso con il quale gli scienziati hanno misurato i piccoli movimenti (avanti e indietro) indotti sulla stella dalla rotazione dei pianeti che gli girano intorno, arrivando persino a cogliere variazioni di velocità di 3,5 chilometri orari. Con HARPS gli studiosi hanno rilevato la presenza di 75 pianeti nell’arco di cinque anni in 30 sistemi planetari diversi, sui circa 400 pianeti extrasolari finora scoperti in totale da tutti i cacciatori impegnati su questa appassionante frontiera. Gli identikit planetari si sono mostrati estremamente diversi: da corpi poco più grandi della Terra a giganti più consistenti con masse diverse volte quella di Giove. «Queste osservazioni hanno certificato agli astronomi la diversità della popolazione planetaria esistente intorno agli astri lontani, aiutandoci a spiegare meglio la formazione dei sistemi solari che prima si basava soltanto sul nostro» nota Nuno Santos, del gruppo di ricerca. Il team ha anche preannunciato nuove sorprese per le prossime settimane. Non resta che aspettare.
Giovanni Caprara
08:08 Scritto in SPAZIO | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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19/10/2009
Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata
Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata
Mercoledì la presentazione a smau, giovedì l'uscita. Cresce l’attesa per il nuovo sistema operativo Microsoft, ma le bancarelle cinesi già piene di copie "tarocche"
Mentre si avvicina la data fatidica del lancio mondiale di Windows 7, – giovedì 22 ottobre, con la conferenza di presentazione il giorno prima a Smau – cresce la curiosità tra gli utenti in attesa. Sono in molti, infatti, a volersi sbarazzare di Vista – il precedente software di sistema di casa Redmond non era stato esattamente un successo –, o a voler rimpiazzare finalmente il vecchio Xp.
GIA I BOOTLEGS – A quanto pare però i cinesi non ce l’hanno fatta ad aspettare. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già spiccano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.
PIRATERIA IN DIMINUZIONE – Tuttavia gli esperti sono ottimisti: in Cina la pirateria diminuisce anno dopo anno, grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi da parte dei produttori, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alle campagne educative. Gli analisti di Gartner stimano che nel Paese i tassi di pirateria scenderanno al 50 per cento entro il 2012. Intanto i cinesi possono godersi quanto meno un’anteprima di Windows 7 con una visita al mercatino sotto casa. Per tutti gli altri ci vuole ancora qualche giorno.
Carola Frediani
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07/09/2009
Ahmadinejad: «Sono pronto a incontrare Obama»
Ahmadinejad: «Sono pronto a incontrare Obama»
Il presidente dell'Iran: «Non negozieremo mai i nostri ovvi diritti». «In una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali»
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| Mahmoud Ahmadinejad (Afp) |
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si è detto «pronto» a incontrare il presidente americano Barack Obama in una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali. L’Iran, ha aggiunto Ahmadinejad, è pronto a un dialogo sul nucleare con i Paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) in un quadro «giusto e logico. Non negozieremo mai gli inalienabili diritti dell'Iran. La questione è chiusa».
PROPOSTE - Il programma nucleare iraniano sarà al centro della riunione dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) che si svolgerà in settimana a Vienna. L'Iran presenterà nei prossimi giorni le sue proposte sul nucleare. «Abbiamo detto due cose: creare opportunità per utilizzare a fini pacifici l’energia nucleare e prevenire lo sviluppo di armi di distruzione di massa», ha precisato il presidente iraniano. «Il nostro pacchetto di proposte arriva in risposta a una richiesta di ripresa dei negoziati. Abbiamo fissato il quadro e avanzato le nostre proposizioni».
«NOSTRE ELEZIONI VERA DEMOCRAZIA» - La conferenza stampa del presidente è avvenuta dopo la prima riunione del nuovo governo iraniano, in cui all'ordine del giorno c'erano le proteste seguite alla contestata elezione di Ahmadinejad. Il leader di Teheran ha detto che il voto ha segnato «la vittoria morale del popolo iraniano contro le potenze immorali straniere che avevano organizzato un complotto. In Iran invece esiste una vera democrazia». Intanto l'agenzia Fars riporta che è stato emesso dalla Corte rivoluzionaria un mandato di cattura nei confronti di Ali Karroubi, figlio del candidato riformista Mehdi Karrubi, per «irregolarità in attività economiche». L'agenzia aggiunge che Ali Karroubi ha avuto anche «un ruolo nei disordini», ma non precisa se il mandato di cattura sia stato già eseguito.
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05/09/2009
"Mai più banche che comandano governi"
"Mai più banche che comandano governi"
Tremonti al G20 di Londra rilancia la stretta sui bonus: «Serve a dare un messaggio più generale», «hanno raccolto molti fondi pubblici ma non danno sufficiente liquidità alle imprese»
| Tremonti a Londra (Epa) |
LONDRA - Il dibattito sui bonus dei banchieri «serve a dare un messaggio più generale: non è possibile che le banche comandino sui governi e sulla politica»: lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti al Tg1, a margine del G20 finanziario di Londra. «Non ha senso - ha insistito Tremonti - che le banche siano più grandi dei governi stessi, tanto che poi quando hanno problemi questi diventano anche problemi dei governi. Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche».
LIMITI A BONUS E COMPENSI - A quanto preannunciato, il Financial stability board presieduto da Mario Draghi dovrebbe studiare nuove linee guida per migliorare le pratiche retributive dei manager del settore bancario, andando oltre un approfondimento del solo tema dei «tetti» per bonus e salari. Una bozza del documento del G20 ha indicato un accordo sui limiti ai compensi dei manager che prevederebbe il recupero dei premi in caso di cattivo andamento della banca e l'obbligo di trasparenza sulle retribuzioni ai banchieri. L'obiettivo è di proseguire - in sede G20 - con passi graduali, nel tentativo di regolamentare le retribuzioni dei manager. A margine di questo accordo iniziale sui compensi, il G20 ha confermato l'impegno a mantenere le misure di stimolo all'economia mondiale e ha indicato che intende procedere alla riforma del Fondo monetario internazionale.
PICCOLE E MEDIE IMPRESE - Tremonti ha inoltre affrontato, sempre ai microfoni del Tg1, i problemi del credito alle piccole e medie imprese: «Le banche hanno raccolto molti fondi pubblici, soprattutto all’estero, ma non danno sufficiente liquidità alle imprese. Hanno in mente i loro bilanci, e non il bilancio d’insieme. E’ un problema anche italiano». Il ministro ha aggiunto: «Noi abbiamo un’economia fatta di piccole e medie imprese e un eccesso di concentrazione in banche che hanno una dimensione industriale e vedono troppo poco il territorio, le famiglie, gli imprenditori e le persone. Questo è un altro punto che va risolto. Questa dimensione - ha aggiunto - non sempre si adatta alle dimensioni della nostra economia e alle piccole e medie imprese».
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