03/06/2011
Santarcangelo, i tifosi-soci al potere promossa la squadra scelta sul web
Santarcangelo, i tifosi-soci al potere promossa la squadra scelta sul webIl miracolo in Romagna. Si pagano 60 euro l'anno e si partecipa alla vita del club: l'hanno fatto in ottocento, trascinando con entusiasmo la squadra fino a giocare fra i professionisti
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23/07/2010
“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estate
“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estateSpopola sul web un’intervista di SkyTG24 a due ragazze romane che, da Ostia, danno i loro consigli su come difendersi dal caldo. Boom di contatti su YouTube e Facebook. E il video fa il giro del mondo
Un rimedio contro il caldo? Un calippo, una “bira” e una “doccetta se no al mare pizzica tutto”. Ed è subito tormentone. Tutto ha inizio in uno dei tanti stabilimenti di Ostia. SkyTG24 intervista due ragazze mentre prendono il sole. E il loro accento romano le trasforma subito in due star. Il video finisce su YouTube e in meno di 48 ore ha più di 740 mila visite. E il tam tam continua: da Facebook alla radio la “bira contro il caldo” è sulla bocca di tutti.
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06/03/2010
Come si diventa perfetta webcam-girl
Come si diventa perfetta webcam-girl
L'INTERVISTA. Helen, milanese 27enne, ha scritto un manuale con i consigli per chi vuole fare questo lavoro
«Tranquillizzatevi mamme, non dispenserò consigli alle vostre bambine portandole sulla cattiva strada, perché a quello ci pensano già molte famiglie». Siamo a pagina 8 del «Manuale della perfetta webcam girl», appena uscito nelle librerie per la casa editrice Mursia. A scrivere è Helen, nickname dietro cui si nasconde una giovane milanese di 27 anni, che da quando ne aveva 22 si guadagna da vivere sulle chat erotiche. Una, per intenderci, che nessuna mamma vorrebbe mai come amica delle proprie figlie. Lei lo sa, ma dal 2007, anno di pubblicazione del «Diario di una webcam girl», ha deciso di uscire allo scoperto e diventare la paladina delle tante ragazze che fanno il suo mestiere. «Solo sul portale dove lavoro io siamo in tremila, fare i bacchettoni è inutile».
Ma c’era bisogno di una guida?
«Dopo il “Diario di una webcam girl” ho ricevuto tante critiche, ma sono stata anche contattata da molte ragazze che mi chiedevano i trucchi del mestiere, perché magari non sapevano a che siti rivolgersi, si vergognavano o avevano paura di ritrovarsi qualche cliente fuori di testa sotto casa. Con la mia guida sapranno come muoversi».
Lei scrive che l’unico modo per evitare rogne è mantenere l’anonimato, ma tra libri, interviste e fotografie non è che si sia attenuta granché a questa regola.
«C’è un limite, l’essenziale è non svelarsi troppo quando si chatta: io per esempio in quei momenti non faccio mai vedere il mio viso, non voglio che circolino video porno su Internet a mia insaputa».
Com’è diventata una webcam girl?
«Cinque anni fa me ne ero andata di casa, per mantenermi facevo la commessa part-time. Non riuscivo a trovare altri lavori né a pagare le bollette. Un giorno nella posta elettronica trovo il messaggio di un sito di chat erotiche, mi incuriosisco, inizio a provare. Nel contempo vengo licenziata. Così eccomi qua, webcam girl di professione».
I suoi genitori lo sanno?
«Certo, non hanno festeggiato alla notizia, ma dato che sono sempre la stessa di prima, una ragazza tranquilla, con dei valori, mi hanno capita. Idem il mio ragazzo: sono fidanzatissima da 7 anni, lui sa che online recito solo una parte, un personaggio».
È il suo unico mestiere?
«Sì, con quattro ore di lavoro al giorno metto via in media duemila euro al mese. Ma non era così all’inizio, ora ho un buon giro».
Lo fa solo per soldi?
«No, mi diverto, sono un’esibizionista e mi piace parlare, conoscere gente nuova».
Come avvengono i pagamenti?
«Ogni ragazza decide la propria tariffa: sul portale a cui sono registrata si va da un euro a 3,50 euro per ogni minuto di chat, il 50 per cento va al sito, l’altra metà a me. In più si possono vendere foto, video, contatti e-mail, numeri di cellulare, biancheria intima».
È qui che il gioco diventa pericoloso?
«Diciamo che non bisogna essere ingenue: mai dare il numero di cellulare che si usa nel quotidiano, meglio averne uno ad hoc, così se qualcuno inizia ad assillarti puoi cambiarlo».
Le è capitato?
«Capita che degli utenti mi dicano che si sono innamorati di me: iniziano a fare i gelosi, mi cercano di continuo, scrivono online che siamo fidanzati per rovinarmi la piazza. Ma basta fargli capire che non c’è trippa per gatti e la smettono. Solo una volta mi sono spaventata».
Che cos’è successo?
«Il deejay di una nota emittente radiofonica nazionale ha iniziato ad essere ossessivo, mi tempestava di sms, mi diceva che sarebbe venuto a prendermi sotto casa. Non sapeva dove abitavo, ma ero lo stesso in ansia. Poi si è stufato».
Nel libro dedica un capitolo, «Viplandia», ai personaggi famosi che frequentano le chat erotiche.
«Sono molti, un celebre conduttore televisivo, qualche calciatore di serie A… La cosa assurda è che a differenza degli altri utenti non vedono l’ora di mostrarsi a viso scoperto, di farti vedere chi sono. Ti chiedono di andare a letto con loro, che poi chissà quali favori potranno farti. Ma a me queste cose non interessano».
Questo non l’ha messa al riparo dalle critiche.
«Tanti giornalisti mi hanno dato della prostituta, anche usando termini più volgari, ma se lo sono io allora lo sono tutte le modelle e le veline che sfruttano la loro immagine per fare soldi».
Le si potrebbe obiettare che loro non lo fanno al fine di eccitare…
«Che ipocrisia! Viviamo in un paese di perbenisti. Sa quanti ne ho visti in tv che davanti alle telecamere mi insultavano e una volta spente mi chiedevano dove trovarmi in Rete? Del resto i numeri parlano chiaro: il sito per cui lavoro attira dai 200 ai 300 mila utenti».
Chi sono?
«Perlopiù uomini timidi, che per un motivo o per l’altro non hanno rapporti sessuali nella vita reale. E poi mariti e fidanzati che hanno fantasie erotiche che non soddisfano con le loro compagne. Molti amano travestirsi da donna di fronte a me».
Che cosa prova per loro?
«Mi sono riproposta di non giudicare. Mi fanno ridere, però, quelli che pensano di farti godere in due secondi».
FOTOGALLERY, SE NE CONSIGLIA LA VISIONE AD UN PUBBLICO ADULTO
Raffaella Oliva
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06/02/2010
Italiani in fuga, consigli per l'uso
Italiani in fuga, consigli per l'uso
A un mese dal lancio, il blog Italians In Fuga dell'emigrato Aldo Mencaraglia attira sempre più utenti alla ricerca di dritte per sfuggire dal Paese. Consigli a ingegneri, cuochi, medici su come ottenere il visto e trovare un lavoro.

Un tempo c’erano gli emigrati italiani e disperati di Ellis Island e quello che venne considerato il più grande esodo migratorio della storia moderna. Si cantava “Mamma dammi cento lire che in America voglio andar” e l’andare altrove era un sogno, in un’epoca in cui non esisteva la televisione e la parola altrove poteva significare tutto e niente.
Poi venne la fuga dei cervelli, alludendo al fenomeno migratorio dei grandi talenti che nel Bel Paese non trovano sufficiente spazio per esprimere idee e progetti, per fare ricerca, per crescere.
Ora ci sono, molto più pragmaticamente, gli Italiani in fuga. Pasticcieri, ingegneri, giramondo, fulltimers (così si chiamano quelli che vivono e viaggiano in camper), gente che apre un chioschetto sull’isolotto sperduto rinunciando al posto in banca (lo sognano e lo dicono in tantissimi ma qualcuno lo ha fatto veramente), emigrati delusi dall’Italia o delusi dalla vita, con il desiderio di cambiare tutto, ma proprio tutto. Il fenomeno è in crescita ed è trasversale, tanto che Italians In Fuga, il blog dove chi è già emigrato offre informazioni a chi vuole emigrare, è un successo. Lo ha aperto Aldo Mencaraglia, originario di Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, che partì a 19 anni per l’Inghilterra. Scoprì che all’estero si vive meglio e decise di non tornare più in Italia. Ora vive in Australia e ha deciso di condividere la propria esperienza con tutti coloro che, con qualsiasi titolo di studio e ambizione, in Italia “non ci stanno più dentro” e sognano di cambiare vita. “Che siate principianti e non sappiate da dove cominciare o che siate già avviati ma abbiate bisogno di consigli, italiansinfuga.com è per voi. Non è stato facile ma io ci sono riuscito quindi ce la potete fare anche voi!”.
Aldo, che ha rigorosamente un profilo su Facebook e uno su Linkedin, racconta la propria esperienza, ma ne raccoglie anche molte altre, da chi si è trasferito in Uruguay a chi vive a San Pietroburgo, con un occhio di riguardo per chi ha scelto l’Australia. Non solo storie di vita, però, ma anche servizi pratici su come ottenere un visto o come calcolare il costo della vita, che rappresenta una delle maggiori incognite per chi vuole emigrare. Il link a Locationindependent.com, sito wiki dedicato ai nomadi digitali, aiuta ad orientarsi e focalizzare meglio una delle variabili più critiche per chi fa una scelta del genere: i soldi.
Da Italiansinfuga si può approdare anche alla classifica stilata da International Living sulla qualità della vita in 194 nazioni del mondo, in cui troviamo l’Italia al decimo posto e la Francia e l’Australia ai primi due posti. Ma soprattutto da qui ci si inoltre nell’immensa community di quelli che la vita l’hanno cambiata veramente. Il web pullula di storie di emigranti e di dritte utili per diventarlo. Chi è scappato in Giappone e chi vive in Nepal, chi ha messo su un sito destinato a chi sogna Londra o a chi sogna Amsterdam, colmi di informazioni pratiche per orientarsi e scegliere meglio alloggio, lavoro, corso di inglese. C’è chi vive in Scozia per amore, chi è stata “rapita” dai Masai e chi fa lo chef alle Mauritius. Parafrasando Elio delle Storie Tese, tra il dire e il fare c’è di mezzo solo “e il”. Un mare di iniziative, consigli e idee dedicati a chi sogna di cambiare vita, ma non ha ancora deciso come, dove e quando.
10:58 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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02/01/2010
Saldi: comincia la corsa allo sconto
Saldi: comincia la corsa allo sconto
IN ALCUNE REGIONI DURERANNO FINO A MARZO. Le prime città a inaugurare la stagione sono Roma, Milano, Venezia, Bologna e Palermo
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ROMA- Quest'anno sono Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia a fare da apripista alla stagione dei saldi invernali , che iniziano già il 2 gennaio. L'ultima regione ad avviare i ribassi, il 10 gennaio, sarà invece la Valle d'Aosta. I saldi in molte regioni proseguiranno fino agli inizi di marzo.
IL CALENDARIO - Ecco, di seguito, il calendario dei saldi invernali 2010:
ABRUZZO - 5 gennaio - 5 marzo
BASILICATA - 2 gennaio - 2 marzo
CALABRIA - 3 gennaio - 28 febbraio
CAMPANIA - 2 gennaio - 31 marzo
EMILIA ROMAGNA - 2 gennaio - 6 marzo
FRIULI VG - 3 gennaio - 31 marzo
LAZIO - 2 gennaio - 15 febbraio
LIGURIA - 5 gennaio - 18 febbraio
LOMBARDIA - 2 gennaio - 2 marzo
MARCHE - 6 gennaio - 1 marzo
MOLISE - 2 gennaio - 28 febbraio
PIEMONTE - 5 gennaio - 1 marzo
PUGLIA - 5 gennaio - 28 febbraio
SARDEGNA - 8 gennaio - 8 marzo
SICILIA - 2 gennaio - 15 marzo
TOSCANA - 7 gennaio - 7 marzo
UMBRIA - 7 gennaio - 6 marzo
VALLE D'AOSTA - 10 gennaio - 31 marzo
VENETO - 2 gennaio - 28 febbraio
BOLZANO - 9 gennaio - 20 febbraio
TRENTO - I commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi nella durata di 60 giorni.
LE RACCOMANDAZIONI DEL CODACONS -In vista del via alle vendite di fine stagione, il Codacons propone il suo decalogo per le spese in saldo:
1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.
2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «Saldo deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.
3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante
5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.
6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità.
7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto »in modo chiaro e ben leggibile«. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla »nuova«. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8. Prova dei capi: non c'è l'obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10. «Fregature». Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all'Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
12:41 Scritto in RISPARMI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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