02/01/2012
Un pugno di società controlla il mondo. Ecco la rete globale del potere finanziario
Un pugno di società controlla il mondo. Ecco la rete globale del potere finanziarioUna ricerca svizzera traccia il quadro delle relazioni tra grandi gruppi: meno di 150 multinazionali dettano le regole del mercato e strozzano la concorrenza: "Controllo sproporzionato, si rischiano ripercussioni disastrose". Unicredit nella top 50
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22/03/2011
Parmalat: Lactalis ora ne controlla il 29%
Parmalat: Lactalis ora ne controlla il 29%Il gruppo transalpino vicino alla soglia dell'opa obbligatoria. I francesi comprano la quota del 15,3% in mano ai fondi esteri investendo circa 744 milioni di euro
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31/10/2010
California, tradotto il linguaggio dei neuroni "Così i pensieri prendono vita su un monitor"
California, tradotto il linguaggio dei neuroni "Così i pensieri prendono vita su un monitor"LA SCOPERTA. Una ricerca pubblicata sul nuovo numero di Nature: dodici pazienti affetti da epilessia sono stati in grado di controllare, nascondere e sovrapporre immagini sul computer, concentrandosi su diverse aree del cervello
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09/10/2010
Federico Aldrovandi, risarcimento di 2 milioni alla famiglia
Federico Aldrovandi, risarcimento di 2 milioni alla famigliaIn cambio, i familiari non si costituiranno parte civile nei procedimenti ancora aperti sulla vicenda. La madre: "Un passo importante, ma nostro figlio non ce lo restituirà mai nessuno"
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15/09/2010
Cavallo si schianta contro autobus Muore l'autista, cinque feriti
Cavallo si schianta contro autobus Muore l'autista, cinque feritiE' successo nella notte sulla statale Domiziana, all'altezza di Castel Volturno. Il mezzo è finito nel torrente Agnena e per i soccorritori non è stato facile portare in salvo i sei pendolari che si trovavano sul mezzo
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04/07/2010
«Ribelliamoci al controllo della privacy»
«Ribelliamoci al controllo della privacy»«La tecnologia può essere lo strumento per cambiare in meglio la società». Il grido d'allarme degli hacker riuniti a Roma: troppi Grandi Fratelli controllano le nostre vite, diciamo basta
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| (Fotogramma) |
ROMA - Mentre la politica italiana ruota attorno al ddl sulle intercettazioni e all'ossessione per il timore che vengano ascoltate telefonate private e ne siano poi diffusi i contenuti anche in assenza di rilievi penali - ancora ieri il premier Berlusconi è tornato sul tema, spiegando che l'Italia «è il Paese con più intercettazioni al mondo» -, dalla periferia di Roma si alza l'allarme contro i tanti «Grandi fratelli» che ogni giorno monitorano la vita di milioni di cittadini. A lanciarlo sono gli hacker di tutta la penisola che si sono dati appuntamento al centro sociale La Torre per la tredicesima edizione dell'«Hackmeeting», il raduno degli anarchici del web, che al grido di «Combatti il controllo» hanno dato il via ad una tre giorni tutta all'insegna della Rete e della necessità di mantenerla libera da ogni vincolo e da ogni limitazione.
SOCIAL DANGER - «Telecamere, carte magnetiche, telefonini e social network - fanno notare gli organizzatori - controllano ogni aspetto della nostra vita e la registrano. Spostamenti, consumi, abitudini, conversazioni: tutto viene osservato, indicizzato e catalogato». Insomma, se la privacy delle persone è a rischio lo è anche e soprattutto per la presenza di strumenti all'apparenza innocui. Che per di più, in molti casi, vengono attivati volontariamente. Basti pensare al fenomeno di Facebook e delle altre piattaforme di condivisione che via via stanno prendendo piede: «Pubblichiamo spensieratamente le nostre foto - spiegano gli hacker - e mettiamo a disposizione il contenuto delle nostre email in cambio di una pubblicità mirata e meno fastidiosa e offriamo persino la mappa completa delle nostre relazioni personali, indicando amicizie, conoscenze e affetti». Insomma: «Siamo noi stessi ad offrire spontaneamente tutti quei dati che il grande fratello da solo non riesce ancora a carpire».
I GRANDI FRATELLI - Tutti gli altri, invece, sono già a disposizione: transazioni con bancomat e carte di credito che permettono di tracciare un profilo delle attività di ciascuno, le carte fedeltà dei supermercati che consentono di individuare gli stili di vita e i gusti personali sulla base degli acquisti effettuati, provider internet che memorizzano i dati sulle mail inviate o sui siti visitati con tanto di indicazione di tempi e quantità, cellulari che nei passaggi da una cella all'altra lasciano traccia dei propri spostamenti. E poi ci sono gli occhi elettronici sparsi per le città. Solo a Roma, ad esempio, è stata inaugurata due mesi fa la «sala sistema Roma», una centrale che mette in rete le oltre 5 mila telecamere dislocate nei vari punti della capitale e anche sugli autobus. Un sistema pensato per la sicurezza ma che espone i cittadini al rischio di un controllo invasivo per la capacità della macchina di esaminare automaticamente il contenuto di migliaia di immagini al minuto.
«COME IN GUERRA» - «Insomma - evidenziano gli hacker - una struttura sostanzialmente in grado di seguire con i suoi mille occhi un cittadino lungo un intero percorso da un punto qualsiasi della città fino al suo capo opposto». Una situazione che non promette alcunché di buono: «Uno spazio di vita così controllato - dicono gli organizzatori del raduno, che prevede seminari e dibattiti e che sarà all'insegna dell'Internet gratuito grazie ad una rete wlan autoprodotta messa a disposizione dei partecipanti - è solo tipico delle aree di prigionia o di guerra. Una cittadinanza sotto controllo perde la coscienza del proprio diritto alla privacy e con esso della propria dignità e dei propri diritti in generale. Viene creata una generazione incapace di rivendicare i propri diritti perché non sa di averne».
TECNOLOGIA E LIBERTA' - La tecnologia da questo punto di vista è una minaccia, dunque. «Ma può essere utilizzata anche per rovesciare i mezzi e i modi della produzione, dando valore alla collaborazione, al bene collettivo e alla condivisione - spiega Deckard, uno dei partecipanti che come vuole la prassi si presenta solo con il proprio nickname, nella fattispecie ispirato ad un racconto di Philip Dick -. Basti pensare al software libero, che ha dimostrato che si possono scrivere programmi e sistemi operativi migliori e più efficienti di quelli prodotti dalle grandi multinazionali, semplicemente dando valore alle persone invece che ai soldi».
Al. S.
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03/05/2010
United Airlines-Continental, sì a fusione Ecco la compagnia più grande del mondo
United Airlines-Continental, sì a fusione Ecco la compagnia più grande del mondoConfermate le indiscrezioni degli ultimi giorni. Trovato l'accordo definitivo: il nuovo colosso avrà sede a Chicago. Ora serve il via libera dell'antitrust
| (Ap) |
NEW YORK - Le compagnie americane United Airlines e Continental hanno ufficialmente annunciato la loro fusione, una operazione da cui nascerà il nuovo numero uno mondiale del trasporto aereo. Ual, la società che detiene United Airlines, e Continental, secondo quanto riferisce l'agenzia Bloomberg, prevedono che dalla fusione deriveranno sinergie per 1-1,2 miliardi di dollari entro il 2013, «compreso un aumento di ricavi annui tra gli 800 e i 900 milioni di dollari». La fusione consiste in uno scambio azionario in base al quale gli azionisti di Continental riceveranno 1,05 azioni United per ogni azione detenuta. Con l'operazione United deterrà il 55% del capitale del nuovo gruppo. L'operazione dovrebbe essere completata nel quarto trimestre 2010.
LA CONFERMA - Erano giorni che indiscrezioni di stampa riferivano di un accordo imminente, su una fusione che era stata già oggetto di trattative negli anni scorsi e poi accantonata fino ad oggi. Con un comunicato, i due vettori hanno precisato che l’operazione resta sottoposta al via libera delle autorità antitrust. Il nuovo colosso dei cieli manterrà il marchio United, e avrà come sede Chicago.
Redazione online
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18/03/2010
Creato il mantello dell'invisibilità in 3D
Creato il mantello dell'invisibilità in 3D
Lo studio è opera di un gruppo di ricercatori tedeschi e britannici. Realizzata una struttura tridimensionale in grado di controllare la luce nascondendo alla vista gli oggetti
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| Harry Potter e il suo mantello (Ansa) |
Arriva il primo mantello dell'invisibilità in 3D: non è il sottile velo che nei libri della Rowling Harry Potter usa per nascondersi, ma una struttura tridimensionale composta da una nuova classe di materiali capaci di controllare la luce rendendo così invisibili gli oggetti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve a un gruppo di ricerca tedesco e inglese coordinato da Tolga Ergin e Nicolas Stenger dell'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe.
LA RICERCA - I ricercatori hanno utilizzato il mantello tridimensionale per rendere invisibile una protuberanza su una superficie d'oro, un po' come accade cercando di nascondere un piccolo oggetto sotto un tappeto ma facendo scomparire contemporaneamente anche il tappeto. Il mantello è composto da speciali lenti assemblate in una struttura polimerica che ricorda una catasta di legna. La loro caratteristica è di legarsi parzialmente alle onde luminose in modo da impedire alla luce di diffondersi. I primi test hanno avuto successo e hanno dimostrato che il nuovo materiale funziona, rendendo la parte schermata realmente invisibile. I mantelli dell'invisibilità finora ottenuti sono tutti bidimensionali ed anche questo era stato progettato inizialmente a due dimensioni, ha spiegato Ergin, ma poi ha dimostrato di poter funzionare anche nella terza dimensione. Che lavorino su un piano o su una struttura tridimensionale, i «materiali dell'invisibilità» appartengono al regno dell'infinitamente piccolo. Si tratta infatti di nanomateriali (delle dimensioni dell'ordine di milionesimi di metro). La loro caratteristica è la capacità di deviare le onde luminose, orientandole attorno a un oggetto fino ad avvolgerlo come un guscio che si comporta come un mantello dell'invisibilità. Il passo per trasformare queste ricerche avveniristiche in dispositivi di grandi dimensioni è ancora molto lungo, anche se la ricerca va avanti a grandi passi. Le prospettive sono comunque interessanti: secondo gli esperti si potrebbero rendere invisibili sonde da utilizzare in indagini di spionaggio, oppure componenti elettronici miniaturizzati più efficienti, lenti più efficaci, mantelli acustici per prevenire la penetrazione di vibrazioni, suoni o onde sismiche, e ancora si prospettano possibili applicazioni nella difesa e nelle telecomunicazioni. Con i futuri mantelli dell'invisibilità si potranno fare molte cose, ma fin da ora è chiaro che sarà molto difficile farne in tutto e per tutto l'equivalente del magico mantello di Harry Potter: è vero che, indossandoli, nessuno può vedere chi si nasconde all'interno, ma è anche vero che dall'interno non è possibile vedere nulla di quello che c'è all'esterno.
Redazione online
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26/01/2010
D'Alema presidente del Copasir
D'Alema presidente del Copasir
Al posto di Rutelli al vertice del comitato parlamentare per la sicurezza. È stato eletto all'unanimità. L'ex premier era subentrato nell'organismo nei giorni scorsi a Emanuele Fiano
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| (Ansa) |
ROMA - Massimo D'Alema è stato eletto all'unanimità presidente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il deputato e dirigente Pd come membro del Copasir era subentrato nei giorni scorsi a Emanuele Fiano. Sostituisce così alla presidenza il dimissionario Francesco Rutelli, che resta componente dell'organismo.
ESAME DEL SEGRETO DI STATO A PERUGIA E MILANO - Il Comitato, convocato immediatamente dopo l'elezione del Presidente D'Alema, ha deliberato di avviare l'esame delle comunicazioni del Presidente del Consiglio relative alla conferma dell'opposizione del segreto di Stato nei procedimenti in corso presso gli uffici giudiziari di Perugia e di Milano.
IL COPASIR - Il Copasir è un organo del Parlamento italiano che svolge funzioni di controllo sull'operato dei servizi segreti. Del Comitato fanno parte cinque deputati e cinque senatori nominati entro venti giorni dall'inizio della legislatura dai presidenti dei due rami del Parlamento, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari. in modo da rappresentare proporzionalmente le principali forze politiche che li compongono. Il Presidente viene invece eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi parlamentari dell'opposizione, per precisa disposizione di legge.
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04/01/2010
Veneto, falso allarme bomba in Regione: erano regali
Veneto, falso allarme bomba in Regione: erano regali
Attimi di paura a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, per quattro pacchi sospetti. Un'ala del palazzo è stata evacuata e sono intervenuti gli artificieri per controllare il contenuto. Poi la scoperta: erano regali per gli assessori

Paura per fortuna infondata quella vissuta stamane a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, per un allarme bomba risultato falso. Gli addetti alla sicurezza avevano intercettato quattro
pacchi che - all'esame dello scanner - risultavano contenere fili elettrici: tre grandi buste di plastica uguali e una scatola di cartone, consegnati tutti dallo stesso vettore. Un'ala del palazzo è stata evacuata e sono intervenuti gli artificieri per controllare il contenuto. Uno dei tre pacchi uguali è stato fatto brillare ed è risultato non contenere esplosivo. A quel punto sono stati aperti gli altri due pacchi uguali, che contenevano caricabatterie universali (multi charger) inviati dall'Enel, e quello nella scatola di cartone, che conteneva una lampada. Sul posto sono intervenuti polizia, vigili del fuoco, e idroambulanze. Le operazioni, coordinate dal dirigente del commissariato di San Marco, Mario Argenio, sono durate circa una mezz'ora, tra le 12 e le 12.30.
L'allarme pacchi bomba in Italia è salito il 16 dicembre, con due episodi rivendicati dagli anarchici della Fai (Federazione anarchica informale) all'università Bocconi di Milano ed al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). C'è stato poi un falso allarme il 29 dicembre all'aeroporto di Malpensa, seguito da quello di oggi per i pacchi sospetti recapitati alla sede della Regione Veneto. E ad alzare la tensione ha contribuito anche l'ordigno fatto esplodere ieri davanti alla procura di Reggio Calabria. Così come la minaccia di al Qaida dopo il fallito attentato di Detroit.
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