21/12/2011
Aerei: le compagnie non-Ue devono pagare per le emissioni di CO2
Aerei: le compagnie non-Ue devono pagare per le emissioni di CO2La decisione della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Dal 1° gennaio. Si apre una guerra commerciale-politica con gli Usa e la Cina
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20/07/2010
Sky sul digitale terrestre: l'Ue dice sì
Sky sul digitale terrestre: l'Ue dice sìVia libera della Commissione europea all'ingresso di Sky nel digitale terrestre. Obiettivo: garantire "un mercato competitivo" e "un aumento della concorrenza sulla Tv digitale italiana". Mockridge: ne beneficiano cittadini e investitori pubblicitari
La Commissione Ue ha dato il via libera all'ingresso di Sky nel digitale terrestre in Italia. Una decisione che la pay-TV satellitare di News Corporation accoglie favorevolmente. Bruxelles ha infatti deciso di permettere a Sky di partecipare alla prossima gara per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre.
Ciò è stato fatto, ha spiegato il portavoce della Commissione, Jonathan Todd, alla luce delle ''mutate condizioni di mercato'' e a condizione che ''le frequenze eventualmente ottenute da Sky siano utilizzate per trasmettere in chiaro'', cioé senza offrire servizi a pagamento fino alle fine del 2015.
L'obiettivo? Garantire un mercato competitivo in Italia e permettere "un aumento della concorrenza sul mercato della Tv digitale italiana", ha spiegato il portavoce.
Al di là delle condizioni fissate per aprire a Sky il digitale terrestre, la Commissione nel suo comunicato sottolinea e specifica quanto l'assetto del mercato sia cambiato rispetto al 2003, quando Bruxelles fissò i paletti per il via libera alla fusione tra Telepiù e Stream, tra cui il divieto a entrare nel Dtt fino a fine 2011.
La Commissione rileva poi che la prossima gara per l'assegnazione dei multiplex è "un'occasione unica" per operatori come Sky Italia per entrare nel Dtt in concorrenza con le principali emittenti che oggi controllano la maggior parte delle frequenze: su 21 multiplex del Dtt, ricorda Bruxelles, 16 sono già stati assegnati o stanno per esserlo e di questi sono 11 quelle in possesso dell'insieme di Mediaset, Rai e Telecom Italia.
La portavoce dell'esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde, ha dichiarato che la decisione della Commissione europea di permettere a Sky l'ingresso sul mercato della tv digitale "è stata presa all'unanimità" ribadendo che è stata una scelta "collegiale e unanime".
Tom Mockridge, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha commentato: "Siamo estremamente soddisfatti della decisione odierna. La Commissione europea ha confermato oggi che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell’introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent. Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari."
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04/03/2010
Rifiuti in Campania, Italia condannata «Messi in pericolo l'uomo e l'ambiente»
Rifiuti in Campania, Italia condannata «Messi in pericolo l'uomo e l'ambiente»
L'accusa è di «non aver creato una rete adeguata di recupero e smaltimento». La Corte di giustizia Ue accoglie il ricorso presentato dalla Commissione nel 2008: congelati 500 milioni
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| Rifiuti a Napoli (Fotogramma) |
Italia condannata dall'Unione europea sulla gestione dei rifiuti in Campania. L'accusa: «Non aver adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l'ambiente». La Corte di giustizia di Lussemburgo ha accolto il ricorso presentato dalla Commissione europea a luglio 2008. I giudici condannano l'Italia per «non aver creato una rete adeguata e integrata di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione»: in questo modo, spiega la Corte, «l'Italia è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva rifiuti».
CONGELATI 500 MILIONI - Restano dunque congelati i fondi comunitari destinati alla Campania e bloccati dalla Commissione europea dopo l'avvio della procedura d'infrazione. In ballo ci sono circa 500 milioni di euro, secondo i dati della Regione, di cui 300 della programmazione 2007-2013 e i restanti dei sette anni precedenti, bloccati da Bruxelles a giugno del 2007. L'argomento è stato affrontato giorni fa a Bruxelles nella riunione della commissione petizioni del Parlamento europeo, presieduta da Erminia Mazzoni (Pdl), a cui hanno partecipato rappresentanti delle autorità regionali e nazionali e dei cittadini firmatari di sedici petizioni relative ai problemi ambientali e dei rifiuti a Napoli e in Campania. «Siamo pronti a riconsiderare la decisione quando la situazione sarà cambiata, di fronte a risultati» ha spiegato Pia Bucella, direttrice alla dg Ambiente della Commissione, evidenziando gli elementi essenziali per raggiungere l'erogazione dei fondi comunitari per il settore: la definizione di una «solida programmazione» con un piano di gestione dei rifiuti, un'adeguata rete di infrastrutture per lo smaltimento, affiancato da un rendiconto reale e documentato e il ritorno alla gestione ordinaria. Aspetti su cui Bruxelles ritiene, in massima parte, di non aver avuto le delucidazioni necessarie.
RITORNO ALLA NORMALITÀ - In commissione è toccato a Raimondo Santacroce per la Campania e ad Ettore Figliolia per il governo illustrare i provvedimenti presi dall'Italia. La Regione ha assicurato che è in dirittura d'arrivo un piano capace di consentire il ritorno alla normalità e ha citato un aumento significativo della raccolta differenziata che si attesta al 22%. Di «obiettivi raggiunti» ha parlato anche il rappresentante del governo secondo cui il termovalorizzatore di Acerra sarà in grado di assorbire il 40% della produzione di rifiuti della Regione. «Siamo pronti a documentare quello che diciamo» hanno precisato i rappresentanti italiani. Poco convinte un'eurodeputata inglese del gruppo socialista e una danese dei Verdi, che hanno annunciato una visita in Campania. La presidente di commissione Mazzoni si è detta convinta della necessità di cercare e verificare le soluzioni per scongiurare il pericolo di perdere fondi comunitari. Ora, dopo la condanna della Corte Ue, i fondi potranno essere erogati solo se Bruxelles avrà elementi tali da certificare il ritorno alla normalità in Campania.
Redazione online
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