21/12/2011

Addizionali, benzina e Imu: dalle bollette alle tasse locali i conti in tasca alle famiglie

Addizionali, benzina e Imu: dalle bollette alle tasse locali i conti in tasca alle famiglie

I CONTI DELLA MANOVRA. Dalle bollette alle tasse locali i conti in tasca alle famiglie

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20/10/2010

Esplode il deficit, è emergenza L'azienda venderà i suoi palazzi

Esplode il deficit, è emergenza L'azienda venderà i suoi palazzi

Il bilancio Tra due anni il rosso rischia di superare il capitale sociale. Dirigenti all'attacco sulla gestione, domani vertice con il dg Il piano di risanamento

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11/07/2010

La crisi si fa sentire anche in Vaticano

La crisi si fa sentire anche in Vaticano

I conti della Santa Sede migliorano ma restano in rosso per il secondo anno consecutivo. Aumentano le offerte dei fedeli al Papa, l'obolo di San Pietro. Dallo Ior 50 milioni

 

Il bilancio consuntivo 2009 della Santa Sede, dei dicasteri e del Governatorato della Citta' del Vaticano sono ancora in rosso. Ma i conti sono in netto miglioramento rispetto al 2008. Lo afferma una nota dopo la riunione del Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici. Il bilancio consuntivo consolidato 2009 registra un disavanzo di esercizio di 4 mln 102mila e il Governatorato della Citta' del Vaticano di quasi 8 mln.

 


04/05/2010

Truffa ai danni dello Stato, indagato l'editore Ciarrapico

Truffa ai danni dello Stato, indagato l'editore Ciarrapico

La Finanza gli sequestra immobili, conti e la barca. Il senatore del Pdl è accusato di aver percepito indebitamente contributi pubblici per 20 milioni

 

 

Giuseppe Ciarrapico (Emblema)
Giuseppe Ciarrapico (Emblema)

ROMA - Il senatore del Pdl e imprenditore Giuseppe Ciarrapico è stato indagato dalla Procura di Roma per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La stessa accusa è contestata al figlio Tullio e ad altre cinque persone, tra cui alcuni collaboratori dell’ex presidente della Roma.

CONTRIBUTI PER 20 MILIONI - Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dal 2002 al 2006 Ciarrapico avrebbe avuto contributi per l’editoria pari a circa 20 milioni. Medesima cifra è stata posta sotto sequestro dai militari del Nucleo speciale di polizia valutaria di Guardia di finanza.

L'INCHIESTA - I «gravi fatti di fraudolente percezioni di contributi all’editoria - è stato spiegato a piazzale Clodio - per importi complessivi pari a circa 20 milioni di euro dal 2002 al 2007 e per analoghi tentativi susseguitisi fino all’anno in corso, in danno dello Stato - presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per l’informazione» da parte delle società editrici «Nuova Editoriale Oggi srl» e «Editoriale Ciociaria Oggi srl». Beni sequestrati e affidati a un curatore, che non dovrà comunque interrompere l'attività lavorativa delle due società. «Editoriale Ciociaria Oggi Srl», con sede a Roma, pubblica «Nuovo Oggi Molise» mentre «Nuova Editoriale Oggi Srl» pubblica il giornale di Frosinone «Ciociaria Oggi».

I SEQUESTRI - I militari della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia valutaria, diretti dal colonnello Leandro Cuzzocrea e su disposizione del pm Simona Marazza, responsabile dell’inchiesta, hanno eseguito sequestri preventivi a Roma, Milano e in altre città, di immobili, quote societarie e conti correnti ed una imbarcazione di lusso, che era ormeggiata a Gaeta. Gli accertamenti sono stati coordinati dal procuratore aggiunto della Capitale, Pietro Saviotti.

redazione online


27/04/2010

Inps: conti in attivo, ma spesa in crescita per gli invalidi, che sono 2,6 milioni

Inps: conti in attivo, ma spesa in crescita per gli invalidi, che sono 2,6 milioni

Aumentano i controlli: nel 2009 revocate rendite per il 15% del campione esaminato. È di 7,9 miliardi l'avanzo nel 2009, ma le pensioni pesano per l'11,32% sul Pil contro il 10,69% del 2008

 

Antonio Mastrapasqua (Plp)
Antonio Mastrapasqua (Plp)

MILANO - È di 7,9 miliardi di euro l'avanzo finanziario dell'Inps nel 2009. I dati di bilancio sono contenuti nel rapporto annuale presentato alla Camera, dal quale si evince, inoltre, che la spesa per le pensioni continua a salire attestandosi a oltre 173 miliardi di euro (+3% sul 2008), con una incidenza sul Pil che arriva all'11,32% (dal 10,69% del 2008).

ENTRATE E USCITE - Il totale delle entrate ha registrato un incremento pari al 2,3% rispetto al 2008; ma in aumento più sostenuto, sempre rispetto al 2008, sono risultate le uscite, +4,6%. La gestione economica ha presentato un risultato positivo di 5.956 milioni di euro. Nel 2009 oltre 4 milioni di lavoratori hanno ricevuto, in forme e tempi diversi, una qualche forma di sostegno al reddito per un totale di 18 miliardi di euro. Ammonta inoltre a oltre 10 miliardi di euro il valore dei sussidi erogati alla famiglia dall'Inps. Il sistema previdenziale italiano ha «i conti in ordine» e «le riforme che si sono succedute negli ultimi 20 anni stanno progressivamente mettendo in sicurezza il futuro delle pensioni» ha dichiarato il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua.

NUOVE PENSIONI - Sono state 697.098 le nuove pensioni accolte e liquidate nel corso del 2009, con un decremento del 4% (-29.136 pensioni) rispetto alle pensioni accolte e liquidate nell'anno precedente (726.234). Le nuove hanno riguardato principalmente i lavoratori iscritti alla gestione separata (+87,7% sul 2008). Sono i dati contenuti nel rapporto annuale dell'Inps, presentato oggi alla Camera. Per effetto delle nuove norme, risulta invece «dimezzata» la domanda di pensioni di anzianità, soprattutto tra i lavoratori dipendenti; allo stesso tempo si registra un aumento del numero dei trattamenti per vecchiaia. Nel complesso, il numero delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2009 è pari, nel complesso, a 16.053.965, con un decremento dello 0,26% (-42.208 pensioni) rispetto ai trattamenti in vigore nel 2008. Rispetto alle principali gestioni, oltre 10 milioni sono le pensioni ai lavoratori dipendenti (-0,9% rispetto al 2008), più di 4 milioni quelle ai lavoratori autonomi (+1,2%) e oltre 200.000 le prestazioni per i lavoratori iscritti alla Gestione separata (+27,7%). Il numero delle pensioni che ricevono integrazioni dell'importo per raggiungere il minimo previsto dalla legge supera i 4 milioni; di queste l'80% viene erogato a beneficiari donne.

INVALIDI - Continua poi a crescere la spesa per le prestazioni di invalidità civile: nel 2009 sono stati spesi 16 miliardi di euro (+4,9% sul 2008) per pagare i sussidi tra pensioni e assegni di accompagnamento; i beneficiari sono stati circa 2,6 milioni di persone (+4,5%). Ai 2,6 milioni di invalidi civili, ha annunciato il presidente dell'Inps «si aggiungono altri 2 milioni di soggetti di invalidità professionale, la cosiddetta inabilità, che porta a quasi 30 miliardi il volume delle risorse impegnate nel sostegno della non autosufficienza». Nel corso del 2010 si prevede che la spesa per la sola invalidità civile potrebbe arrivare a 17 miliardi e i beneficiari a sfiorare i 3 milioni di persone. Aumentano però i controlli: nel 2009 sono state effettuate 200 mila verifiche che hanno portato alla revoca del 15% del campione esaminato.

LA RIFORMA NON SERVE - Una riforma del sistema previdenziale «non serve» ha sottolineato ancora Mastrapasqua, assicurando che il sistema nel nostro Paese «ha i conti in ordine e che le riforme che si sono succedute negli ultimi venti anni stanno progressivamente mettendo in sicurezza il futuro delle pensioni». «L'effetto delle finestre di uscita, - ha spiegato Mastrapasqua - congiuntamente al sistema delle quote, ha raffreddato, e non di poco, il calore del sistema previdenziale italiano».

Redazione online


11/03/2010

Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»

Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»

 

L'ISTITUTI DI FRANCOFORTE: Le banche sostengano famiglie e imprese. «Eurolandia deve spingersi ben oltre il requisito minimo fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil»

 

Jean-Claude Trichet (Afp)
Jean-Claude Trichet (Afp)

MILANO - «La riforma della spesa va posta in primo piano». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile, facendo il punto sull'evoluzione dei conti pubblici nell'Eurozona. Il processo di risanamento delle finanze pubbliche, ribadisce l'istituto di Francoforte, «dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil». Secondo la Banca centrale europea, servono «interventi risoluti, in particolare da parte delle economie con alti livelli di disavanzo e debito» e che ciascun paese deve definire «le strategie di uscita dalle misure di stimolo e le strategie di riequilibrio dei conti pubblici per il prossimo futuro». Per la Bce infatti visto «il brusco deterioramento del rapporto spesa pubblica/Pil, e la già elevata pressione fiscale, la riforma della spesa dovrà avere un ruolo di primo piano». Si accrescerà così la probabilità di ridurre il disavanzo, si creeranno i presupposti per affrontare le pressioni previste sulla spesa derivanti dall'invecchiamento della popolazione e, nel tempo, si contribuirà a moderare l'onere fiscale e a sostenere la crescita potenziale.

«LA RIPRESA PROCEDE IN MANIERA DISCONTINUA» - La ripresa economica dell'Eurozona, assicura la Bce, va avanti, anche se appare destinata a procedere in maniera «discontinua», e con ritmi di crescita «modesti» in un contesto «caratterizzato da perdurante incertezza». Nel frattempo, l’istituto di Francoforte si attende che l’inflazione resti contenuta e in questo contesto «l’attuale livello dei tassi continua ad essere adeguato». La scorsa settimana, nella riunione di inizio mese, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato il principale riferimento sul costo del danaro di Eurolandia all'1%, minimo storico. Allo stesso tempo ha invece deciso di proseguire con una graduale rimozione delle misure supplementari espansive volte a contrastare la crisi, che fanno leva su liquidità concesse alle banche a condizioni particolarmente favorevoli. La Banca centrale avverte che seguiterà a erogare alle banche liquidità abbondanti, ma allo stesso tempo vuole evitare «distorsioni connesse al mantenimento di misure non convenzionali oltre il necessario».

APPELLO ALLE BANCHE - Nel Bollettino mensile, la Bce lancia poi un appello agli istituti di credito a fare un ulteriore sforzo per fornire credito a famiglie e imprese e per farlo dovranno ripatrimonializzarsi. «Negli ultimi mesi - scrive l'Eurotower - le banche hanno proceduto nel ridimensionamento dei propri bilanci complessivi, ma dovranno dimostrarsi capaci di gestire questo adeguamento assicurando al tempo stesso la disponibilità di credito al settore non finanziario», appunto: le famiglie e le imprese. Secondo la Banca centrale europea, le banche «per raccogliere la sfida dovrebbero sfruttare il miglioramento delle condizioni di finanziamento e rafforzare ulteriormente le proprie basi patrimoniali, beneficiando appieno, laddove necessario, delle misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione».

Redazione online


10/03/2010

Istat: rivisto al ribasso il Pil 2009, -5,1%

Istat: rivisto al ribasso il Pil 2009, -5,1%

 

Produzione industriale: a gennaio +2,6% rispetto a dicembre. Si tratta del dato peggiore dal 1971, dall’inizio cioè della serie storica.

 

MILANO - Crolla del 5,1% nel 2009 il Pil in Italia: si tratta del dato peggiore dal 1971, dall’inizio cioè della serie storica. L’anno scorso il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario è diminuito infatti del 5,1%. Lo rende noto l’Istat, nei «Conti economici trimestrali», spiegando che il 2009 ha avuto un giorno lavorativo in più rispetto al 2008 e rivedendo così al ribasso la stima provvisoria comunicata a febbraio che indicava un calo del Pil del 4,9% lo scorso anno. Il Pil non corretto per gli effetti di calendario, come comunicato dall’Istat il primo marzo, è diminuito del 5%.

CRESCITA ACQUISITA - La crescita acquisita per il 2010 è pari inoltre a -0,1%. Lo comunica l’Istat spiegando che, se avessimo nel 2010 quattro trimestri su base congiunturale di crescita zero, il Pil quest’anno calerebbe dello 0,1%.

PRODUZIONE INDUSTRIALE - A gennaio invece, sempre secondo l'Istat, la produzione industriale ha segnato un aumento del 2,6% rispetto a dicembre 2009. La media degli ultimi tre mesi è risultata invariata rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti. L'indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a gennaio un aumento tendenziale dello 0,1% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di gennaio 2009). L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 3,3% rispetto a gennaio 2009. La media degli ultimi tre mesi è risultata invariata rispetto a quella dei tre mesi precedenti. L'Istat ha inoltre rivisto i dati di dicembre, portando il calo congiunturale destagionalizzato da -0,7% a -0,2%. Per quanto riguarda i principali raggruppamenti industriali, su base congiunturale si registrano tutte variazioni positive: +3,3% per i beni strumentali, +2,3% per l'energia, +2,1% per i beni intermedi e +1% per i beni di consumo totale (+3,3% per i beni durevoli, -0,1% per i beni non durevoli).

 

Redazione online


19/02/2010

Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video

Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video

 

Sorpresi mentre riscuotevano una mazzetta di 15 mila euro, due funzionari del fisco sono stati arrestati dai carabinieri di Varese. In queste immagini il momento in cui prendono la tangente

 

I Carabinieri di Varese hanno arrestato due funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Varese nell'ambito di un’indagine coordinata dal pm Agostino Abate e originata dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest'anno da un imprenditore del varesotto titolare di una ditta di istallazione di impianti elettrici, il quale aveva rappresentato di aver ricevuto dal proprio commercialista di Varese una richiesta pari a 50mila euro per evitare un controllo da parte di non meglio identificati ispettori del fisco.

Il comandante dei carabinieri a SKY Tg24:

 


14/02/2010

Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali

Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali

 

L'inchiesta: Nei conti del consigliere arrestato depositi in contanti per migliaia di euro

 

MILANO - Cinquemila euro, seimila, cinquemila ancora, poi altri quattromila e di nuovo altri seimila. E via così, di deposito in deposito. Sempre rigorosamente in contanti.

«Sono regali del mio vecchio padre...», ha tentato di dire Milko Pennisi, il presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato l’altro pomeriggio mentre intascava la tangente da un costruttore bresciano. Ma non gli hanno creduto. Né i tre magistrati che lo stavano interrogando subito dopo avergli teso la trappola in via Hoepli, nel cuore di Milano, né i finanzieri e i poliziotti che anche in queste ore del fine settimana stanno spulciando tra la montagna di carte e documenti sequestrati nell’ufficio di Pennisi e nella sua abitazione. Il «vecchio padre» di Pennisi in verità sta in Brasile, è un pensionato che non naviga certo nell’oro e soprattutto negli ultimi tempi non avrebbe fatto al figliolo particolari regali.

Per i pm Tiziana Siciliano, Grazia Pradella e Laura Pedio, titolari dell’inchiesta, quelle banconote di grosso taglio portate in banca con una certa frequenza altro non sarebbero che la «traccia contabile» evidente del «sistema Pennisi». Ed è quindi in questa direzione che si stanno muovendo gli sforzi maggiori delle fiamme gialle. Per arrivare a tracciare la doppia vita di Milko Pennisi - uno che amava comunque esserci e farsi vedere in giro con belle donne, uno a zonzo per i locali alla moda di Milano tutte le sere o quasi - si sta confrontando il parallelo tra i versamenti in banca e la trattazione delle varie pratiche in transito per la Commissione urbanistica del Consiglio comunale. Tempi e soldi potrebbero portare a capire chi, tra gli imprenditori o qualche semplice privato cittadino, potrebbe avere avuto interesse a pagare. E di nuovo arriva, neanche tanto tra le righe, l’invito della Procura di Milano perché si facciano avanti spontaneamente coloro che sono rimasti coinvolti nel «sistema Pennisi». Se hanno pagato su esplicita richiesta, come ha fatto il costruttore Mario Basso, non rischiano proprio nulla. Meglio farsi avanti, allora. Ma non è solo tra gli imprenditori che la procura di Milano sta concentrando le sue attenzioni. La notizia che siano state fatte nuove iscrizioni nel registro degli indagati non trova conferme ufficiali, ma è certo che tra gli interessi investigativi dei magistrati ci siano i ruoli giocati da almeno tre o quattro funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione. Anche loro parte del «sistema Pennisi»? Parlando con l’immobiliarista di Brescia che poi lo ha fatto arrestare, il politico del Pdl ha raccontato di alcuni personaggi che, nel ricco pianeta dell’urbanistica milanese, sarebbero in grado di «fare il bello e cattivo tempo». «A Milano lo sanno tutti — ha detto Pennisi a Basso — se vuoi essere sicuro che una certa pratica non abbia intoppi ti devi rivolgere a certi professionisti...». E su questi «nominati» la procura scava e verifica. Intanto, proprio oggi Pennisi comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Dirà di più?

Biagio Marsiglia


09/02/2010

Il «rosso» costa anche 200 euro al mese

Il «rosso» costa anche 200 euro al mese

 

Dopo l’abolizione della commissione sul massimo scoperto la situazione non è migliorata. A tanto può arrivare la «spesa» per chi, senza fido, sfora di mille euro. E i tassi raggiungono quasi al 20%

 

MILANO - Vietato andare in rosso. Se non si ha un fido, costa salato: anche più di 200 euro al mese per uno sconfino di mille euro. Come dire: il 20%. Colpa dei tassi alle stelle, che arrivano al 20% (19,68% alla Cassa di Risparmio di Ravenna: cinque punti in più rispetto al fido); ma, soprattutto dei nuovi costi che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto ( Cms), le cosiddette « commissioni di disponibilità fondi». Da quando, dopo le spinte dell’Antitrust e della Banca d’Italia, la commissione sul massimo scoperto è stata abolita, la situazione è paradossalmente peggiorata, come ha denunciato la stessa Authority guidata da Antonio Catricalà. In particolare per chi non ha il fido. Se, infatti, sui conti affidati è stato posto con il decreto Tremonti un tetto alle spese sostitutive, sui conti senza fido non ci sono regole.

La stangata

C’è anche chi fa pagare 10 euro al giorno di commissione (Banca Marche, per sconfini fra mille e 5 mila euro). Diversi istituti chiedono 5 euro al giorno, per un rosso sotto i mille euro. «Le banche stanno orientando il cliente a utilizzare i prodotti finanziari, come le carte di credito e i prestiti, invece che a sconfinare» dice Stefano Caselli, docente di Finanza in Bocconi. Con l’Università Bocconi abbiamo analizzato sette casi (vedi tabella), che comprendono le due maggiori banche (Unicredit con il conto Genius Club e Intesa Sanpaolo con Benefit) e cinque altri istituti ( Carige, Credem, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ravenna e Popolare dell’Emilia Romagna — gli ultimi tre segnalati da Adiconsum perché oggetto di reclami). Abbiamo quindi avanzato due ipotesi: sconfinamento di mille e 2 mila euro, per un giorno, sette giorni, un mese. I risultati sono clamorosi, soprattutto nei medi istituti dell’Italia centrale: Cariravenna, Bper, Banca Marche.

I record

Andare in rosso di mille euro per un mese, senza fido, con il conto ordinario della Popolare dell’Emilia Romagna guidata da Fabrizio Viola costa 203 euro, il record. Segue con 191 euro la Cassa di Risparmio di Ravenna presieduta da Antonio Patuelli. Terza in classifica, con 109 euro la Banca Marche di Massimo Bianconi. La stessa Cariravenna, che applica agli sconfini in assenza di fido addirittura due commissioni, una giornaliera di 5 euro e un’altra a forfait di 25 euro («recupero costi per procedura amministrativa»), chiede 30,54 euro a chi sfora di mille euro per un solo giorno; e 63,77 euro per una settimana. Intesa Sanpaolo e Unicredit, con le loro commissioni giornaliere di 2 euro, sono allineate su cifre minori, ma sempre significative: costa 70 euro nella prima e 71 nella seconda andare in rosso di mille euro per un mese. Vediamo ora il caso dei 2 mila euro. La maglia nera sullo scoperto per un mese spetta sempre alla Bper: per dare 2 mila euro, ne chiede 216. Sui sette giorni la palma è di Banca Marche: 75 euro. Chi chiede di più per lo sconfino di un solo giorno è invece ancora Cariravenna: 31 euro. A proposito di Cariravenna: quelli riportati sono i costi in vigore dal primo marzo prossimo. Sembra incredibile, ma oggi sono più alti, addirittura 25 euro al giorno. È il segnale di un processo di riduzione generale, dopo le segnalazioni dell’Antitrust? Forse. Anche Bper lascia intendere che diminuirà questi costi: «Trattandosi di commissioni di nuova introduzione — dice Pierpio Cerfogli, direttore commerciale — sono in corso le verifiche volte ad apportare, laddove ritenuto utile, miglioramenti alla struttura commerciale introdotta». In ogni caso, le associazioni dei consumatori si stanno muovendo. Il 18 gennaio Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori hanno costituito l’Osservatorio sulla Commissione di massimo scoperto. «Abbiamo ricevuto un centinaio di segnalazioni», dice Fabio Picciolini, segretario di Adiconsum. Ed è attesa per aprile la pronuncia sull’ammissibilità del ricorso, a Torino, contro Intesa, nella class action avviata dal Codacons. Che rivela di avere ricevuto « 5 mila preadesioni alle class action sulle Cms, il nostro tema principale di questi giorni, insieme con i vaccini inutilizzati per la suina». Era il 20 dicembre quando l’Antitrust segnalò «nuove condizioni peggiorative sino a 15 volte per i clienti rispetto alla commissione di massimo scoperto». L’Associazione bancaria di Corrado Faissola rispose: «Prendiamo atto». E chiese un incontro. Da allora, nulla si è mosso.

Alessandra Puato