19/09/2011
Automobilisti e concessionarie della campania contro il caro assicurazioni
Automobilisti e concessionarie della campania contro il caro assicurazioniAssicurazioni, costi record a Napoli 10mila firme contro il caro-tariffe
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16/03/2011
Referendum sul nucleare. Dal web i pro e i contro
Referendum sul nucleare. Dal web i pro e i controSi è acceso il dibattito su possibili scenari catastrofici degli impianti di energia nucleare, ma c'è anche chi del nucleare ne considera l'alternativa futura e senza rischi.
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31/07/2010
Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»
Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»Le due dame di francia. L'attrice regala alla Bruni una Lancel ma attacca: «Non mi ha neanche ringraziata»
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| Brigitte Bardot e Carla Bruni |
PARIGI - Una borsetta fa litigare le due Dame di Francia. Da una parte, «la signora dell’Eliseo», Carla Bruni, e dall’altro la «divina» del cinema, Brigitte Bardot. In mezzo un’edizione speciale della handbag firmata Lancel che il direttore artistico della maison, Leonello Borghi, ha voluto dedicare alla famosa attrice e che quest’ultima ha inviato come cadeau alla modella, moglie del presidente Nicolas Sarkozy.
«NEANCHE UN GRAZIE» - A far scattare la simpatia di BB nei confronti della Bruni, il fatto che la first lady non si sia mai fatta fotografare in pubblico con una pelliccia, scelta che per un’animalista convinta come la Bardot rappresenta un indubbio punto a favore. Peccato, però, che Carlà, una volta ricevuto il regalo, non si sia preoccupata di ringraziare opportunamente l’attrice che, a quanto scrive il londinese Daily Mail, riprendendo la sua intervista su France Dimanche, non l’avrebbe presa benissimo. «Carla Bruni è tanto bella quanto maleducata – ha tuonato BB – e non mi ha mandato nemmeno una nota di ringraziamento per la borsa che le ho inviato».
SCONTRO SULLA CORRIDA - Ma questo della handbag appare per lo più un pretesto, visto che a far arrabbiare l’attrice sarebbe stata anche la mancata partecipazione della Bruni alla sua crociata per l’abolizione della corrida nel sud della Francia. A detta della Bardot, infatti, Carla non avrebbe fatto nulla per sollecitare il presidente Sarkozy a proibire lo spettacolo, malgrado quest’ultimo si fosse impegnato a farlo all’inizio del suo mandato. «Prima di morire, mi piacerebbe vedere che le cose per le quali ho sempre lottato cambino sul serio – ha detto la Bardot - perché in caso contrario vorrebbe dire che ho vissuto per niente. Ma io sono come un pit-bull e quando mordo qualcuno, non lo mollo tanto facilmente. La mia rabbia è solo all’inizio. Qualche settimana fa ho scritto una lettera sarcastica al signor Sarkozy a proposito della corrida: sono tre anni che aspetto di vedere le sue promesse mantenute, ma finora ho ricevuto solo risposte vaghe e poco convincenti, a immagine di chi le ha scritte». In realtà, fra le preoccupazioni di Monsieur le President sembrano esserci per ora altre questioni, compresa quella riguardante il suo nuovo "giocattolino", ovvero l’«Air Sarko One», un Airbus A330-200 da 180 milioni di euro che nei sogni francesi dovrebbe rivaleggiare con il mitico «Air Force One» del presidente americano. Stando al Daily Telegraph, l’aereo di Sarkozy (che avrà una stanza riunioni per 12 persone, un sistema per le comunicazioni criptate, 60 posti business e una camera da letto con filtro anti-sigaro e bagno) ha fatto il suo primo volo di prova a Bordeaux nei giorni scorsi e dovrebbe diventare operativo entro ottobre.
Simona Marchetti
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16/05/2010
Milan, San Siro contesta Berlusconi
Milan, San Siro contesta BerlusconiPRIMA DI MILAN-JUVE. I tifosi promuovono squadra e Leonardo ma un maxi-striscione: "Presidente bocciato: assente ingiustificato"
MILANO - I tifosi del Milan promuovono squadra e Leonardo per la stagione, ma bocciano il presidente Silvio Berlusconi. «Ad agosto per tutti fiducia incondizionata, tiriamo le somme di questa annata... Mister e ragazzi: promossi per l'impegno», si legge su un enorme striscione srotolato sugli spalti del Meazza dalla Curva Sud rossonera prima della partita della Juventus. E un boato di applausi ha accolto la seconda parte dello striscione, con scritto: «Presidente bocciato: assente ingiustificato». Molti invece i messaggi d'affetto per Leonardo: «Resterai sempre nei nostri cuori», «I sentimenti non si ringraziano, le persone sì: buona fortuna Leo», «Se ne va un grande personaggio del Milan», «Grazie Leo».
13:10 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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06/03/2010
Decreto «salvaliste», Di Pietro contro il Colle : «Estremi per l'impeachment»
Decreto «salvaliste», Di Pietro contro il Colle : «Estremi per l'impeachment»
Il pd: sabato 13 grande manifestazione con tutto il centrosinistra. «Arbitro avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta»
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| Antonio Di Pietro (Ansa) |
MILANO - Dopo il varo del decreto salvaliste, si scatena l'ira dell'opposizione. E il leader dell'Idv Antonio Di Pietro concentra la sua rabbia contro il capo dello Stato. «Venerdì appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale, ho pensato tra me e me, come già è avvenuto per le altre leggi ad personam, che il Presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l'arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta» afferma in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, che aggiunge: «Allora, c'è la necessità di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni». «Lo dico - prosegue - con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito - avverte - ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest'ennesima legge ad personam».
MANIFESTAZIONE IL 13 MARZO - Anche il Pd e il centrosinistra hanno deciso di scendere in piazza per protestare contro il decreto «interpretativo» con cui il governo è intervenuto sul caso delle liste non ammesse alle Regionali. La manifestazione nazionale si terrà a Roma il prossimo 13 febbraio. Manifestazioni locali si terranno a Roma e a Milano questo pomeriggio. E a proposito così scrive il presidente dei deputati Pd Dario Franceschini, in un commento pubblicato su twitter: «E' un decreto che calpesta le regole senza vergogna. Subito in piazza e in parlamento contro il governo e per difendere la democrazia violentata».
MA IL PD SI SMARCA DALL'ATTACCO AL CAPO DELLO STATO - Tuttavia anche se sostiene una manifestazione comune con tutto il centrosinistra, Il Pd respinge l'attacco a Napolitano fatto da Di Pietro. «Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non poteva esimersi dal firmare il decreto del Governo per le elezioni regionali» ha spiegato Massimo D'Alema, presidente del Copasir ed esponente di spicco del Partito democratico. «Il Presidente poteva opporre un problema di costituzionalità per una norma sostanziale», ha detto D'Alema, mentre questo non poteva avvenire per «una forma interpretativa». «La responsabilità politica è del governo» ha attaccato. «C'è una casta pasticciona che si autoassolve, siamo di fronte a un atto d'arroganza».
LA DIFESA DEL PDL - Gli attacchi di Di Pietro al capo dello Stato scatenano la reazione del centrodestra, questa volta a difesa di Napolitano. «Nessuna campagna elettorale può legittimare un attacco al capo dello Stato, la cui autorevolezza, il cui prestigio sono noti a tutti i cittadini italiani, come garante della Costituzione e del senso alto delle istituzioni» ha dichiarato il presidente del Senato Renato Schifani.
«Il decreto approvato venerdì, e controfirmato dal Presidente della Repubblica, ha il piccolo obiettivo di consentire a tutte le forze politiche significative, nel Lazio e in Lombardia, di potersi presentare alla competizione elettorale. Di conseguenza, coloro che alzano la voce, parlano di colpo di mano, addirittura di Pinochet e di golpe o parlano a vanvera, da quei piccoli demagoghi che sono, o non sanno di cosa parlano» gli fa eco in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.
FINI - «La via del decreto mi sembra il male minore, e tutto quello che è stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge»: sottolinea invece il presidente della Camera, Gianfranco Fini che poi difende il capo dello Stato dalle accuse di Di Pietro. «La prima cosa che non bisogna fare è tirare in ballo, in nessun modo, il Capo dello Stato. Non da quella parte dell'opposizione che lo accusa di essere di parte o come Ponzio Pilato - ha detto ancora Fini - nè da quella parte di maggioranza che, dietro la firma, si nasconde per dire che è la prova della bontà del decreto». «Invocare addirittura l'impeachment - ha concluso Fini - significa perdere una buona occasione per tacere o per poter studiare in modo un po più approfondito la Costituzione. La posizione di Di Pietro è francamente incomprensibile e comunque inaccettabile».
CASINI- Critico invece verso il decreto è il leader dell'Udc Pierferdinando Casini: «Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti». «Ora ci devono spiegare - ha concluso Casini - perchè noi dobbiamo essere i fessi che rispettano le regole e, se non le rispettiamo, perchè manca ad esempio un timbro, siamo esclusi dalle elezioni di Trento e invece chi fa il forte va sempre avanti. Per loro c'è sempre il nemico. Ma qui dove è il nemico? Dove sono i giudici comunisti? Il complotto contro Berlusconi? Non c'è stato nessun complotto. È solo che hanno litigato sino all'ultimo per cambiare i posti nelle liste e sono arrivate fuori tempo».
Redazione online
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10/01/2010
Il Togo ci ripensa: «Giochiamo» Ma il governo ordina il rimpatrio
Il Togo ci ripensa: «Giochiamo» Ma il governo ordina il rimpatrio
Oggi al via la coppa d'africa. La retromarcia dei giocatori: «In campo in memoria dei caduti nell'assalto al bus». Poi lo stop del premier

I giocatori della nazionale di calcio di Togo hanno annunciato a sorpresa nella notte di aver alla fine deciso di partecipare alla Coppa d'Africa in Angola, «in memoria» dei tre componenti della loro delegazione morti a seguito dell'assalto armato di venerdì contro il loro pullman. Una scelta non condivisa però dal governo del Togo che ha annunciato per bocca dello stesso primo ministro di Lomè, Gilbert Fossoun Houngbo che la nazionale di calcio del Togo «rientrerà"»oggi nel suo Paese.
IN CAMPO - «In memoria dei suoi scomparsi, la squadra nazionale ha deciso di partecipare alla Can (Coppa d’Africa per nazioni)», aveva dichiarato in precedenza uno dei giocatori del Togo, Thomas Dossevi. «Siamo tutti molto colpiti al cuore, questo non è più una festa, ma abbiamo voglia di mostrare i nostri colori, i nostri valori e che siamo uomini». «Si tratta - ha spiegato l’attaccante del Nantes - di una decisione che è stata presa quasi all’unanimità dal gruppo che si è riunito nella notte e ha deciso questo dopo aver ottenuto rassicurazioni dalle autorità angolesi».
Sul sito internet del quotidiano sportivo francesi l'Equipe il centrocampista togolese Alaixys Romao, in forza al Grenoble, aveva confermato: «Saremo sul campo lunedì per affrontare il Ghana. Sono morte delle persone per questa Coppa d'Africa, altre sono rimaste ferite. Non è possibile abbandonarle e partire come vigliacchi. Se restiamo qui, è per loro. Ma anche per non dare soddisfazione ai ribelli. Il nostro governo non è necessariamente d’accordo con noi ma siamo tutti determinati a giocare questa competizione». Il ct, Hubert Velud, che ha assistito alla riunione dei giocatori dichiarava: «A caldo, tutti pensavano di rientrare. Le autorità togolesi hanno predisposto una cellula psicologica che ha valutato il nostro stato mentale. Nessuno si è chiuso nel silenzio. Siamo sconvolti, ma proveremo a partecipare». La nazionale del Togo del resto è sempre in ritiro all'interno del villaggio olimpico, dove si trovano anche le delegazioni della Costa d'Avorio e del Ghana, con una nutrita presenza di soldati. L'ospedale H28, dove i feriti dell’agguato sono in cura, si trova in prossimità.
IL GOVERNO - Ma il governo del Togo manteneva la sua posizione e ribadiva che intende va richiamare i calciatori. Prima per bocca del portavoce del governo e poi dello stesso premier togolese.
I GUERRIGLIERI - Intanto i separatisti dell'enclave angolana di Cabinda, autori dell'attacco alla nazionale di calcio del Togo, hanno dichiarato che «le armi continueranno a parlare» a Cabinda.
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09/01/2010
Angola: nell'agguato uccisi in tre, vittime anche fra lo staff della nazionale del Togo
Angola: nell'agguato uccisi in tre, vittime anche fra lo staff della nazionale del Togo
La squadra abbandona la coppa d'africa. Oltre all'autista, morte anche altre 2 persone. Nove i feriti nell'attacco avvenuto al confine con il Congo
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E' stata una strage. Due membri dello staff della nazionale del Togo sono morti in seguito all'attacco contro il pullman della nazionale avvenuto venerdì al confine tra Congo e Angola. Lo hanno riferito fonti ufficiali. Finora l'unico decesso accertato era quello dell'autista del pullman della squadra. Secondo alcune fonti le vittime sarebbero l’allenatore in seconda Hubert Velud e l’addetto stampa. Uno dei portieri Kodjovi Obilalé, sarebbe invece in condizioni gravissime e sarebbe stato trasportato d'urgenza in Sud Africa. Oltre al portiere ci sono anche altri 8 feriti. L’attacco al pullman del Togo, con colpi di mitra, è stato rivendicato dal Fronte di liberazione dell’enclave di Cabinda (Flec), che si batte dal 1975 per l’indipendenza di questo territorio che si trova tra la Repubblica democratica del Congo e il Congo-Brazzaville.
RITIRO - Il Togo si ritira quindi dalla Coppa d’Africa. Lo ha annunciato il presidente della federazione calcistica della squadra africana. La competizione continentale africana di calcio prenderà comunque il via lo stesso domenica in Angola. Il Togo è inserito nel Girone B nel torneo insieme a Costa d’Avorio, Burkina Faso e Ghana.
LA RASSICURAZIONE - Sull'atto terroristico è intervenuto anche il primo ministro dell'Angola. che ha dichiarato che l'attacco contro la nazionale del Togo «è stato un atto isolato» e «la sicurezza delle squadre è garantita».
GIOCATORI DI SQUADRE ITALIANE - Intanto la paura di nuovi attentati serpeggia tra alcune squadre italiane che hanno giocatori in Angola per giocare la Coppa d'Africa. L'Udinese ha chiesto ufficialmente il rientro di Kwadwo Asamoah. È lo stesso club friulano ad annunciarlo con una nota sul proprio sito alla luce dell'attentato contro la nazionale del Togo. «In merito e in riferimento ai gravissimi fatti accaduti in Angola durante la manifestazione della Coppa d'Africa e a tutela primaria dell'incolumità fisica del nostro giocatore Kwadwo Asamoah - si legge - l'Udinese Calcio ha richiesto alla Federcalcio del Ghana ed alla Fifa il rientro immediato del nostro giocatore. Vi è da sottolineare inoltre che la situazione generale, già di per sè molto preoccupante, è resa ancor più pericolosa per la Nazionale ghanese giocando la stessa nel medesimo girone del Togo e conseguentemente nei luoghi dove è avvenuto il vile e gravissimo attacco agli atleti togolesi».
all'Inter non si registrano particolari preoccupazione per Samuel Eto'o, che in vista del torneo continentale si trova ancora in ritiro con il Camerun a Nairobi in Kenya. Secondo quanto fa sapere il club, l'attaccante nerazzurro con la sua nazionale dovrebbe lasciare Nairobi tra domenica e lunedì per raggiungere a bordo di un volo charter privato l' Angola, dove farà l'esordio in Coppa d'Africa mercoledì.
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Spari contro il bus del Togo: autista ucciso, giocatori feriti
Spari contro il bus del Togo: autista ucciso, giocatori feriti
In ospedale anche alcuni dirigenti. «Sospendete la coppa d'africa». Venti minuti di terrore al confine tra Congo e Angola: il veicolo sotto i colpi di mitragliatrice dei ribelli
LUANDA (Angola) - Colpi di mitra contro il pullman del Togo: la Coppa d'Africa si macchia di sangue. A due giorni dall'inizio del torneo, in programma da domenica in Angola, sull'evento sportivo piomba la notizia di un assalto al pullman di una delle selezioni partecipanti. L'automezzo su cui viaggiava la Nazionale del Togo è diventato il bersaglio dell'azione di un gruppo di ribelli nell'enclave di Kabinda, ricca regione petrolifera nel Nord dell'Angola. Tra notizie frammentarie e ricostruzioni parziali, si delinea un quadro drammatico: un morto, l'autista del veicolo, e 9 feriti tra calciatori, dirigenti e medici della comitiva.
LA RICOSTRUZIONE - L'inferno, alla frontiera tra Angola e Congo, si è scatenato verso le 15.15. Secondo fonti vicine all'organizzazione del torneo, l'azione sarebbe stata compiuta da una banda di ladri. La polizia avrebbe risposto al fuoco dei malviventi, con il pullman al centro della bufera per 20 interminabili minuti. «Io sto bene, ma alcuni giocatori sono conciati male», ha detto l'attaccante Thomas Dossevi all'emittente Radio Monte Carlo fornendo le prime indicazioni sull'accaduto. A riportare danni sarebbero stati, tra gli altri, il portiere Kodjovi Obilalè e il difensore Serge Akakpo. «Avevamo varcato il confine da 5 minuti, siamo stati scortati da mezzi della polizia: uno davanti e uno dietro. Tutto sembrava tranquillo quando si è scatenata una tempesta di proiettili. Siamo stati attaccati come cani, ci siamo dovuti nascondere per 20 minuti sotto i sedili per evitare le pallottole», ha aggiunto il calciatore che milita in Francia con la maglia del Nantes. «La polizia - ha detto ancora - ha risposto al fuoco ma la situazione era impossibile da gestire. E lo è anche ora, sono scioccato. Quando siamo scesi dall'autobus ci siamo chiesti cosa fosse successo e perché fosse capitato a noi. Piangevamo e ringraziavamo Dio».
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| Serge Akakpo, uno dei giocatori feriti |
GLI SPARI - Dall'Inghilterra, il Manchester City ha fatto sapere che il centravanti Emmanuel Adebayor è «scioccato ma illeso». Nelle stesse condizioni è Moustapha Salifou, centrocampista che milita nella Premier League con la casacca dell'Aston Villa. Alaixys Romao, centrocampista del Grenoble, ha fatto riferimento a 7 feriti ma ha precisato che il gruppo è diviso tra diversi ospedali. La situazione avrebbe potuto essere ancor più drammatica se, come ha raccontato il centrocampista Richmond Forson, i criminali non avessero sbagliato bersaglio all'inizio della loro azione: «Hanno sparato soprattutto contro il bus che era davanti a noi e che trasportava i bagagli». «Pensavano che noi viaggiassimo su quel mezzo. Poi hanno preso di mira il nostro pullman, hanno colpito l'autista e le persone sedute davanti. Il parabrezza è andato in frantumi immediatamente», ha spiegato ancora. Il Togo è inserito nel Girone B, insieme a Costa d'Avorio, Burkina Faso e Ghana e dovrebbe esordire lunedì. Il condizionale è d'obbligo perché la squadra in questo momento non sembra avere alcuna intenzione di pensare al campo e al pallone. «Nessuno vuole giocare - ha detto Romao-. Non siamo in grado di farlo. Prima di tutto pensiamo alla salute di chi è stato ferito, c'era tanto sangue. In queste situazioni bisogna pensare a chi ci è vicino, a chi ci vuole bene. Poteva essere la fine».
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12/10/2009
Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti
Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti
Il leader della Cgil contro lo scudo fiscale: «Troppi condoni, come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione?», poi lancia una manifestazione: il 14 novembre in piazza per il lavoro
MILANO - Lo scudo fiscale «mina la credibilità della lotta all'evasione». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secobndo cui il governo dovrebbe invece abbassare le tasse ai lavoratori dipendenti. «Ogni 4-5 anni c'è un condono o uno scudo. Come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione e contemporaneamente condonare gli errori fatti? I lavoratori e i pensionati sono quelli che proporzionalmente pagano di più le tasse. Occorre dunque ridurre le imposte sul lavoro e sui redditi da pensione e tassare di più i grandi patrimoni e le rendite finanziarie. Il governo con la crisi finora ha galleggiato invece di effettuare interventi».
IN PIAZZA - Epifani ha quindi annunciato per il 14 novembre una manifestazione nazionale a difesa dell'occupazione, spiegando di voler «portare al centro dell’attenzione la condizione del lavoro in questa fase e dare un segno di visibilità forte di cosa vuol dire avere la fabbrica chiusa, lavoratori licenziati e precari che non sanno dove sbattere la testa». La manifestazione, ha aggiunto durante un'intervista a Maria Latella su Sky, nasce dalla valutazione che «il governo non fa tutto quello che bisogna fare e abbiamo problemi enormi nei settori, nel Mezzogiorno e in molte aziende. I lavoratori si sentono soli perché la politica e giornali non parlano dei loro problemi come un tempo». Epifani ha riconosciuto che talvolta i cortei disturbano i cittadini, ma ha concluso che «riportare al centro anche dell’opinione pubblica la situazione di chi perde il lavoro è necessario. Deve diventare il punto fondamentale in questa stagione».
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04/09/2009
Insulti alla Mussolini nel film sui romeni «Chiederò risarcimento e sequestro»
Insulti alla Mussolini nel film sui romeni «Chiederò risarcimento e sequestro»
LA MOSTRA DEL CINEMA E LE POLEMICHE. Nella pellicola Francesca, presentata al Lido, frase contro la deputata del Pdl: «Quella t... vuole ammazzarci tutti»
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Domenico Procacci, che con la sua Fandango lo distribuirà nelle sale tra metà ottobre e novembre, ha già fatto sapere che il film Francesca, diretto da Bobby Paunescu e presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 66, uscirà nelle sale senza subire censura alcuna salvo, s'intende, un'azione legale in tal senso. E l'evocata azione legale è già dietro l'angolo. Alessandra Mussolini. «Sindaco di Verona di m...», «la Mussolini, una t... che vuole ammazzare tutti i romeni»: è questo infatti l'inizio forte della pellicola che raccontare il sogno di una ragazza trentenne di Bucarest che spera di aprire in Italia un asilo per i figli degli immigrati e soprattutto di «cambiare la percezione» che gli italiani hanno dei romeni.
«QUESTI TONI NON SI POSSONO USARE» - In sala Perla, alla prima proiezione riservata alla stampa italiana e internazionale, la platea, che ha sottolineato le frasi "incriminate" applaudendo, ha dimostrato di apprezzare Francesca. «Quando la signora Mussolini, a seguito dell’orrendo crimine della signora Reggiani, disse che i romeni hanno lo stupro nel dna, mi sono sentito tradito, perché avendo vissuto in Italia a lungo e sentendomi metà italiano, avevo anche compreso e capito le prime reazioni a quel terribile fatto, dopo il quale infatti ho sentito fortemente l’esigenza di scrivere questa sceneggiatura» ha spiegato il regista durante la conferenza stampa. La Mussolini però non sembra voler sentire ragioni e ha annunciato che oltre al risarcimento dei danni, chiederà il sequestro della pellicola. «Ha tutto in mano il mio avvocato - ha detto la deputata Pdl -. Se è vero ciò che ho letto sulle agenzie, mi ha detto che si può chiedere, oltre al risarcimento dei danni, anche il sequestro del film. Perché un conto è l'insulto generico, ma questi toni no, non si possono usare, arte o non arte...».
«BISOGNA REAGIRE» - La Mussolini ha spiegato inoltre di aver appreso del film di Paunesco solo dopo la proiezione al Lido. La pellicola contiene anche un attacco a Flavio Tosi, primo cittadino di Verona. «Lui farà quel che vuole - speiga la nipote del Duce - ma certe cose non si possono far andare in giro così. Se i toni fossero stati un po' più 'light', ancora ancora... Ma a certi termini bisogna reagire».















