22/04/2012
Dal 21 aprile mangeremo solo pesce importato
Dal 21 aprile mangeremo solo pesce importato«Fish dependence day» italiano. per unione europea sarà il 6 luglio. Secondo il rapporto Nef e Ocean2012 abbiamo già mangiato tutto il pescato che l'Italia riuscirà a produrre nel 2012
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20/04/2012
Metano: come risparmiare gas a partire dalle tubature
Metano: come risparmiare gas a partire dalle tubatureSe applicato estesamente eviterebbe il consumo di 22,4 milioni di metri cubi/anno. Il sistema Emma di controllo per la gestione ottimale delle stazioni del gas
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08/04/2012
Le arance rosse snelliscono il giro-vita
Le arance rosse snelliscono il giro-vitaLO STUDIO. Il consumo di succo fresco riduce lo stress ossidativo nei pazienti diabetici e riduce i rischi cardiovascolari
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09/08/2010
Droga, Milano capitale della cocaina
Droga, Milano capitale della cocainaLa Lombardia guida la classifica di chi ne fa uso. Sono 120mila solo nel capoluogo i consumatori di 'polvere bianca'. Lo speciale di SkyTG24
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30/04/2010
Istat, la disoccupazione sale all'8,8% In un anno persi 367mila posti di lavoro. Istat, sale l'inflazione ad aprile: +1,5%
Istat, la disoccupazione sale all'8,8% In un anno persi 367mila posti di lavoro. Istat, sale l'inflazione ad aprile: +1,5%Penalizzati soprattutto i giovani e le donne. Il dato di marzo è il peggiore dal 2002. In un mese ci sono stati 58 mila disoccupati in più, inoltre a marzo l'indice dei prezzi al consumo era cresciuto dell'1,4%. Si tratta del maggior incremento tendenziale da febbraio 2009. Pesa l'incremento del prezzo dei carburanti
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| Continua a salire l'inflazione (Ansa) |
MILANO - Tornano a salire i prezzi al consumo. L'inflazione ad aprile è salita al +1,5% annuo dal +1,4% registrato a marzo. Si tratta del maggior incremento tendenziale da febbraio 2009. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare, precisando che su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,4%.
PESA L'ENERGIA - L'aumento dei prezzi registrato ad aprile, spiega l'Istat, risente in particolare della corsa dei beni e prodotti energetici. Il comparto energetico, infatti, ha registrato un aumento dei prezzi dell'1,5% su base mensile e del 4,9% su base annua (in forte accelerazione dal 2,5% registrato a marzo). Corrono in particolare i prezzi del comparto non regolamentato (sostanzialmente i carburanti), che ad aprile sono cresciuti del 2,1% congiunturale e del 15% tendenziale. La benzina verde registra un incremento del 2,7% rispetto a marzo e del 16,7% rispetto ad aprile 2009. Andamento simile per il gasolio, cresciuto del 2,2% congiunturale e del 15,9% tendenziale.
INFLAZIONE ACQUISITA - Il tasso d'inflazione acquisito per il 2010, ovvero quello che si registrerebbe a fine anno nell'ipotesi che l'indice mantenga i livelli registrati ad aprile, si attesta a +1,2%, spiega ancora l'Istat. Su base annua - aggiunge l'Istituto di Statistica - l'inflazione, al netto della componente energetica, è aumentata dell'1,3%.
ROMA - È il dato peggiore dal 2002: a marzo il tasso di disoccupazione nel nostro Paese è salito all'8,8%. Il numero delle persone in cerca di lavoro risulta pari a 2 milioni 194 mila unità, in crescita del 2,7% (+58 mila unità) rispetto al mese precedente e del 12% (+236 mila unità) rispetto a marzo 2009. Lo comunica l'Istat nella sua stima mensile. In particolare, a crescere è il numero di donne disoccupate: la componente femminile di persone in cerca di occupazione a marzo è infatti aumentata del 4,8% su base mensile contro un incremento dello 0,9% per quella maschile
OCCUPAZIONE - In un anno, inoltre, gli occupati sono calati di 367 mila unità. Il numero complessivo di persone con un posto di lavoro è sceso a 22 milioni e 753 mila unità, in calo dello 0,2 per cento rispetto a febbraio e inferiore dell'1,6 per cento rispetto a marzo 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,7%.
GIOVANI PENALIZZATI - I giovani restano ancora «fortemente penalizzati» nel mercato del lavoro italiano con un tasso di disoccupazione oltre tre volte superiore rispetto a quello complessivo. A marzo il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si attesta a quota 27,7%, registrando per la prima volta un calo congiunturale (-0,4 punti percentuali su mese) ma in aumento di 2,9 punti percentuali rispetto a marzo 2009. I tecnici dell’Istituto sottolineano che il tasso italiano è decisamente superiore quello relativo alla Ue-27 (20,6%).
Redazione online
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03/02/2010
Morgan: «Fumo crack tutti i giorni» E adesso Sanremo è a rischio
Morgan: «Fumo crack tutti i giorni» E adesso Sanremo è a rischio
Intervista al mensile. Il ministro Meloni: «Cattivo maestro». In serata la smentita: «Frainteso: la droga fa male». La replica di Max: «Il servizio è stato concordato»
MILANO - È bufera su Morgan. Una dichiarazione del cantautore ha scatenato mille polemiche e messo in dubbio la sua partecipazione al Festival di Sanremo tant'è che in serata ho dovuto precisare il senso delle sue affermazioni.Ecco cosa è accaduto. Il canuto cantautore ha scandalizzato tutti con le sue dichiarazioni sull'uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». E ancora sull'uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». E al giornalista, che gli chiede se nel momento del colloquio è "fatto", Morgan spiega: «Sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare». Poi una domanda sul suicidio di suo padre: «Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia». E conclude: «Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta....».
SANREMO - Questo il passaggio di un'intervista al mensile Max, in edicola dal 4 febbraio, di cui sono stati anticipati alcuni frammenti.Dichiarazione choc e ora la partecipazione di Morgan al Festival di Sanremo, dove dovrebbe portare il brano «La sera», è a forte rischio. «Sono allibito. Non posso far finta di non aver letto quelle dichiarazioni deliranti». Così il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, commentando le parole di Morgan: «Parlerò con il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi per decidere il da farsi». E Mazzi alle agenzie ha già detto di essere «rimasto senza parole di fronte a quanto dichiarato da Morgan».
LA PRECISAZIONE - A questo punto però è giunta la precisazione di Morgan: «Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite». Morgan in una nota smentisce le dichiarazioni riportate nell’intervista a Max. «L’intervista - spiega il cantautore - mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione. E certo - continua - non mi sognerei mai di divulgare come insegnamento o consiglio per i giovani l’uso di stupefacenti. Forse mi è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente». «Non ho mai nascosto certe mie debolezze - precisa Morgan - in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale ed errato dell’articolo. Fatto sta che il mio presente è quello di una persona felice che collabora con i giovani in modo costruttivo e la mia modalità è sotto gli occhi di tutti perchè quotidianamente insegno e lavoro - conclude - con i giovani in modo serio».
LA REPLICA - Arriva anche la replica del Mensile Max, per bocca del suo direttore: «Sono altrettanto sconcertato e amareggiato dalle parole di Morgan» dice Andrea Rossi. «L'intervista non è stata per nulla carpita - sottolinea - e tanto meno è stata tesa una trappola. Il servizio, in lavorazione da tempo, è stato pienamente concordato. Il giornalista autore dell'intervista, Raffaele Panizza, ha registrato circa due ore di conversazione avvenuta comodamente a casa dell'artista così come lui desiderava. Inoltre l'articolo è corredato da un bellissimo servizio fotografico realizzato per l'occasione, in esclusiva per Max, da Maki Galimberti».
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| Morgan, 37 anni |
MELONI - In precedenza non erano mancati i commenti anche sul fronte politico. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, aveva detto: «Trovo le affermazioni di Morgan sul valore benefico della cocaina assolutamente deliranti. Con le sue parole dimostra di essere l'ennesimo cattivo maestro di cui la gioventù italiana farebbe volentieri a meno». «È assurdo che per far parlare di sè un artista debba ricorrere a questi mezzucci da quattro soldi - prosegue il ministro - la gioventù italiana ha trascorso fin troppo tempo sotto il bombardamento di messaggi sbagliati e pericolosi lanciati di volta in volta da divi del cinema, della musica o della tv. Persone che non si rendono conto dell'impatto drammatico che le loro parole possono avere e che in questa totale assenza di responsabilità dimostrano il loro scarso valore umano». Secondo Giorgia Meloni «è ora di cominciare sul serio a spiegare ai giovani come stanno le cose: "farsi" non significa essere anticonformisti, alternativi o "fighi", ma è una pericolosissima fuga dalla realtà che prima di ferire il corpo uccide le emozioni, le speranze, i dolori e le gioie che rendono preziosa e irripetibile l'esistenza di ognuno». «Mi auguro che in futuro - conclude il ministro - chi trasmette dei messaggi tanto aberranti non trovi nella televisione pubblica un pulpito autorevole da cui ergersi a intellettuale finto-ribelle pagato con i soldi dei cittadini».
GIOVANARDI - Pesante anche il giudizio di Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze: «Purtroppo non è vero che personaggi come Morgan non siano gente di potere. Esaltando l'uso della droga questo «signore» condanna a morte giovani ingenui e sprovveduti che si distruggeranno per la sua irresponsabile sete di pubblicità. Più che esibirsi a Sanremo, sarebbe utile che questo Morgan potesse ricoverarsi in una comunità di recupero per tossicodipendenti per vedere e toccare con mano i disastri provocati dal consumo di cocaina. Grande è anche la responsabilità di chi offre palcoscenici a simili personaggi vanificando l'azione preventiva ed educativa della famiglia, della scuola degli educatori e di tanti artisti e campioni dello sport che si sono prestati gratuitamente per campagne contro l'uso della droga».
DE FILIPPI - Tornando all'intervista Morgan a Max ha parlato anche di tv, a suo modo, in maniera schietta: «Il fatto che me ne vada da X Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi». Poi precisa: «Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell'esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì». Quanto all'addio al talent show, il cantante spiega che ci ripenserà «solo se accetteranno la mia richiesta: voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista, e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere».
(fonte Ansa)
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02/02/2010
Morgan choc: "Fumo abitualmente crack"
Morgan choc: "Fumo abitualmente crack"
Intervista al mensile "max". «Ne faccio un uso quotidiano». Sulla tv: «È fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi, che ora comanda pure in Rai»
MILANO - Dopo X-Factor, per Morgan è il turno del Festival di Sanremo, dove porterà il brano "La sera". Ma ora il canuto cantautore scandalizza con le sue dichiarazioni sull'uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». Questo il passaggio di un'intervista al mensile Max, in edicola dal 4 febbraio, di cui sono stati anticipati alcuni passaggi.
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| Morgan, 37 anni |
DE FILIPPI - Morgan parla anche di tv, a suo modo, in maniera schietta: «Il fatto che me ne vada da X Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi». Poi precisa: «Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell'esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì». Quanto all'addio al talent show, il cantante spiega che ci ripenserà «solo se accetteranno la mia richiesta: voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista, e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere». E ancora sull'uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perchè io sono trasparente. La gente parla di me perchè sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». E al giornalista, che gli chiede se nel momento del colloquio è "fatto", Morgan spiega: «Sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare». Poi una domanda sul suicidio di suo padre: «Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia». E conclude: «Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta....». (fonte Ansa)
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09/12/2009
I CONTI CON LA CRISI
I CONTI CON LA CRISI
Grecia, la bomba del debito, smentito dal governo il fallimento dello stato

Chiusura in calo per le principali piazze asiatiche sull'onda della crescita minore delle previsioni del Pil giapponese del terzo trimestre, dei timori sul debito di Dubai World e della crisi in Grecia. Segno meno anche sulle principali piazze europee con perdite intorno a mezzo punto. La Borsa di Atene perde nelle prime contrattazioni circa il 2%. Questa mattina intanto, il ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou ha detto che «non c'è assolutamente nessun rischio» di default del debito pubblico.
Non era mai successo che il giudizio sul debito di una nazione dell’area dell’euro scivolasse sotto il livello A, quello che garantisce una buona affidabilità. Non era successo fino all’8 dicembre 2009, il giorno in cui l’agenzia di rating Fitch ha tagliato il suo giudizio sul debito della Grecia da A- a BBB+, con «prospettive negative». Notizia che, combinata con "le ultime da Dubai", ha generato una nuova corrente di sfiducia capace di fare crollare i mercati europei: Londra, Madrid, Milano e Francoforte hanno perso tutte circa 1,6 punti percentuali. Parigi poco meno (-1,4%).
George Papaconstantinou, che ha il poco invidiabile ruolo di ministro delle Finanze dell’economia più fragile della zona euro, ha ammesso come stanno le cose: per gli investitori la Grecia «non è credibile», dopo che, a ottobre, il governo ha corretto i dati sui conti pubblici comunicando un deficit di bilancio raddoppiato fino al 12,7% del Pil. Le ultime, violente, giornate delle piazze di Atene, poi, peggiorano la situazione. Fitch lo ha scritto: il giudizio è stato tagliato a causa della «bassa credibilità delle istituzioni finanziare e del clima politico».
Adesso ci si chiede cosa farà l’Europa. Intanto Atene «non rischia la bancarotta» ha assicurato ieri il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ribadendo il concetto che il giorno prima aveva espresso il collega della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Se l’economia pubblica greca fosse davvero sul punto di esplodere, l’Unione europea «non ha una clausola di salvataggio» ha chiarito Anders Borg, lo svedese che presiede il consiglio dei ministri delle Finanze dell’Ue.
Eppure, nell’area dell’euro, «le difficoltà di uno Stato membro è una questione che riguarda tutti» ha detto Joaquìn Almunia. Quindi, ha aggiunto il commissario del’Ue agli Affari economici, la Commissione è «pronta ad assistere il governo greco nel mettere a punto un programma di risanamento e di riforme complessivo».
Il governo greco potrebbe presentare una Finanziaria straordinaria nei prossimi giorni. Attorno, la situazione sta degenerando. I credit default swap – l’assicurazione contro il mancato rimborso di un debito – dei bond greci sono saliti di altri 20,5 punti, fino a quota 211. Il differenziale tra il premio dei buoni di Stato di Atene e quello dei bund tedeschi è cresciuto a 230 punti base. La Borsa di Atene è crollata del 6,1%. I titoli delle banche sono franati, perché un rapporto di Standard & Poor’s ha definito il sistema bancario greco come quello «più a rischio» d’Europa e Fitch lo ha confermato, tagliando il rating di 5 grandi banche elleniche. Timori «esagerati» ha risposto il governatore della Banca centrale greca, George Provopoulos.
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12/11/2009
Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»
Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»
Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito. Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito
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| Dietro il semaforo, palazzo Koch sede della Banca d'Italia (La Presse) |
ROMA - La crisi finanziaria «ha accentuato i timori per la capacità delle famiglie, in particolare quelle a basso reddito, di ripagare prestiti, mutui e credito al consumo». E ad essere più in difficoltà sono certamente le 230 mila famiglie meno abbienti, già alle prese con una rata del mutuo che ha raggiunto il 32% del reddito disponibile contro una media del 17%. A dirlo sono i dati della Banca d’Italia illustrati ieri alla Camera da Roberto Rinaldi, capo del servizio di supervisione degli intermediari specializzati. La valutazione sulle famiglie in difficoltà per le rate di mutuo, risulta dall’indagine condotta da Bankitalia tra il 2004 e il 2006, prima quindi della crisi.
Oggi la situazione (i risultati della nuova indagine non sono ancora pronti) potrebbe però essere ancora più grave. Nel settore dei prestiti per l’acquisto di una casa si stanno ripetendo, in qualche modo, proprio le condizioni del 2004 quando la stragrande maggioranza dei contratti veniva stipulata a tasso variabile per cogliere le opportunità offerte dai bassi tassi di interesse. Con la conseguenza di trovarsi a pagare rate troppo onerose, e lo dicono appunto i dati di fine 2006, al momento del successivo rialzo. Allora rappresentavano il 90% del totale, oggi, nel primo trimestre del 2009, il 70%. È tornata la corsa al variabile, più conveniente grazie ai bassi tassi, rispetto alla scelta della rata fissa, che di solito presenta una rata mensile o semestrale più elevata anche se costante nel tempo e quindi immune dall’andamento del costo del denaro (attualmente il tasso di riferimento della Bce è pari all’1%). Ed è tornato il rischio di un aggravio della rata legato all’inasprimento delle condizioni di mercato.
Tanto che Bankitalia avverte le banche: «È essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale informazione sui rischi connessi alla stipula di mutui il cui onere finanziario può lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse » ha detto Rinaldi. Proprio poche settimane fa l’Abi ha sottoscritto un avviso comune per una moratoria sui mutui a favore delle famiglie in difficoltà. Lasciando da parte i mutui, il credito al consumo nel suo complesso, dice Bankitalia, è più costoso che altrove: circa il 10% più elevato rispetto al dato medio dell'area dell'euro. I tassi più alti si riscontrano nelle carte di credito revolving (oltre il 17%), seguono i prestiti personali (11%) e la cessione del quinto, con un tasso del 9% senza le spese accessorie.
Stefania Tamburello
11:12 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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06/11/2009
Uso di cocaina, Italia tra i primi 5 Paesi
Uso di cocaina, Italia tra i primi 5 Paesi
RAPPORTO. I consumatori sono il doppio della media Ue. Davanti a tutti per la cannabis
ROMA — Polvere. Bianca e leggera. In gergo ha un nome lieve: neve. In pratica è quell’arma letale con un nome internazionale: cocaina. Si consuma da decenni. Ma è un consumo che non passa di moda. Anzi: aumenta, sempre di più. In Europa, come ci segnala l’ultimo rapporto che arriva dall’osservatorio di Bruxelles, sono diventati 13 milioni i cittadini che ne hanno fatto uso almeno una volta (7,5 milioni hanno tra i 15 e i 34 anni). E anche la cannabis tiene il passo. Anzi, supera di gran carriera: 74 milioni i consumatori europei, l’Italia in pole position. Per gli spinelli, come per la neve. Il consumo della cocaina, dice il Cnr, nell’ultimo decennio è praticamente raddoppiato, passando dai 400 mila consumatori del 2001 al milione dell’anno passato.
Di più: è proprio l’osservatorio di Bruxelles che ci segnala come l’Italia sia fra i cinque paesi che consumano più cocaina in Europa, insieme alla Spagna, la Gran Bretagna, la Danimarca, l’Irlanda. Per capire: la media Europea di consumo della polvere bianca è di circa lo 0,4% della popolazione. In Italia è dello 0,8%. Per capire meglio: a dispetto di un consumo dell’1,1% spagnolo e dell’1% inglese non c’è paragone fra la cocaina che si consuma a Milano e a Londra. Milano stravince. Le analisi le hanno fatte all’Istituto Mario Negri di Milano, analizzando le acque reflue delle città (oltre Milano e Londra anche Lugano e altre quattro città italiane). I risultati li spiega Silvio Garattini, responsabile della ricerca: «Abbiamo calcolato che a Milano si consumano ogni giorno una media di 9,1 dosi di cocaina per mille abitanti, contro le 6,9 di Londra (le 6,1 di Lugano, 7,4 di Latina, 4,7 Cagliari, 3,2 Varese, 2,1 Cuneo). Siamo rimasti davvero sorpresi. Non ce lo aspettavamo ». Milano sorprende e spiazza. Sempre. E non è un caso che la Lombardia guida (dati Cnr) la classifica delle regioni che consumano più cocaina: 3,4% delle persone fra i 15 e i 64 anni, seguita dal 3,2% del Lazio, 3% del Piemonte, 2,6% della Liguria. Non è un caso che proprio qui sia nato il primo centro di recupero dedicato e mirato alla cocaina. Una comunità mista fra pubblico e privato sociale (associazione Saman, Lotta contro l’emarginazione, cooperativa di Bessino).
Ha aperto i battenti un mese e mezzo fa. Ed è stata letteralmente presa d’assalto. Spiega Riccardo De Facci, il presidente: «Nel nostro addiction center si cura principalmente il consumo di cocaina abbinato all’alcool. E da noi si usa una formula nuova per il recupero. Modulare. Nel senso: si rivolgono a noi professionisti, manager, giovani rampolli di famiglie in vista, consulenti finanziari. Persone, cioè, che non hanno in testa il vecchio metodo di chiudersi per anni dentro una comunità. Che arrivano da noi per un primo step di qualche settimana. Anche se più di uno ci ha già chiesto di tornare». Milano che spiazza. Sempre all’Istituto Mario Negri di Milano hanno calcolato negli scarichi che ogni giorno a Milano entra un chilo di cocaina e che diventa un chilo e mezzo durante il fine settimana. Anche i giovani italiani sono abbondantemente sopra la media del consumo europeo, ci segnala l’osservatorio di Bruxelles. E sono ben tre milioni i giovani europei che l’hanno provata nell’ultimo anno, così a certificare il consumo che aumenta. Ma c’è una voce che si leva forte dal coro contro questa catastrofe. E non è una voce da nulla, visto che è quella di Giovanni Serpelloni, capo del nostro dipartimento nazionale antidroga. Dice: «Dobbiamo guardare al futuro con ottimismo. Perché se scorporiamo i dati e li puntiamo sui 15-16enni, vediamo che per la prima volta in questa fascia il consumo della cocaina in Italia diminuisce. E non è certo una cosa da poco, visto che sono loro, gli adolescenti, a segnare il trend».
Alessandra Arachi
08:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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