13/04/2012

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

ARGENTINA. La donna ha partorito dopo appena sei mesi: la bimba è stata dichiarata deceduta dopo venti minuti. Ma non era vero

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27/03/2012

Fatture fantasma, evasione per 17 milioni

Fatture fantasma, evasione per 17 milioni

In provincia di cuneo. La Guardia di Finanza ha denunciato otto persone, al centro della frode due coniugi di Saluzzo

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22/12/2011

Scoperto a Milano un altro evasore totale con Cayenne, yacht e villa con piscina

Scoperto a Milano un altro evasore totale con Cayenne, yacht e villa con piscina

TRUFFA ALLO STATO. Umberto Ruta, ex mediatore finanziario, è stato arrestato. L'operazione è nata dal fallimento della società Distrel

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20/12/2011

Sepolta viva dal compagno, si salva.

Sepolta viva dal compagno, si salva.

Inghilterra. Colpita con un taser e sotterrata, si è finta morta ed è riuscita a riemergere usando l'anello di fidanzamento

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24/11/2011

Venezia, coppia dichiara 6 euro per l'anno 2010: evasi 65 milioni

Venezia, coppia dichiara 6 euro per l'anno 2010: evasi 65 milioni

L'uomo non avrebbe neppure mai fatto una dichiarazione dei redditi dal 1997 al 2008

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08/07/2011

Tassi usurai al 400% Coniugi arrestati

Tassi usurai al 400% Coniugi arrestati

Minacce e botte. Assoldavano “picchiatori” per intimidire le proprie vittime. Le richieste di soldi si spingevano fino al milione di euro.

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05/10/2010

I vicini non gli vendono la casa, lui la brucia. Incastrato da un video

I vicini non gli vendono la casa, lui la brucia. Incastrato da un video

A palermo le continue dispute tra vicini hanno rischiato di finire in tragedia. Arrestato l'uomo. Per l'intervento di un automobilista una coppia e il nipotino di 9 anni si sono salvati dalle fiamme

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04/06/2010

Lettera minatoria con cinque proiettili ai coniugi Mastella

Lettera minatoria con cinque proiettili ai coniugi Mastella

Una missiva di minacce, contenente alcune cartucce, è stata recapitata nella villa di Ceppaloni del leader dei Popolari Udeur. Il testo era firmato "Nuove brigate rosse". E da Facebook arriva il commento della signora Mastella

 

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Non rilascia dichiarazioni lady Sandra in merito alla lettera minatoria, ricevuta in mattinata nell'abitazione di Ceppaloni e contenente cinque proiettili. L'unico commento sulla missiva, firmata Nuove Brigate Rosse, viene fatto dall'ex presidente della Regione Campania attraverso Facebook: "Cari amici, queste nuove minacce alla nostra famiglia devono far riflettere un po' tutti. Quando si alimenta un clima di odio, di contrapposizione dura, questi sono i risultati. Io comunque sono serena e ancor piu' determinata a continuare nel mio lavoro in rappresentanza della mia regione, del mio territorio, della gente che mi ha dato fiducia. Non mi faccio certo intimidire. Di sicuro non fa piacere ricevere proiettili, lettere minacciose, telefonate anonime... E' un'esperienza che non auguro a nessuno". Per la consorte dell'ex guardasigilli, rieletta in marzo nell'Udeur, "la cosa migliore da fare è opporre alla violenza di nemici tanto vigliacchi la forza delle idee, dei propri convincimenti".

Contenente anche minacce al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, all'assessore al Lavoro, Severino Nappi nonché al sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, la lettera è stata ritirata dalla donna delle pulizie nella cassetta postale della villa. Secondo quanto s'è appreso, la missiva sarebbe stata scritta a mano. Essa fa seguito a una serie di minacce telefoniche, giunte, nell'ultimo mese, in casa del leader dei Popolari Udeur Clemente Mastella, il quale, in partenza da Bruxelles per l'Italia, non ha voluto commentare l'accaduto. Gli ambienti politici vicini al leader dell'Udeur esprimono preoccupazione anche per la minaccia rivolta a Severino Nappi. C'è chi ricorda l'uccisione nel 1982 da parte delle Brigate Rosse del democristiano Raffaele Delcogliano, anche lui assessore regionale al Lavoro.


14/10/2009

In viaggio su una crociera-gay senza preavviso, coniugi contro la Grimaldi

In viaggio su una crociera-gay senza preavviso, coniugi contro la Grimaldi

Marito e moglie di Trevi hanno chiesto un risarcimento alla compagnia napoletana per l'insolito tour sulla tratta civitavecchia - barcellona

 

La crociera gay «Revuelta» (da www.gay.it)

 

La crociera gay «Revuelta» (da www.gay.it)

 

NAPOLI - Strana «disavventura» per due coniugi umbri che si sono trovati a viaggiare su una crociera della Grimaldi rigorosamente dedicata ai gay. Marito e moglie di mezza età, residenti a Trevi, sostengono di non essere stati avvisati del «particolare» tipo di viaggio sulla nave «Cruise Barcellona» della compagnia napoletana, che da Civitavecchia approda nel capoluogo catalano. I coniugi ritengono di aver prenotato un viaggio «normale» e perciò hanno chiesto alla Grimaldi un risarcimento di 3mila euro.

La notizia è stata riportata dal Corriere dell’Umbria. La coppia di Trevi si sono rivolti all’avvocato Antonio Francesconi che ha scritto alla compagnia senza però - ha spiegato - ricevere al momento alcuna risposta. «Non è una questione di discriminazione - ha detto il legale - ma solo di godimento del viaggio. Uno spiacevole equivoco che però va risarcito».

La coppia aveva ottenuto il viaggio con una raccolta punti. Dopo averlo scelto sul catalogo - ha spiegato l’avvocato Francesconi - i due si erano «messi in contatto con la compagnia per la prenotazione senza però che nessuno facesse riferimento alla crociera gay». Una volta a bordo, il 19 settembre scorso, marito e moglie si sono imbattuti - riferisce legale - in una nave «a tema», con feste e spettacoli «tutte» dedicate ai gay. «Una situazione di palese imbarazzo per i miei assistiti - ha concluso l’avvocato Francesconi - che al ritorno hanno deciso di chiedere il


29/07/2009

Non sopporta separazione: uccide la moglie davanti al bambino e poi si spara

Non sopporta separazione: uccide la moglie davanti al bambino e poi si spara

 

Agghiacciante caso di omicidio-suicidio a Rho, nel Milanese. I coniugi 34enni erano separati di fatto. Lei aveva denunciato il marito: «Mi ha minacciato con la pistola»

 

 

I corpi dei due coniugi giacevano uno accanto all'altro (Photoviews)
I corpi dei due coniugi giacevano uno accanto all'altro (Photoviews)

MILANO - Agghiacciante tragedia familiare a Rho, nel Milanese. Un uomo di 34 anni, Piero Amariti, al culmine di un violento litigio ha ucciso la moglie, Cristina Messina, 34 anni, a colpi di pistola e poi si è suicidato con la stessa arma. Tutto è avvenuto sotto gli occhi della sorella della donna e del maggiore dei figli della coppia, di 6 anni (c'è anche una bambina di 4 anni). Con ogni probabilità, i motivi alla base della disputa sono da ricondurre alla separazione che aveva portato alla divisione della coppia: a quanto sembra i due ormai erano separati di fatto e nella casa di famiglia viveva soltanto la donna con i bambini. L'uomo evidentemente non sopportava questa situazione, che lo ha portato alla follia.

I SOCCORSI - Il fatto è avvenuto prima delle 8 di mercoledì mattina in via Vincenzo Bellini angolo via Rossini a Rho, in provincia di Milano. Inutili i soccorsi del 118: entrambi i coniugi erano già morti all'arrivo dei sanitari. Piero Amariti lavorava in un'agenzia di pratiche auto, mentre la moglie Cristina lavorava in un bar-trattoria di fianco alla concessionaria del padre. Sembra anche che da tempo vi fossero cattivi rapporti tra genero e suocero.

 

La casa della tragedia (foto Salerno)
La casa della tragedia (foto Salerno)

LA TRAGEDIA - Secondo la prima ricostruzione, Piero Amariti sarebbe arrivato la mattina presto davanti alla casa della moglie e avrebbe aspettato che lei uscisse con l'auto, una Citroen 5. La donna è uscita in auto con la sorella e il figlio maggiore: lui l'ha minacciata con la pistola, facendola uscire dalla vettura, e le ha sparato due colpi, che l'hanno raggiunta uno alla testa e l'altro alla gola. Un proiettile ha poi colpito la portiera della macchina. Quindi l'uomo ha rivolto la pistola a tamburo, una 357, contro se stesso e si è sparato alla testa. Il bambino ha visto tutto.

LA DENUNCIA - Secondo la testimonianza di una parente, a fine giugno i due coniugi avevano avuto una violenta lite, durante la quale l'uomo aveva minacciato di togliersi la vita e di uccidere anche la moglie. Per questo la donna, lo scorso 30 giugno, aveva presentato una denuncia contro il marito alla Polizia di Rho. Gli agenti avevano accompagnato Piero Amariti è stato accompagnato al Pronto Soccorso, dove i medici, visto che non era un caso acuto, non rilevarono né chiesero la necessità di un trattamento sanitario obbligatorio (Tso), come ha precisato il direttore sanitario dell'ospedale di Rho, Davide Cartoni. La Procura aveva anche autorizzato la polizia a perquisire l'auto della coppia. In quell'occasione non venne trovata alcuna arma: la pistola usata questa mattina dall'uomo per uccidere la moglie e suicidarsi è risultata infatti detenuta illegalmente.

LA CUGINA - «Piero era una brava persona, sapevo che si volevano bene, non mi risulta avessero avuto dei problemi ed erano bravissimi marito e moglie», ha raccontato invece una cugina acquisita del presunto omicida. «Per lui la cosa più importante era la famiglia, non mi risulta che abbia mai avuto atteggiamenti violenti o che abbia mai aggredito o minacciato la moglie. Sono sconvolta per quello che è successo, non riesco a capacitarmene».