15/01/2010
Era un vero asteroide di 15 metri quello che ha sfiorato la terra
Era un vero asteroide di 15 metri quello che ha sfiorato la terra
«2010 AL30»,La Nasa ha sciolto ogni dubbio:«corpo naturale e non artificiale». Si era ipotizzato che potesse essere anche lo stadio spento di un razzo
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Era proprio un asteroide e non un gigantesco rottame spaziale il bolide cosmico cheil 13 gennaio ha sfiorato la Terra alle 12.46 pm, ora di Greenwich. La Nasa ha sciolto ogni dubbio giudicandolo un «corpo naturale e non artificiale»: si era immaginato che fosse lo stadio spento di un razzo. Così «2010 AL30», appena apparso in cielo, va ad allungare la lista degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra. Sono ormai circa un migliaio e l’ultimo arrivato è transitato a 130 mila chilometri dal nostro pianeta, quindi ben più vicino della Luna lontana 384 mila chilometri. Scoperto dal Linear Survey dei Lincoln Laboratories del MIT il 10 gennaio scorso, aveva una taglia stimata di 10-15 metri di diametro.
NESSUN PERICOLO - Quindi anche se fosse caduto nell’atmosfera come è accaduto nell’ottobre scorso non avrebbe causato guai perché si sarebbe disintegrato. Però quello di ottobre oltre lo spettacolo in cielo generò un’onda d’urto che fece tremare la terra facendo immaginare un terremoto tanto che la gente scappava in strada. Ma al di sotto dei 25 metri non si corrono seri rischi, dicono per tranquillizzare gli astronomi della Nasa, i quali hanno precisato di aver verificato tutte le orbite di satelliti, razzi e rottami vari presenti intorno alla Terra e che l’orbita di AL30 non coincideva con nessuno di questi. Nell’occasione gli stessi esperti hanno aggiunto un dato interessante. Gli asteroidi del diametro di 10-15 metri potenzialmente presenti nel circondario terrestre sono circa un milione per cui si aspettano che quasi uno ogni settimana transiti fra la Terra e la Luna. E se ci cade addosso può soltanto provocare pochissimi danni con qualche frammento se riesce a sopravvivere, oppure nulla. Un messaggio ottimista, sperando che non superino i 15 metri. Ma forse sarebbe meglio saperlo in anticipo.
Giovanni Caprara
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12/01/2010
AL30, l'asteroide che sfiorerà la Terra
AL30, l'asteroide che sfiorerà la Terra
Ma gli scienziati hanno un dubbio: potrebbe non essere un corpo celeste. Mercoledì passerà a non più di 130 mila chilometri. E' simile a quello che precipitò in Indonesia a ottobre
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| L'asteroide in un'immagine ripresa da un osservatorio australiano |
MILANO - Il 13 gennaio un curioso oggetto celeste giudicato a prima vista un asteroide passerà molto vicino alla Terra ad una distanza di un terzo dalla Luna, circa 130 mila chilometri. Lo hanno appena scoperto e porta la sigla «2010 AL30». La sua orbita intorno al Sole è di un anno, cioè impiega 12 mesi a compiere un giro completo avvicinandosi, strada facendo, al nostro pianeta.
IL PRECEDENTE - Nella sua catalogazione è valutato come un asteroide della taglia di dieci metri (probabilmente 18) analogo a quello precipitato e disintegrato nel cielo dell’Indonesia sulla città di Bone il 10 ottobre scorso. Allora la sua distruzione nell’aria seminò il panico perché scatenò un’onda d’urto che fece tremare la terra e la gente fuggì terrorizzata in strada temendo un brutto terremoto.
IL DUBBIO - Ma c’è un dubbio che gli astronomi non hanno per il momento risolto e sperano forse di sciogliere nelle prossime ore. Il dubbio è che possa trattarsi di un oggetto non naturale e che possa essere invece un robusto rottame spaziale, ad esempio lo stadio di un razzo vuoto che vaga nel cosmo. Il momento migliore per chiare l’enigma si presenterà però mercoledì 13 gennaio quando ci sfiorerà (in termini astronomici) transitando tra le costellazioni di Orione, del Toro e dei Pesci con una luminosità pari ad una stella di 14ma magnitudine. Gli astrofili sono allertati: possono puntare i loro telescopi e aiutare a trovare una risposta precisa. Buon lavoro.
Giovanni Caprara
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02/03/2009
Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide
Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide
Il suo impatto avrebbe il potere distruttivo di 2mila bombe atomiche. Passaggio ravvicinato alla Terra di un corpo celeste di 40 metri di diametro
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| Un asteroide (Foto Afp) |
ROMA - E’ solo un macigno cosmico di una quarantina di metri di diametro, un mini-asteroide, ma nei giorni scorsi ha tenuto col fiato sospeso gli addetti alle varie reti di monitoraggio dei corpi minori del sistema solare, impegnati a calcolare orbite e a valutare i potenziali pericoli di questi oggetti. Alla fine si è raggiunta la certezza che 2009 DD45 -questa la sua sigla- avrebbe sfiorato la Terra lunedì 2 marzo alle ore 13,44 di tempo universale (14,44 ora europea), passandoci ad appena 72 mila chilometri, circa il doppio della distanza in cui vengono posti i satelliti geostazionari, per fortuna senza alcun rischio di caderci addosso.
DUEMILA ATOMICHE - Solo un brivido, al pensiero di essere sfiorati da un corpo celeste che, per dimensioni, è paragonabile a quello che si è abbatté il 30 giugno 1908 nella regione di Tunguska, in Siberia, scatenando un’esplosione equivalente a mille bombe atomiche come quella di Hiroshima e distruggendo oltre duemila chilometri quadrati di foresta. Insomma, piccolo sì, ma potenzialmente distruttivo.
TRAIETTORIA - Più i telescopi e gli strumenti di monitoraggio dei fenomeni celesti diventano sensibili e perfezionati, più cresce la consapevolezza che la Terra è un facile bersaglio per questo tipo di corpi, molti dei quali, in passato, devono essere caduti in mare o in zone disabitate, senza che fosse lanciato alcun tipo di allarme. Ora, grazie anche ai nuovi sensori automatici digitali, molti piccolissimi asteroidi che transitano sullo sfondo del cielo stellato, vengono immediatamente segnalati e, dopo una serie di osservazioni, è possibile calcolarne le traiettorie, con una precisione tale da stabilire la loro innocuità ovvero le probabilità di impatto con la Terra. Secondo le ultime valutazioni, il punto di maggiore avvicinamento dell’asteroide al nostro pianeta si trova sul Pacifico, poco a Ovest rispetto all’isola di Tahiti. L’asteroide 2009 DD45 è stato fotografato il 27 febbraio scorso come una debolissima stellina di 19 grandezza, mentre transitava fra le stelle. Ora, in coincidenza col suo massimo avvicinamento, la sua grandezza stellare è salita fino a 13, diventando accessibile anche ai piccoli telescopi. Così, dall’Australia fino alla Polinesia, cioè nei luoghi più favorevoli all’avvistamento del passaggio radente, è tutto un rimbalzare di messaggi via Internet fra gli appassionati di astronomia per osservare l’evento. Quanto agli altri recenti passaggi ravvicinati di asteroidi, per quanto se ne sappia, il record è detenuto da un altro frammento, chiamato 2004 FU162, che il 31 marzo del 2004 è passato ad appena 6.500 km dalla Terra: un vero miracolo che non ci sia finito addosso.
Franco Foresta Martin
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