27/01/2012
«Non mi rompa i c...». E Castelli se ne va
«Non mi rompa i c...». E Castelli se ne va«SERVIZIO PUBBLICO». Puntata dedicata alla «rivolte» italiane. Acceso intervento di un operaio sardo, l'ex ministro lascia lo studio
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28/09/2011
I costruttori fischiano il ministro delle Infrastrutture Matteoli: «Vergogna»
I costruttori fischiano il ministro delle Infrastrutture Matteoli: «Vergogna»Contestazioni all'Ance, l'Associazione degli imprenditori edili. Alcuni lasciano la sala in segno di protesta
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17/03/2011
Frecce Tricolori e spari al Gianicolo: via ai festeggiamenti per i 150 anni
Frecce Tricolori e spari al Gianicolo: via ai festeggiamenti per i 150 anniCELEBRAZIONI PER TUTTO IL GIORNO. Si comincia con l'omaggio di Napolitano al Milite Ignoto. Contestazioni per Berlusconi. Scroscio di applausi per il Presidente a S. Maria degli Angeli
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07/11/2010
Un bacio contro il Papa, la protesta dei gay a Barcellona
Un bacio contro il Papa, la protesta dei gay a BarcellonaBenedetto XVI ha auspicato “più sostegno alla famiglia” criticando la laicità dello Stato spagnolo. La risposta degli omosessuali non si è fatta attendere: al passaggio della papamobile centinaia di coppie si sono baciate per far capire che non la pensano proprio così...
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30/09/2010
Berlusconi: "La Salerno Reggio Calabria pronta per il 2013"
Berlusconi: "La Salerno Reggio Calabria pronta per il 2013"Bersani: "Come si fa a prendere sul serio quanto ha detto?". Casini: "Stamattina la sua maggioranza ha tagliato i fondi per questa infrastruttura. Lei lo sa? Prendono in giro lei o lei prende in giro noi?
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29/09/2010
«Case ai rom? Non si torna indietro»
«Case ai rom? Non si torna indietro»Lombardi: ora passeremo ad esaminare accuratamente i casi restanti. Il prefetto: undici alloggi già consegnati. I patti firmati vanno rispettati. Don Colmegna: un passo avanti
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23/07/2010
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»Chiamparino: «Da Marchionne disponibilità senza facili ottimismi». «In una libera economia e in un libero Stato, un'industria è libera di collocare dove più conviene la produzione»
MILANO - La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».
CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte». (fonte: Ansa)
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Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”Due ore di sciopero negli stabilimenti del Lingotto contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. Contestata anche la produzione della nuova monovolume in Serbia. E a Melfi la prossima settimana niente cassa integrazione
Sciopero di due ore a Mirafiori e nei diversi stabilimenti Fiat, indetto dalla Fiom contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. A Mirafiori, secondo quanto riferisce la Fiom, i lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche sono usciti in corteo dalla porta 9 di corso Settembrini. Corteo anche per oltre 1000 lavoratori dell'Iveco, che sono usciti dai cancelli della fabbrica.
Secondo il sindacato dei lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche di Mirafiori l'adesione allo sciopero è stata del 65-70%. Per l'Azienda alle carrozzerie l'adesione è stata del 14%. Sempre secondo quanto riferisce il sindacato circa 7/800 persone sono uscite in corteo dallo stabilimento di Mirafiori. Più alta, per la Fiom, l'adesione all'Iveco, pari all'80% dei lavoratori. Anche qui c'è stato un corteo di circa 1000 persone, che sono rientrate poco fa in fabbrica.
"Da Torino a Pomigliano ai ricatti non ci pieghiamo", è lo slogan più ripetuto. Motivo di malumori tra i lavoratori del Lingotto anche l’annuncio d el trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia. "Il clima tra i lavoratori - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese - risente molto della novità della Serbia. Ogni giorno si aggiunge una notizia non incoraggiante, che aumenta le preoccupazioni: dai licenziamenti, al mancato pagamento del Premio, da Pomigliano a Mirafiori. I lavoratori, anche quelli non direttamente coinvolti dalle ultime notizie, vogliono sapere quali sono le prospettive del gruppo e cosa intenda fare l'Azienda".
E intanto, a Melfi è stata annullata la cassa integrazione prevista per la prossima settimana. Lo ha comunicato la Direzione dello stabilimento in provincia di Potenza alle segreterie territoriali e alla Rsu di stabilimento. "Non vi sarà la prevista sospensione con cassa integrazione dell'attività produttiva della prossima settimana per sopraggiunte esigenze produttive" ha detto il segretario regionale della Fismic, Marco Roselli, evidenziando che "è una notizia che ci aspettavamo viste le perdite produttive dovute ai numerosi scioperi di queste settimane, del resto i clienti che hanno scelto di acquistare le vetture prodotte a Melfi non possono aspettare, è grazie a loro che - ha concluso il rappresentante sindacale - i lavoratori hanno un reddito e per questa ragione per il meritato riposo si puo' attendere una settimana".
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20/07/2010
Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano
Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di PomiglianoIl lavoratore fa parte del coordinamento provinciale dello Slai di Campobasso. I Cobas: «Il Lingotto passa alla repressione di lavoratori e sindacalisti»
NAPOLI - Un operaio della Fiat Power Train di Termoli, del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso, è stato licenziato dall'azienda per aver partecipato al presidio davanti al Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco lo scorso 22 giugno, in occasione del referendum in fabbrica.
«NON L'HANNO FATTO ENTRARE» - È quanto dichiara Vittorio Granillo, del coordinamento del sindacato di base, annunciando un'azione legale in difesa dell'operaio, Giovanni Musacchio. Per i sindacati di base, «la Fiat, non riuscendo ad avere consensi, passa alla repressione nei confronti degli operai e dei sindacalisti». «Abbiamo assistito in questi giorni alle azioni di forza da parte dell'azienda - ha proseguito Granillo - che ha dapprima licenziato i delegati Fiom a Melfi e adesso il rappresentante dello Slai Cobas». Secondo quanto reso noto da Granillo, l'operaio si era recato in fabbrica a Termoli per il secondo turno di lavoro: «Ma non lo hanno fatto entrare e gli hanno comunicato il licenziamento davanti ai cancelli, preannunciandogli la successiva lettera a casa. Secondo quanto gli hanno spiegato, Giovanni aveva usufruito di un permesso per accudire la propria figlia. Un permesso che però terminava alle 14, ed è stato allora che il nostro esponente ha raggiunto gli altri delegati di Termoli arrivati a Pomigliano d'Arco».
Redazione online
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03/06/2010
Vacanze, le agenzie di viaggi online finiscono nel mirino dell'Antitrust
Vacanze, le agenzie di viaggi online finiscono nel mirino dell'AntitrustMolti clienti hanno denunciato «pratiche commerciali sospette». Aperte tre istruttorie nei confronti di Expedia Italy, e-Dreams e Opodo dopo alcune lamentele
| Il sito Expedia |
ROMA - Sono sempre più cliccati e utilizzati per prenotare voli e alberghi in Italia e all'estero o anche solo per sognare davanti al pc una vacanza in qualche paradiso caraibico. Adesso, però, le agenzie di viaggi online come Expedia Italy, e-Dreams e Opodo Italia finiscono sotto la lente dell'Antitrust per verificare se i prezzi e le offerte pubblicizzati siano poco chiari, come lamentato da alcuni consumatori. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto apprende l'Ansa, ha infatti aperto tre istruttorie verso le tre società per «pratiche commerciali scorrette» dopo che erano arrivate molte denunce anche attraverso il Contact Center dell'Autorità (800.166661). Rischiano, come da prassi, sanzioni fino a un massimo di 500 mila euro.
MANCANZA DI TRASPARENZA - La decisione arriva nel solco di quelle prese nel 2009 dall'Autorità nel comparto viaggi e turismo dove sono state inflitte sanzioni per oltre 2 milioni di euro. Anche in questo caso l'Antitrust aveva sanzionato la differenza fra quanto pubblicizzato e quanto poi effettivamente offerto. Sarà compito dell'Antitrust, quindi, analizzare i modi con cui le tre aziende (Expedia, e-Dreams e Opodo) pubblicizzano su Internet i servizi e riscuotono i pagamenti dei pacchetti vacanza, soggiorni e voli. In molte denunce si lamentava infatti la mancanza di trasparenza delle informazioni fornite. I consumatori chiedono in particolare di verificare le modalità di promozione delle offerte utilizzate dalle agenzie online sui rispettivi siti che, secondo loro, non consentono di conoscere, da subito, il reale livello dei prezzi dei servizi pubblicizzati e le altre condizioni di prenotazione. L'indagine dovrà anche accertare se i prezzi pubblicizzati vengano tempestivamente aggiornati e se corrispondano a offerte effettivamente acquistabili. Nel caso di Expedia ed e-Dreams, poi, le istruttorie dovranno verificare le ragioni della prassi, lamentata da alcuni consumatori, in base alla quale le aziende trattengono somme per transazioni non effettuate anche per periodi di tempo significativi (fonte: Ansa).
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