29/05/2010
Intercettazioni, 11 emendamenti del Pdl Si potrà pubblicare il riassunto degli atti
Intercettazioni, 11 emendamenti del Pdl Si potrà pubblicare il riassunto degli attiRidotte le sanzioni per gli editori. Stretta sulle conversazioni, ma eliminate restrizioni per i pubblicisti. Maroni: ddl non pregiudica indagini mafia.
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| (Ansa) |
MILANO - «La nuova normativa sulle intercettazioni (che lunedì arriva in Senato per la discussione generale, ndr) non pregiudica per nulla le attività investigative nei confronti della criminalità organizzata. Non c'è nessun ostacolo, dal mio punto di vista io sono tranquillo». Così il ministro dell'Interno Maroni, a margine della riunione del G6 a Varese.
EMENDAMENTI - Intanto la maggioranza fa un'operazione-trasparenza sulle proposte di modifica al ddl, contestato da più parti: gli 11 emendamenti presentati da Pdl e Lega sono stati pubblicati sul sito del Pdl al Senato. La Lega, ha fatto sapere il presidente del Carroccio al Senato Bricolo, «condivide tutti gli emendamenti presentati a prima firma Gasparri, che rappresentano una soluzione equilibrata tra il diritto di cronaca e quello alla riservatezza dei cittadini. Attendiamo l'inizio dell'esame in Aula auspicando un clima di confronto tra tutte le forze politiche». «La norma era chiara, l'esecutore non l'ha applicata bene; è chiaro che la fonte, ossia il legislatore, interviene nuovamente» ha sintetizzato il ministro della Giustizia Alfano. Il gruppo del Pd al Senato ha presentato circa 160 emendamenti, che si vanno ad aggiungere ai 110 dell'Idv e ai 10 di Alleanza per l'Italia.
I DIVIETI - Alcuni emendamenti riguardano il lavoro dei giornalisti: viene autorizzata la pubblicazione «per riassunto» degli atti delle indagini. È invece vietata la pubblicazione anche parziale, per riassunto o nel contenuto delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietata la pubblicazione anche in questo caso parziale, per riassunto o nel contenuto, delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Stesso divieto vale anche per le richieste di tali misure. Si potrà pubblicare il contenuto solo dopo che l'indagato o il suo difensore siano venuti a conoscenza dell'ordinanza del giudice. È sempre vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Un altro emendamento prevede che non ci sia alcun limite alle intercettazioni se le indagini servono alla cattura di un latitante. La disciplina prevista dal ddl si applica «anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge».
EDITORI - La maggioranza interviene anche per ridurre le sanzioni agli editori. L'emendamento, primo firmatario Gasparri, prevede di sostituire le parole «da 250 a 300 quote» con «da 100 a 200 quote». Dunque, le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare andranno da 25.800 a 309.800 euro. Ogni quota può oscillare dai 258 ai 1.500 euro.
RIPRESE TV - L'intero comma 10, quello che riguardava la disciplina sulle riprese visive, viene soppresso. Si parlerà solo di «intercettazioni di immagini mediante riprese visive», togliendo così tutta la parte che disciplinava le riprese visive "captative" e "non captative". «Le riprese visive, insomma - ha spiegato il relatore del ddl Roberto Centaro - diventeranno oggetto di una normativa ad hoc».
PUBBLICISTI - Infine l'appello di Milena Gabanelli a Report è stato ascoltato: anche i pubblicisti, oltre agli 007 e ai giornalisti professionisti, potranno effettuare registrazioni di comunicazioni e riprese ai fini dell'attività di cronaca. Uno degli emendamenti stabilisce la non punibilità «quando le riprese e le registrazioni sono effettuate ai fini dell'attività di cronaca da giornalisti iscritti all'ordine professionale» e non più, come era nel testo approvato dalla commissione «giornalisti iscritti all'albo professionale».
Redazione online
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| Tag: politica, intercettazioni, ridotte, sanzioni, pubblicazioni, conversazioni, eliminate, restrizioni | OKNOtizie |
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07/01/2010
Nuovo cellulare "blindato" per Sarkozy
Nuovo cellulare "blindato" per Sarkozy
Dopo Obama anche il leader francese deve lasciare l'amato BlackBerry. Un software speciale impedisce di captare le conversazioni del presidente e dei suoi collaboratori
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| Il nuovo modello di cellulare che userà il presidente francese |
PARIGI - Assomiglia a un normale smartphone, ma garantisce un altissimo livello di sicurezza. E’ "Teorem", il cellulare “impenetrabile” testato per la prima volta mercoledì scorso da Nicolas Sarkozy e che dall'anno prossimo sarà usato dai più importanti funzionari francesi e dalle principali cariche militari transalpine. Secondo quanto scrive il quotidiano Le Point quasi 20.000 telefonini saranno prodotti entro il 2011 dalla multinazionale transalpina Thales e saranno distribuiti a personalità pubbliche con importanti incarichi governativi e militari. Il prezzo del telefonino è top secret e solo il governo francese potrà acquistare questo prodotto in modo da tutelare la sicurezza nazionale e impedire che le conversazioni e gli sms di importanti personaggi del governo possano essere intercettate.
ADDIO BLACKBERRY - Sarkozy, come in passato è già accaduta a Barack Obama, dovrà separarsi dall'amato BlackBerry in nome della sicurezza. Infatti il cellulare prodotto dall'azienda canadese "Research in Motion", molto apprezzato sia dai professionisti che dai politici, come molti cellulari d'uso commerciale, presenterebbe lacune nel sistema di sicurezza e, secondo gli esperti, può essere facilmente intercettato. Teorem, invece, sarà dotato di un avveniristico software di sicurezza che renderà impossibile riuscire a captare le conversazioni del presidente e dei suoi collaboratori. «È davvero carino» ha commentato Sarkozy durante il primo test di prova, mentre l'azienda che produce Teorem ha confermato che «il telefonino è dotato di un sistema di "criptofonia" di nuova generazione che sarà usato dalle forze armate e dai ministeri».
ALLARME - Già nel 2007 uno studio della Sgdn, l'agenzia per la sicurezza nazionale francese, aveva lanciato l'allarme del pericolo intercettazioni e aveva invitato i membri del governo a non usare più il BlackBerry. Secondo la Sgdn infatti l'utilizzo di server collocati nel Regno Unito e negli Usa rende le comunicazioni via email del BlackBerry facilmente intercettabili dalla National Security Agency (Nsa), l'ente governativo statunitense incaricato della sicurezza in ambito nazionale e in grado di controllare tutto il traffico telefonico e di posta elettronica negli Usa. L'azienda canadese "Research in Motion" ha più volte smentito le accuse della Sgdn affermando che il sistema crittografico installato sul BlackBerry è uno dei più sicuri al mondo, usato, tra l'altro, dal governo britannico e dalla Nato.
Francesco Tortora
17:35 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, francia, cellulare, dotazione, presidente, sarkozy, software, speciale, impedisce, captare, conversazioni, collaboratori, blindato | OKNOtizie |
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