04/04/2012
Moggi e Giraudo, il Coni conferma la radiazione
Moggi e Giraudo, il Coni conferma la radiazioneCALCIOPOLI. Gli ex dirigenti della Juventus esclusi a vita dalla Federcalcio
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27/03/2012
Olimpiade di Londra: niente notizie sui social network per gli atleti italiani
Olimpiade di Londra: niente notizie sui social network per gli atleti italianiLa misura per evitare di interferire con le scommesse sportive. Il Coni li obbligherà a firmare un accordo in cui non potranno mettere su Twitter o Facebook informazioni sensibili
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09/12/2010
Doping da record, squalificata tutta la famiglia: 22 anni
Doping da record, squalificata tutta la famiglia: 22 anniLa richiesta arriva dalla procura del Coni a carico del ciclista professionista Lorenzo Bernucci (coinvolto nell'inchiesta di Padova), di sua moglie Valentina Borgioli, di suo fratello Alessio Bernucci, di sua madre Antonella Rossi e del suocero Fabrizio
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04/05/2010
Lazio sconfitta e contenta all'Olimpico Lotito: «Mi hanno minacciato di morte»
Lazio sconfitta e contenta all'Olimpico Lotito: «Mi hanno minacciato di morte»La presidente giallorossa Rosella sensi: «L'Inter si vergogni». E Moratti: «Perché mai?». Gasparri: vergogna, indaghi la Federcalcio. Capezzone: calpestata la lealtà. E Foschi (Pd): lo sport è morto
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| Uno striscione esposto dai tifosi della Lazio e rivolto ai «cugini» romanisti (Ap) |
ROMA - Prima la polemica sportiva, poi quella politica adesso la denuncia. La vittoria dell'Inter sulla Lazio all'Olimpico, o meglio la sconfitta dei biancocelesti davanti ad un pubblico di casa entusiasta del risultato negativo riportato sul terreno amico, sta diventando sempre più un caso. L'ultima novità arriva dal presidente Lotito che in un lungo comunicato svela di aver ricevuto minacce di morte «se non battete l'Inter». Lo denuncia lo stesso presidente biancoceleste che rivela che in una busta (che sarebbe stata spedita alcuni giorni fa) gli sono arrivati anche «proiettili di grosso calibro».
LA NOTA - «Si è arrivati alla minaccia di morte (se non battete l'Inter siete finiti) inviata per posta, accompagnata da proiettile di grosso calibro scrive Lotito - ma non per questo la battaglia contro un tal modo di intendere l'antagonismo sportivo è stata abbandonata. Stupisce, invece, che l'insulto e l'istigazione siano diventati bagaglio espressivo di dirigenti di altre società. La Lazio ed i suoi tifosi non accettano insulti, palesi o insinuati; che la sportività e lealtà della Lazio e dei suoi giocatori non può essere messa in dubbio da nessuno». Il presidente della Lazio ha già avvisato la polizia dell'episodio e nelle prossime ore si recherà negli uffici della Digos della questura di Roma per formalizzare la denuncia.
IL PDL INSORGE - Ma perdendo contro i neroazzurri la Lazio ha di fatto sgambettato i «cugini» della Roma. Tanto basta per accendere le polverianche politiche Il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, tifoso giallorosso, non usa mezzi termini e dalle sue parole emerge più di un sospetto di «inciucio». «E' stata scritta una pagina di vergogna - ha commentato l'ex ministro, grande tifoso romanista -. L'Inter potrà vincere lo scudetto, ma per quello che si è visto ieri all'Olimpico, sarà uno scudetto simile a quello ottenuto con le telefonate di Facchetti agli arbitri». Non solo: la partita di ieri, per Gasparri, dovrà essere vagliata dagli organi di vigilanza della Federcalcio. «Capisco la tradizionale contrapposizione tra la tifoseria laziale e quella romanista - ha commentato -, ma ieri si è superato ogni limite. C'è lavoro per la Federcalcio. La vittoria dell'Inter ci poteva senz'altro stare, ma non in quel modo e non in quel clima. I neroazzurri rischiano di raggiungere l'obiettivo dello scudetto con modalità ignobili». Non è da meno Daniele Capezzone, che del Pdl è il portavoce: «Quello che è accaduto all'Olimpico è un vero e proprio 'spot' contro il calcio, contro lo sport, contro i principi della lealtà sportiva, che sono stati in tutto e per tutto calpestati. Dirigenti, tecnici e giocatori della Lazio dovrebbero dare spiegazioni convincenti di quello che è accaduto. E addolora anche il comportamento del pubblico: per anni, avevamo detto che il pubblico era ormai l'ultima trincea della passione e dell'amore per lo sport, ma ora dobbiamo prendere atto di una vera e propria farsa che ha visto anche un intero stadio pienamente coinvolto e consenziente».
IL FRONTE DEL'OPPOSIZIONE - Su questa linea si trovano riscontri anche sul fronte del centrosinistra. Elio Lanutti, senatore dell'Idv e già leader dell'associazione di consumatori Adusbef, parla di «un copione scritto già da tempo dai tifosi laziali» che «ha trasformato il campionato italiano in una farsa». e dice che «all'Olimpico è stata scritta una delle pagine più brutte per tutto lo sport italiano, uno scandalo senza precedenti con il comportamento antisportivo dei giocatori della Lazio che hanno giocato una partita per perderla, con un atteggiamento totalmente arrendevole. E ancora più immorali i tifosi che tifavano contro la propria squadra». «Ieri sera abbiamo assistito a una vera e propria vergogna- ha detto invece il consigliere regionale del Pd Lazio, Enzo Foschi -, determinata in primo luogo dalla scelta di non far giocare contemporaneamente partite così importanti dove per la corsa allo scudetto e per la lotta a non retrocedere. Aver permesso alla Lazio di scendere in campo, essendo già a conoscenza del risultato delle altre partite è stata una scelta, sotto gli occhi di tutti, che ha di fatto, falsato il campionato». Non solo: «L'impressione vedendola è stata quella di una partita assolutamente finta. Ieri è morto lo sport: l'atteggiamento dei calciatori della Lazio rappresenta, infatti, la negazione dei valori sani che esso porta in sè. Per questo sarebbe opportuno che in un sussulto di dignitá la Lega Calcio proponesse un minuto di silenzio in ricordo dei valori e dell'etica sportiva, prima delle partite della prossima giornata di campionato».
I DUE PRESIDENTI - Inevitabili anche le reazioni del mondo dl calcio. A partire da quella a caldo di Rosella Sensi, presidente della Roma, secondo cui «io al posto dell'Inter mi sarei vergognata di vincere in quel modo». Oggi le ha replicato il patron neroazzurro Massimo Moratti: «Devo dire che è un problema fra Roma e Lazio, non è un problema che riguarda l'Inter». Ma quanto al vergognarsi, ha commentato, «Non so per cosa: rispetto la sensibilità della presidente romanista e preferisco non rispondere». «Io sarò particolarmente apprensivo ma ho sofferto fino alla fine - ha aggiunto Moratti -. Più che altro il pubblico era assolutamente schierato per noi e questa era una situazione molto strana».
Redazione online
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05/01/2010
CALCIOMERCATO. Times: «Viera a un passo dal City» Assalto Chelsea per Pazzini
CALCIOMERCATO. Times: «Viera a un passo dal City» Assalto Chelsea per Pazzini
Molinaro lascia la Juve per lo Stoccarda. Tiago in partenza per l'Atletico Madrid. Le trattative
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| Giampaolo Pazzini (LaPresse) |
LONDRA - Patrick Vieira sempre più vicino al Manchester City: stando al Times la trattative per il trasferimento del centrocampista francese alla corte di Roberto Mancini sono «in fase avanzata». Nonostante lo stesso Mancini abbia spiegato di non voler parlare di mercato prima del derby di Carling Cup con il Manchester United di mercoledì, nelle ultime 48 ore il City e l'Inter hanno trattato il passaggio in prestito di Vieira, 33 anni, fino al termine della stagione. Secondo il quotidiano britannico Vieira, seguito da vicino anche dal Lione, potrebbe addirittura esordire lunedì prossimo in Premier League (campionato che conosce bene vista la lunga militanza all'Arsenal) contro il Blackburn.
PAZZINI - Un'altra anticipazione arriva da Londra, questa volta dal Daily Mirror. E cioè che il Chelsea continua a seguire da vicino Giampaolo Pazzini: il quotidiano britannico' precisa che la Sampdoria sarebbe anche disposta a trattare il giocatore sulla base di 22 milioni di sterline (24,5 milioni di euro) a patto però di lasciarlo andare soltanto al termine della stagione. Pazzini, ricordato in Gran Bretagna come il giocatore che segnò il primo gol in assoluto (con l'Under 21) nel nuovo stadio di Wembley (ma quel giorno realizzo una tripletta), ha realizzato 19 gol in 32 partite dal suo arrivo a Genova lo scorso gennaio e piace molto al tecnico dei Blues, Carlo Ancelotti; già mercoledì potrebbe esserci un incontro tra i dirigenti delle due società. Ma se da un lato la Samp è disposta a vendere il giocatore, dall'altro -scrive il tabloid britannico- il direttore generale Beppe Marotta vuole siglare un accordo in base al quale Pazzini venga lasciato in prestito ai blucerchiati fino a giugno.
MOLINARO ALLO STOCCARDA - Intanto un colpo di scena si registra in casa Juve. Cristian Molinaro nella tarda serata di lunedì ha raggiunto il ritiro spagnolo dello Stoccarda a La Manga e martedì, dopo le rituali visite mediche, firmerà il contratto con il club tedesco. Nei giorni scorsi dalla Spagna avevano invece annunciato la cessione di Molinaro all’Atletico Madrid. La Juventus ha ceduto il ventisettenne terzino sinistro in prestito fino a fine stagione. «Ora sono felice qui», ha detto l'esterno campano. «È stata una giornata lunga e un lungo viaggio. Ma ora sono felice qui». Ma all'Atletico Madrid finirà Tiago («è entusiasta», conferma il padre), in un'operazione in cui la Juve cercherà di ottenere un'opzione su Maxi Rodriguez, da tempo nel mirino bianconero. Si allontana l'ipotesi Zapater (il suo agente ha smentito qualsiasi trattativa), tentazione araba per Trezeguet, che in occasione dell'ultima trasferta sarebbe stato avvicinato da un rappresentante dell'Al Ittihad.
LE ALTRE TRATTATIVE - Al Milan non hanno ancora rinunciato al sogno Dzeko: secondo quanto sostiene L'Equipe, i dirigenti rossoneri hanno proposto al Wolfsburg 25 milioni di euro e l'attaccante Klaas-Jan Huntelaar per avere l'attaccante bosniaco tanto inseguito la scorsa estate. Il Genoa ha finalmente concluso l'operazione Suazo mentre la Roma, ceduto Bertolacci al Lecce, deve risolvere le grane Cicinho e Guberti, entrambi desiderosi di cambiare aria. Resterà invece nella capitale Doni, per il quale si era parlato di un interessamento del Manchester City. Il Napoli ritorna alla carica per Dossena (il ds Bigon è partito per l'Inghilterra per sedersi al tavolo con il Liverpool), il Palermo blinda Kjaer e smentisce il doppio scambio con la Lazio: Cavani e Simplicio restano in rosanero, Rocchi e Foggia in biancoceleste. Il Catania è invece sulle tracce di Calaiò mentre potrebbe andare via Ricchiuti: l'ex Rimini è richiesto da Livorno, Brescia, Padova e soprattutto Chievo, con cui gli etnei potrebbero intavolare uno scambio per assicurarsi Granoche. Sirene spagnole per Osvaldo del Bologna (piace al Saragozza), il Siena potrebbe spedire Paolucci alla Samp per arrivare a Pozzi, il Livorno nicchia su Zalayeta e Mudingayi. Estero. Il Bayern Monaco non si dà ancora per vinto: nonostante da più parti si parli di accordo già raggiunto con il Real Madrid sulla base di 50 milioni di euro, Franck Ribery potrebbe restare a sorpresa in Germania. «In primavera ne parleremo e, naturalmente, lotteremo per il rinnovo», afferma il direttore sportivo del Bayern, Christian Nerlinger.
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27/12/2009
Le manovre di Inter, Milan, Juve e Roma
Le manovre di Inter, Milan, Juve e Roma
CalcioMercato. Moratti deciso su Pandev, Galliani segue Drenthe, Bettega è per Ledesma, Toni verso Ranieri
ROMA — La capolista attacca sulle fasce. L’Inter padrona del campionato è anche la più lesta sul mercato. All’apertura ufficiale della sessione invernale, il 2 gennaio, dovrebbe depositare negli uffici della Lega di Milano il contratto di Goran Pandev. Il Milan si è definitivamente tirato indietro e lo Zenit ha capito che, nonostante la sua offerta sia la migliore, non riuscirà a far cambiare idea al macedone desideroso di rimanere in Italia. Moratti è pronto a festeggiare un’operazione che ha una doppia valenza: tecnica ed economica. Manca l’ultimo sì, legato ad una telefonata. L’ex laziale vuole sapere da José Mourinho quale sarà il suo destino una volta rientrato dalla Coppa d’Africa Samuel Eto’o.
Ma siamo ai dettagli finali. E la coppia Oriali-Branca può concentrarsi sulle uscite: Suazo(in trattative con l’Espanyol) più uno tra Vieira (che vuole più spazio per non perdere il Mondiale con la Francia) e Amantino Mancini. Se si concretizzeranno due cessioni, potrebbe arrivare Julio Baptista, fortemente caldeggiato da Mou. I nerazzurri lo avevano trattato in un ipotetico scambio con Suazo, vanificato dal fatto che la Roma è ad un passo da Luca Toni. La Bestia brasiliana potrebbe trasferirsi aMilano attraverso uno scambio di comproprietà con Burdisso, che è giallorosso soltanto in prestito.
Torniamo a Toni: illuso dall’Inter, ha scelto la Roma per cercare di riacciuffare il Mondiale. L’accordo non è ancora stato trovato, ma si troverà. Il Bayern Monaco cede il centravanti in prestito gratuito senza partecipare alle spese. L’ex viola, per i prossimi sei mesi, dovrebbe percepire 3 milioni netti. La Roma arriva a 2, lui è pronto a concedere uno sconto. La differenza, al momento, è intorno ai 500 mila euro. Non un’enormità. «Entro 5 giorni Toni avrà una nuova squadra», fa sapere il suo manager Tullio Tinti. In Inghilterra hanno lanciato l’ipotesi Chelsea. In realtà i Blues hanno in testa Pazzini: l’offerta sarebbe di 22 milioni di euro.
Il Milan quel che voleva fare lo ha fatto: il fascino di Beckham e l’entusiasmo di Adiyiah. L’inglese potenzierà il centrocampo di Leonardo, il ghanese crescerà nella formazione Primavera a meno che non sia girato al Livorno per fare subito esperienza in serie A. Servono alternative di valore a Pato e Ronaldinho per il 4-2-fantasia e il nome buono potrebbe essere quello del serbo Milos Krasic, classe ’84, del Cska Mosca, che però i russi vorrebbero trattenere per la Champions League. Galliani rimane alla finestra: per Krasic e per qualsiasi altra occasione che si verrà a creare nella finestra invernale del mercato, che si chiuderà alle 19 del 1° febbraio. Intanto l’a.d. rossonero lavora per il futuro: in Belgio sostengono che avrebbe già l’accordo per un altro serbo, Milan Jovanovic, centravanti dello Standard Liegi, classe ’81, 52 gol in 4 anni. Per la fascia sinistra il nome buono potrebbe essere quello dell’olandese Drenthe del Real Madrid, ma viene seguito anche Maldonado del Flamengo. Huntelaar chiede spazio, Inzaghi a giugno potrebbe scegliere il Parma.
La Juventus riparte da Bettega che, prima di tutto, dovrà decidere il destino di Ferrara, chiamato a invertire la tendenza nelle prossime due partite. L’altra incognita è Felipe Melo, pagato 25 milioni durante l’estate e in piena crisi tecnica e psicologica. Difficile ipotizzare una cessione del brasiliano all’Arsenal, più probabile immaginare l’acquisto di Ledesma che la Lazio rischia di perdere a parametro zero: 5milioni l’ultima offerta a Lotito o, in alternativa, la comproprietà di Giovinco o il cartellino di Tiago. Ma attenzione alle sorprese: nei programmi bianconeri può rientrare nel mirino D’Agostino, che l’Udinese è pronta amettere sul mercato.
Resta la Fiorentina che non sconvolgerà il suo progetto soltanto perché si è qualificata agli ottavi di finale della Champions League. Preso Felipe dall’Udinese (per 9milioni pagabili in tre anni), se ne andrà Natali e arriverà un centrocampista abile nell’interdizione tra l’argentino Bolatti dell’Huracan, il brasiliano Sandro dell’Internacional di Porto Alegre e Paolo Zanetti del Torino. Se Mutu accetterà la corte del Fenerbahçe o dello Zenit, il d.s. Corvino potrebbe ritentare per l’argentino Salvio del Lanus. A giugno arriverà il difensore argentino Muñoz del Boca e probabilmente l’esterno Mantovani del Chievo e il centrocampista Guarente dell’Atalanta.
Alessandro Bocci
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15/12/2009
Napolitano: Italia più coesa della politica
Napolitano: Italia più coesa della politica
Ha ricevuto al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici. «Conflitto esasperato, ma sport, ricerca e volontariato testimoniano la ricchezza e i valori della nostra società»
ROMA - Il Paese è più coeso della sua politica esasperata. Lo ha detto il presidente Napolitano, facendo riferimento allo scontro in Aula tra maggioranza e opposizione durante la discussione sull'attacco contro Berlusconi. «Il mondo dello sport, ma anche altri mondi che amo citare come quello della ricerca e del volontariato, testimoniano la ricchezza e i valori della società italiana che si mostra ancora una volta più forte e coesa dell’immagine che ne dà la politica, così segnata da esasperato conflitto» ha sottolineato ricevendo al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici.
RICERCATORI - Napolitano ha citato in particolare l'esempio dei ricercatori italiani, «giovani che si dedicano alla ricerca i più motivati che io conosca. Molto più di quanto non si potrebbe pensare quando si leggono le loro buste paga». E gli atleti «sono una grande fonte di freschezza nazionale. Lì si guarda e si legge un futuro migliore per l'Italia».
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11/11/2009
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Poche righe da Roma: «La candidatura è irricevibile», l'amministrazione comunale aveva dato la disponibilità ad organizzare l'evento
BARI - Il Coni boccia la candidatura di Bari per le Olimpiadi del 2020. Ora è ufficiale: «La candidatura è irricevibile» è l'incipit del comunicato con cui Roma dà lo stop al sogno olimpico del capoluogo pugliese. Usain Bolt quindi non sfreccerà sulla pista dello stadio San Nicola. Almeno non nell'evento globale a cinque cerchi. Già il presidente Gianni Petrucci aveva commentato sferzante, il 19 ottobre scorso: «Le candidature olimpiche non sono come le pizze: nessun paese ne propone una al giorno, ed è giusto mettere ordine». Lasciando intendere che la decisione di Elio Sannicandro, assessore comunale allo sport, di promuovere la «nomination» pugliese per i Giochi era stata forse dettata da eccessivo entusiasmo. Esclusa Bari rimangono in corsa Roma, Venezia e Palermo.
Ecco il testo della nota romana: «Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ribadendo quanto già espresso in occasione della riunione della Giunta Nazionale del 21 ottobre scorso in merito ai requisiti di ricevibilità delle richieste da parte delle città che intendono candidarsi ad ospitare i Giochi Olimpici precisa che tali richieste non possono limitarsi ad essere espressione di mera intenzione all'organizzazione dei Giochi da parte delle amministrazioni comunali, ma devono già far riferimento e fondarsi sulle condizioni essenziali di base previste dal Cio e dalla Carta Olimpica per il successo della candidatura». «Pertanto la richiesta pervenuta in data 9 novembre da parte del sindaco di Bari, Michele Emiliano, in cui si manifesta la "disponibilità" a potersi candidare da parte della città, non può essere considerata ricevibile dal Coni, così come già comunicato allo stesso sindaco di Bari per lettera, anticipata via fax, in data 10 novembre».
Alessandro Chetta
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12/10/2009
Il caso doping? Quanto mi girano i...
Il caso doping? Quanto mi girano i...
Il capitano della nazionale e' stato prosciolto dal tribunale del coni. Cannavaro e la positività: «Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato»
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| Fabio Cannavaro (Ansa) |
COVERCIANO (FIRENZE) - «Mi girano i coglioni. E se non avete capito bene ribadisco, mi girano i...». È diretto ed esplicito il capitano della Nazionale Fabio Cannavaro nel raccontare rabbia e amarezza provate il giorno in cui è uscita la storia della sua positività al doping per un antiallergico iniettato a seguito di una puntura d'ape. La storia poi si è conclusa con il proscioglimento del calciatore azzurro. Il Tribunale nazionale del Coni ha infatti archiviato il caso, come da richiesta del capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri.
CANNAVARO ARRABBIATO - «Io ho la coscienza a posto - ha detto il capitano azzurro dal ritiro di Coverciano - Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato. Quando è successo mi sembrava di sognare. Qualche giornale e qualche televisione hanno esagerato. È la seconda volta che mi ritrovo gratuitamente sui giornali per storie del genere». Il riferimento è al filmato con le flebo degli anni al Parma uscito nel 2005. «Quella volta feci una cazzata a farmi filmare, anche se la sostanza tuttora non è proibita. Questa volta la cazzata della Juve c'è stata, ma mi è sembrato tutto esagerato. Spero che questo dubbio non mi segua oltre oggi, la mia carriera è stata esemplare e all'insegna delle regola».
RITORNI IN NAZIONALE - Poi Cannavaro è passato ad analizzare il tema dei possibili grandi ritorni in Nazionale. Si parte da Totti («porte aperte a tutti»), si passa per Nesta («il suo momento non mi meraviglia») ed Amauri («dipende dalla stagione che farà e dall'idea del ct») e si finisce con Cassano («ben venga»). «Penso che la Nazionale sia aperta a tutti, se uno ha voglia di venire qui non deve chiedere il permesso a nessuno, ma solo mettersi a disposizione del mister» ha detto poi Cannavaro in relazione alle parole di oggi del tecnico romanista Ranieri sul ritorno di Totti in azzurro. Il difensore juventino ha anche parlato di Nesta, il cui ritorno in Nazionale è da più parti invocato:«Non mi sorprende il momento che sta vivendo, è un grandissimo giocatore. Sono contento sia tornato su questi livelli. Amauri? Dipende da che stagione farà e da cosa ha in testa il ct. All'epoca gli dissi di stare tranquillo perchè il gruppo aveva già accettato Camoranesi ed avrebbe accettato anche lui». Ed infine Cassano, con la grande «apertura» che Cannavaro concede all'ex romanista:«Se vi ricordate Donadoni chiamò Cassano per gli Europei nonostante non lo avesse convocato nella fase di qualificazione. Se dovesse convocarlo anche Lippi? Ben venga» ha concluso Cannavaro.
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09/10/2009
Cannavaro, il pasticcio del capitano
Cannavaro, il pasticcio del capitano
Accusato di doping per colpa di un’ape. Oggi sarà prosciolto ma la Juventus rischia una multa. Positività il 30 agosto dopo la partita con la Roma
FIRENZE - Più che un caso di doping, è un grande pasticcio. Finito bene. Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale, viene trovato positivo il 30 agosto, dopo Roma-Juventus, seconda giornata di campionato. Non tutto però è come sembra. La positività, stavolta, ha una spiegazione: una puntura d’ape, rimediata nel verde di Vinovo, due giorni prima della partita incriminata. La storia è da film del terrore. Temendo uno shock anafilattico, il difensore si rivolge a Bartolomeo Goitre, per dieci anni vice di Riccardo Agricola e da questa stagione promosso responsabile dello staff medico della Juventus. Il cortisone, usato per la cura, è una sostanza vietata. Cannavaro, nel rispetto della normativa antidoping, nella stessa giornata invia al Ceft, il Comitato per l’esenzione ai fini terapeutici, la richiesta di esenzione. Tutto secondo prassi. Come il controllo e la positività riscontrata all’Olimpico.
Ma a questo punto cominciano i guai, i malintesi e le gravi leggerezze della Juventus. Il Ceft chiede alla società bianconera, attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno, un’integrazione della documentazione già inviata. Per chiudere la vicenda ha bisogno del certificato di ricovero al pronto soccorso (ma Cannavaro non è andato in ospedale), oppure di un certificato del medico curante. Ma da Torino, al di là della richiesta di esenzione, non arriva nessun documento. Il caso passa nelle mani della Procura antidoping che in poco tempo scopre che non solo la raccomandata inviata alla Juventus è arrivata a destinazione, ma è stata anche ritirata. Ettore Torri, il capo della Procura, potrebbe anche decidere di sospendere in via cautelare Cannavaro. Ma qualcosa non quadra. E allora preferisce approfondire.
Così viene fuori l’inghippo. Qualcuno ha effettivamente ritirato la raccomandata incriminata, che però resta per giorni nella sede bianconera senza che né Cannavaro né il dottor Goitre ne vengano in possesso. Un errore imperdonabile. Per Cannavaro la questione è chiusa. Per la Procura va avanti. Il difensore è convinto di aver rispettato le regole tanto che, dopo la partita con la Roma, si presenta al raduno della nazionale prima di Georgia- talia e informa della vicenda il professor Enrico Castellacci, il medico della nazionale che parla direttamente con lo staff sanitario bianconero. Quando la notizia trapela, Torri decide di accelerare per andare in fondo alla questione. Cannavaro, reduce da un infortunio, quasi non crede ai suoi occhi quando viene informato che rischia non solo una sospensione, ma anche la squalifica.
Giovedì sera a Torino, nella sede della Juve, l’incontro tra Torri, Cannavaro e il dottor Goitre. La Juve, nel frattempo, diffonde una nota: «In merito alla notizia relativa all’apertura di un’inchiesta della Procura antidoping su Cannavaro, il settore medico della società precisa di aver agito nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle regole deontologiche intervenendo in via d’urgenza in seguito all’aggravarsi del quadro clinico conseguente ad una puntura d’insetto». La terapia farmacologia viene definita, dagli stessi medici, indispensabile. Parole che il dottor Goitre ribadisce a Torri. Anche Cannavaro chiarisce la sua posizione. La Juve, per rafforzare la propria posizione, presenta anche i trafiletti di due quotidiani sportivi, La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, che riportavano la notizia dell’incidente del difensore con l’ape molesta. La questione si chiude quando i dirigenti bianconeri mostrano a Torri la busta del Cetf ancora sigillata. Oggi Torri chiederà al Tna (Tribunale nazionale antidoping) l’archiviazione del caso Cannavaro. Ma potrebbe, anzi è probabile che lo faccia, lasciare aperta la posizione della Juve e del dottor Goitre. Troppo grave la leggerezza dei bianconeri che hanno rischiato, nella migliore delle ipotesi, di offuscare l’immagine del capitano azzurro.
Alessandro Bocci
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