10/07/2010
Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euro
Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euroIl terzogenito di Gheddafi, al Saadi, aveva soggiornato per circa quaranta giorni nel lussuoso Excelsior Palace di Rapallo, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Ma non ha mai pagato il conto
Chiavari - "Anche i ricchi piangono": è il titolo di una vecchia sopa opera che fa venire in mente l'epilogo della vicenda che ha coinvolto uno dei figli di Gheddafi, Al Saadi, condannato a pagare 392mila euro a un lussuoso albergo della Liguria il cui conto lui non aveva mai saldato. Ora, è chiaro che il rampollo del leader libico non si metterà a piangere, però dovrà (o almeno dovrebbe, in base alla sentenza del tribunale di Chiavari) mettere mano al portafoglio.
L'albergo di Rapallo Il terzogenito del colonnello Gheddafi, il calciatore mancato al Saadi, è stato condannato dal Tribunale di Chiavari (Genova) a pagare 392 mila euro a uno degli alberghi più lussuosi della Liguria, l’Excelsior Palace di Rapallo, in cui aveva soggiornato per una quarantina di giorni tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Al momento di andarsene firmò una accettazione ma nessuno poi saldò il conto. Sulla notizia, anticipata oggi dal Corriere della Sera, nessun commento da parte del direttore dell’albergo, che ha trattato con estrema cautela la vicenda cercando diverse strade per ottenere il saldo prima di ricorrere ai giudici.
La sentenza La conclusione della vicenda è arrivata ieri con la sentenza depositata dal giudice Andrea Del Nevo, che obbliga il figlio del leader libico a pagare anche 5.000 euro di spese legali.
Si allenava con la Samp All’epoca del soggiorno, il figlio di Gheddafi si era stabilito per alcuni mesi in Riviera per allenarsi con la Sampdoria. Il curioso tesseramento del giocatore Al Saadi per la squadra della famiglia Garrone produsse soltanto qualche allenamento e qualche calcio al pallone senza pretese. Gheddafi junior, che oggi ha 37 anni, si faceva però notare in Riviera per il grande Suv nero con cui si muoveva sempre accompagnato da guardie del corpo e assistenti e per le feste all’Excelsior, rigorosamente a base di piatti prelibati come aragoste e champagne.
Redazione online
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12/12/2009
Un mese in albergo senza pagare il conto Denunciato Gheddafi jr
Un mese in albergo senza pagare il conto Denunciato Gheddafi jr
Genova - Spese per oltre 300 mila euro. Decreto ingiuntivo nei confronti del figlio-calciatore del raìs libico. Il debito risalirebbe al 2007
GENOVA - Trecentomila euro - arrotondati in difetto - tanto è il conto che uno dei figli del colonnello Gheddafi, El Sa-adi, non ha pagato in un grand hotel della Riviera ligure ed è stato denunciato. La notizia anticipata dal quotidiano Mercantile ha trovato conferma.
El Sa-adi, che gli amici chiamano l’Ingegnere, ha soggiornato nel Tigullio, fra Rapallo e Santa Margherita, quattro settimane nell’estate del 2007: al momento dell’addio, Gheddafi junior ha firmato senza battere ciglio il saldo per un mese di soggiorno: 300 mila euro. Ma la cifra, che avrebbe dovuto essere versata dall’ambasciata come i precedenti pagamenti, non è mai arrivata. Adesso quella firma sul conto è stata presentata al Tribunale di Chiavari allegata ad una richiesta dell’hotel che sollecita un atto ingiuntivo nei confronti di Gheddafi junior. Il giudice ha negato l’atto e ha chiesto ulteriori chiarimenti che sono già stati forniti.
Erika Dellacasa
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19/08/2009
La Maddalena, super conto al ristorante: 850 euro
La Maddalena, super conto al ristorante: 850 euro
La protesta di una famiglia milanese di 4 persone. Il proprietario: «Hanno chiesto una zona riservata e prodotti fuori menù». La Finanza: «Nulla di anomalo»
LA MADDALENA - Quando si sono seduti al tavolo non immaginavano di poter spendere una fortuna. Ma alla fine una famiglia milanese in vacanza in Sardegna, sull'isola della Maddalena, si è ritrovata con un conto da 856 euro da saldare al ristorante. «Hanno chiesto una zona riservata e mangiato prodotti costosi, non credo che il conto sia eccessivo», ha sottolineato il responsabile del locale «La Scogliera», Andrea Orechioni. Come dire: nulla a che vedere con il caso dei giapponesi a Roma.
IL CASO- La famiglia ha comunque protestato. Incredula di quel conto. Certo, il menù comprendeva vino, aragosta e un branzino. E Orecchioni ha spiegato: «La famiglia, due adulti, un ragazzo e una bambina, hanno chiesto una zona riservata del ristorante. Hanno preso tre bicchieri di vino bianco, due acque minerali, due antipasti con aggiunta di cose extra al menu, un'aragosta (un chilo e 200 grammi) e un branzino, forse sta proprio qui il motivo del conto, a giudizio del cliente, molto alto». Ma di certo si difende da tutte le accuse: «Al ristorante a ogni cliente si porta in visione il cesto del pesce e dell'aragosta, sono loro che scelgono cosa mangiare. Sono cinque anni che operiamo ottenendo dei grossi risultati, quest'anno poi siamo andati incontro a una bellissima stagione con clienti anche da Porto Cervo, come Naomi Campbell, Valeria Marini, Adriano e Ronaldo. E pagano tutti uguali per questo tipo di menu». E anzi, per il responsabile, «non credo che il prezzo sia eccessivo». I controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sembra non abbiano riscontrato nulla di anomalo.
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01/07/2009
Conto da incubo per due giapponesi Pranzo da 695 euro al Passetto
Conto da incubo per due giapponesi Pranzo da 695 euro al Passetto
VIA ZANARDELLI. Nel conto inclusa una mancia da 115,50 euro. Denunciato per truffa il titolare del ristorante chiuso poi per gravi carenze igienico sanitarie
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| Il ristorante in Passetto in via Zanardelli, dietro piazza Navona |
Doveva essere una pranzetto romantico nella città più bella del mondo. Ci sono arrivati dal Giappone. Tavolo all'aperto, al fresco del venticello romano, a due passi da piazza Navona. Lui e lei, fidanzati e innamorati. Solo che il conto ha rovinato tutto: 695 euro per due antipasti, due primi, due secondi, due coppette di gelato. Nella salata ricevuta inclusa anche la mancia: 115,50 euro.
LA CENA - È accaduto martedì sera al Passetto, noto ristorante romano medio-alto nel cuore della città, dietro piazza Navona, a due passi dal Senato. Quando la coppia di fidanzati è arrivata nel locale, nessuno ha dato loro un menu dove poter scegliere cosa mangiare. È stato invece mandato un cameriere che parlava in inglese. Ed è stato lui che con modi gentili e affabili li ha convinti: «Fidatevi di me, faccio io». E così il menu della cena non è stato scelto dai ragazzi che quindi non conoscevano il costo di ogni piatto. Però hanno mangiato ed apprezzato.
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| I tavoli all'aperto del Passetto |
IL CONTO - Meno piacevole è stato invece il conto. Totale: 695 euro. In un primo momento i due turisti hanno pensato a un errore, ma i dubbi sono venuti meno quando sono tornati in possesso della carta di credito: sulla ricevuta risultava che al totale era stata addirittura aggiunta una «piccola» mancia di 115,50 euro, prelevata senza la loro autorizzazione. Di fronte alle proteste, il ristoratore è rimasto irremovibile ribadendo che quelli erano i prezzi normali del locale. Ma la coppia non si è rassegnata e uscita dal ristorante ha raccontato l'accaduto alla polizia.
DENUNCIA E CHIUSURA - Così i due hanno presentato una denuncia al commissariato Trevi Campo Marzio. Gli agenti hanno compiuto i controlli nell'esercizio commerciale ed è emerso che i prezzi applicati ai due giapponesi non corrispondevano a quelli del menu. Gli agenti hanno anche richiesto i controlli sanitari da parte del Servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl RmA, che ne ha disposto l'immediata chiusura per gravi carenze igienico sanitarie, dopo aver riscontrato carenze strutturali, ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti.
Il. Sa.
17:55 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: truffa, turismo, giapponesi, ristorante, roma, chiuso, locale, conto, mancia, denunciato, titolare, carenze igienico sanitarie, pranzo romantico | OKNOtizie |
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