23/04/2012

Tanzi condannato a 17 anni e 10 mesi

Tanzi condannato a 17 anni e 10 mesi

PROCESSO PARMALAT. Pena confermata in Appello. A Tonna 10 anni

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22/06/2011

Crac alla spagnola: Liga in rosso per 4 miliardi

Crac alla spagnola: Liga in rosso per 4 miliardi

Secondo il quotidiano "Marca" solo Barça e Real Madrid riescono a gestire l’enorme debito accumulato. Tutti gli altri annaspano. almeno 21 club hanno fatto ricorso alla "Spalmadebiti". E la crisi colpisce anche basket, volley, ciclismo e pallamano

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27/09/2010

Tanzi va arrestato, pericolo di fuga

Tanzi va arrestato, pericolo di fuga

L'imputato è troppo vecchio solo per scontare la pena non la custodia cautelare. Il Pg di Milano chiede al tribunale del riesame di mandare in carcere l'ex patron della Parmalat

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21/09/2010

Tanzi non è più Cavaliere del Lavoro

Tanzi non è più Cavaliere del Lavoro

Lo ha deciso il Presidente della Repubblica. Il Ministro dello Sviluppo Economico aveva chiesto di cancellare l'onorificenza

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04/08/2010

Crac Parmalat, Calisto Tanzi non è più Cavaliere

Crac Parmalat, Calisto Tanzi non è più Cavaliere

Tanzi non è più Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. L’onorificenza più alta che lo Stato italiano riconosca ai suoi cittadini più meritevoli è stata revocata da Napolitano. Alla base della decisione i cinque patteggiamenti e una condanna in secondo grado

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Parma - Calisto Tanzi non è più Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. L’onorificenza più alta che lo Stato italiano riconosca ai suoi cittadini più meritevoli è stata revocata dal presidente Giorgio Napolitano. Il decreto è stato firmato a metà giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana.

Tanzi non è più Cavaliere Secondo quanto riportato dal quotidiano parmigiano Polis, alla base della decisione i cinque patteggiamenti e una condanna in secondo grado che l’ex patron Parmalat ha accumulato negli ultimi anni in conseguenza del crac del 2003. L’onorificenza fu concessa nel 2000 quando al Quirinale era Carlo Azeglio Ciampi. Un anno fa circa sui giornali comparve la polemica relativa alla mancata revoca del cavalierato a Tanzi e ad altri illustri poi decaduti per il loro coinvolgimento in inchieste giudiziarie. La Gran Croce, titolo regolato da una legge del 1951, è concessa a chi porta particolari benefici alla nazione, ma "salve le disposizioni della legge penale, l’insignito che se ne renda indegno" la perde. È questo il caso di Calisto Tanzi che ha finora "collezionato" alcuni patteggiamenti a Parma per le vicende legate al crac della sua multinazionale e una condanna a 10 anni in secondo grado arrivata al processo milanese per aggiotaggio.

Le "altre" benemerenze Privato del titolo di maggior prestigio, Calisto Tanzi può vantare ancora altre benemerenze. L’ex patron resta infatti Cavaliere del Lavoro, detiene ancora la medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte ed è assegnatario del premio Sant’Ilario che la città di Parma conferisce ai suoi cittadini più illustri. Questo premio lo accomuna ad altri due parmigiani coinvolti nelle vicende del crac: Luciano Silingardi e Franco Gorreri, rispettivamente consigliere indipendente del Cda Parmalat e tesoriere della multinazionale di Collecchio ai tempi del crac.

redazione online


28/07/2010

Bancarotta fraudolenta, arrestati Walter Burani e il figlio Giovanni

Bancarotta fraudolenta, arrestati Walter Burani e il figlio Giovanni

Al padre sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nel mirino anche l'offerta pubblica di acquisto di Bhd nell'ambito delle indagini sul crac della casa di moda «Mariella Burani»

 

Walter e Giovanni Burani (Imagoeconomica)
Walter e Giovanni Burani (Imagoeconomica)

MILANO - La guardia di finanza di Reggio Emilia ha arrestato mercoledì mattina a Cavriago, dove risiedono e dove si trova la sede operativa della Burani Design Holding, Walter Burani e il figlio Giovanni, con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Al padre sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre il figlio è stato portato a San Vittore. L'accusa è di aver dissipato il patrimonio della casa di moda «Mariella Burani» attraverso operazioni finanziarie, tra le quali anche il sostenimento artificioso del titolo in Borsa. Walter Burani, presidente della società, e il figlio Giovanni, ex amministratore delegato con delega alla finanza, da gennaio erano indagati, insieme a una terza persona, per i reati di aggiotaggio, falso in bilancio, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e frode fiscale. I pm prima di Natale avevano disposto la perquisizione delle sedi milanesi del gruppo in via Montenapoleone e via Verri, nelle quali la Finanza aveva sequestrato computer e documentazione. Nell'ambito dell'inchiesta sono indagati anche altri quattro manager del gruppo: Ettore Burani, Giuseppe Gullo, Kevin MarkCompere Tempestini e Stefano Maria Setti.

LA GALASSIA SOCIETARIA - Nel mirino dell'indagine, curata dai magistrati della procura di Milano Luigi Orsi e Mauro Clerici, c'è anche l'offerta pubblica di acquisto lanciata da Bdh (Burani and Design Holding) sul 15% del capitale di Mbfg (Mariella Burani Fashion Group) a metà 2008, attraverso una subholding. Bdh era stata la prima società del gruppo a fallire e ad essere accusata di esterovestizione. Bdh, Burani Designer Holding N.V., con sede ad Amsterdam, è una della holding a monte della catena di controllo di Mariella Burani Fashion Group. La società di diritto olandese, secondo la procura, in realtà ha sede a Milano: secondo i due Pm, la holding olandese ha sede effettiva negli uffici milanesi di via Verri, dove si trovano peraltro i libri contabili.

«SMANIA FINANZIARIA»
- L'attività del gruppo Burani, sostiene il gip di Milano, Fabrizio D'Arcangelo, nell'ordinanza che ha portato all'arresto dei due imprenditori, «è stata semplicemente travolta dalla smania finanziaria di alcuni membri della famiglia Burani». «Nella logica operativa di questi indagati - si legge ancora - pare che la sola ragione d'impresa fosse quella di impiegare i ricavi della gestione tipica nel cosiddetto "sostegno" dei titoli quotati in borsa», prosegue il giudice, ricordando che «anziché impiegare risorse nella produzione e commercializzazione nei settori propri, questi amministratori hanno disperso la maggior parte delle risorse per sostenere i titoli (precisamente quello di Mariella Burani Fashion Group), pur nella consapevole evidenza di dissipare il patrimonio».

«INGANNATI I RISPARMIATORI» - «Giovanni e Walter Burani, con la complicità degli altri indagati, manager e soggetti terzi - scrive ancora il gip - hanno perseguito con continuità il disegno criminale di trarre in inganno risparmiatori e creditori, nonché le autorità di controllo dei mercati, costruendo mediante operazioni fittizie la falsa apparenza di una solida realtà economica, allo scopo di drenare risorse sul mercato borsistico e dal ceto creditorio, che venivano poi, anziché impiegate in una effettiva politica di sviluppo industriale del gruppo, dilapidate per sostenere l'apparenza ingannevole di titoli floridi, in una spirale perversa che necessariamente doveva condurre al default delle imprese».

PADRE E FIGLIO - Per il giudice, Giovanni Burani «risulta essere stato l'ideatore ed il diretto gestore della sistematica attività di "sostegno" dei titoli delle quotate e dell'Opa che costituisce un ultimo ed estremo tentativo di anomalo "sostegno" del corso di borsa delle azioni di Mbfg». Walter Burani, si legge ancora, «è la figura storica di riferimento del gruppo; le scelte per così dire '"innovative" del figlio Giovanni non potevano trovare attuazione senza il consenso del padre, che risulta infatti aver costantemente appoggiato l'operato del figlio».

Redazione online


27/05/2010

Crac Parmalat, 10 anni a Tanzi «E dovrà risarcire 100 milioni»

Crac Parmalat, 10 anni a Tanzi «E dovrà risarcire 100 milioni»

La procura aveva chiesto 11 anni e un mese. Il legale dell'ex patron: Ricorso in cassazione. Confermata in appello la condanna di primo grado per aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza.

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La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi nell'ambito del processo di secondo grado per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza nell'ambito del crac del gruppo di Collecchio. L'ex patron dovrà inoltre risarcire ai risparmiatori - circa 32 mila persone associate in un Comitato - un totale di circa 100 milioni di euro a titolo di provvisionale, pari al 30% del danno provocato dal carc dell'istituto di Collecchio.

I giudici d'appello, riformando la sentenza di primo grado in cui tutti gli altri sei imputati erano stati assolti, hanno poi condannato a tre anni Luciano Silingardi, ex membro del cda di Parmalat, e a due anni e sei mesi Giovanni Bonici, ex manager del gruppo.


Confermata anche in appello l'assoluzione per i tre ex funzionari di Bank of America Luca Sala, Antnio Luzi e Luis Moncada. La procura generale aveva chiesto per Tanzi un inasprimento della pena a 11 anni e un mese, e pene fra tre e cinque anni per tutti gli altri imputati assolti dal Tribunale.


Ovviamente ricorreremo in Cassazione" ha affermato il legale di Calisto Tanzi, l'avvocato Giampiero Biancolella, commentando la sentenza. "Prendiamo atto della conferma della condanna - ha spiegato il legale - certamente il frazionamento dei processi tra Milano e Parma ha creato difficoltà nel ricostruire la vicenda". Sul fatto che Tanzi sia stato condannato anche a risarcire a titolo di provvisionale i risparmiatori, per oltre cento milioni di euro, l'avvocato ha detto: "Ciò si inserisce nel filone dei sequestri di beni che Tanzi ha già subito ed è certamente un aspetto censurabile della sentenza".


25/12/2009

In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"

In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"

 

Erano 26 le opere d'arte nascoste dalla figlia dell'ex patron della Parmalat. Revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali

 

Francesca Tanzi
Francesca Tanzi

MILANO - Triste vigilia di Natale in carcere per Francesca Tanzi. Alla figlia dell’ex patron della Parmalat è costata cara la scoperta in casa di 26 opere d’arte, tra cui quadri di artisti importanti, da parte della Guardia di Finanza l’11 dicembre durante le operazioni per il recupero del cosiddetto "tesoro" di Tanzi sfuggito agli investigatori dopo il crac del colosso alimentare. Per questo motivo, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali ottenuto dopo un patteggiamento per il coinvolgimento nella vicenda Parmalat.

SI E' PRESENTATA IN CARCERE SPONTANEAMENTE - E’ stata la stessa donna, che ha una bambina di due anni e mezzo, a presentarsi al carcere di Modena per costituirsi dopo che gli era stato annunciato per telefono il provvedimento dei giudici bolognesi. Arrestata il 17 febbraio 2004 con il fratello Stefano e quattro manager della Parmalat, Francesca Tanzi fu scarcerata l’8 marzo successivo. Il 20 febbraio 2007, Francesca e Stefano Tanzi chiusero il conto con la giustizia patteggiando insieme ad altre 15 persone, di fronte al Gup di Parma Domenico Truppa, la prima, una pena a tre anni e 5 mesi di carcere, il secondo a 4 anni e 10 mesi. Successivamente Francesca Tanzi ottenne l’affidamento in prova ai servizi sociali che sarebbe terminato tra pochi mesi.

Giuseppe Guastella


24/08/2009

Usa, Bernie Madoff ha il cancro

Usa, Bernie Madoff ha il cancro

 

L'ex banchiere sta scontando una pena da 150 anni nella carolina del nord. Lo rivela il New York Post, secondo cui prende almeno 20 pillole al giorno per un tumore al pancreas

 

Bernie Madoff al suo arrivo in tribunale a New York a marzo (Ap)
Bernie Madoff al suo arrivo in tribunale a New York a marzo (Ap)

NEW YORK- Si è preso tutta la colpa. Non ha coinvolto i suoi collaboratori per la più grande frode finanziaria della storia. In molti si sono chiesti come mai Bernie Madoff non cercasse, in qualche maniera, di trovare un'attenuante. E oggi il New York Post, spiega il perché: Madoff ha il cancro. La sua sentenza di morte era già stata scritta, quindi i 150 anni di prigione, da scontare nel penitenziario del Nord Carolina, non cambiavano poi così tanto.

LA RIVELAZIONE- Una scoperta questa che potrebbe cambiare le trame dei tanti film e libri che sono in elaborazione sulla truffa del secolo. Madoff, 71 anni, secondo una fonte del quotidiano della Grande Mela, prenderebbe 20 pillole al giorno per un tumore al pancreas. E ci si interroga sul futuro. L'ex banchiere avrebbe anche raccontato agli amici più intimi che non gli rimane tanto da vivere. «Ne parla sempre. E non sta per nulla bene», spiegano. Il suo avvocato non ha rilasciato commenti. E nemmeno quello della moglie. Intanto Madoff ha preso una svolta religiosa. In prigione partecipa alle cerimonie di preghiera dei nativi americani che attraverso il vapore cercano di purificare l'anima e il corpo. L'uomo sta facendo amicizia: è diventato molto popolare tra i carcerati, tanto che le gang cercano di reclutarlo. L'ex miliardario è stato trasferito da poco alla pittura degli steccati.


29/06/2009

Madoff condannato a 150 anni

Madoff condannato a 150 anni

 

Il finanziere davanti al giudice per la più grande truffa della storia. «Ho ingannato investitori e dipendenti. Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli»

 

Bernard Madoff (Ap)
Bernard Madoff (Ap)

NEW YORK - E' il momento della verità. O meglio, della sentenza: 150 anni di carcere al responsabile della più grande truffa della storia. «Nessun altro caso di frode è comparabile con il caso Madoff», ha detto il giudice Denny Chin, precisando che «il simbolismo della sentenza è importante perché attraverso questa si invierà un messaggio».

L'IMPUTATO: «NON HO SCUSE» - Poco prima di conoscere il suo destino, davanti al giudice, Bernard Madoff, si era girto verso le vittime del crack: «Non ci sono scuse per il mio comportamento, per aver ingannato gli investitori e i dipendenti». «Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli. Vivo in un stato di tormento. Ho commesso un errore di giudizio», ha ammesso il finanziarie. Dopo che il giudice Danny Chin ha pronunciato la sentenza in aula sono partiti diversi applausi.

IL GIUDICE: «FRODE STUPEFACENTE» - Il giudice distrettuale Denny Chin ha letto la sentenza e ha definito la frode "stupefacente". Il collegio della difesa aveva chiesto 12 anni, mentre l’accusa ne pretendeva 150, ossia il massimo della pena. Chin ha sottolineato che la truffa ha coperto un periodo superiore ai vent’anni. Ha poi osservato che il "danno alla fiducia (fra i risparmiatori, ndr) è stato massiccio". Madoff, 71 anni, si era riconosciuto colpevole di aver truffato celebrità e piccoli risparmiatori per circa 65 miliardi di dollari. La truffa portata avanti dalla sua Bernard Madoff Investement Securities ha rappresentato uno dei capitoli più drammatici della crisi economica che ha colpito gli Stati Uniti lo scorso inverno, quando l’11 dicembre 2008 gli agenti federali lo arrestarono. Nel corso degli anni, il finanziere aveva ideato una gigantesca catena di Sant’Antonio con la quale truffare gli ignari clienti con il sistema della piramidi finanziarie.

LE VITTIME - «Abbiamo perso la nostra libertà», avevano detto le vittime della maxi-truffa architettata da Bernard Madoff davanti al giudice nel corso dell'udienza alla fine della quale la corte ha pronunciato la sentenza. «Ha commesso un crimine violento e non ha mostrato alcun rimorso», avevano aggiunto, definendo la moglie del finanziere un «mostro». La prima vittima del crack salita sul banco degli imputati ha dichiarato di aver perso la propria casa, mentre la seconda vittima ha biasimato il governo per le perdite: Madoff «ha compiuto un'opera d'arte nel manipolare il governo». «Ha rubato sia ai ricchi che ai poveri», ha affermato un altro degli investitori caduto nel maxi «schema Ponzi» di Madoff, un meccanismo fraudolento a «piramide» con il quale si crea una sorta di catena finanziaria nella quale vengono garantiti ampi ritorni a breve termine solo ai primi investitori, derivanti direttamente dall'ingresso nella truffa di nuove vittime