08/04/2011

Avventura in barca per rifare l’Italia

Avventura in barca per rifare l’Italia

Farinetti organizza una traversata da Genova a New York "Riformiamo la politica con buon cibo e grandi cervelli"

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30/08/2010

Berlusconi: "Trattato Italia-Libia esempio di diplomazia"

Berlusconi: "Trattato Italia-Libia esempio di diplomazia"

Secondo il premier "tutti dovrebbero rallegrarsi della amicizia tra i due Paesi" e "chi non lo capisce appartiene al passato". Il leader libico ringrazia gli italiani e chiede 5 miliardi di euro l'anno all'Europa per combattere l'immigrazione clandestina

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18/08/2010

Scuola, lo sponsor paga il restauro Il primo "contratto" a Milano

Scuola, lo sponsor paga il restauro Il primo "contratto" a Milano

In cambio una targa con il nome dell'azienda. L'assessore all'Istruzione: "I fondi ci sono ma ci impediscono di spenderli. Ben vengano i privati"

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10/05/2010

Scudo salva euro da 750 miliardi. Le Borse volano

Scudo salva euro da 750 miliardi. Le Borse volano

Vertice Ecofin a Bruxelles: 500 miliardi dalla Ue, il resto dal Fmi. Interviene anche la Bce. Londra dice no. Chieste ulteriori misure anti deficit a Spagna e Portogallo. Obama telefona a Merkel e Sarkozy. Tremonti: lavoro fatto bene

 

 

 

Volano le Borse dopo l'accordo sul piano anti-speculatori e l'annuncio che anche le banche centrali interverranno sui mercati. Piazza Affari si è impennata fin dall'apertura. A beneficiare soprattutto il settore bancario, più penalizzato nelle sedute della scorsa settimana dalle vendite.

Un maxi-piano fino a 720 miliardi, con la partecipazione dell'Fmi, per blindare la zona euro dagli attacchi della speculazione ed evitare il rischio default di altri Paesi dopo quello corso con la Grecia. A vararlo, dopo dieci ore di negoziati, sono stati i ministri finanziari della Ue riuniti a Bruxelles. Chiesti anche nuovi sacrifici a Spagna e Portogallo, i due Paesi considerati maggiormente a rischio in questa fase. E annunciate ''misure significative'' da parte della Bce. Si tratta di un piano di salvataggio senza precedenti, a cui si è arrivati dopo una giornata in cui si sono susseguiti i contatti tra le varie capitali europee, con decine di bilaterali e due conference call a livello dei Paesi del G7.


Anche il presidente Usa, Barack Obama, ha telefonato sia al presidente francese, Nicolas Sarkozy, sia alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, sottolineando la necessità di una ''risposta forte'' da parte dell'Europa per ridare fiducia ai mercati. Lo scudo “anti-speculazione” deciso dall'Ecofin mette in campo prestiti per 60 miliardi di euro da parte della Commissione Ue, che potrà raccogliere sul mercato prestiti, offrendo come garanzia fondi del bilancio comunitario a favore dei Paesi che fossero sotto attacco speculativo ed avessero difficoltà a reperire capitali sui mercati. Nel pacchetto ci sono poi 440 miliardi che dovrebbero prendere la forma di prestiti bilaterali da parte degli Stati membri della zona dell'euro, sul modello del piano salva-Grecia. Nel dettaglio, si prevede che la quota dell'Fmi rappresenti la meta' di quella messa in campo dagli Stati membri, cioè fino a 220 miliardi. Per questo l'ammontare complessivo del fondo potrebbe arrivare fino a 720 miliardi.


Resta poi in pista la possibilità che anche la Bce scenda in campo, decidendo di prestare soldi ai Paesi a rischio acquistando i loro titoli pubblici. Una decisione che spetta alla stessa Bce, i cui vertici sono rimasti riuniti a Basilea con i governatori centrali della Ue in attesa di notizie da Bruxelles.


Due momenti di forte tensione hanno caratterizzato l'inizio della giornata: il malore del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble (ricoverato in ospedale) e il no di Londra al piano. Il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling è stato infatti molto chiaro nel dire che il Regno Unito non sarebbe venuto in soccorso di Paesi dell'euro in difficoltà, respingendo la proposta messa sul tavolo dalla Commissione Ue. A sbloccare la situazione è stata poi la Germania, proponendo interventi per 500 miliardi di euro di cui 440 a carico solo degli Stati membri della zona euro. E con la partecipazione del Fondo monetario internazionale. I ministri delle finanze hanno anche accolto l'appello alla disciplina di bilancio e di rigore monetario lanciato venerdì notte dai leader dell'Eurozona. La Germania in particolare ha chiesto che venissero dettagliate le condizioni alle quali devono sottostare i Paesi maggiormente a rischio, quelli che per primi potrebbero dover ricorrere al fondo. Di qui l'invito alla Spagna e al Portogallo ad adottare nuove misure per la correzione del deficit. In particolare, a Madrid e Lisbona è stata chiesta una manovra aggiuntiva pari all'1,5% del Pil quest'anno, e una pari al 2% del Pil l'anno prossimo.

 


09/05/2010

Crisi euro, Obama: «Sono preoccupato , ma stabilizzare l'Ue è un'ottima cosa»

Crisi euro, Obama: «Sono preoccupato , ma stabilizzare l'Ue è un'ottima cosa»

Allo studio il meccanismo per mettere in sicurezza la moneta unica e gli stati. Conference call dei capi delle banche centrali con Trichet, domani tocca a Commissione Ue ed Ecofin

 

Barack Obama (Afp)
Barack Obama (Afp)

«Sono molto preoccupato di ciò che sta avvenendo in Europa, ma stabilizzare l'Unione Europa sarà una cosa ottima anche per gli Stati Uniti» ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che mette tutto il suo peso politico per appoggiare l'Unione Europea nei suoi tentativi di difesa dell'euro, sottoposto agli attacchi della speculazione finanziaria. «I problemi della Grecia dimostrano che tutti i Paesi sono interconnessi e per questo motivo la cornice del G20 è così importante» sottolinea ancora Obama.

LE MOSSE DELL'EUROPA - Domenica in ogni caso sarà il giorno della verità per il futuro dell'euro. Ma all'indomani della drammatica riunione dei leader europei sulla crisi greca poi trasformatasi in una vera e propria crisi di sfiducia verso la moneta unica, l'attività nelle capitali europee e non solo è frenetica. Il primo importante passo è stato la conference call di sabato dei governatori delle banche centrali dell'eurozona con il presidente della Bce Trichet. Una videoconferenza che diventerà probabilmente un vero e proprio vertice nella giornata di domani a Francoforte o a Basilea dove peraltro era già previsto un incontro a livello G10 nella giornata di lunedì. Lo scopo è di mettere a punto il meccanismo tecnico per realizzare la «messa in sicurezza» della moneta unica e dei Paesi che potrebbero essere oggetto di attacco della speculazione finanziaria. Ma quella dei governatori dell'Eurozona è solo una delle mosse messe a punto dal vertice europeo di venerdì. Il presidente dell'esecutivo comunitario Josè Manuel Barroso ha infatti convocato per domenica alle 13 a Bruxelles tutti i commissari per dare seguito alle decisioni prese dal vertice straordinario dell'Eurogruppo per fare fronte alla crisi. La Commissione dovrà tra l'altro varare il piano salva-Stati che sarà poi discusso, nel pomeriggio, dai ministri delle Finanze dei 27.

MECCANISMO DI STABILIZZAZIONE - La Commissione, secondo quando indicato nella dichiarazione congiunta dei leader dei 16 Paesi dell'Eurozona, in considerazione delle attuali «circostanze eccezionali» deve predisporre un meccanismo di stabilizzazione che sia in grado di assicurare la solidità e l'integrità finanziaria di Eurolandia e mettere al riparo la moneta unica da attacchi speculativi. Questo meccanismo, in base alle indicazioni finora raccolte, dovrebbe prevedere anche un fondo di pronto intervento - che potrebbe avere una dotazione iniziale di circa 70 miliardi di euro - a cui ricorrere per aiutare i Paesi in difficoltà, evitando così che la crisi partita della Grecia si estenda ad altri, in primo luogo Portogallo e Spagna, poi forse, anche all'Italia. I dettagli del meccanismo saranno elaborati nelle prossime ore da Bruxelles e dovrebbero dare la possibilità alla Commissione di raccogliere finanziamenti sui mercati destinati ad alimentare il fondo salva-Paesi. Anche la Bce sarà chiamata a fare la sua parte anche attraverso l'acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi in crisi. Si parla in pratica di varare un meccanismo simile a quello degli eurobond, con la commissione europea che presterebbe denaro (preso dall'apposito fondo in via di costituzione) ai paesi in difficoltà dietro garanzia di titoli emessi dagli stessi.

MERKEL - «La situazione è seria», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel ai giornalisti a Berlino dopo aver incontrato il primo ministro canadese Stephen Harper. «Se guardate agli spread di venerdì o giovedì, vedrete che stiamo affrontando uno sviluppo che non è positivo in diversi Paesi, non in uno solo», ha aggiunto. Il cancelliere tedesco ha detto che i leader della zona euro hanno presa la giusta decisione venerdì, quando si sono accordati su misure speciali da preparare prima che i mercati riaprano lunedì. Gli stati membri dell'Eurozona dovranno agire «con determinazione e grande rapiditá»per affrontare i loro deficit ha concluso la Merkel.

BERLUSCONI - Intanto, cancellato il viaggio a Mosca, il premier Silvio Berlusconi è rimasto ad Arcore in costante contatto con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per seguire l'evoluzione della situazione a livello europeo dopo l'Eurogruppo di venerdì. Non si esclude che il premier abbia avuto l'occasione di sentire altri leader europei nel corso della giornata.

Redazione online


08/05/2010

Piano straordinario per salvare l'euro Trichet avverte: «Crisi sistemica»

Piano straordinario per salvare l'euro Trichet avverte: «Crisi sistemica»

Allo studio un pacchetto anti-speculazione per sostenere la moneta unica. L'Eurogruppo studia un meccanismo che aiuti i Paesi in difficoltà. Berlusconi: «Bce comprerà titoli di Stato»

 

Silvio Berlusconi e gli altri leader riuniti a Bruxelles
Silvio Berlusconi e gli altri leader riuniti a Bruxelles

MILANO - Creare un «meccanismo» che dia stabilità ai Paesi che rischiano di farsi contagiare dalla crisi greca: su questo punto hanno trovato un accordo i leader dei sedici Paesi dell'Eurogruppo riuniti in via straordinaria a Bruxelles per stabilire misure adeguate a difesa dell'euro. I sedici leader hanno dunque raggiunto un'intesa sulla definizione di un piano in quattro punti per il salvataggio di altri Paesi, oltre la Grecia, che si trovassero nella necessità di ricevere un sostegno finanziario d'emergenza. La proposta di uno fondo salva-Stati era stata avanzata dal premier Silvio Berlusconi, che durante il vertice ha fatto appello al senso di responsabilità dell'Eurogruppo. «Siamo in un momento di emergenza, occorre prendere delle decisioni» ha detto il capo del governo italiano. Al termine della lunga notte sulla crisi greca e la stabilità dell'Euro, il premier italiano ha aggiunto che il vertice di Bruxelles ha raggiunto un risultato positivo anche grazie al «supporto dato dalla Bce, per quello che la banca centrale può fare a sostegno dei titoli di Stato che verranno emessi», anche acquistandoli.

L'ALLARME
- «Attenzione, siamo di fronte ad una crisi sistemica» è stato l'allarme del presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ai capi di Stato e di governo. E la gravità delle sue parole dà il senso di quanto delicato sia stato il summit a Bruxelles. «La zona euro attraversa oggi senza dubbio la crisi più grave dalla sua creazione. Il nostro dovere è fare di tutto per mettere in campo misure forti capaci di affrontare questa situazione eccezionale» ha voluto ribadire il presidente francese Nicolas Sarkozy. La riunione straordinaria, convocata alla luce della volatilità sempre più accentuata dei mercati, è andata avanti per oltre sette ore. Tra le altre cose, è stato stabilito che i ministri delle Finanze dei 27 Paesi Ue si riuniranno domenica a Bruxelles per finalizzare un accordo in grado di mettere l'euro al riparo dai rischi innescati dalla crisi greca e dai suoi effetti sui mercati finanziari.

PIANO ANTI-SPECULAZIONE - L'Eurogruppo, che ha approvato definitivamente l'attivazione del piano di aiuti (110 miliardi in tre anni) a favore della Grecia, sta valutando la possibilità di mettere in campo, già dai prossimi giorni, uno strumento di "intervento-rapido" per combattere la speculazione. I capi di stato e di governo dei sedici Paesi al tavolo si sono detti disponibili a rafforzare le regole di governo dei bilanci pubblici. Il vertice intende rispondere alla sfida lanciata dai mercati, sottolineando la volontà di difendere la stabilità e l'unità della moneta unica e dell'Eurozona. Il numero uno della Bce Trichet - riferiscono fonti - è intervenuto dopo Josè Manuel Durao Barroso e Nicolas Sarkozy, che hanno entrambi espresso insoddisfazione per il testo di dichiarazione che dovrebbe uscire dal vertice.

ASSE OBAMA-MERKEL - «Non c'è più tempo da perdere», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo aver parlato con il presidente Usa Barack Obama e aver concordato sull'esigenza di lanciare un «segnale forte» per salvare la Grecia e l'euro. «Ho chiarito - ha precisato il presidente americano - che gli Stati Uniti sostengono questi sforzi e continueranno a cooperare con le autorità europee e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) durante questo periodo critico». La Merkel, dopo il via libera agli aiuti ad Atene, è determinata a portare a casa impegni concreti da parte dei suoi partner per il rafforzamento del Patto di stabilità e la vigilanza sui conti pubblici. Con l'introduzioni di sanzioni importanti - come la sospensione del diritto di voto in sede europea - da applicare a chi non dovesse rispettare le regole del gioco. La Germania vuole anche un'accelerazione del varo di nuovi strumenti per la regolamentazione dei mercati finanziari.

BERLUSCONI - Anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sottolineato che «non è più il momento di lanciare solo messaggi di buone intenzioni». Ora servono «misure chiare, concrete ed efficaci per difendere l'euro, rafforzare l'Europa e l'Unione monetaria». E proprio da Berlusconi, nell'ambito delle misure da adottare per arginare la crisi, sarebbe arrivata l'idea di un fondo europeo anti-speculazione per proteggere un Paese nel caos che, come la Grecia, si venga a trovare di fronte allo spettro del fallimento.

TREMONTI - Un'idea - oggetto di confronto con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - che il premier starebbe approfondendo per capire se possa diventare una proposta concreta da portare in Europa. I dettagli tecnici non sono noti ma un ruolo nella gestione del fondo "salva-stati" spetterebbe alla Bce. Per il ministro sono ore decisive per affrontare la crisi tutti insieme in Europa. «Quella che è in atto a Bruxelles - ha spiegato Tremonti - è una discussione tra capi di stato e di governo che avrà una rilevanza storica. Il ruolo dei capi di stato e di governo in questo momento è fondamentale. Se c'è la forza di una visione comune per capire che la speculazione è solo una parte del problema, credo che ci siano ragioni per essere fortemente ottimisti. Il ruolo del governo italiano e di Berlusconi in questi giorni è molto forte, e spero che sia anche fortunato. Credo che sarebbe nell'interesse di tutti che il Patriarca di Venezia gli indirizzasse una benedizione».

LE MISURE IN DISCUSSIONE - Nel testo di conclusioni al quale stanno lavorando i leader dell'Eurogruppo ci dovrebbe essere, tra le altre cose, anche un forte richiamo al rafforzamento della disciplina di bilancio, e una chiara indicazione sul fatto che, se sarà necessario, i Paesi interessati dovranno compiere ulteriori sforzi per il risanamento dei loro conti pubblici. L'avvio del vertice, slittato di un'ora e mezzo rispetto all'orario previsto, è stato preceduto da ben quattro ore di consultazioni bilaterali, nel corso delle quali tutti hanno parlato con tutti. Incontri vorticosi che hanno indicato chiaramente quanto la situazione sia complessa e potenzialmente esplosiva. «A Bruxelles è in corso un drammatico vertice inizialmente convocato per gli aiuti alla Grecia ma ora destinato a discutere dei destini dell'euro e del futuro dell'Europa», ha osservato da Roma Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per rispondere a questa situazione, dal vertice potrebbero anche giungere indicazioni sulla necessità di istituire un organismo europeo per vigilare sulle agenzie di rating, oppure puntare direttamente alla nascita di un'agenzia europea per la valutazione dei debiti pubblici.

GRECIA - Intanto il tasso delle obbligazioni della Grecia ha toccato un nuovo record a 11,308% mentre l'agenzia di rating Moody's ha reso noto che «l'Italia è tra i Paesi meno a rischio» ma è la «spesa per interessi sul debito il tallone di Achille per l'Italia». Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la «salvaguardia della stabilità finanziaria dell'area euro» con gli aiuti italiani da destinare alla Grecia. L'Italia contribuirà con un finanziamento triennale ad Atene fino a 14,8 miliardi di euro di cui 5,6 nel 2010.

Redazione online


07/05/2010

La Grecia si prepara ai sacrifici

La Grecia si prepara ai sacrifici

Il governo di Atene non prevede ulteriori misure dopo il varo del piano di austerità. Appoggio dagli USA. Nella notte altri scontri tra polizia e manifestanti.

 

 

 

Il ministro delle finanze George Papaconstantinou ha assicurato che se l'attuale piano di  austerità, votato ieri dal Parlamento, sarà "completamente  applicato" non ci sarà bisogno di altre misure di riduzione  della spesa. Ieri l'austerity da 30 miliardi in cambio di finanziamenti  europei e del Fmi per 110 miliardi in tre anni è stata  approvata da Atene con i voti della maggioranza e del piccolo partito di estrema destra Laos. Tutti i principali partiti di opposizione hanno votato contro. In un'intervista alla tv greca Alpha trasmessa poco dopo la  votazione sul piano che sta provocando forti proteste sociali e  politiche, Papaconstantinou ha sottolineato che vi sono già  segnali che confermano la convinzione che il piano sta  funzionando bene e "non ci sarà assolutamente bisogno di nessun'altra misura". Secondo il ministro un segnale favorevole importante in questo senso è che gli introiti provenienti dall'Iva nel primo trimestre del 2010 hanno subito un incremento del 40% invece che del previsto 30%.

La Casa Bianca appoggia gli sforzi per "riportare la stabilità in Grecia e la fiducia sul sistema finanziario globale". E' quanto si legge in una nota della casa Bianca, nella quale si precisa che gli Usa "appoggiano con forza" gli sforzi della Grecia per la messa in atto" di importanti riforme con il sostegno dell'Unione Europea e del Fmi".


03/05/2010

Crisi greca, l'eurogruppo «avalla» gli aiuti

Crisi greca, l'eurogruppo «avalla» gli aiuti

I governatori della Bce danno la loro benedizione al programma correttivo di Atene. I ministri della zona euro hanno convalidato il piano da 110 miliardi, coperto per un terzo anche dal Fmi

 

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a Bruxelles per l'Eurogruppo, parla con il suo omologo tedesco Wolfgang Schauble (Ap)
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a Bruxelles per l'Eurogruppo, parla con il suo omologo tedesco Wolfgang Schauble (Ap)

BRUXELLES - L'eurogruppo ha dato il via libera all'unanimità al piano da 110 miliardi per il sostegno all'economia greca, piegata dalla crisi. Un benestare arrivato a Bruxelles, dove erano riuniti i ministri dell'economia dei Paesi della zona euro, dopo che già la Commissione Ue e il consiglio dei governatori della Banca centrale europea avevano dato il proprio sostegno al programma di salvataggio, che avrà come contropartita un serio intervento di risanamento da parte del governo di Atene, che annuncia tre anni di austerity con riduzioni di stipendi e pensioni. A dare conferma dell'avallo al piano è stato il presidente dei ministri dell'eurozona, Jean-Claude Juncker, che ha confermato come il piano triennale ammonta a 110 miliardi di euro, di cui 80 miliardi da parte dei Paesi euro e il resto a carico del Fondo monetario internazionale. Per il 2010 gli aiuti ammonteranno a 45 miliardi di euro, di cui 30 della Ue. La somma più elevata sarà quella della Germania, con un prestito di 8,4 miliardi, mentre l'Italia stanzierà fino a 5,5 miliardi. In serata arriva anche il via libera del direttore generale Dominique Strauss-Kahn: in settimana verrà approvato il presito di 30 miliardi da parte del Fondo Monetario.

Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet; il ministro delle Finanze greco, George Papakonstantinou; il belga Jean-Claude Juncker; e il commissario agli Affari economici Ue, Olli Rehn (Ansa)
Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet; il ministro delle Finanze greco, George Papakonstantinou; il belga Jean-Claude Juncker; e il commissario agli Affari economici Ue, Olli Rehn (Ansa)

IL VERTICE STRAORDINARIO - Il parere positivo della Commissione e della Bce erano due precondizioni necessarie, insieme all’approvazione del piano di austerità di Atene, affinché l’eurogruppo potesse dare a sua volta la propria «convalida», secondo un termine inusuale nel gergo comunitario. «Convalidare» non significa approvare con effetto immediato, ma piuttosto dare il via libera per l’ultima approvazione, quella definitiva, che verrà sempre dall’eurogruppo, ma riunito al livello dei capi di Stato e di governo, e all’unanimità, venerdì 7 maggio. Il presidente «stabile» del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha già convocato ufficialmente i capi di Stato e di governo per venerdì , ma la decisione sull’attivazione del meccanismo di assistenza finanziaria alla Grecia è stata presa oggi e non sarà rimessa in discussione dal summit. La decisione di oggi, sarà seguita dal completamento delle procedure di approvazione nazionale (alcune secondo iter parlamentari) dei prestiti bilaterali che ogni Paese si è impegnato a mettere a disposizione. Particolarmente importante sarà l’approvazione del parlamento tedesco, che dovrebbe essere completata entro lo stesso venerdì 7 maggio. Il cancelliere Angela Merkel si è impegnata a presentare la proposta al governo domani. Immediatamente dopo l’approvazione unanime del summit dell’eurozona, i finanziamenti saranno erogati dai Paesi membri, raccolti dalla Commissione europea e pagati alla Grecia dalla Bce, insieme ai fondi dell’Fmi.

«PAGHEREMO FINO ALL'ULTIMO EURO» - La Grecia, al termine della riunione, ha fatto sapere per bocca del proprio ministro delle Finanze, George Papacostantinou, di non sentirsi «sotto tutela» degli altri Stati dell'eurozona. «Siamo invece - ha detto - un Paese che si assume le sue responsabilità. E rimborseremo tutto, fino all'ultimo euro». Il commissario degli affari economici della Ue, Olli Rehn, ha invece sottolineato che «il programma adottato dalla Grecia è un sforzo necessario e senza precedenti, così come il sostegno finanziario ad Atene». Rehn ha aggiunto che i cittadini devono essere pronti «a fare sacrifici per diversi anni, perchè la crisi non si chiude dall'oggi al domani». Ma, ha concluso, «la Grecia ce la farà a superare questo momento».

IL SI' DELLA BCE - Il consiglio dei governatori della Banca centrale europea, dal canto suo, aveva fatto sapere con una nota di salutare «con favore» «il programma correttivo economico e finanziario che è stato approvato oggi dal governo greco in seguito alla conclusione positiva dei negoziati con la Commissione europea, insieme alla Bce e al Fondo monetario internazionale». Secondo i banchieri, «le ambiziose correzioni di bilancio e le riforme strutturali complessive previste dal programma sono adeguate al raggiungimento, a termine, degli obiettivi di stabilizzazione della situazione economica e di bilancio». Che in sede europea si guardi al piano greco e al conseguente aiuto dell'Europa come ad un intervento cruciale per l'economia dell'intero continente lo aveva spiegato anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, secondo cui l'assistenza alla Grecia è fondamentale per garantire la stabilità dell'intera zona euro.

 

Redazione online


27/04/2010

Grecia, appello del governo alla Ue E le Borse europee bruciano 160 miliardi

Grecia, appello del governo alla Ue E le Borse europee bruciano 160 miliardi

Il ministro delle finanze: «L'Europa non ci aiuta». Il 10 riunione dei governi della zona euro. Situazione sempre più delicata: «Servono soldi entro 19 maggio». E S&P declassa a «spazzatura» i titoli di Atene

 

Le proteste dei giorni scorsi ad Atene
Le proteste dei giorni scorsi ad Atene

La Grecia «non può più» rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico. L'allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, che ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, potrebbe esser ancora rivisto in peggio, «al 14 per cento del Pil». Il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, non ha voluto commentare l'andamento dei negoziati tra il governo di Atene e Bruxelles, ma ha spiegato che a suo parere un default della Grecia o dell'eurozona «è fuori questione». I segnali che inducono al pessimismo, tuttavia, non mancano, a partire al declassamento al livello «junk», ossia spazzatura, del rating greco da parte di Standard and Poors: uno status che per il governo ellenico «non corrisponde alla realtà». Per il prossimo 10 maggio è stato inoltre convocato un vertice straordinario dei governi dell'Eurozona che avrà all'ordine del giorno la definizione di politiche di aiuto per la Grecia.

DATA LIMITE IL 19 MAGGIO - Un'altra data fatidica è quella che desta le maggiori preoccupazioni ad Atene ed è quella del 19 maggio, quando andranno a scadenza 9 miliardi di euro di titoli di Stato. Per quella data sarà necessario reperire fondi che il governo greco «non può più» prendere a prestito sul mercato. In questa situazione la Grecia «non è aiutata dall’Europa», ha sottolineato il ministro Papaconstantinou secondo cui «manca chiarezza» sugli aiuti che sono stati richiesti. Martedì i rendimenti sui titoli di stato greci segnano nuovi massimi, oltre il 9,5 per cento, mentre la Borsa di Atene è arrivata a perdere oltre il 6 per cento.

LA RECESSIONE PEGGIORA - Intanto, la Banca centrale di Atene paventa che per l'anno in corso la recessione potrà essere maggiore della contrazione del 2% prevista finora: una «riduzione» del prodotto interno lordo «maggiore» di quella calcolata «è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza», ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente «a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni».

ANCHE IL PORTOGALLO DECLASSATO - Nel frattempo, la crisi greca minaccia seriamente di estendersi all'Europa meridionale: Standard and Poor's, una delle principali agenzie di rating, ha declassato il rating del Portogallo per il modo in cui sta gestendo l'elevato debito pubblico e la situazione debole dell'economia. Il rating è stato ora abbassato di due note ed è passato a «A-» da «A+», in pratica quattro note sopra il cosiddetto livello «spazzatura» («junk»). L'outlook sulle prospettive del debito portoghese è negativo. Il rating sovrano della Grecia, cine detti, è invece finito già a livello «junk». Il rating è stato tagliato di tre note a 'BB+'. L'outlook resta negativo, il che significa che il rating potrebbe essere ulteriormente declassato

LA BORSA CROLLA - Inevitabili le conseguenze sui mercati finanziari. La Borsa di Atene crolla del 6% e trascina al ribasso i listini del Vecchio Continente. A risentirne maggiormente le Borse dei Paesi considerati più a rischio contagio: Portogallo, su cui si è abbattuto il doppio taglio del rating, e Spagna, dove il tasso di disoccupazione ha superato a marzo la soglia psicologica del 20%. La Borsa di Madrid è scivolata del 4,19%, mentre quella di Lisbona è sprofondata del 5,3%. Chiusura in profondo rosso anche per Milano (-3,1%), Parigi (-3,82%), Francoforte (-2,73%) e Londra (-2,61%). George Papaconstantinou ha affermato che la Grecia non è più in grado di rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico, aggiungendo che il deficit di bilancio del 2009 potrebbe essere ancora rivisto in peggio, al 14% del Pil. Complessivamente nella seduta odierna sono andati in fumo circa 160 miliardi di euro di capitalizzazione dell'indice paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto il 3,13%, con un ribasso accentuato negli ultimi minuti dopo il taglio di S&P al rating della Grecia.

LA PALLA ALLA GERMANIA - Mercoledì, nel frattempo, si preannuncia come una giornata fondamentale per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Berlino sta predisponendo una legge ad hoc la cui bozza è stata diffusa da Reuters. Il provvedimento è chiamato «Legge per mantenere la stabilità nell'Unione monetaria» e menziona un'agenda informale che prevede una votazione da parte dei Paesi dell'Eurozona entro il 10 maggio. In base alla bozza di legge, il Parlamento greco dovrà votare il 6-7 maggio un programma triennale di austerity. Inoltre il provvedimento stabilisce che i negoziati di Atene con Ue e Fmi si chiudano il 2 maggio. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfagang Schaueble assicura che «La Germania non lascerà sola la Grecia». Secondo quanto scrive l'agenzia stampa Dpa, che cita fonti del governo, la Merkel terrà un primo incontro con alcuni ministri dell'esecutivo, tra i quali i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp) e delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu).

AIUTI ITALIANI
- Anche il Governo italiano è pronto a fare la sua parte per salvare dal default la Grecia: è infatti stato predisposto un decreto legge che dà il via libera agli aiuti in favore del paese ellenico fino a 5,5 miliardi nell'ambito del pacchetto europeo da 30 miliardi. Lo rivelano all'Agi fonti del Tesoro. Secondo quanto si apprende, il provvedimento è pronto e potrebbe quindi essere varato a breve dal Consiglio dei Ministri.

 

Redazione online


26/04/2010

Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»

Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»

Per l'esponente del governo italiano è «la casa comune europea» ad essere a rischio. Westervelle: «Atene vuole gli aiuti? Prima faccia i compiti a casa». Il capo della Farnesina: «Problema di tutti»

 

Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, prima del vertice a Lussemburgo (Afp)
Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, prima del vertice a Lussemburgo (Afp)

LUSSEMBURGO - Sugli aiuti che l'Europa potrebbe concedere al governo di Atene per aiutare la Grecia ad uscire dalla situazione di forte crisi continua a pesare l'incertezza della Germania. «Prima faccia i compiti a casa, poi avrà gli aiuti» ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, parlando dell'esecutivo ellenico che venerdì scorso ha chiesto formalmente gli aiuti. «Il governo non ha ancora preso una decisione sugli aiuti - ha detto il capo della diplomazia tedesca a Lussemburgo, per la riunione con i colleghi dei 27 Paesi dell'Unione -. Questo significa che la decisione può andare in una direzione o in un'altra». «Dare soldi troppo presto - ha affermato Westerwelle - allontanerebbe la Grecia dal fare i compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina». «Fare troppo presto promesse di aiuto concreto - ha poi ribadito - non farebbe altro che ridurre la pressione sulla Grecia. Occorre innanzitutto che in Grecia abbia luogo un consolidamento del bilancio».

I TIMORI DI FRATTINI - E' una posizione, quella tedesca, che suscita qualche timore negli altri ministri europei. A partire dall'italiano Franco Frattini che teme quelle che definisce «rigidità della Germania» e che si dice preoccupato per il rischio che il caso Grecia si estenda ad altri Paesi. Per Frattini è necessario essere «solidali» nella «casa comune europea»: «Siamo molto preoccupati - ha detto il titolare della Farnesina ai giornalisti -. Credo che se il rischio della Grecia si contamina ad altri Paesi, si è parlato del Portogallo, questo vuol dire che è proprio la casa comune che dobbiamo salvare. E siccome nella casa comune ci siamo anche noi, è evidente che non possiamo non essere solidali. Anche se qualcuno ha dei dubbi, credo che debba prevalere la solidarietà, questo è un interesse ed una necessitá, non solo un dovere morale».

Redazione online