20/01/2012

La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»

La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»

La lotta contro lo scambio di file su internet. Arrestati il fondatore Kim Dotcom e altri manager

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23/09/2010

Google assolta per pubblicazione non autorizzata di video su youtube

Google assolta per pubblicazione non autorizzata di video su youtube

Responsabilità sul copyright, Google vince una battaglia in Spagna

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24/06/2010

YouTube vince la causa da 1 mld di dollari contro Viacom: non ha violato copyright

YouTube vince la causa da 1 mld di dollari contro Viacom: non ha violato copyright

Molti contenuti erano forniti sottobanco dai dipendenti della società avversaria. Il tribunale di New York sentenzia a favore della società controllata d Google

 

(Ap)
(Ap)

NEW YORK - YouTube (e quindi Google) ha sconfitto Viacom: un giudice di New York ha respinto la causa da un miliardo di dollari intentata dal gigante dell'entertainment (che controlla Mtv, Paramount e DreamWorks) per violazione del copyright contro il sito di scambio di video di Google. Lo ha reso noto il vicepresidente di Mountain View Kent Walker spiegando che la corte ha ritenuto che YouTube fosse protetta dal Digital Millennium Copyright Act.

LA CAUSA - Secondo Viacom, invece, Google attraverso YouTube diffondeva video pirata consapevole della loro provenienza illegale solo per aumentare il numero di utenti. Youtube venne acquistata da Google nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari.
Una delle cose che hanno convinto il giudice del tribunale di New York è stato il fatto Google è stata in grado di dimostrare che erano proprio alcuni dei dipendenti di Viacom a fornire sottobanco a You Tube video con contenuti coperti da copyright anche a causa in corso. Il giudice ha quindi ritenuto che il sistema attuale, con cui il possessore del copyright può chiedere la rimozione del singolo video o un compenso per la diffusione dello stesso.

Redazione online


07/01/2010

Nexus One gli eredi di Philip Dick contro Google

Nexus One gli eredi di Philip Dick contro Google

 

Nel romanzo da cui fu tratto blade runner aveva coniato il termine «Nexus 6». Il nome del nuovo telefonino viola le leggi sul copyright, secondo la figlia del noto scrittore di fantascienza

 

 

Il Nexus One in una foto pubblicata dal sito Usa Engadget
Il Nexus One in una foto pubblicata dal sito Usa Engadget

Non è piaciuto agli eredi di Philip Dick il nome del nuovo superfonino di Google. Secondo Isa Dick Hackett, figlia del noto scrittore di fantascienza, Nexus One è un esplicito riferimento agli androidi Nexus 6 di cui parla il romanzo «Il cacciatore di android», libro del 1968 da cui è stata tratta la pellicola-cult Blade Runner.

VIOLAZIONE - «Si tratta di una chiara violazione delle leggi sul copyright», ha dichiarato Isa Dick Hacket, annunciando di aver già spedito a Google una lettera ufficiale in cui chiede di smettere di utilizzare il nome. «Google prima fa quello che vuole e poi si preoccupa delle conseguenze», ha spiegato Isa Dick Hackett a Wired , sottolineando che «si tratta di una questione di principio», dal momento che non ha ricevuto nemmeno una telefonata informale da parte di BigG.

DUBBI - Secondo gli eredi di Dick, la scelta del nome non lascia adito a dubbi. Nexus One monta infatti un sistema operativo Android, riferimento fin troppo esplicito ai personaggi del romanzo. Eppure, diversi esperti di proprietà intellettuale si dicono perplessi. Innanzitutto, il termine Nexus non è protetto da copyright: «Un personaggio di un libro non diventa automaticamente un marchio registrato», ha spiegato l'avvocato Marc Reiner al Wall Street Journal. C'è poi anche un altro problema: a differenza di nomi come Topolino o Indiana Jones, il termine Nexus viene correntemente usato in inglese con il significato di «rete», «connessione». Google potrebbe far leva su questa accezione per difendersi dagli eredi di Dick.

PRECEDENTI - Ci sono molti altri precedenti di nomi presi in prestito da romanzi per il lancio nuovo gadget elettronico. È il caso per esempio di Droid, il nuovo cellulare di Motorola, il cui nome deriva dalla saga Star Wars di George Lucas. Droid è da tempo un marchio registrato e il distributore statunitense ha presentato una legittima richiesta per l'utilizzo, ricevendo una risposta entusiasta da parte di Lucas: «Siamo davvero onorati che abbiate scelto il nome Droid». Anche a Google, forse, sarebbe bastata una cordiale telefonata agli eredi di Philip Dick per evitare ulteriori grane legali.

Nicola Bruno


26/09/2009

Grillo denuncia youtube per l'oscuramento dei video

Grillo denuncia youtube per l'oscuramento dei video

 

Beppe Grillo temporaneamente "oscurato" da YouTube

beppe grillo.jpg

 

La denuncia del popolare comico campeggia sulla pagina del suo blog, storicamente il più visto e frequentato in Italia, l'unica voce nazionale a contare qualcosa anche nell'enorme e anglofona Rete mondiale (Technorati pone il blog Beppegrillo.it tra i top 2mila al mondo) ."Durante la notte YouTube ha disattivato TUTTI i video pubblicati da questo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. Visualizzati per 52.296.387 volte. Il secondo canale italiano di informazione su YouTube dopo la RAI".

Una decisione, la sospensione dell'account StaffGrillo e dunque l'inaccessibilità di tutti i video publicati, che è legata alla violazione del copyright da parte di un video del canale, due minuti con sottotitoli "rubati" al David Letterman Show in occasione dell'intervista con il presidente Obama. Una violazione delle condizioni spiegata dal sito di streaming di proprietà di Google con una email, sempre pubblicata da Grillo:

"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di CBS, che ritiene che questo materiale viola il copyright:
Obama da David Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=CSX3DNHq-iU
Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. ...
Cordiali saluti,
YouTube, Inc.
"



Mentre Grillo, da parte sua, "minaccia" che tutti i video oscurati verranno presto ricaricati su un'altra piattaforma (Vimeo) e invita a scrivere direttamente a David Letterman per denunciare il "sopruso" - l'oscuramento di tutti i video a fronte di uno solo "illegale" -, dall'altra parte YouTube ci racconta di come la sospensione dell'account avvenga in modo automatico. Ecco la spiegazione: "Non possiamo commentare nel dettaglio singoli casi, tuttavia il sistema opera in modo chiaro. YouTube dispone di un sistema che identifica automaticamente i video che sono protetti da copyright. In base ai Termini e condizioni d'uso della piattaforma, se un utente riceve più di due notifiche per violazione di copyright il suo account viene sospeso. L'account può essere riattivato se la violazione del copywright viene risolta". E Beppe Grillo - in un qualche modo - deve averla risolta, perché proprio nel momento in cui stiamo scrivendo (in curiosa coincidenza con la telefonata ai responsabili di YouTube), il canale è tornato visibile. Grillo aggiorna così il suo blog: "Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l'account Youtube "staffgrillo" è nuovamente operativo. Grazie a tutti!"


30/06/2009

Il nuovo volto dei pirati

Il nuovo volto dei pirati

 

 

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Altro che corsari digitali, furfanti che nella visione più ottimistica rubano ai ricchi (le "major", musicali, cinematografiche e del software) per distribuire ai poveri (utenti della Rete). I pirati si sono ripuliti e dopo essere scesi - con successo - nell'agone politico europeo, ora si lanciano anche nel business. Legale. E' infatti notizia di oggi che l'azienda svedese di software Global Gaming Factory X AB ha annunciato che acquisterà The pirate Bay, il sito web di "consigli" per il file sharing di materiale protetto da copyright, che nei mesi scorsi è stato condannato da un tribunale svedese proprio per aver infranto la legge sul diritto d'autore. La softwarehouse ha precisato nel comunicato stampa che introdurrà un nuovo modello di business che permetterà di compensare i titolari del copyright per il materiale scaricato.

Dopo lo sbarco online della versione beta di VideoBay e il conseguente (tentativo di) arrembaggio allo strapotere di YouTube, ora i "pirati" si guadagnano le virgolette e si mettono dunque a giocare sullo stesso tavolo dei vecchi "nemici". Che ora diventano concorrenti. La Global Gaming ha spiegato che pagherà il sito web tanto famoso 60 milioni di corone svedesi (7,7 milioni di dollari) e che, come detto, questo continuerà a svolgere il proprio ruolo di distributore di contenuti audio e video (ma anche di software e videogiochi) grazie a un nuovo modello commerciale che soddisferà sia i fornitori dei contenuti stessi, sia i titolari dei diritti d'autore. Sia, si spera, gli utenti, che diventeranno acquirenti. Ha spiegato l'amministratore delegato dell'azienda svedese, Hans Pandeya: "Vorremmo introdurre un modello in cui content provider e titolari di copyright saranno pagati per i contenuti scaricati dal sito". Senza spiegare meglio di cosa si tratti, tutti sarebbero così contenti. Anche le aziende musicali e cinematografiche tra cui Warner, MGM, Columbia, 20th Century Fox, Sony, Universal ed EMI, che al processo contro il sito dei pirati avevano chiesto un risarcimento di più di 12,6 milioni di dollari.