31/03/2011
Ma quanto copia Saviano? Ora accuse anche dall'Albania
Ma quanto copia Saviano? Ora accuse anche dall'AlbaniaIl direttore di Investigim: "Saviano approfitta dei nostri articoli, male e senza ringraziare". L'Osservatorio italiano sui Balcani riporta la notizia e aggiunge: "Anche noi aiutammo l'autore, poi nessun ringraziamento"
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01/03/2011
Saif Gheddafi ha copiato la tesi
Saif Gheddafi ha copiato la tesiIl figlio del colonnello ha conseguito nel 2008 il dottorato nell'ateneo britannico. Le accuse degli studenti della London School of Economics: l'università ha avuto 1,5 milioni di sterline
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26/05/2010
Il LePhone e i suoi fratelli
Il LePhone e i suoi fratelliIl 17 maggio è stato lanciato sul mercato cinese un nuovo clone dell'iPhone, solo uno dei tanti esempi di copia cinese, tra mera imitazione, adattamento al mercato locale e ironia. Da Facebook alla Rolls Royce, le vittime sono centinaia
I cinesi non scelgono mai le date a caso: il 17 maggio - giornata mondiale delle telecomunicazioni - è stato lanciato sul mercato nazionale il Le Phone, il cellulare simile all'Iphone della Apple e al Nexus One di Google, ma completamente made in China. Lenovo, quarto produttore mondiale di pc, lo ha inserito sul mercato cinese ad un prezzo molto competitivo, circa 424 dollari, sperando di fare leva sui servizi collegati all'internet cinese (Facebook, Twitter e i programmi di messaggistica cinesi) e sul nazionalismo locale, potendo anche contare su collaborazione avviate con i content provider locali. Le prospettive sembrano ottime, almeno a sentire Yang Yuanqing, a capo del colosso hi-tech. Del resto i dati di vendita dello scorso anno confermerebbero il trend: la Apple è solo al decimo dei posto nella classifica dei prodotti di telefonia più venduti in Cina.
Mentre su internet impazzano le valutazioni del nuovo prodotto, il Le Phone rappresenta l'ennesima sfida del Dragone ai gradi produttori di tecnologia occidentali. C'è chi ritiene che si tratti ancora di ottime imitazioni, più che di reale creatività, come confermerebbero i tanti cloni di gadget occidentali che trovano le loro copie in Cina.
Esiste di tutto, la carrellata è varia. Rimanendo in tema di iPhone, dalla Cina era giunta la prima imitazione: l'HiPhone. Non sono esenti da copie e simili i modelli di cellulari trendy o del momento, sotto forme di improbabili marchi come Nokla, Ericsann o il Kogan Blackberry, copia del Samsung. Molti centri commerciali, vere e proprie cattedrali dei prodotti fake, ne hanno a migliaia.
Ma il gusto cinese nel ripercorrere quanto ha successo in Occidente, non si risolve solo nella copia di harware. Anche alcuni servizi online hanno trovato la loro controparte con tanto di aggiunta di sfumature ironiche per via di giochi linguistici. Quando scoppiò la crisi tra Google e il governo di Pechino, per esempio, nel web cinese fece la sua apparizione Goojie, [http://goojje.com/] clone del colosso di Redmond. Il sito si basa su un gioco di parole che fa impazzire i cinesi e gli amanti della lingua: la pronuncia di Google in cinese, ricorda infatti il suono usato per dire fratello maggiore. Che in inglese fa Big Brother. Goojje, usa invece je, che suona esattamente come il carattere per dire sorella maggiore. Che in inglese fa Big Sister.
Non solo Google: anche a YouTube è toccato il suo clone: www.youtubecn.com [www.youtubecn.com]per molto tempo è stato l'unico modo per accedere al servizio video online senza dover passare da un proxy, poiché l'originale è bannato in Cina dai tempi delle Olimpiadi.
Alcuni servizi censurati in Cina, come Facebook e Twitter, hanno naturalmente delle versioni ad hoc per il pubblico locale. Non si tratta in questo caso di copie da rivendere sul mercato, quanto di servizi appositamente creati per la popolazione del Celeste Impero: social networks con caratteristiche cinesi. Uno dei più celebri è Renren (secondo alcuni anche migliore di Facebookma anche Facekoo ebbe il suo momento di massimo splendore due anni fa circa. Non mancano i Twitter cinesi, come ad esempio Taotao molto celebre tra gli internauti locali.
Non solo tecnologia, perché recentemente ha avuto particolare successo online, un'altra forma di copia: la Rolls Royce cinese.
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09/02/2010
La scrittrice prodigio tedesca confessa: «Il mio libro? Ho copiato tutto dal web»
La scrittrice prodigio tedesca confessa: «Il mio libro? Ho copiato tutto dal web»
La casa editrice, la Ullstein Verlag, ha preso le distanze dalla teenager. Tradita da un blogger la 17enne Helene Hegemann. Con il suo «Axolotl Roadkill» ha conquistato i tedeschi
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| Helene Hegemann |
Maledetta fu la combinazione CRTL+C: la giovane promessa tedesca Helene Hegemann, di soli 17 anni, ha conosciuto in breve tempo l'ascesa e la caduta dall'olimpo letterario. Con il suo romanzo di debutto Axolotl Roadkill ha fatto furore in Germania, è stata lodata dalla critica e i suoi libri sono andati subito a ruba. Tuttavia, quella che inizialmente era stata ribattezzata la «nuova stella» del panorama letterario berlinese si è ben presto dovuta cospargere il capo di cenere: «Ho copiato tutto dal web», ha ammesso ora l'adolescente. E a scovare il plagio è stato proprio il web.
BESTSELLER - Le prime esperienze col sesso, il consumo di droga, la ricerca dell'amore: questi gli ingredienti del libro che ha scalato in poche settimane le classifiche in Germania - è attualmente primo nella lista dei bestseller della rivista Der Spiegel e Die Zeit. L'autrice è finita in tutti i feuilleton, elogiata come la giovane «voce radicale della letteratura». Ora Helene Hegemann ha dovuto scusarsi pubblicamente ed ammettere l'innammissibile: ha copiato, saccheggiato il web. La sua casa editrice, la Ullstein Verlag, ha preso le distanze dalla teenager berlinese. Ma la figuraccia è fatta, non solo dalla giovane, ma anche dalla schiera degli illustri critici che hanno incoronato, forse troppo frettolosamente, la nuova star della letteratura pop.
AUTENTICITÀ - A scoprire che quei passaggi nel libro non erano tutti farina del suo sacco è stato un altro blogger, tale Deef Pirmasen. L'internauta si accorto dei molti parallellismi tra Axolotl Roadkill e Strobo, un libro uscito lo scorso anno del blogger berlinese che si firma con lo pseudonimo di Airen. Parti nel libro sono trascritte parola per parola, frutto di un semplice copia-e-incolla, l'accusa. E infatti, le similitudini sono più che evidenti. Anche Hegemann, dopo il tam tam su forum di discussione e blog, non contesta le critiche, ma ribatte: «L'originalità in ogni caso non esiste più, solo l'autenticità». E aggiunge: «Arien, dal quale ho copiato complessivamente una pagina, senza doverla modificare molto, è uno scrittore grandioso». Ciononostante, Helene Hegemann si dice dispiaciuta per aver agito distrattamente, essere stata «troppo egoista» e «non aver citato adeguatamente tutte le persone i cui pensieri e testi l'hanno aiutata».
ISPIRAZIONE - Siv Bublitz, direttrice della casa che ha pubblicato il libro sulle vicissitudini di una 16enne berlinese prende le distanze: «Abbiamo chiesto alla nostra autrice se e quali fonti ha usato, ma ci ha risposto che l'unica citazione era di David Foster Wallace». La 17enne, forse per giustificarsi, fa infine riferimento anche al mondo 2.0 nel quale è cresciuta: «Credo che il mio comportamento e il modo di lavorare sia stato del tutto legittimo; non mi faccio rimproveri, ciò può dipendere anche dall'ambiente dal quale provengo e nel quale si cerca l'ispirazione un po' dappertutto».
Elmar Burchia
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29/11/2009
Beppe Grillo denuncia: «Hanno clonato il mio blog»
Beppe Grillo denuncia: «Hanno clonato il mio blog»
Avviata una procedura civile per l'acquisizione del dominio. Creato un dominio internet molto simile a quello del comico genovese, ma pieno di banner pubblicitari
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| Beppe Grillo (Afp) |
Beppe Grillo è furibondo: il suo blog, uno dei siti più cliccati del mondo, è stato «clonato» a scopo di lucro da ignoti imbroglioni che hanno creato un dominio molto simile, www.beppegrillo.tv, mentre l'originale è www.beppegrillo.it. Il comico e polemista genovese, il cui blog è il sesto più cliccato al mondo, ha deciso di sporgere denuncia. Il sito clonato è fatto apposta per ingannare l'incauto navigatore che ci capitasse per sbaglio: il contenuto è formato da veri video di Beppe Grillo, scaricati da YouTube, e da articoli del comico e polemista genovese, copiati dal vero sito. Il dominio «clonato» è però costellato di vari messaggi pubblicitari, e qui sta l'interesse del truffatore: il loro prezzo varia a seconda del numero dei clic, e com'è noto il nome «Beppe Grillo» ne attira tantissimi.
LA DENUNCIA - L'avvocato del comico, Enrico Grillo, ha depositato ieri in procura a Genova una denuncia querela a carico di ignoti, chiedendo l'immediato oscuramento del sito e ipotizzando i reati di plagio e diffamazione. Grillo, che cede i contenuti del proprio sito escludendo però la possibilità che siano utilizzati a scopo di lucro, non vuole che il suo nome sia utilizzato a fini commerciali. Per questo ha dato mandato al suo legale di bloccare questa iniziativa mediatica da lui non autorizzata. È stata anche avviata una procedura civile per l'acquisizione del dominio.
07:41 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: beppe grillo, denuncia, ignoti, clonato, sito, dominio, immagini, articoli, copiati, copia, internet | OKNOtizie |
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19/10/2009
Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata
Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata
Mercoledì la presentazione a smau, giovedì l'uscita. Cresce l’attesa per il nuovo sistema operativo Microsoft, ma le bancarelle cinesi già piene di copie "tarocche"
Mentre si avvicina la data fatidica del lancio mondiale di Windows 7, – giovedì 22 ottobre, con la conferenza di presentazione il giorno prima a Smau – cresce la curiosità tra gli utenti in attesa. Sono in molti, infatti, a volersi sbarazzare di Vista – il precedente software di sistema di casa Redmond non era stato esattamente un successo –, o a voler rimpiazzare finalmente il vecchio Xp.
GIA I BOOTLEGS – A quanto pare però i cinesi non ce l’hanno fatta ad aspettare. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già spiccano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.
PIRATERIA IN DIMINUZIONE – Tuttavia gli esperti sono ottimisti: in Cina la pirateria diminuisce anno dopo anno, grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi da parte dei produttori, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alle campagne educative. Gli analisti di Gartner stimano che nel Paese i tassi di pirateria scenderanno al 50 per cento entro il 2012. Intanto i cinesi possono godersi quanto meno un’anteprima di Windows 7 con una visita al mercatino sotto casa. Per tutti gli altri ci vuole ancora qualche giorno.
Carola Frediani
16:54 Scritto in INFORMATICA | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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