03/07/2011

Abbronzatura «genetica»

Abbronzatura «genetica»

RICERCA. L'idea: attivare la melanina agendo sui geni. Se funzionerà basterà spalmarsi di crema e aspettare che il colorito cominci a farsi vedere

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03/07/2010

Giovane scomparsa nel Novarese «Il suo ex ha confessato il delitto»

Giovane scomparsa nel Novarese «Il suo ex ha confessato il delitto»

La svolta nelle indagini. Un uomo di 28 anni avrebbe ammesso di aver ucciso la ragazza e di aver gettato il corpo nel Ticino

 

MILANO - Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Simona Melchionda, la venticinquenne uscita dalla sua casa di Oleggio, nel novarese, la sera del 6 giugno e di cui non si sono più avute tracce. Stando a fonti non ancora confermate ufficialmente, dopo due giorni di stringenti interrogatori un uomo di 28 anni, con il quale Simona aveva avuto una breve storia d'amore, avrebbe confessato di avere ucciso la ragazza.

RICERCHE IN CORSO
- L'uomo avrebbe indicato anche il luogo dove l'avrebbe buttata nel Ticino, nei pressi di Varallo Pombia. E proprio lì sono in corso i controlli dei carabinieri, che si avvalgono anche dei vigili del fuoco e dei reparti di sommozzatori. Sulla vicenda vige il riserbo più assoluto, ma l'ipotesi dell'omicidio prende sempre più piede. D'altra parte si tratta della pista indicata fin dalle prime ore dai genitori di Simona che parlavano di un incontro della figlia per chiarire definitivamente i rapporti proprio con l'ex fidanzato. Simona - da quanto si apprende - aveva avuto una relazione con il ventottenne ma nell'inverno scorso, al ritorno da una vacanza ai Caraibi, la ragazza avrebbe scoperto che lui aveva un'altra storia con una donna che era in attesa di un bambino. E questo fatto aveva posto fine al rapporto tra i due, che tuttavia pare continuassero a vedersi, anche se Simona avrebbe voluto tagliare i ponti definitivamente (fonte: Ansa).


08/04/2010

Deceduta la moglie del regista Rosi

Deceduta la moglie del regista Rosi

Era ricoverata in condizioni disperate. Aveva ustioni di terzo grado sul 100% del corpo. Aveva preso fuoco il suo abito a causa di una sigaretta

 

Giancarla Mandelli con il mrito Francesco Rosi (Agf)
Giancarla Mandelli con il mrito Francesco Rosi (Agf)

ROMA - È morta Giancarla Mandelli, moglie del regista Francesco Rosi, ricoverata da mercoeldì nel reparto grandi ustionati dell'ospedale sant'Eugenio di Roma. Lo si apprende da fonti sanitarie che hanno effettuato tutte le terapie possibili per scongiurare il decesso, ma le condizione della donna, con ustioni di terzo grado sul 100% del corpo, erano state giudicate da subito disperate. La sorella della stilista Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, si era ustionata perché aveva preso fuoco il suo abito a causa di una sigaretta che aveva lascaito accesa mentre si era assopita. L'incidente è accaduto mentre era nella sua abitazione a Roma. (fonte: Ansa)


06/04/2010

Donna del lago, confermato l'arresto del marito. «Beatrice voleva separarsi»

Donna del lago, confermato l'arresto del marito. «Beatrice voleva separarsi»

Atteso a lugano il corpo per l'autopsia. Marco Siciliano ha fatto nuove ammissioni durante l'interrogatorio. Trovate tracce di sangue nella sua auto


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LUGANO - È stato confermato dal giudice di Lugano l'arresto di Marco Siciliano, il fisioterapista di 32 anni accusato dell'omicidio della moglie Beatrice Sulmoni, scomparsa da casa nella zona di Mendrisio una decina di giorni fa e trovata venerdì nelle acque del lago di Como. L'accusa formulata, spiega la polizia cantonale, è di omicidio intenzionale. Siciliano è stato interrogato lunedì pomeriggio dal pubblico ministero Rosa Item e ha fatto delle ammissioni frammentarie, confermando quanto detto subito dopo l'arresto. Nell'auto sequestrata a Siciliano gli investigatori svizzeri hanno trovato tracce di sangue che ora saranno sottoposte alle analisi di laboratorio per capire se appartengono alla vittima.

BEATRICE VOLEVA SEPARARSI - Il movente del delitto è quasi certamente passionale: Beatrice Sulmoni sarebbe stata uccisa perché voleva separarsi e continuava a ripeterlo al marito. Il rapporto di coppia era ormai da tempo compromesso nonostante i due abbiano un figlio minorenne. Siciliano, di quattro anni più giovane della moglie e titolare con un socio di un centro di fisioterapia a Chiasso, resta nel carcere di Lugano. Ora le indagini dovranno chiarire come il cadavere sia arrivato nel lago. Gli inquirenti tendono a escludere che possa essere stato gettato da Ponte San Pietro, paesino che confina con Obino dove la coppia viveva, nel fiume Breggia, mentre sembrano propendere per l'ipotesi che sia stato portato con un veicolo e poi gettato nel lago. Il delitto potrebbe essere avvenuto il 25 marzo: il giorno dopo l'uomo ha denunciato la scomparsa della moglie. Potrebbe esserci stata una furiosa lite in cui Beatrice è stata selvaggiamente picchiata: il marito le avrebbe fracassato il cranio con un oggetto pesante, per poi sgozzarla. Dopo aver cancellato le tracce in casa del delitto e aver caricato il cadavere in auto avrebbe atteso la notte per poi farlo sparire. Il giorno dopo la denuncia e i tentativi di depistare le indagini con alcuni sms inviati con il telefonino di lei ai familiari: «non cercatemi più», «non avvisate la polizia», «lasciatemi tranquilla» e altri di questo tenore inviati nei giorni successivi. Ma proprio questi sms hanno tradito Siciliano, che al momento del fermo aveva con sé il telefonino della moglie con i messaggi ancora in memoria. Non si esclusa, al momento, l'ipotesi della premeditazione. Intanto si attende l'arrivo a Lugano del cadavere per l'autopsia.

 

 

Redazione online


05/04/2010

Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»

Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»

La 36enne, madre di un bambino, era scomparsa il 25 marzo: il corpo trovato venerdì. L'uomo ha mandato degli sms dal telefono della moglie invitando i parenti a non cercarla. Oggi l'interrogatorio.

 

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COMO - È risolto il giallo della donna svizzera trovata morta nelle acque del lago di Como. Domenica il cadavere è stato identificato e poche ore dopo, in tarda serata, il marito è finito in manette. I coniugi vivevano con un figlio nel Canton Ticino, in Svizzera: avevano una villetta a Obino, frazione di Castel San Pietro, vicino a Mendrisio e al confine con l'Italia. La vittima si chiamava Beatrice Sulmoni e aveva 36 anni: faceva la casalinga ma lavorava a tempo perso come cameriera ed era conosciuta in paese per il suo impegno come volontaria. Era anche cognata del sindaco di Castel San Pietro. Il marito, ora chiuso nel carcere di Lugano, avrebbe già confessato: si chiama Marco Siciliano, ha 32 anni, è fisioterapista e studia a Chiasso. Oggi viene interrogato dai magistrati, ma la polizia non ha dubbi sulle sue responsabilità. «L'inchiesta ha potuto stabilire che l'autore del delitto è il marito - si legge in una nota pubblicata sul sito della polizia cantonale -. Ora bisognerà stabilire le modalità dell'efferato delitto». Nella casa dove la vittima viveva con il marito e il figlio è in corso un sopralluogo da parte del procuratore Rosa Item con la polizia scientifica. Il fascicolo sull'omicidio è passato alla magistratura di Lugano: lì sarà eseguita l'autopsia sul cadavere.

SMS AI PARENTI DELLA DONNA - A tradire il 32 enne sono stati alcuni sms che ha inviato dopo il delitto e dopo la denuncia della scomparsa dal cellulare della moglie ai parenti di lei, invitandoli a non cercarla più. Prima di essere arrestato, domenica mattina, era stato sentito come testimone dalla polizia cantonale. Dopo che gli investigatori, grazie al confronto di radiografie dentali, hanno avuto la certezza dell'identificazione della vittima, hanno perquisito l'abitazione dei coniugi. Quindi il fermo dell'uomo, che aveva ancora con sé il cellulare della moglie. Oggi dall'interrogatorio dovrebbero emergere nuovi dettagli, in particolare sulle modalità con cui ha commesso il delitto e si è poi sbarazzato del cadavere. Inoltre bisogna capire che cosa ha portato l'uomo a uccidere la donna. La 36enne era scomparsa da casa il 25 marzo: il cadavere è stato trovato tre giorni fa al largo di Laglio, non lontano dalla villa di George Clooney.

I DUE TATUAGGI - Decisiva è stata la collaborazione tra i carabinieri di Como e la polizia del Canton Ticino, oltre naturalmente alla labile traccia trovata sul corpo senza vita restituito dal lago: due tatuaggi, uno sul seno e uno sulla spalla, che riproducevano l'uno un Cupido e l'altro un sole. Ulteriori conferme sull'identità sono poi arrivate dall'analisi dell'arcata dentaria della donna e infine dal riconoscimento del cadavere da parte del fratello. Ancora da stabilire il luogo in cui è stato commesso materialmente l'omicidio, anche se appare improbabile che il responsabile possa aver corso il rischio di passare il confine italo svizzero con un cadavere nella macchina; in un primo momento era stato ipotizzato che la donna fosse stata gettata nel lago qualche chilometro a nord di Laglio e che la corrente, molto forte la notte precedente il macabro ritrovamento, l'avesse sospinto verso Como. Il cadavere della giovane donna è stato trovato con la gola squarciate e la testa quasi decapitata ma la morte sarebbe stata provocata da una frattura cranica: l'assassino deve averla colpita alla testa con una pietra o un bastone per poi infierire sul cadavere.

Redazione online


03/04/2010

Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne

Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne

 

Il cadavere di una donna, di cui ancora non si conosce il nome, è stato avvistato in acqua nei pressi di Laglio, vicino alla villa di George Clooney. Una profonda ferita al collo lascia ipotizzare che si tratti di un omicidio. Oggi l'autopsia

 

 

Il cadavere di una donna, di età apparente tra i 25 e i 30 anni, è stato ripescato ieri pomeriggio in una piccola spiaggia nei pressi del municipio di Laglio, a poche centinaia di metri dalla Villa di George Clooney. Il corpo - che presenta una vasta ferita alla gola - dovrebbe essere rimasto in acqua almeno da un giorno, e sarebbe finito nel lago, o in uno dei suoi affluenti, in un punto imprecisato, ma verosimilmente molto più a nord: negli ultimi due giorni, infatti, sul Lario è spirato un forte vento in direzione sud che ha mosso parecchio la superficie del lago. Il corpo, sul quale oggi verrà eseguita l’autopsia, è stato notato dalla riva ed è stato. La donna indossava solo degli slip neri e una maglietta.

Sulle cause della morte della donna sembrano esserci pochi dubbi. In base all'esame esterno sul cadavere effettuato all'ospedale di Como su disposizione della Procura, la profonda ferita al collo, da parte a parte, è stata provocata da un'arma da taglio e risale a prima della morte.

Quanto basta per tratteggiare l'ipotesi di un assassinio. In un primo momento, infatti, non si escludeva che la lesione potesse essere posteriore al decesso, magari provocato dall'urto in acqua con rifiuti galleggianti o con qualche imbarcazione. Ipotesi, questa, che avrebbe potuto far pensare anche al suicidio, ma che è stata scartata.
L’autopsia permetterà di avere elementi in più per far luce sulle cause della morte.

La donna, curata, di bell'aspetto, pelle chiara, aveva i capelli a caschetto di colore castano-rossiccio, molto probabilmente tinti: non risultano negli ultimi giorni in zona denunce di scomparsa di persone con una descrizione simile, per cui ora si sta cercando di risalire all'identità attraverso il confronto delle impronte digitali.


17/03/2010

Olanda sotto choc, ritrovata morta la 12enne scomparsa

Olanda sotto choc, ritrovata morta la 12enne scomparsa

 

Incredulità e dolore nel quartiere. Il corpo sotterrato in un giardino vicino a casa. Sotto accusa un vicino 26enne, agente di polizia

 

DORDRECHT (Olanda) – Solo dopo la mezzanotte è arrivata la conferma della polizia olandese: Milly Boele, 12 anni, che era scomparsa mercoledì scorso è stata ritrovata morta. Ma la storia è agghiacciante: il corpo della ragazzina era stato sotterrato nel giardino due case più in là rispetto a quella dei genitori, nella Schalenburgstraat a Dordrecht, proprio dal vicino Sander V., un agente di polizia 26enne. Il giovane che appartiene al corpo del dipartimento di Rotterdam-Rijnmond è stato arrestato. Sander V. si era recato spontaneamente nel locale commissariato nel pomeriggio di martedì, adducendo “importanti informazioni” sulla scomparsa della dodicenne. La polizia ha immediatamente trattenuto il poliziotto e ha dato inizio alla perquisizione della sua abitazione. La zona intorno alla casa è stata ermeticamente chiusa e gli scavi in giardino sono continuati fino alle 3 di notte, quando il corpo di Milly è stato recuperato.

IL DOLORE DEI VICINI - Centinaia di abitanti del quartiere hanno seguito col fiato sospeso le intense ricerche, finché non è stata data la notizia che Milly era stata ritrovata, ma morta. L’incredulità e il dolore dei vicini è indescrivibile: «Se hai un problema ti rivolgi al tuo vicino, no? Proprio poi se è un poliziotto…» E’ stato aperto un registro di condoglianze online su cui stanno arrivando messaggi di rabbia e sconforto da tutta l’Olanda. Su internet circolano già molte foto private di Sander V., l’agente arrestato, lo si può vedere in vacanza o in posa con un gattino sulla schiena e anche con molte differenti ragazze.

SPARITA DA CASA MERCOLEDI' - Milly era misteriosamente sparita da casa mercoledì scorso, ma nessuno dei vicini aveva visto o notato niente di particolare. Solamente il giorno dopo, è stato lanciato il cosiddetto “Amber Alert”, un sistema di avvertimento nazionale in caso di scomparsa di minori, tramite sms e cartelli luminosi sulle autostrade. La polizia per questo ritardo era stata duramente criticata. Frank Hoen, il direttore di “Amber Alert” ha dichiarato: «Sappiamo per esperienza che un “Amber Alert” è fondamentale per salvare una vita se viene emesso a poche ore dalla scomparsa». La notizia della sparizione di Milly è stata data solamente dopo 17 ore dopo ed è stata accompagnata da una foto non recente. Hirsch Ballin, il ministro della Giustizia del governo dimissionario olandese, si era subito schierato fra i critici dell’inspiegabile ritardo, sostenendo che bisognerebbe adottare una norma di due ore.

 

Marika Viano


21/11/2009

Brenda tra morte e mistero. Oggi nuovo sopralluogo

Brenda tra morte e mistero. Oggi nuovo sopralluogo

 

La trans trovata senza vita in casa. Il suo computer immerso nell'acqua. E' la seconda vittima di una storia inquietante. I pm: omicidio volontario. Tra domenica e lunedì l'autopsia.

 

 

 

ROMA — Il corpo nudo disteso sul pavimento, la stanza invasa dal fumo. L’hanno trovato così Brenda, in quel monolocale seminterrato che usava come appartamento in via dei due Ponti 180, zona nord di Roma. E l’inchiesta sul ricatto all’ex Governatore Piero Marrazzo ha su­bito preso una direzione diversa e certamente inaspettata. Perché di quell’indagine il transessuale Bren­da era diventato protagonista, cu­stode di un video con le immagini di un festino al quale aveva parteci­pato con lo stesso presidente della Regione e Michelly, un altro viado con cui aveva convissuto per qual­che mese. Ma soprattutto deposita­rio dei segreti di chi da anni si muo­ve sulla scena di quel mondo del sesso a pagamento, dove la mag­gior parte dei clienti chiede di tro­vare anche cocaina in un groviglio di interessi gestiti dalla criminalità.

La scientifica al lavoro sul luogo della morte del trans (Ansa)
La scientifica al lavoro sul luogo della morte del trans (Ansa)

IL TESTIMONE E LE FESTE - Nei giorni scorsi gli investigatori hanno rintracciato alcuni clienti che potrebbero aver subito rapine mentre erano in compagnia dei via­dos. Vittime dei due carabinieri fini­ti in carcere — Carlo Tagliente e Lu­ciano Simeone — che il 3 luglio scorso sorpresero Marrazzo in com­pagnia di Natalie, lo filmarono e poi cercarono di vendere il video. È il racconto di uno di loro — uomo ricco e famoso — a far comprende­re quali spettri si agitino dietro que­sta vicenda. Perché dopo aver am­messo di essere spesso «stordito, quando mi apparto in bagno duran­te le feste», non è stato neanche in grado di affermare con certezza se uno di questi incontri fosse avvenu­to con una donna o con un transes­suale. Né, tantomeno, se qualcuno lo abbia potuto fotografare o filma­re. E invece sono stati gli stessi via­dos a raccontare che in alcuni casi hanno ripreso con il telefonino i clienti, alimentando un gioco che talvolta può arrivare a estreme con­seguenze. Proprio come accaduto a Marrazzo, stritolato in una catena di intimidazioni che alla fine lo ha costretto alla resa. Quanti altri vi­deo aveva girato Brenda? Quali se­greti custodiva? E di chi?

LA TELEFONATA IN REGIONE - I rapporti tra il transessuale e i carabinieri arrestati sono ancora poco chiari. Perché hanno negato di conoscersi, ma poi si è scoperto che poco dopo la telefonata fatta il 7 luglio scorso da Tagliente alla segreteria di Marrazzo, anche Brenda chiamò. Che cosa voleva? Era d’ac­cordo con i militari e sperava di ot­tenere qualche vantaggio facendo «pressione» sul Governatore? Ma soprattutto, era il trans una delle persone che fornivano le «soffia­te » sui clienti? Rispondere a questi interrogativi può consentire agli in­vestigatori di trovare una traccia concreta, in attesa che l’autopsia e gli altri rilievi affidati alla polizia Scientifica forniscano un quadro più chiaro di quanto può essere av­venuto all’interno del monolocale. Perché se la pista dell’omicidio è davvero quella che maggiormente prevale sulle altre, allora bisogna capire come si sia mosso Brenda negli ultimi giorni, quali messaggi possa aver lanciato e dunque quali inconfessabili paure abbia alimen­tato. Ma anche quale fosse il suo rapporto con Gianguarino Cafasso — lo spacciatore trovato morto nel­la stanza di un motel a metà set­tembre — che di molti trans era il «pappone» e il fornitore di droga. Perché è stato lui a «guidare» i ca­rabinieri nella stanza di Marrazzo e poi ha cercato di vendere il video. Ma l’informazione giusta sulle fre­quentazioni del Governatore e sui suoi spostamenti potrebbe essere arrivata proprio da Brenda.

DOPPIO SCENARIO - L’investigatore della squadra mobile di Roma che all’alba è entra­to nell’appartamento di via dei due Ponti parla di una «scena del crimi­ne piena di incongruenze» e pro­prio per questo non può escludere che quelle stranezze — le valigie dietro la porta, una bruciata; il computer nell’acqua; il corpo sul pavimento — in realtà «siano in or­dine e rappresentino un messag­gio ». Perché certamente la morte di Brenda — anche se si volesse credere al suicidio o all’incidente che degenera in tragedia — serve a lanciare un messaggio preciso. Un monito per tutti coloro che in que­sto ambiente si sono mossi con di­sinvoltura, troppo spesso alla ricer­ca di soldi facili da guadagnare con la cocaina o con i ricatti. E allora i magistrati si concentrano su due ipotesi. La prima accredita l’ingresso di uno o più assassini che soffocano Brenda e poi danno fuoco all’appar­tamento. La seconda si concentra invece sull’avvertimento: qualcu­no entra e dà fuoco al trolley. Vuo­le spaventare, ma la situazione sfugge di mano perché, quando il fumo invade la stanza, Brenda è tal­mente ubriaco da non riuscire ne­anche a ritrovare la porta per fuggi­re e si accascia sul pavimento or­mai senza vita.

Fiorenza Sarzanini


16/11/2009

Morto suicida stalker di Pescara Dopo gli spari all'ex, la fuga a Foggia

Morto suicida stalker di Pescara Dopo gli spari all'ex, la fuga a Foggia


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03/06/2009

Cadavere avvolto in un piumino vicino ad un cassonetto a Vigna Murata

Cadavere avvolto in un piumino vicino ad un cassonetto a Vigna Murata

 

AL NUMERO CIVICO 177. Il corpo, irriconoscibile, è in avanzato stato di decomposizione. Non si esclude l'omicidio

 

Il corpo vicino al cassonetto (Proto)
Il corpo vicino al cassonetto (Proto)

Un cadavere in avanzato stato di decomposizione e avvolto in un piumino è stato trovato mercoledì mattina accanto ad un cassonetto per la spazzatura in via di Vigna murata, all'altezza del civico 177. A dare l'allarme sono stati alcuni passanti che hanno chiamato il 112 dei carabinieri. Sul posto sono al lavoro i militari del Nucleo operativo di Via in Selci. Ancora non è stato possibile stabilire il sesso della vittima.

LE INDAGINI - Secondo gli inquirenti, il cadavere è stato portato in via di Vigna Murata tra martedì notte e l'alba di mercoledì. Ancora da chiarire le cause del decesso, ma non si esclude l'omicidio.