14/07/2010
Sfiducia a Cosentino alla Camera Casini: «La voteremo»
Sfiducia a Cosentino alla Camera Casini: «La voteremo»La mozione di Idv e Pd, firmata anche dall'Udc, in Aula la prossima settimana. Il leader Udc: «C'è un problema di opportunità per chi sta al governo». Bossi: «Dimissioni possibili»
![]() |
| Nicola Cosentino (Ansa) |
ROMA - La mozione di sfiducia di Idv e Pd, firmata anche dall'Udc, nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino sarà esaminata dall'Aula della Camera la prossima settimana; mercoledì sera o giovedì mattina, subito dopo il decreto legge sulle missioni internazionali. Lo ha confermato la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
LA DECISIONE PRESA DA FINI - Pdl e Lega erano contrarie all'esame della mozione in luglio; la decisione è stata quindi presa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, come previsto quando manchi accordo fra i gruppi sul calendario. Il documento, non essendo prevista la sfiducia diretta per un sottosegretario, a differenza dei ministri, inviterà Cosentino a dare le dimissioni e il Governo a ritirare le deleghe. È stata invece rinviata a settembre la discussione dell'altra mozione, quella riguardante il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo.
DISSENSO DI CICCHITTO SULLA SCELTA DI FINI - Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha espresso "netto dissenso" rispetto alla calendarizzazione della mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino presentata dalle opposizioni. «Contestiamo questo metodo di lotta politica che sta usando l’opposizione per cui ogni giorno, magari chiedendo la diretta televisiva in pieno stile Samarcanda o Annozero, si fanno processi alla Camera», ha aggiunto Cicchitto parlando al termine della conferenza dei capigruppo. «Si era detto poi - ha concluso - di concentrare tutte le energie sulla manovra economica».
Controreplica di Fabrizio Alfano, il portavoce del presidente Gianfranco Fini: «Fino a quando le regole attribuiranno al presidente della Camera la facoltà di decidere la calendarizzazione di un provvedimento quando non c'è l'accordo tra i capigruppo, Fini continuerà ad assumersi la responsabilità di calendarizzare i provvedimenti in assoluta libertà di coscienza».
CASINI: «LA VOTEREMO» - «Abbiamo già presentato in passato la sfiducia a Cosentino e la voteremo». Lo ribadisce il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine dell'Assemblea annuale di Confcooperative. «Siamo garantisti e non vogliamo anticipare verdetti - precisa Casini - ma c'è un problema di opportunità per chi sta al governo. La vicenda che ha coinvolto il governatore Caldoro è veramente una cosa preoccupante e vergognosa».
BOSSI: «DIMISSIONI POSSIBILI»- Umberto Bossi, non si è sbilanciato, ma ha lasciato aperta la porta all'ipotesi di un'uscita rapida di Cosentino. «Le sue dimissioni? Sono possibili» ha detto il leader della Lega entrando alla Camera, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se le dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino siano possibili. Poi, il ministro ha aggiunto: «chiedetelo a lui».
MARONI: «NELLA LEGA NON SAREBBE SUCCESSO» - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, in un'intervista pubblicata dal «Corriere della Sera» ha detto che «la P2 fu una cosa seria, qui mi sembra ci siano più ombre che sostanza. Ma Scajola si è dimesso senza essere indagato. Gli interessati o il loro partito devono valutare se non lasciare provochi danni al governo o al partito stesso. Noi nella Lega faremmo così». Il ministro ha anche detto che «nella Lega non può accadere un caso Cosentino».
15:22 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, mozione, sfiducia, camera, cosentino, firmatari, idv, pd, udc, dimissioni, governo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/02/2010
Cosentino si dimette da coordinatore e da sottosegretario
Cosentino si dimette da coordinatore e da sottosegretario
L'esponente del Pdl, coinvolto nell'indagine della Procura di Napoli sui presunti rapporti con la malavita organizzata del Casertano, lascia ogni incarico "per evitare strumentalizzazioni".
| Nicola Cosentino (Eidon) |
IL NODO CASERTA - Sullo sfondo della decisione di Cosentino ci sarebbe il nodo delle candidature a Caserta. Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini hanno deciso infatti che il Pdl sosterrà il candidato dell’Udc Domenico Zinzi alla presidenza della Provincia di Caserta, feudo elettorale di Cosentino. All'accordo tra centrodestra e centristi il sottosegretario e una parte del Pdl campano si erano fieramente opposti, rivendicando la necessità di un candidato Pdl e indicando come possibile uomo del Popolo delle Libertà il senatore Pasquale Giuliano. Mercoledì Cosentino ha visto personalmente il premier e, a quanto viene riferito, Berlusconi avrebbe condiviso le sue ragioni ma avrebbe fatto capire di non poter fare altrimenti. Cosentino, riferisce chi è vicino e ha sentito il sottosegretario di governo dimissionario, avrebbe lasciato tutti i i suoi incarichi proprio ritenendo «l'accordo con l'Udc non più politico ma solo poltronistico». «Non mi posso sentire commissariato» è stato lo sfogo di Cosentino.
LE PAROLE DEL PREMIER - La decisione dell'esponente di maggioranza, indagato per concorso esterno in associazione camorristica e accusato dai pentiti di essere il referente politico del clan dei Casalesi, arriva inoltre nel giorno in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che «le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l'Ufficio di presidenza a decidere caso per caso», specificando che chi commette reati deve andare fuori dai partiti.
«CI SPIEGHINO IL RIPENSAMENTO» - La notizia delle dimissioni di Cosentino ha comunque colto di sorpresa il mondo politico. Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, è intervenuto in aula alla Camera per chiedere conferma delle dimissioni. «Dato che su iniziativa del Pd e delle opposizioni è stata presentata una mozione di sfiducia che venne respinta dalla Camera, vorremmo sapere adesso quali fatti nuovi hanno determinato le dimissioni di Cosentino» ha detto l'ex leader dei democratici. L’intervento di Franceschini è stato accolto da un applauso dei deputati Pd e dell’Italia dei valori. A Franceschini fa eco Pier Luigi Bersani: «Avevamo chiesto mesi fa le dimissioni di Cosentino. Allora la maggioranza le respinse, ora abbiamo chiesto, tramite il capogruppo, che il governo ci spieghi quali novità ci sono e ci spieghi il ripensamento» ha detto il leader del Pd. Per il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori Massimo Donadi la scelta di Cosentino è «solo la conclusione di una questione di potere interna al Pdl in Campania, se non una mossa elettorale. E comunque le dimissioni sono tardive ed insufficienti. Cosentino è accusato di reati gravissimi e di collusione col clan dei Casalesi. Se vuole davvero dare un segnale positivo e credibile, si dimetta da deputato e corra a farsi processare» ha detto il dipietrista. Al contrario, per il vice-capogruppo alla Camera Italo Bocchino «le dimissioni di Cosentino vanno respinte dai vertici del Pdl, al fine di garantire un suo contributo in campagna elettorale e per evitare che nella vicenda dell’alleanza con l’Udc appaia che ci sono vincitori e vinti».
Redazione online
10/12/2009
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Hanno votato contro il provvedimento 360 deputati, 226 i voti favorevoli. Negata l'autorizzazione chiesta dalla Procura di Napoli che indaga il sottosegretario per rapporti con la camorra
![]() |
| Il sottosegretario Nicola Cosentino (Ansa) |
ROMA - L'aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e candidato in pectore per il Pdl alla guida della Regione Campania, accusato di rapporti con la camorra nell'inchiesta sui rifiuti. I voti contrari sono stati 360, quelli favorevoli 226. «Prendo atto che c'è stato un voto che ha oltrepassato tutti gli schieramenti, al di là della stretta maggioranza» è stato il primo commento dello stesso Cosentino. Il quale, a risultato ottenuto, dice di «non aver avuto timore del voto segreto» perchè «sapevo, visto l'appoggio che ho avuto dai colleghi, che non poteva finire che con il diniego» alla richiesta di arresto per «un provvedimento che io continuo a ritenere abnorme» e che contiene «accuse infamanti».
IL NODO DELLA CANDIDATURA -Già la giunta per le autorizzazioni aveva dato parere negativo all'arresto. Nel pomeriggio l'assemblea di Montecitorio dovrà esprimersi sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni che chiedono sostanzialmente al governo di sfiduciare il sottosegretario indagato (e che nel caso improbabile fosse sfiduciato ha già annunciato le proprie dimissioni). Resta ora da vedere quale sarà la posizione dell'ala «finiana» della maggioranza, visto che lo stesso presidente della Camera aveva definito «inopportuna» la candidatura di Cosentino quale portacolori del centrodestra. Secondo alcune indiscrezioni, una volta incassata la fiducia della maggioranza attraverso il no alla Procura, Cosentino potrebbe essere disposto a fare autonomamente un passo indietro, revocando la propria candidatura alla carica di Governatore.
15:30 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, votazioni, contrari, processo, cosentino, collusione, camorra, arresto, camera, autorizzazione, sottosegretario economia, regione campania, accuse | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/11/2009
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Al voto l'Udc si divide. Il Pdl fa quadrato per il no. Il Pd aveva dato via libera. Respinta dalla giunta per le autorizzazioni la richiesta del tribunale di Napoli
| Il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino (Emblema) |
ROMA - La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha detto no alla richiesta di arresto nei confronti del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica.
I VOTI - La proposta del relatore Nino Lo Presti di negare l’autorizzazione al Tribunale di Napoli è infatti stata approvata con 11 voti a favore, 6 contrari e un astenuto, il radicale del Pd Maurizio Turco. Il resto dei democratici, compreso il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, ha respinto la proposta del relatore aderendo quindi alla richiesta di arresto, mentre i due componenti dell’Udc hanno espresso voti diversi fra loro: Domenico Zinzi contrario all’arresto, Pierluigi Mantini favorevole così come l’Idv Federico Palomba. Bruno Cesario, campano, ex Pd, da ieri con il movimento di Francesco Rutelli, era assente.
PAROLA ALL'AULA - La delibera della Giunta ora approderà in aula entro il 10 dicembre, termine entro il quale, come da regolamento, devono essere esaminate le richieste di arresto per un deputato. L'ultima parola su Cosentino spetta dunque all'assemblea di Montecitorio. Al Senato, invece, oggi è il giorno della mozione di sfiducia contro il segretario presentata da Pd e Idv. Il vicecapogruppo dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha invitato la maggioranza a fare quadrato in difesa dell'esponente del governo spiegando che, diversamente, si finirebbe col creare le condizioni per colpire anche Silvio Berlusconi.
«FUMIS PERECUTIONIS» - Intanto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchito denuncia la gravità del comportamento di politici dell’opposizione che alimentano «insulti e aggressioni» alla Giunta per le immunità della Camera per il no all’arresto di Nicola Cosentino. «E’ evidente che per Di Pietro e qualche altro - scrive Cicchitto in una nota- l’unica linea possibile è quella della manette. La maggioranza dei componenti della Giunta per le Autorizzazioni è stata di diverso parere e ha rilevato l’esistenza di un fumus persecutionis; non per questo va insultata e aggredita. C’è chi sta cercando di creare un pessimo clima nel nostro Paese. Va in questo senso anche la sollecitazione di chi a livello politico sostiene che tutto ciò che i magistrati affermano o deliberano va accettato a scatola chiusa».
17:10 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, patto, camorra, imprenditori, casalesi, cosentino, raccomandazioni, custodia cautelare, nomi, pentito, politici, inchiesta | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
11/11/2009
Il pentito e i nomi dei politici Spuntano Landolfi e Bocchino
Il pentito e i nomi dei politici Spuntano Landolfi e Bocchino
L'INCHIESTA - LE CARTE. L’imprenditore dei Casalesi: Cosentino è il mio padrone
| Nicola Cosentino |
NAPOLI - «Sappi che il mio padrone è Nicola Cosentino, e più di quello nessuno ti poteva raccomandare... fai conto che sei già dentro». Così diceva l’imprenditore in odore di camorra al giovane che aspettava l’assunzione nel consorzio Eco4, nato per gestire lo smaltimento dei rifiuti nell’area casertana. E lui, Nicola Cosentino, confermava: «L’Eco4 è una mia creatura, l’Eco4 song’io ! ». È la storia di questo consorzio già al centro di altre indagini antimafia che porta il sottosegretario all’Economia, nonché coordinatore del Pdl in Campania, all’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, con la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura di Napoli al giudice per le indagini preliminari. I capi di imputazione contro Cosentino sono pesanti. «Contribuiva, sin dagli anni Novanta, a rafforzare vertici e attività dei gruppi camorristi Bidognetti e Schiavone, dai quali riceveva puntuale sostegno elettorale». Inoltre, negli anni avrebbe «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche». E la richiesta di arresto viene giustificata anche con «la persistenza del debito di gratitudine» che il sottosegretario avrebbe verso i clan di Casal di Principe.
Il tessuto criminale
L’inchiesta si basa sulle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia. Il ruolo centrale è quello di Gaetano Vassallo, un imprenditore legato, per sua stessa ammissione, alla cosca di Francesco Bidognetti. Il nome dell’esponente politico del Pdl Vassallo lo fa ai magistrati per la prima volta l’1 aprile del 2008, raccontando di un incontro tra il sottosegretario e Sergio Orsi, l’imprenditore che definiva Cosentino «mio padrone», e che con il fratello Michele (ucciso a Casal di Principe nel giugno del 2008) gestiva l’Eco4. «Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Cosentino e anche l’onorevole Landolfi (Mario Landolfi, parlamentare e vicecoordinatore del Pdl in Campania; ndr ) aveva svariati interessi in quella società. Presenziai personalmente alla consegna di cinquantamila euro in contanti da parte di Orsi Sergio all’onorevole Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe». In un’altra deposizione, Vassallo riferisce quanto gli avrebbe raccontato uno degli esponenti della famiglia Bidognetti nel corso di un summit: «Ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali. In particolare, Bidognetti Raffaele (...) riferì che gli onorevoli Italo Bocchino (vicecapogruppo del Pdl alla Camera; ndr ), Nicola Cosentino, Gennaro Coronella (senatore Pdl; ndr ) e Landolfi facevano parte del 'nostro tessuto camorristico'».
La camorra
L’Eco4 era un’azienda che il gip definisce «pura espressione della criminalità organizzata». Va ricordato che si tratta di società a capitale misto, quindi anche pubblico, governata di fatto da personaggi detti «Zio» (soprannome di Francesco Bidognetti), «Panzone» e «Gigino o’ drink» e dove aveva un ruolo anche un personaggio come Emilio Di Caterino (poi pentito), uno degli autori del massacro di Castelvolturno, in cui il gruppo stragista dei Casalesi uccise sette immigrati. Nel 2002, Eco4 entra nel progetto per la realizzazione del termovalorizzatore nella provincia di Caserta. La sede viene scelta a Santa Maria La Fossa, attraverso una procedura che passa dal Commissariato straordinario per i rifiuti, all’epoca gestito da Antonio Bassolino, il quale, chiamato a testimoniare, «non sapeva fornire ragioni» sull’ordinanza firmata dal suo vice Giulio Facchi, nome che appare più volte nelle intercettazioni telefoniche dei «dirigenti» di Eco4. A quel tempo, Santa Maria La Fossa non è però sotto il controllo dei Bidognetti ma degli Schiavone, il più potente clan dei casalesi. Quindi Vassallo, che nella società è il referente dei Bidognetti, viene messo da parte: «L’onorevole Cosentino mi spiegò quali erano le ragioni della mia esclusione dal consorzio. Mi spiegò che ormai gli interessi economici del clan dei casalesi si erano focalizzati, per quanto riguarda il tipo di attività in questione, nell’area geografica controllata dagli Schiavone (...) e che pertanto il gruppo Bidognetti era stato 'fatto fuori' perché non aveva alcun potere su Santa Maria La Fossa. Ne derivava la mia estromissione. In poche parole l’onorevole Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dal clan dei casalesi».
I nipoti del cardinale
Dell’Eco4 e di Cosentino parla ai giudici anche Michele Orsi, in una deposizione del giugno 2007: «Circa il 70 per cento delle assunzioni che vennero operate per la Eco4 erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico- elettorali, richieste da Valente (Giuseppe Valente, presidente del consorzio; ndr ), Cosentino e Landolfi (...) Ricordo ad esempio le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’on. Cosentino. Sempre Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del Cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate».
Fulvio Bufi
Marco Imarisio
corriere.it
12:02 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, patto, camorra, imprenditori, casalesi, cosentino, raccomandazioni, custodia cautelare, nomi, pentito, politici, inchiesta | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
28/03/2009
Giovane bruciato vivo nel Cosentino
Giovane bruciato vivo nel Cosentino
CADAVERE RITROVATO AD ACRI. Fabrizio Greco, di 25 anni, sarebbe stato ucciso dandogli fuoco
ACRI (COSENZA) - Un giovane è stato ucciso la notte scorsa ad Acri, centro della provincia di Cosenza. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, Fabrizio Greco, di 25 anni, sarebbe stato ucciso dandogli fuoco.
IN PIENA NOTTE - Il cadavere del giovane, nato a Castrovillari, ma residente ad Acri, è stato trovato dai carabinieri verso le 4 di mattina in via Roma. Sul corpo sono stati trovati i segni di ampie ustioni.
12:08 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: giovane, bruciato, cadavere, acri, ucciso, cosentino, fuoco | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







