12/07/2010
Il caso Verdini divide la maggioranza
Il caso Verdini divide la maggioranzaIl coordinatore del Pdl sarebbe coinvolto dell'inchiesta sull'eolico in Sardegna. I finiani chiedono le dimissioni, il resto del partito lo difende. Intanto, l'assessore Sica e il magistrano Martone lasciano i loro incarichi
Il caso Verdini agita il Pdl. Lo stato maggiore del partito difende il coordinatore coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico. Ma i finiani, con Italo Bocchino, ne chiedono le dimissioni. "Mi auguro che Verdini sappia dimostrare la sua innocenza - dice il vicecapogruppo Pdl alla Camera - ma dal punto di vista politico c'è un enorme problema di opportunità che il premier non può far finta di non vedere. Il Berlusconi 'ghe pensi mi' come ha risolto il caso Brancher, deve risolvere il caso Verdini".
Parole che infiammano il partito e vengono definite "sciacallaggio politico" da ex An come Amedeo Laboccetta ed Edmondo Cirielli, che chiedono piuttosto la cacciata di Bocchino dal partito, "avendo lui l'unico obiettivo di distruggere l'immagine del Pdl". Intanto, però, lo staff del coordinatore del Pdl afferma che Denis Verdini non avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia. Allo stato, riferiscono, Verdini non può né confermare né smentire le indiscrezioni.
Intervengono anche Sandro Bondi ed Ignazio La Russa, ministri e coordinatori del Pdl insieme a Verdini: "La cultura del Pdl non è il giustizialismo, né la condanna preventiva emessa sui mezzi di comunicazione, ma il rispetto della dignità di ogni persona". Maria Stella Gelmini protesta invece contro i resoconti giornalistici che parlano di un attacco a Verdini nella convention di Liberamente, ieri a Siracusa. Ed anche il ministro Michela Brambilla osserva che "in certi casi è sempre più dignitoso e serio tacere che esprimere giudizi affrettati ed ergersi a rappresentanti di metodi giustizialisti. Gettare fango su Verdini è stato un comportamento "grave, strumentale e sospetto".
"Abbiamo sempre diffidato, e continuiamo a diffidare - dice tranchant il capogruppo dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto - di chi è garantista o giustizialista solo in funzione degli organigrammi da definire".
Ma Bocchino tiene il punto: "Io penso che Verdini sarà costretto a dimettersi - dichiara - sarà quello che verrà fuori che lo porterà a dimettersi. Noi abbiamo visto finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, e' difficile che riesca a resistere". "Io non ho una posizione su Verdini - aggiunge l'esponente del Pdl - io ho una posizione su Berlusconi: credo che dovrebbe mettere in agenda rapidamente ciò che sta avvenendo su questa vicenda".
Eolico Campania - Si sono dimessi intanto due dei protagonisti dell'inchiesta eolico in Campania: l'assessore regionale campano Ernesto Sica, accusato di aver cercato di diffamare il suo presidente Stefano Caldoro, e il magistrato di Cassazione Antonio Martone.
Ernesto Sica è coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma su una presunta associazione segreta che avrebbe condizionato organi dello stato nell'ambito della quale è stato arrestato Flavio Carboni. L'ormai ex assessore avrebbe avuto un ruolo nella creazione di un falso dossier per screditare l'attuale presidente della Campania Stefano Caldoro e favorire la candidatura di Nicola Cosentino.
Antonio Martone , avvocato generale in Cassazione ha lasciato la magistratura. Secondo l'inchiesta romana sull'associazione per delinquere messa in piedi da Flavio Carboni, avrebbe partecipato alla cena del 23 settembre scorso nella casa romana del coordinatore del Pdl Denis Verdini. Nel corso della cena si sarebbe discusso di un tentativo di avvicinamento dei giudici della Consulta che dovevano decidere sul Lodo Alfano.
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08/07/2010
Appalti eolico, arrestato Flavio Carboni
Appalti eolico, arrestato Flavio CarboniIl 78enne imprenditore è stato arrestato dai carabinieri su ordine dei pm della Procura capitolina e condotto a Regina Coeli. Nel 1997 il faccendiere sardo era stato indagato per l'omicidio di Roberto Calvi
L'imprenditore Flavio Carboni è stato arrestato a Roma dai carabinieri e condotto nel carcere di Regina Coeli. La richiesta d'arresto è stata effettuata dai pm della Procura capitolina, che indagano su presunti appalti illeciti in Sardegna legati all'energia eolica. Nell'inchiesta sono anche coinvolti il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. Renato Borzone, legale dell'imprenditore 78enne, ha fatto sapere che presenterà immediato ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento che gli è stato appena notificato.
Com'è noto, nel 1997 i magistrati di Roma avevano collegato Flavio Carboni, ex boss della Magliana Ernesto Diotallevi e l'ex cassiere della mafia Pippo Calò all'omicidio del banchiere Roberto Calvi, ma i tre erano stati già assolti nel 2007 per insufficienza di prove. L'assoluzione era stata poi confermata in secondo grado il 7 aprile 2010.
Nell'ambito dell'inchiesta sugli impianti eolici in Sardegna la Procura di Roma ha inoltre disposto l'arresto di Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco di Cervinara, in provincia di Avellino.
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