25/09/2010
Accelera la fusione nucleare: «Fra 15 anni energia dalle stelle»
Accelera la fusione nucleare: «Fra 15 anni energia dalle stelle»Parla il direttore dell’European Fusion Development Agreement. Il professor Francesco Romanelli: «Stiamo lavorando per consegnare al mondo il reattore ITER»
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29/07/2010
Israele, salva la spiaggia dei sogni Ragazza del kibbutz ferma le ruspe
Israele, salva la spiaggia dei sogni Ragazza del kibbutz ferma le ruspeAdi Lustig, 20 anni, di origine sudafricana, blocca il progetto per un villaggio turistico a Palmahim
Adi Lustig, vent’anni, di origine sudafricana, ha salvato dagli speculatori la spiaggia di Palmahim, una delle ultime oasi intatte sulla costa israeliana. Adi vive nel kibbutz costruito nel 1949 sulla baia ed è riuscita a convincere il governo a bloccare il progetto per un villaggio turistico, ville e palazzi a pochi metri dal mare. La battaglia ambientalista è durata due anni e mezzo: per far conoscere la protesta la ragazza si è piazzata in una tenda davanti al cantiere
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01/06/2010
Un gazebo nella villa di Lawrence, De Sica denunciato per abusivismo
Un gazebo nella villa di Lawrence, De Sica denunciato per abusivismoLa struttura rimossa dopo l’arrivo dei vigili. Capri: l'attore aveva costruito un veranda nella dimora di famiglia in cui visse lo scrittore inglese
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| Christian De Sica (Ansa) |
NAPOLI — A farli scoprire, quasi certamente, è stato un condomino spione (ce ne sono anche a Capri), perché dal basso non si riesce a vedere granché. E così anche Christian De Sica e la moglie Silvia Verdone sono finiti nel lungo registro degli abusivi celebri. Colpa della veranda fuorilegge fatta costruire su uno dei terrazzi di Villa Quattro Venti, storica dimora caprese ormai da tempo divisa in lotti separati. Una struttura in vetro da 5 metri per 2, nemmeno troppo invasiva, però tirata su in violazione dei vincoli paesaggistici e ambientali dell’isola. E che, bisogna dirlo, già non esiste più. L’attore romano e la sorella del suo amico d’infanzia Carlo non hanno opposto alcuna resistenza, anzi hanno immediatamente abbattuto il gazebo, a spese proprie, senza aspettare l’ingiunzione. Con ciò hanno sanato l’abuso edilizio, evitando la procedura amministrativa. Ma non quella penale, che è partita in automatico.
I controlli sono partiti un mese fa, quando ai vigili è arrivata la segnalazione anonima: nella residenza arabeggiante a torre quadrangolare, che fu del pittore Elihu Vedder e in cui per un breve periodo ha soggiornato lo scrittore D.H. Lawrence, c’erano strani lavori in corso. I padroni di casa al momento erano assenti, perciò il sopralluogo è andato a vuoto. Non il secondo, pochi giorni fa. Christian e Silvia, che certo non potevano dichiararsi abusivi per necessità, hanno spiegato di avere agito in buona fede. Convinti che tre pareti in vetro fossero una miglioria consentita senza speciali licenze.
La porzione di villa, arredi tutti bianchi, comprende tre o quattro camere da letto, un soggiorno e i servizi. Christian e Silvia l’hanno acquistata circa dieci anni fa. La zona più bella sono proprio le terrazze affacciate sul golfo di Napoli, dalla parte di Marina Grande. Una veranda poteva persino passare inosservata. Non allo sguardo attento dei vicini di casa. Successe una cosa simile già nel 2004, sempre a Villa Quattro Venti. Un altro condomino tirò su un cubo di cemento da tre metri quadrati. La soffiata partì anche allora, implacabile.
Giovanna Cavalli
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26/04/2010
Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»
Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»Vertice con Putin a villa gernetto. Il premier russo in visita "semi-privata". Firmati due memorandum su nucleare e Abruzzo
| Putin e Berlusconi |
MILANO - Un «affettuoso benvenuto» a Vladimir Putin, al quale «sono legato da molti anni da stima, amicizia e affetto». Così Silvio Berlusconi ha salutato il premier russo in apertura della conferenza stampa a villa Gernetto dopo l'incontro tra i due leader. Al centro dei colloqui c'è soprattutto il delicato tema dell'energia.
NUCLEARE - «Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo - ha spiegato Berlusconi - e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future» (il riferimento è al memorandum d’intesa per la collaborazione in vista della creazione in territorio russo di un reattore termonucleare sperimentale "Ignitor"). Poi l'annuncio del premier: i lavori per la prima centrale nucleare in Italia «saranno iniziati entro tre anni» e ha assicurato che il ministro Scajola è intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura. «Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l'opinione pubblica italiana». «Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento, guardando alla situazione francese - ha aggiunto il premier -. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro, hanno ormai raggiunto una consapevolezza della non pericolosità degli impianti, che portano anche tanto lavoro. In situazioni locali dove c'è bisogno di maggiori posti di lavoro si scatena la rincorsa per avere le centrali. Ne ho parlato anche con esponenti della nostra tv di Stato, stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei francesi che vivono vicino alle centrali - ha sottolineato Berlusconi -. È un lavoro che durerà più di un anno, ma è preliminare per individuare i luoghi degli impianti».
ENI - Sempre sul tema energia, nell'ottica della collaborazione Italia-Russia, è stata data notizia che l'Eni potrebbe espandere la sua collaborazione con Gazprom anche al di fuori dell'Europa, ad esempio in Africa. «Continueremo - ha detto Berlusconi - in direzione della collaborazione fra Gazprom ed Eni e penso che ci possano essere collaborazioni in paesi extraeuropei. C'è tutto un continente come l'Africa che si apre ad aziende estere e non vorremmo lasciare che fosse solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità».
L'AQUILA - Mosca ha presentato lo stanziamento di 7,2 milioni di euro per contribuire alla ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno. «Commentando il «gesto di amicizia» della Russia che stanzierà 7,2 mln di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio all'Aquila Berlusconi ha detto a Putin che «deve ritenersi obbligato ad accettare l'invito a venire ad ascoltare la prima messa quando verrà riaperta la chiesa di San Gregorio magno all'Aquila. E lui verrà».
LA CRISI - «Purtroppo - ha però rimarcato il premier - abbiamo registrato un calo di quasi il 30% dei movimenti tra noi e la Russia, una flessione legata alla crisi. Speriamo che la ripresa possa fare tornare l'interscambio commerciale ai livelli del 2008». Il premier russo ha auspicato che Russia e Italia ripristino i livelli pre crisi della cooperazione economica. «Dobbiamo fare passi attivi - ha dichiarato il capo del governo russo nella conferenza comune con il premier Silvio Berlusconi - per ripristinare il livello della nostra cooperazione, abbiamo tutto per poterlo fare. In seguito alla crisi mondiale, l'interscambio si è ridotto del 38%. Normalmente - ha proseguito - si pensa che alla base della nostra cooperazione ci sia l'energia, e prevalentemente è così, però non è tutto ciò di cui ci occupiamo insieme», ha aggiunto Putin, ricordando la collaborazione nei settori metalmeccanico, chimico, dell'aviazione e dello spazio.
UNIVERSITÀ LIBERALE - Villa Gernetto è la dimora che dovrebbe ospitare l'ateneo tanto voluto dal Cavaliere. Così Berlusconi spiega ai cronisti che i lavori per l'università vanno avanti e che i politici di livello internazionale contatti per insegnare sono già molti. «Io - aggiunge - vorrei che il primo tra i professori a inaugurare il corso fosse Vladimir Putin. L'ho chiesto a lui e dalla sua risposta- assicura sorridendo - ho capito che non sarebbe contrario a farlo».
SOCHI2014 - Il premier ha poi assicurato all'amico tutto l'appoggio dell'Italia per l'organizzazione dell'Olimpiade invernale:«Noi abbiamo ospitato a Torino con grande successo una Olimpiade invernale, e per Sochi 2014 siamo disponibili a consegnare tutta l'esperienza dei nostri tecnici ai tecnici della Federazione Russa. Con molta gioia ci mettiamo a disposizione». «Abbiamo parlato anche delle altre manifestazioni che la Russia intende ospitare, tra cui i Mondiali di calcio», ha spiegato il premier.
MATRIMONI - Infine Berlusconi ha risposto a una domanda su cosa serva per far funzionare i «matrimoni politici»: «Sono esperto in molti settori, urbanistica, editoria, televisione, sport, amministrazione pubblica, ma non ho felici risultati per quanto riguarda i matrimoni e mi astengo dal dare suggerimenti al riguardo. Per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno, mi è stato detto da qualcuno che conoscete...». Il riferimento finale di Berlusconi è chiaramente alla sua vicenda coniugale con Veronica Lario intrecciata ai recenti problemi politici con Fini.
Redazione online
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23/02/2010
L'esercito Usa arruola il mulo-robot
L'esercito Usa arruola il mulo-robot
Avviata la costruzione su progetto sviluppato al Mit. Può trasportare 180 chili per 32 chilometri su ogni tipo di terreno e riconosce il soldato da seguire
Perfetti muli da soma: obbedienti e mai testardi. Li vuole l'esercito americano per il trasporto di materiale bellico durante le ricognizioni di terra e l'impresa Boston Dynamics glieli costruisce. Ovviamente muli robot. Tutti bulloni, circuiti, software e motori. Queste macchine a quattro zampe si chiamano LS3 (Legged Squad Support System) e sono state commissionate dalla Darpa (Defense Advanced Research Project Agency) con un finanziamento di 32 milioni di dollari per 30 mesi. Sono appetibili per la Difesa statunitense perché possono trasportare carichi da 181 chili per circa 32 chilometri, su ogni tipo di terreno: scosceso, innevato e scivoloso. Una pista di ghiaccio, una montagna fangosa, un cumulo di macerie o un bosco fitto di alberi non rappresentano un problema. Insomma, i quadrupedi artificiali possono camminare accanto ai soldati in ambienti difficili, inaccessibili a moto e auto. A sviluppare l'LS3 è Marc Raibert, già professore del Mit di Boston e oggi a capo dell'industria con la commessa, che progetta robot con le zampe dagli anni 80.
MULO-ROBOT- Il suo mulo-robot non è altro che l'evoluzione di Big Dog, una specie di cavallo meccanico dalla stazza di 75 chilogrammi, ma più sofisticato: ogni volta che si trova su un terreno difficile mette in azione i sensori di equilibrio per non cadere. «E' in grado di eseguire camminate instabili come quelle dell'uomo — spiega Giulio Sandini, direttore del dipartimento di robotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) — vuol dire che i suoi motori non si fermano mai e reagiscono istantaneamente agli squilibri. Un esempio per capire meglio? Pensiamo a quando corriamo, c'è un istante in cui tutti e due i piedi sono sollevati da terra e se in quel preciso istante ci fermassimo, cadremmo. La stessa cosa succede alla macchina». A pieno carico il mulo robot deve pesare circa 570 chili (disposizioni del cliente) e camminare in maniera autonoma. «Può seguire un capo con addosso un dispositivo elettronico — dice Raibert — come un cane fedele, oppure essere guidato da un Gps». Al momento la velocità al trotto e al galoppo è limitata, al massimo viaggia a 16 chilometri all'ora. Nessuna difficoltà invece nelle uscite in pattuglia: «Individua fino a cinque persone vicine in movimento e così evita di scontrarsi con loro» dice Sandini. La tecnologia dei motori a benzina che azionano i sistemi idraulici è da perfezionare — Big Dog ne monta uno da 18 cavalli mentre LS3 ne avrà uno da 40 cavalli — cercando di aumentare l'autonomia fino a 24 ore. «Un fattore importante è l'affidabilità: se una parte meccanica si rompe, il robot cade» dice Claudio Semini dell'Iit che sta assemblando HyQ (Hydraulic Quadruped), un cyber-San Bernardo sui 90 chili, progettato per trovare le persone da soccorrere dopo terremoti, tsunami e valanghe. Il prossimo passo per migliorare LS3? Darli la capacità di evitare un numero maggiore di ostacoli in movimento e soprattutto dotarlo di motori non rumorosi, altrimenti addio effetto sorpresa. twitter@paolacars
Paola Caruso
Fonte: corriere.it
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16/02/2010
Installata la cupola, finestra sullo spazio
Installata la cupola, finestra sullo spazio
DIARIO DI BORDO VIII. Gli astronauti della Iss e la «camera con vista» sull'universo, costruita in Italia

Martedì per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà il giorno dello spettacolo. Le sette finestre della cupola installata su un lato del modulo abitato Tranquillity saranno aperte per la prima volta. E l’occhio potrà liberamente spaziare per 360 gradi cogliendo il magnifico scorrere del globo azzurro e il brillare delle stelle nel cielo nero. Finora gli uomini dello spazio dovevano accontentarsi, sullo shuttle o la stazione, di finestrelle ed oblò che non accendevano di certo la fantasia. D’ora in poi sarà diverso. Quest’ultima struttura è uno straordinario suggello finale che celebra il completamento della grande architettura. Seguendo la scorsa settimana la partenza dello shuttle Endeavour a Cape Canaveral non si sentiva che parlare della cupola: era il lancio della cupola, elemento insolito e prezioso per il lavoro degli astronauti. Da qui si governa il braccio robotizzato in azione lungo la base orbitale e si controllano gli astronauti durante le passeggiate. Ma da queste finestre si effettueranno anche osservazioni scientifiche rivolte all’universo e all’ambiente terrestre.
OLTRE IL 2020 - Il presidente americano Obama ha scelto di sostenere la stazione spaziale «almeno», ha sottolineato, fino al 2020. Tutti si impegneranno per andare oltre, al fine di sfruttare le opportunità offerte dalla nuova scienza in condizioni di assenza di gravità. È il «quarto ambiente» (come lo chiamava il professor Luigi Gerardo Napolitano, maestro della microgravità) utile per la vita sulla Terra. Nei comunicati della Nasa si sottolinea il valore di Tranquillity e della cupola «costruiti in Italia». Ciò è motivo d’orgoglio per l’ingegneria italiana. Entrambi gli elementi sono usciti infatti dalla camera bianca di Thales Alenia Space di Torino dove hanno preso forma su richiesta dell’agenzia spaziale europea Esa che poi li forniva alla Nasa. Ma sulla base orbitale vi sono vari altri moduli italiani tanto che il 50 per cento della parte occidentale della base è frutto di una nostra tecnologia d’avanguardia da preservare per il futuro.
CARATTERISTICHE - L’installazione della cupola era iniziata con qualche apprensione perché gli astronauti non riuscivano a sbloccare due bulloni che la tenevano stretta al Nodo 3 Tranquillity. Ma riprovando con maggior forza, alla fine ci sono riusciti e la cupola aggrappata all’estremità del braccio robotico volava nello spazio vuoto mentre lentamente era portata verso la destinazione finale. La colpa era tuttavia del computer il quale era programmato per esercitare una certa forza non rivelatasi sufficiente. È bastato quindi aumentare il valore e tutto si è risolto. La struttura della cupola ha un diametro massimo di quasi tre metri (2,955 per l’esattezza) ed un’altezza di 1,5 metri. Il suo peso in orbita è di 1880 chilogrammi. Delle sette finestre di cui è dotata, la maggiore è quella circolare centrale larga 80 centimetri. I vetri di silicio fabbricati negli Stati Uniti sono a quattro strati per complessivi 70 millimetri: i due più esterni (di 10 millimetri) di spessore servono a proteggere, quello interno, dagli urti degli astronauti e quelli esterni dall’impatto di micro meteoriti o spazzatura spaziale. Naturalmente è prevista la loro sostituzione in caso di danno. Le finestre saranno aperte quando servono, altrimenti rimarranno chiuse per precauzione. All’interno della cupola costata 25 milioni di euro possono lavorare contemporaneamente due astronauti. «Da questo punto di osservazione si effettueranno indagini della Terra» ha sottolineato Simona Di Pippo direttore dei voli umani all’ESA di Parigi.
Giovanni Caprara





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04/02/2010
Nucleare, il governo contro le Regioni
Nucleare, il governo contro le Regioni
L'esecutivo intende aprire nuove centrali, il veto dei governatori lo ostacolerebbe. Impugnate le leggi con cui Puglia, Campania e Basilicata hanno detto no a nuovi siti. Realacci: «Debole ritorsione»
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| La centrale nucleare mai entrata in funzione di Trino Vercellese |
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei loro territori. Lo riferiscono fonti governative. La decisione è stata presa su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e d'intesa con il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto.
CONFLITTO GOVERNO-REGIONI - Il governo ha più volte ribadito l'intenzione di riavviare un programma nucleare per l'Italia, dopo che la vittoria del referendum del 1987 aveva di fatto bloccato ogni possibilità in tal senso frenando anche i progetti già avviati a Montalto di Castro e Trino Vercellese. Ma alcune regioni avevano deciso di opporsi vietando con delle proprie leggi la destinazione del proprio territorio all'eventuale insediamento di nuovi siti nucleari. L'esecutivo chiede ora alla Consulta di dichiarare illegittimi quei provvedimenti che, di fatto, comporterebbero - soprattutto se poi seguiti da iniziative analoghe da parte delle altre regioni - l'impossibilità per il governo di individuare luoghi adatti alla costruzione delle nuove centrali.
LE MOTIVAZIONI - «L'impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito», ha spiegato il ministro Scajola. «In punto di diritto - ha aggiunto - le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perchè si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese». «Nel merito - ha continuato il ministro - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del Governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo». Il ministro Scajola ha inoltre ricordato che «al prossimo Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ci sarà l'approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l'altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari». Scajola ha poi preannunciato che «il governo impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia, strategica per il Paese».
«RITORSIONE DEBOLE» - La prima reazione politica è di Ermete Realacci, deputato Pd ed ex presidente di Legambiente: «È una debole ritorsione, visto che già il governo è di fronte alla Corte Costituzionale per l'inaccettabile legge che impone, unico caso in un paese occidentale, anche attraverso la militarizzazione dei siti, la costruzione delle centrali nucleari contro il volere delle regioni e dei territori. Quello del governo - ha aggiunto l'esponente democratico - è un approccio che rischia di condurci solo in un vicolo cieco; non sarà con la forza che si farà digerire agli italiani una scelta costosa e sbagliata». Per il presidente dei Verdi, Bonelli «la decisione di impugnare le leggi delle tre Regioni che avevano detto no al nucleare è un atto fascista e fuori dalla democrazia. E' sempre più evidente, ormai, la volontà di mettere i cittadini italiani davanti al fatto compiuto rispetto alla costruzione delle centrali nucleari, imponendole con l'esercito ed ignorando completamente la democrazia e le scelte delle regioni. Viene da chiedersi dov'è finito il tanto declamato federalismo di cui una delle forze della maggioranza, la Lega, ha fatto il proprio oggetto sociale».
Redazione Online
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25/12/2009
Como, spesi 16 milioni di euro per un muro da abbattere
Como, spesi 16 milioni di euro per un muro da abbattere
Un'ennesima storia di sprechi nella pubblica amministrazione, documentata dalla rubrica "Di Tasca Tua". Si parla, questa volta, di una recinzione che copre la vista del lago e che sarà demolita con un costo aggiuntivo di altri 2 milioni
Centocinquanta metri di lunghezza per un metro e settanta di altezza. Sono queste le misure del muro sul lago di Como, edificato nel 2006 per un costo di oltre 15 milioni di euro e destinato a essere abbattuto dopo le proteste dei cittadini. Allungata negli ultimi mesi nonostante che il sindaco Bruni parlasse di una sua demolizione entro il febbraio 2010, l'opera, benché inutile e paesaggisticamente dannosa, è stata costruita per non perdere i fondi stanziati dalla legge Valtellina di 20 anni fa. E come se non bastasse l'abbattimento costerà altri 2 milioni di euro a carico della Regione.
16:52 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/12/2009
Cina, posata la prima pietra del ponte più lungo del mondo
Cina, posata la prima pietra del ponte più lungo del mondo
Avrà sei corsie e promette di resistere a uragani e terremoti. Collegherà Hong Kong e Macao: 50 chilometri, di cui 35 sospesi sull'acqua e 5,5 immersi in un tunnel sottomarino
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| Il progetto del ponte |
MILANO - Dal 2015 Hong Kong e Macao saranno più vicine: in Cina sono iniziati i lavori per la realizzazione del più lungo ponte sul mare al mondo; complessivamente 50 chilometri, di cui 35 sospesi sull’acqua e 5,5 immersi in un tunnel sottomarino (GUARDA). Le gigantesche parti della costruzione sono tutte prefabbricate e verranno assemblate in loco. Il ponte, che collegherà Zhuhai, Hong Kong e Macao avrà sei corsie e promette di resistere a uragani e terremoti. Costo: 7,6 miliardi di euro.
FINE LAVORI - L'opera faraonica unirà il delta del fiume delle Perle con le due provincie cinesi di Hong Kong e Macao, oggi regioni amministrative speciali della Repubblica Popolare. Sarà il più lungo del mondo nel suo genere. Per la costruzione sono previsti, come sempre nel Paese, tempi rapidi: entro il 2015. La costruzione a forma di Y avrà una lunghezza complessiva di 50 chilometri, 35 dei quali sospesi sull’oceano Pacifico. Le spese saranno suddivise in parti uguali tra i tre governi di Cina, Hong Kong e Macao. L'opera è colossale: ai 5,5 chilometri del tunnel sottomarino si aggiungeranno alle due parti finali delle isole artificiali di collegamento (il progetto - pdf).
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| Le isole artificiali |
FATTORE ECONOMICO - L’autostrada presente sul viadotto sarà a sei corsie e in grado di sopportare venti fino a 201 chilometri orari. Inoltre: potrà resistere a terremoti fino a una magnitudo 8 su scala Richter, ha spiegato il responsabile del progetto, Zhou Yongling, all'agenzia di stampa cinese Xinhua. I piloni raggiungeranno un'altezza di 170 metri. Il ponte verrà realizzato soprattutto per gli indubbi vantaggi economici che porterà con sé: è parte di un piano statale della Cina che vuole spingere la regione orientale ad un'importante crescita economica entro il 2020. Tuttavia: il mega progetto si scontra con le associazioni ambientaliste che mettono in guardia dai devastanti effetti che la sua costruzione avrà sugli ecosistemi della zona. Secondo quanto riporta il britannico Guardian il Wwf ha avvertito delle conseguenze negative che i lavori avranno su alcune specie marine e vegetali, tra queste il raro delfino bianco cinese presente nel Delta del Fiume delle Perle.
RECORD - La Cina ha inaugurato a maggio dello scorso anno il ponte di Hangzhou Bay, il viadotto di 36 chilometri che collega Shanghai e la metropoli industrializzata di Ningbo. Costruito in cinque anni (con otto mesi di anticipo) è attualmente il secondo ponte sul mare più lungo del mondo. Il ponte marittimo più lungo al mondo è invece quello di Lake Pontchartrain Causeway (38,4 km) che si trova a New Orleans, negli Stati Uniti, ultimato nel 1969. Il ponte in assoluto più lungo è il Bang Na Expressway (54 chilometri) nella capitale thailandese di Bangkok.
Elmar Burchia
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03/11/2009
La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"
La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"
Ripreso il trattamento di combustibile: Pyongyang potrebbe dunque costruire altre bombe atomiche nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa
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| Barre di combustibile nella centrale di Yongbyon (Afp) |
La Corea del Nord lancia una nuova sfida alla comunità internazionale, annunciando di aver riprocessato ottomila barre di plutonio e di essere dunque in grado di produrre materiale fissile per armi nucleari. Ciò potrebbe consentire la costruzione di nuove bombe atomiche.
QUATTRO-SEI BOMBE - Il riprocessamento del combustibile nucleare è avvenuto nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa in cambio di aiuti economici, in base all'accordo raggiunto nei colloqui a sei con Corea del Sud, Cina, Usa, Giappone e Russia. Con il plutonio ottenuto, Pyongyang è in grado di produrre altri ordigni nucleari, oltre ai quattro-sei che si ritiene già possedere. La Corea del Nord ha effettuato due test nucleari, nel 2006 e a maggio di quest'anno. All' inizio di ottobre, in occasione della visita del premier cinese Wen Jiabao, il leader supremo Kim Jong-il ha detto di essere pronto a tornare al tavolo delle trattative ma chiede come primo passo un incontro diretto con rappresentanti statunitensi.
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