07/10/2011

Lazio, un solo consigliere (su 71) è senza bonus da doppio incarico

Lazio, un solo consigliere (su 71) è senza bonus da doppio incarico

Più incarichi che eletti. Antonio Cicchetti era assessore all cultura. Ora è l'unico in Regione ad essere rimasto con un solo ruolo.

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15/04/2011

Consigliere municipale gambizzato, due spari da un motorino

Consigliere municipale gambizzato, due spari da un motorino

AGGUATO IN VIA FLAMINIA A ROMA. Andrea Antonini, XX circoscrizione, vicepresidente di Casa Pound, non è in pericolo di vita: «Forse uno scambio di persona». La Procura apre un fascicolo

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01/02/2011

Il Giornale, perquisita la redazione romana per articolo sulla Boccassini

Il Giornale, perquisita la redazione romana per articolo sulla Boccassini

Il provvedimento disposto per un presunto abuso d'ufficio. Sallusti: «Toghe sono una casta violenta». Indagato il consigliere del Csm Matteo Brigandì

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20/01/2011

Il consigliere capitolino Orsi: «Io trattato come Berlusconi»

Il consigliere capitolino Orsi: «Io trattato come Berlusconi»

Aveva la delega al Decoro nell'ex giunta. Indagato per riciclaggio e corruzione. Sarebbe l'uomo che presentò al premier la «dama bianca». Il sindaco: solidale

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05/07/2010

Farmaci a base di marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio

Farmaci a base di marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio

Il caso di Andrea Trisciuoglio, CONSIGLIERE DELL'ASSOCIAZIONE COSCIONI. Un 32enne: «Perquisita la mia casa e sequestrate le medicine che mi permettono di muovermi meglio»

 

Andrea Trisciuoglio
Andrea Trisciuoglio

ROMA - «Mi hanno trattato come un criminale. Sarebbe bastata una ricerca su Google per scoprire la triste verità. Sono un malato di sclerosi multipla. Non uno spacciatore. Solo per questo nell'armadietto tengo un farmaco che contiene cannabis». Andrea Trisciuoglio, 32 anni, racconta con serenità e determinazione la scena vissuta due giorni fa. I Carabinieri si sono presentati a casa sua, a Foggia, con un mandato di perquisizione per detenzione di stupefacenti: «Pensi che prima di bussare alla porta hanno chiesto alla vicina. Forse temevano che scappassi. Io, che ho appena ripreso a camminare. In casa c'erano mia moglie e mio figlio di sedici mesi. Un trauma per tutti. La pace familiare turbata. No, non finisce qui. Perché non deve accadere ad altri».

Sembra un episodio di «Scherzi a parte». Invece è tutto vero. Trisciuoglio si cura con una medicina a base di cannabinoidi
, il «Badiol», rimborsato dal servizio pubblico pugliese. Boccette con infiorescenze di canapa, contenente due principi attivi estratti dalla marijuana. I carabinieri ne hanno trovate due. Altre 8 ne avrebbero ritirate il giorno dopo. Niente da nascondere dunque. Tanto più che lui aveva dichiarato pubblicamente di usare la cannabis. «La prendo da circa un anno e mi ha fatto bene. Mi muovevo a fatica. Ora non ho spasmi, dolori e la rigidità tipiche di questa degenerazione del sistema nervoso. E già questo è sufficiente per affermare che la medicina è valida. A me basta aver riacquistato l'autonomia».

Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, ex agente immobiliare, Trisciuoglio percepisce una pensione di invalidità di 250 euro al mese
. Il suo avvocato d'ufficio, Luigi Follieri, ex senatore del Partito Popolare, confida nell'archiviazione dell'inchiesta. Per ora sul suo capo pesa una denuncia in base all'articolo 73 del decreto 309-90, quello sulla detenzione a fine di spaccio di stupefacenti. Non risulta che altre persone abbiano ricevuto lo stesso trattamento. «Credo che in caso di patologie capaci di compromettere seriamente la qualità della vita la prescrizione di farmaci con cannabinoidi sia più che dovuta», commenta Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta ai tumori. «Un episodio ingiustificabile. Un'esibizione di arroganza e cecità», è sgomenta Maria Antonietta Coscioni, presidente dell'omonima associazione, in sciopero della fame da otto giorni per denunciare i problemi dei malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica).

Margherita De Bac


19/02/2010

Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video

Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video

 

Sorpresi mentre riscuotevano una mazzetta di 15 mila euro, due funzionari del fisco sono stati arrestati dai carabinieri di Varese. In queste immagini il momento in cui prendono la tangente

 

I Carabinieri di Varese hanno arrestato due funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Varese nell'ambito di un’indagine coordinata dal pm Agostino Abate e originata dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest'anno da un imprenditore del varesotto titolare di una ditta di istallazione di impianti elettrici, il quale aveva rappresentato di aver ricevuto dal proprio commercialista di Varese una richiesta pari a 50mila euro per evitare un controllo da parte di non meglio identificati ispettori del fisco.

Il comandante dei carabinieri a SKY Tg24:

 


16/02/2010

Madonna diventa "consigliera" di coppie in crisi

Madonna diventa "consigliera" di coppie in crisi

 

Nonostante il naufragio di due matrimoni, la regina del pop parteciperà al nuovo programma dell'Nbc "The Marriage Ref", per illuminare su questioni d'amore le persone che interverranno in studio

 

 

Mentre stanno facendo il giro del mondo le immagini della presenza raggiante di Madonna al carnevale di Rio, la sua portavoce Liz Rosenberg ne ha confermato la partecipazione al nuovo programma dell'Nbc "The Marriage Ref" nella singolare veste di "consigliera" di coppie in difficoltà. Madonna, che ha alle spalle due matrimoni falliti e una relazione altalenante con il modello brasiliano Jesus Luz, registrerà la puntata dello show nei prossimi giorni. La regina del pop ha, inoltre, dichiarato che tornerà presto dietro la macchina da presa. Dopo l'esordio, nel 2008, con il film "Sacro e profano" dirigerà, infatti, una pellicola sulla scandalosa storia d'amore tra Wallis Simpson e Edoardo VIII, il re d'Inghilterra che rinunciò al trono pur di sposare la pluridivorziata signora americana.


14/02/2010

Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali

Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali

 

L'inchiesta: Nei conti del consigliere arrestato depositi in contanti per migliaia di euro

 

MILANO - Cinquemila euro, seimila, cinquemila ancora, poi altri quattromila e di nuovo altri seimila. E via così, di deposito in deposito. Sempre rigorosamente in contanti.

«Sono regali del mio vecchio padre...», ha tentato di dire Milko Pennisi, il presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato l’altro pomeriggio mentre intascava la tangente da un costruttore bresciano. Ma non gli hanno creduto. Né i tre magistrati che lo stavano interrogando subito dopo avergli teso la trappola in via Hoepli, nel cuore di Milano, né i finanzieri e i poliziotti che anche in queste ore del fine settimana stanno spulciando tra la montagna di carte e documenti sequestrati nell’ufficio di Pennisi e nella sua abitazione. Il «vecchio padre» di Pennisi in verità sta in Brasile, è un pensionato che non naviga certo nell’oro e soprattutto negli ultimi tempi non avrebbe fatto al figliolo particolari regali.

Per i pm Tiziana Siciliano, Grazia Pradella e Laura Pedio, titolari dell’inchiesta, quelle banconote di grosso taglio portate in banca con una certa frequenza altro non sarebbero che la «traccia contabile» evidente del «sistema Pennisi». Ed è quindi in questa direzione che si stanno muovendo gli sforzi maggiori delle fiamme gialle. Per arrivare a tracciare la doppia vita di Milko Pennisi - uno che amava comunque esserci e farsi vedere in giro con belle donne, uno a zonzo per i locali alla moda di Milano tutte le sere o quasi - si sta confrontando il parallelo tra i versamenti in banca e la trattazione delle varie pratiche in transito per la Commissione urbanistica del Consiglio comunale. Tempi e soldi potrebbero portare a capire chi, tra gli imprenditori o qualche semplice privato cittadino, potrebbe avere avuto interesse a pagare. E di nuovo arriva, neanche tanto tra le righe, l’invito della Procura di Milano perché si facciano avanti spontaneamente coloro che sono rimasti coinvolti nel «sistema Pennisi». Se hanno pagato su esplicita richiesta, come ha fatto il costruttore Mario Basso, non rischiano proprio nulla. Meglio farsi avanti, allora. Ma non è solo tra gli imprenditori che la procura di Milano sta concentrando le sue attenzioni. La notizia che siano state fatte nuove iscrizioni nel registro degli indagati non trova conferme ufficiali, ma è certo che tra gli interessi investigativi dei magistrati ci siano i ruoli giocati da almeno tre o quattro funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione. Anche loro parte del «sistema Pennisi»? Parlando con l’immobiliarista di Brescia che poi lo ha fatto arrestare, il politico del Pdl ha raccontato di alcuni personaggi che, nel ricco pianeta dell’urbanistica milanese, sarebbero in grado di «fare il bello e cattivo tempo». «A Milano lo sanno tutti — ha detto Pennisi a Basso — se vuoi essere sicuro che una certa pratica non abbia intoppi ti devi rivolgere a certi professionisti...». E su questi «nominati» la procura scava e verifica. Intanto, proprio oggi Pennisi comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Dirà di più?

Biagio Marsiglia


12/02/2010

Pennisi arrestato, la Moratti: «Lasci ogni incarico comunale»

Pennisi arrestato, la Moratti: «Lasci ogni incarico comunale»

 

Podestà: «valutiamo sospensione dal partito». Majorino: «Nuova tangentopoli». La Guardia di Finanza ha perquisito casa e ufficio del consigliere: «Tracce di altri versamenti»

 

Milko Pennisi (Ansa)
Milko Pennisi (Ansa)

MILANO - Le perquisizioni della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere altre tangenti versate a Camillo «Milko» Pennisi, il presidente dimissionario della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato giovedì con l'accusa di aver incassato una mazzetta da 10mila euro da un imprenditore, Mario Basso, per sbloccare una pratica edilizia. I finanzieri hanno setacciato i conti correnti, l'ufficio e l'abitazione del politico del Pdl, individuando tracce di versamenti a lui riconducibili. Nell'interrogatorio a cui è stato sottoposto fino a tarda notte, Pennisi ha fornito risposte definite «insoddisfacenti» dagli investigatori, che ora vogliono capire se il consigliere di Palazzo Marino ha ricevuto mazzette da altri imprenditori. Non è escluso che nei prossimi giorni vengano convocati i legali rappresentanti di altre aziende che hanno avuto a che fare per varie ragioni con Pennisi.

LA MORATTI: SI DIMETTA - «Auspico che il consigliere Pennisi, dopo aver dato dimissioni da presidente della Commissione urbanistica, dia le dimissioni anche da tutti gli incarichi comunali o collegati al Comune», ha dichiarato il sindaco di Milano Letizia Moratti. Venerdì mattina Pennisi si è dimesso da presidente della commissione urbanistica di Palazzo Marino, ma non da consigliere comunale. A chi ha chiesto al sindaco se l'arresto possa implicare uno stop al Pgt, come peraltro già paventato dall'opposizione, Letizia Moratti ha risposto che «non ci sono i motivi, perché c'è un vicepresidente di Commissione, Pasquale Salvatore, che potrà continuare a portare avanti i lavori». La Giunta comunale di Milano, in una nota, ha giudicato «grave» l'episodio delle mazzette e, «pur confermando solidarietà umana» al consigliere, «condanna in modo assoluto ogni episodio di illegalità». L'udienza di convalida dell’arresto di Pennisi - l'accusa è di concussione - si terrà con ogni probabilità sabato mattina. Intanto, i pm Grazia Pradella, Laura Pedio e Tiziana Siciliano, che coordinano l'inchiesta, hanno preparato la richiesta di convalida dell'arresto.

MAJORINO: NUOVA TANGENTOPOLI - Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale di Milano Pierfrancesco Majorino attacca: «Se un "ladro" ha presieduto in questi quattro anni la Commissione urbanistica noi abbiamo il dovere di conoscere l'intero sistema di relazioni a cui faceva riferimento e di verificare il complesso delle scelte compiute. Dobbiamo cioè capire se la discussione sull'urbanistica a Milano, in tutti questi anni, sia stata drogata da interessi di parte e pratiche illecite. Finché non avremo acquisito questi elementi non potremo riprendere su materie simili alcun tipo di confronto e discussione». Majorino chiede le dimissioni di Pennisi da consigliere comunale e l'assegnazione della presidenza della Commissione Urbanistica a un membro dell'opposizione «che eserciti prima di tutto il necessario potere di controllo». «Il sindaco Moratti deve intervenire lunedì in Consiglio Comunale - continua Majorino - esponendo in modo non ambiguo il suo punto di vista sui fatti e fornendo gli elementi che garantiscano alla città e all'istituzione di procedere serenamente qualsiasi confronto sulla materia urbanistica. Siamo tornati a Tangentopoli. Non possiamo sottovalutare né minimizzare.

PODESTA': SOSPENSIONE DAL PDL - Il coordinatore lombardo del Pdl, Guido Podestà, non ha escluso che Pennisi possa essere sospeso dal partito. «Ne parlerò all'interno del partito, è possibile», ha risposto Podestà a una precisa domanda. «Certi comportamenti patologici - ha aggiunto - devono essere eliminati e allontanati alla politica». Podestà ha però negato che l'episodio che ha coinvolto Pennisi possa aver aperto, all'interno del Pdl, un problema legato alla cosidetta questione morale. «Se parliamo di questione morale - ha osservato Podestà - allora vado a vedere altre situazioni che possono esserci anche nel Pd o in altri partiti: credo che ci sia una questione morale legata a chi interpreta la politica in modo sbagliato. La politica è servizio ai cittadini, ma se diventa appropriazione dei mezzi che sono dei cittadini, allora significa che non si è capito cosa sia fare politica».

LA PERQUISIZIONE - Nell'ambito dell'inchiesta, gli agenti della polizia giudiziaria hanno perquisito giovedì sera lo studio dell'architetto milanese Giulio Orsi, ex dirigente del Comune di Milano come responsabile dello sportello edilizia del Comune. Il professionista non risulta però indagato.

LA PALAZZINA ALLA BOVISA - La pratica edilizia da cui è scaturita la presunta concussione - costata a Pennisi l'arresto in flagranza - è relativa a un intervento in via Broglio, nel quartiere Bovisa, periferia nord del capoluogo lombardo. Dopo aver ottenuto il parere contrario del consiglio di Zona 9, cioè della circoscrizione, il permesso di costruire è approdato all'attenzione della commissione presieduta da Pennisi il 15 ottobre scorso, perché esprimesse l'obbligatorio, ancorché non vincolante, parere dell'organismo consiliare. L'intervento prevede la realizzazione di una palazzina residenziale di tre piani, con una corte interna e un patio, una palestra e alcuni box auto nei seminterrati. Come recita l'ordine del giorno della seduta della commissione, il permesso di costruire era «a parziale sanatoria presentata il 23 marzo 2009» dovuta «al crollo del fabbricato esistente». Il regolamento comunale sul decentramento impone che ogni permesso di costruire che abbia ricevuto il voto negativo del consiglio di circoscrizione debba essere sottoposto all'esame della commissione Urbanistica. Spetta al presidente decidere quando discutere le pratiche di questo tipo. Il parere dell'organismo consiliare, pure obbligatorio, non è vincolante, visto che gli uffici tecnici in un secondo momento hanno comunque la facoltà di autorizzare l'intervento. Nell'inchiesta è indagata anche la segretaria del politico, che avrebbe avuto colloqui con i rappresentanti della società; la sua posizione è comunque al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di capire se fosse a conoscenza delle mazzette.

Redazione online