03/07/2011
Tav, battaglia al cantiere: feriti e arresti Dopo i cortei dei residenti, la guerriglia
Tav, battaglia al cantiere: feriti e arresti Dopo i cortei dei residenti, la guerrigliaLa protesta in Val di Susa, in mattinata le manifestazioni pacifiche degli abitanti. Una giornata di scontri violenti, lancio di pietre e lacrimogeni. Oltre 70 i feriti tra le forze dell'ordine: «In azione Black bloc con impostazione paramilitare»
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Val di Susa, il giorno della protesta No Tav Scontri con la polizia, sparati lacrimogeni
Val di Susa, il giorno della protesta No Tav Scontri con la polizia, sparati lacrimogeniA migliaia si radunano a exilles e a Giaglione. Perino: «Quest'opera non si farà mai». Due i cortei che convergeranno verso di Chiomonte. Uno più istituzionale, timori invece per quello dei centri sociali
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06/05/2011
«Più lavoro, meno fisco»: stop della Cgil Disagi in scuole e uffici, caos nei trasporti
«Più lavoro, meno fisco»: stop della Cgil Disagi in scuole e uffici, caos nei trasportiLa mobilitazione. Primo sciopero generale con la Camusso alla guida del sindacato. Giornata difficile per chi viaggia
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09/12/2010
Pd e Idv sfiduciano il governo. In piazza
Pd e Idv sfiduciano il governo. In piazzaNel fine settimana prima del voto, il centrosinistra chiama a raccolta i sostenitori: il Partito democratico sfila a Roma, l’Italia dei valori va a Bologna. Il Pdl risponde schierando i gazebo, ma il 14 protestano pure operai e studenti
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04/08/2010
Iran, attentato ad Ahmadinejad. Il presidente è illeso
Iran, attentato ad Ahmadinejad. Il presidente è illesoUn ordigno è esploso tra la folla che assisteva al passaggio del corteo presidenziale ad Hamadan. Lo ha confermato l'agenzia filogovernativa Fars
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è scampato illeso a quello che un sito iraniano ha definito un attentato contro di lui nella città di Hamadan. Secondo il sito del quotidiano al Khabar una persona ha lanciato una granata contro il convoglio presidenziale, ad un centinaio di metri dall'auto di Ahmadinejad, facendo dei feriti ed è stata arrestata.
L'agenzia iraniana filogovernativa Fars ha confermato che una bomba a mano è stata lanciata oggi a Hamedan subito dopo il passaggio dell'auto su cui viaggiava il presidente Mahmud Ahmadinejad.
Ahmadinejad, hanno poi reso noto la tv panaraba Al Arabiya e la libanese Future Tv, era appena arrivato a Hamadan, circa 350 chilometri a ovest di Teheran, per una visita di due giorni. L'attentato è avvenuto sulla strada che il corteo presidenziale percorreva dall'aeroporto allo stadio Qods, dove poi Ahmadinejad ha tenuto regolarmente il primo discorso previsto durante la visita, trasmesso in diretta dalla televisione e nel quale il presidente non appariva scosso.
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05/12/2009
No B day: il popolo della Rete dice no al governo
No B day: il popolo della Rete dice no al governo
Attesa una grande partecipazione per l'iniziativa nata su Facebook. A Roma 700 pullman, treni speciali, un nave dalla Sardegna. Lo striscione "Berlusconi dimettiti" aprirà il corteo
Sabato dalle 15 diretta della manifestazione su SKY.it attraverso il segnale di You dem, canale 813 di SKY
E' il giorno del No B day, la manifestazione autoconvocata su Internet, nata per iniziativa di un gruppo di blogger. Obiettivo chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio - si legge nell'appello pubblicato sul web. Nella capitale arriveranno 700 pulman, 4 treni speciali, una nave dalla Sardegna: gli organizzatori attendono 350mila persone. Previsti gli interventi di esponenti della società civile, del mondo della cultura e dello spettacolo come Dario Fo, Josè Saramago, Margherita Hack. Alla manifestazione ha aderito anche Nanni Moretti, mentre Roberto Vecchioni suonerà in chiusura.
Hanno aderito Italia dei valori, Rifondazione comunista, Pdci, Sinistra e Libertà, i Verdi. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani non sarà in piazza a differenza di Rosy Bindi, Dario Franceschini a Ignazio Marino.
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04/07/2009
Vicenza, corteo contro la base Usa «Varcheremo la linea rossa»
Vicenza, corteo contro la base Usa «Varcheremo la linea rossa»
LA PROTESTA. La manifestazione a pochi giorni dal vertice G8 che si terrà a L'Aquila. Bloccati alcuni Disobbedienti
| Partecipanti al corteo No Dal Molin (Ansa) |
MILANO - La «variabile» che mette più paura, perché imprevedibile, è quella di una nuova, forte scossa di terremoto. Ma a pochi giorni dal via, a tenere alta l'attenzione dei responsabili della macchina organizzativa del G8 dell'Aquila è anche il fitto calendario di iniziative di protesta che peraltro non dovrebbero interferire con il sofisticato «mix» di misure prese a tutela dei «grandi» della terra. E a Vicenza, in occasione della manifestazione contro l'ampliamento della base statunitense (10mila persone secondo le previsioni degli organizzatori), è prevista quella che può anche essere considerata una «prova generale» di pacifisti, sinistra antagonista, sindacati di base e semplici cittadini. «Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni, oggi varcheremo la linea rossa ed entreremo nella base, per noi non è un'occupazione» annuncia Cinzia Bottene, da sempre leader del movimento 'No dal Molin', spiegando le intenzioni del corteo. «Lo faremo per sollecitare Obama perché venga a Vicenza - sottolinea Cinzia Bottene - e si renda così conto della scelta scellerata che stanno facendo», ricordando inoltre di aver «già inviato una lettera di invito, tramite canali istituzionali al presidente Usa».
BLOCCATI - Intanto, la Digos di Padova ha fermato alcune auto di giovani 'disobbedienti' in partenza dal festival di Radio Sherwood per la manifestazione di Vicenza. All'interno delle auto la polizia avrebbe scoperto sacchetti con bulloni e biglie e un giovane è stato fermato e portato in questura. Dal presidio del 'No dal Molin' Luca Casarini, laeder dei centri sociali del nordest, attacca: «Qui sta avvenendo una cosa inaudita e vergognosa. Vengono fermati i giovani in partenza da alcune città per venire a Vicenza. Si vuole impedire di manifestare e la cosa più grave è che questa città viene militarizzata con i carabinieri del 'Tuscania' di solito impegnati in Afghanistan».
MANIFESTAZIONI - In vista del G8 che si terrà a L'Aquila dall'8 al 10 luglio, Abruzzo Social Forum e comitati cittadini aquilani vorrebbero limitare le manifestazioni «in loco» a iniziative di controinformazione e di sensibilizzazione sulla realtà del sisma, nel timore che eventuali incidenti possano oscurare mediaticamente quelli che sono i problemi della ricostruzione. E questo finirà con il dirottare sulla capitale, marcia del 10 luglio esclusa, la maggior parte delle iniziative di Cobas e centri sociali. Un primo appuntamento è quello di martedì 7 in piazza Barberini, a poche centinaia di metri dall'ambasciata Usa di via Veneto, quando i no global daranno il «benvenuto» ai partecipanti al vertice con musica sparata ad altissimo volume. Per l'8 e il 9 sono invece previste, sempre nella capitale, varie «iniziative comunicative». Il 10 mattina, il rendez-vous con gli aderenti alla rete romana è fissato invece a Largo Passamonti, allo Scalo San Lorenzo, da dove partiranno i pullman per la marcia in programma a L'Aquila.
FIACCOLATA - Fitto anche il cartellone di eventi griffati Abruzzo Social Forum (che comprende tra gli altri Associazione Peppino Impastato, Coord.to NO G8 Sulmona e Lanciano, FIOM-CGIL Reg.le, Funzione Pubblica CGIL Reg.le, Giovani Comunisti-Abruzzo, Kabawil, Legambiente, Libera-Abruzzo, Rete Molisana Basta G8, Ufficio Pastorale Social Lanciano-Ortona), che verrà aperto la notte del 6 da una fiaccolata a tre mesi esatti dal sisma. Martedì 7 è prevista la partecipazione alla tappa pescarese di Goletta Verde; mentre giovedì 9, in occasione dell'avvio del processo riguardante la discarica di rifiuti tossici rinvenuta a Bussi sul Tirino, i rappresentanti delle associazioni saranno in tribunale a Pescara per un sit-in.
MISURE - Sul fronte della sicurezza, tutto è stato già definito nei minimi dettagli, anche se la macchina organizzativa è abbastanza flessibile da potersi adattare ad eventuali cambi di programma dell'ultima ora. L'arrivo di tutte le delegazioni è concentrato tra il 7 e l'8 ed è diluito tra gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino e Pratica di Mare. Gli spostamenti tra la capitale e la caserma della Guardia di Finanza, «location» del vertice, avverranno soprattutto in elicottero, sfruttando il locale eliporto e l'aeroclub di Preturo, la cui pista è stata rifatta di recente. Su tutti vigileranno i caccia e gli aerei-spia (compreso un «Predator», il velivolo senza pilota forte dell'esperienza accumulata in Iraq e Afghanistan) dell'Aeronautica militare. Complessivamente, il dispositivo prevede l'impiego di almeno 6-7mila tra militari e forze dell'ordine, con grande attenzione per tutti gli obiettivi sensibili: nei giorni scorsi, a Roma in molti hanno lamentato improvvisi blackout delle comunicazioni, e qualcuno li ha collegati alle prove dei «jammer», i dispositivi che oscurano i cellulari durante il passaggio dei cortei ufficiali.
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18/03/2009
La Sapienza, tensione studenti-polizia
La Sapienza, tensione studenti-polizia
La protesta legata allo sciopero della Flc-Cgil «contro i tagli all'istruzione». Le forze dell'ordine vietano il corteo dell'Onda: cariche di alleggerimento. Lanci di oggetti dai manifestanti
Momenti di tensione tra studenti e polizia durante il corteo contro i tagli all'università davanti alla Sapienza di Roma (Matteo Ciambelli)
ROMA - Tensione e scontri all'Università di Roma "La Sapienza": gli studenti dell'Onda che avevano dato vita al corteo interno hanno tentato di uscire fuori dalla città universitaria, cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri e violando il recente protocollo sulle manifestazioni pubbliche. Le forze dell'ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all'interno dell'ateneo. Alla carica i dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, anche scarpe. Poi gli studenti sono rientrati nella città universitaria, mentre l'entrata principale dell'università in piazzale Aldo Moro è rimasta presidiata da polizia e carabinieri.
Uno studente mostra i lividi sulla schiena (Omniroma)
SASSAIOLA - Dopo circa mezz'ora, nuova carica verso gli studenti che tentavano di uscire in corteo fuori dall'ateneo romano da un accesso secondario dalla parte di via de Lollis. I dimostranti sono stati nuovamente respinti all'interno e hanno continuato il lancio di oggetti: scarpe, bottiglie e sanpietrini. Poco dopo, gli studenti hanno provato a violare il blocco attraverso le uscite che danno su viale Regina Elena. Qui circa 5 studenti hanno cominciato a lanciare sassi contro le forze dell'ordine, ma sono stati subito bloccati dagli altri colleghi. Quasi contemporaneamente, circa un centinaio di ragazzi hanno tentato di entrare nell'edificio del rettorato cercando di forzare i cancelli subito chiusi e sprangati dall'interno dal personale dell'ateneo romano. I manifestanti si sono poi riuniti sulla scalinata, davanti alla statua della Minerva, per un'assemblea.
(Emblema)
LA PROTESTA - La manifestazione degli studenti è legata allo sciopero della Flc-Cgil «contro i tagli all'istruzione operati dal governo». Alla protesta della Sapienza hanno partecipato circa 3oo ragazzi, che hanno scandito gli slogan: «Blocchiamo tutto», «Sciopero, sciopero» e l'ormai immancabile «Noi la crisi non la paghiamo».
(Eidon)
REAZIONI - Dopo gli scontri, l'Unione degli universitari ha diffuso un comunicato per affermare che «la violenza utilizzata dalla polizia nei confronti dei manifestanti della Sapienza è assolutamente ingiustificata. A tutti deve essere garantita la libertà di poter esprimere le proprie idee». Dal canto suo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha lanciato «un invito alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza alla violenza politica che sta creando problemi nelle nostre università».
15:39 Scritto in UNIVERSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/02/2009
Centri sociali, tensione a Milano Scontri con la polizia a Bergamo
Centri sociali, tensione a Milano Scontri con la polizia a Bergamo
Prima il corteo di Milano è stato pacifico, poi il cambio di clima dopo le notizie provenienti da Bergamo, imbrattamenti e petardi fumogeni nel capoluogo lombardo
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| Il corteo a Milano ( Ilaria Pedercini) |
MILANO - Dai colori e gli sfottò in perfetto clima carnevalesco, con il solito strascico di scritte disseminate sui muri lungo il percorso, al nervosismo dell'attesa delle notizie provenienti da Bergamo. È stato il cambio di clima che ha 'spezzato' in due il corteo nazionale di Milano indetto dai centri sociali «contro le logiche securitarie, per l'autogestione e gli spazi sociali». Le prime voci degli scontri tra i «compagni» partiti per la città orobica per impedire l'apertura di una sede di Forza Nuova e le forze dell'ordine sono cominciate a circolare a metà del lungo tragitto iniziato alle 16 da piazza XXIV Maggio. Arrivati all'altezza di via De Amicis le preoccupazioni sono rimbalzate fino al corteo di testa che ha comunicato a tutti le poche informazioni che arrivavano via cellulare da Bergamo. Con il crescere del numero dei fermati di cui giungeva via via notizia, è aumentato il nervosismo tra i 10 mila partecipanti (il dato è degli organizzatori). È stato il punto di svolta di un corteo che, fino a quel momento, aveva attraversato la città pacificamente riempiendola di colori, maschere carnevalesche, pupazzi e cori di scherno diretti verso l'amministrazione comunale e il governo. Il serpentone ha lasciato dietro di sè il solito contorno di murales, manifesti e scritte spray (comprese quelle che recitavano 'Nassiriya festa nazionale' e 'Quattrocchi e Raciti, 10-100-1000 Nassiriye') ma senza i danneggiamenti che avevano invece contraddistinto il corteo dello scorso 24 gennaio.
I NUOVI ARRIVI - Poi, l'eco degli scontri bergamaschi ha fatto comparire decine di ragazzi a volto coperto con cappucci delle felpe, sciarpe e passamontagna. Dopo diversi minuti passati a decidere il dà farsi, il corteo, cui ha partecipato anche l'ex di Potere Operaio Oreste Scalzone, ha deciso di proseguire la sua strada fino a quando «i compagni fermati non verranno tutti liberati». I numeri si sono quindi ridotti. Sono andati via gli spezzoni dei lavoratori della Innse e delle sigle partitiche della sinistra radicale. A sfilare sono rimasti in oltre un migliaio compresi i diversi esponenti di realtà occupate di fuori Milano e di altre regioni. Dai fumogeni e dalle azioni spettacolari, come gli striscioni issati sopra Porta Romana in piazzale Medaglie d'Oro e il sabotaggio dei cancelli dei giardini di piazza Vetra, si è passati ai cestini incendiati e ai petardi lanciati contro gli agenti e i mezzi delle forze dell'ordine che controllavano a distanza. Quando la tensione ha raggiunto il culmine, all'incrocio tra viale Toscana e via Castelbarco, dove allo schieramento massiccio di agenti in tenuta antisommossa i manifestanti hanno risposto con il lancio di qualche petardo, le telefonate rassicuranti dei legali dei ragazzi fermati a Bergamo, in cui comunicavano il rilascio dei più, hanno smorzato la rabbia e i toni della protesta e il serpentone che ha paralizzato per ore il traffico del sabato ha raggiunto, intorno alle 21, il luogo da dove era partito, piazza XXIV Maggio, dove il corteo si è infine sciolto. Duro il commento del vice sindaco Riccardo De Corato: «È uno sciame delirante condito da uno squallido e vergognoso inneggiamento all'eccidio di Nassiriya».
GUERRIGLIA A BERGAMO - Scene di guerriglia urbana sabato pomeriggio in centro a Bergamo,con scontri tra le forze dell'ordine e una sessantina di esponenti della sinistra antagonista, al termine di una giornata di tensioni per l'apertura in città della sede provinciale di Forza Nuova, movimento di estrema destra. Alla fine, circa cinquanta persone sono state portate in Questura e una decina di uomini delle forze dell'ordine sono rimasti contusi e sono stati medicati al Pronto Soccorso. Il caos è scoppiato poco dopo le 18 in mezzo al traffico di via Paleocapa, quando ormai la manifestazione era terminata. Per tutto il pomeriggio cinquecento esponenti di estrema sinistra avevano manifestato con un presidio in via Quarenghi, mentre nella vicina via Bonomelli si inaugurava la sede locale di Forza Nuova, alla presenza del segretario nazionale Roberto Fiore. Non ci sono stati scontri neppure durante il corteo dei circa trecento sostenitori di estrema destra, che hanno sfilato dal piazzale della Malpensata fino a via Bonomelli, arrivando fino a un centinaio di metri di distanza dalla contestazione di sinistra. Le schermaglie si sono limitate a slogan, lanci di alcuni fumogeni ed esposizione di striscioni. I sostenitori di Forza Nuova hanno lasciato la città intorno alle 17.30 a bordo di autobus e automobili.
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| Un momento degli scontri a Bergamo |
GLI AUTONOMI - Mezz'ora dopo gli 'autonomi' hanno chiesto di poter sfilare in corteo da via Quarenghi al piazzale della Malpensata. Al rifiuto delle forze dell'ordine - e dopo alcuni attimi di tensione nei pressi dell'incrocio con via Paleocapa - il corteo si è sciolto verso via Spaventa e largo Medaglie d'Oro. Circa sessanta manifestanti appartenenti alla frangia più estrema, invece di recarsi in stazione, hanno cercato di tornare nelle vicinanze di via Bonomelli. A quel punto è partita la carica di polizia e carabinieri che, in mezzo al traffico, hanno bloccato una cinquantina di persone. Sono volati oggetti e bottiglie all'indirizzo delle forze dell'ordine e delle vetrine di alcuni negozi tra viale Papa Giovanni XXIII e Porta Nuova. La tensione è calata solo dopo una mezz'ora, in cui i manifestanti si erano sparpagliati in tutte le vie del centro di Bergamo. Per tutto il pomeriggio la circolazione in città è rimasta pressochè paralizzata, a causa delle tante strade chiuse al traffico. Al termine della giornata, la polizia ha sequestrato mazze di ferro, bastoni di legno, bandiere, un martello e alcuni caschi da motociclista. L'identificazione e gli interrogatori delle persone portate in Questura proseguirà fino a sera inoltrata. Le persone arrestate sarebbero almeno tre, ma il numero esatto si saprà probabilmente soltanto domenica . Nel frattempo, la sede di Forza Nuova resta presidiata da polizia e carabinieri.
23:50 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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13/02/2009
Presi a calci e pugni al corteo anti-Putin
Presi a calci e pugni al corteo anti-Putin
Cinquanta anziani aggrediti durante una manifestazione a Mosca: «Sono stati i membri della "Giovane Russia"». "Non c'entriamo" dice il portavoce del premier
«HO GIA' VISTO QUEI RAGAZZI AD ALTRE MANIFESTAZIONI» - Aleksei Kazakov, organizzatore della protesta anti-Putin, ha raccontato che un gruppo di teppisti lo ha circondato e ha iniziato a picchiarlo. «Ho visto quei ragazzi in molte manifestazioni nel corso degli ultimi mesi, le stesse facce» ha detto Kazakov, dopo aver trascorso le ore successive alla manifestazione prima in un commissariato di polizia e poi in un ospedale. Secondo il testimone, i teppisti sono membri di "Giovane Russia", un gruppo giovanile pro-Putin.
IL PORTAVOCE DEL PREMIER: «NOI NON C'ENTRIAMO» - Negli ultimi anni le proteste in tutta la Russia sono stati regolarmente fermate dalla polizia anti-sommossa, che interviene rapidamente per disperdere le manifestazioni non autorizzate. Ma è la prima volta che i manifestanti si trovano ad affrontare la violenza da un altro fronte: bande di giovani appartenente a movimenti ombra. A Kazakov - del Fronte Unito civile nonché sostenitore del campione di scacchi e leader del fonte anti-Putin Garry Kasparov - i teppisti hanno rotto il naso. La parola d'ordine di autorità e polizia è ora «nessuna tolleranza per la violenza». «Il governo non ha nulla a che fare con l’attività di questo tipo», ha detto Dmitry Peskov, portavoce per il Primo Ministro Vladimir Putin.
19:00 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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