24/05/2010
Islanda, il vulcano smette di eruttare
Islanda, il vulcano smette di eruttareSperanze per il traffico aereo. Il geofisico Gudmundsson:"L'attività del cratere è finita". Ma non è detto che non riparta
Ha paralizzato il traffico aereo europeo per un’intera settimana. Con le sue gigantesche nubi di cenere ha bloccato a terra centinaia di migliaia di viaggiatori negli aeroporti di mezzo mondo. Milioni di persone hanno dovuto imparare loro malgrado il suo impronunciabile nome. Ora il vulcano islandese Eyjafjallajokull si è placato. Dalle sue tre bocche, che viste dall’alto sembrano il volto dell’Urlo di Munch, non esce più cenere, ma solo bianco vapore.
«Ciò che posso confermare è che l’attività del cratere è cessata. Non c’è più magma che sale», ha dichiarato il geofisico Magnus Gudmundsson dell’Università dell’Islanda. In mattinata un pilota, giornalista ed ambientalista islandese, Omar Ragnarsson, aveva sorvolato il vulcano ed il ghiacciaio con un aereo da turismo: «Non c’è traccia di cenere, i crateri emettono solo vapore». Annuncio che fa probabilmente tirare un sospiro di sollievo alle compagnie aeree di tutto il mondo, che per colpa di quelle ceneri hanno accumulato centinaia di milioni di dollari di perdite.
Tutta colpa dell’Eyjafjallajokull che per 200 anni aveva dormito coperto da un ghiacciaio. Quando ha deciso di risvegliarsi, il 13 aprile, lo ha fatto con un un boato, lanciando in aria una colonna di cenere e detriti alta otto chilometri.
Già poche ore dopo la Norvegia venne costretta a chiudere per prima alcuni tratti del suo spazio aereo. Via via imitata da tutti gli altri Paesi del nord Europa. Alle 13 del 15 aprile toccò a Heathrow, il più grande aeroporto di Londra e si capì che la situazione stava per precipitare. I bivacchi di passeggeri divennero un’abitudine in giro per il mondo: a New York come in Asia. 8.000 voli soppressi in Europa il 15 aprile, 17.000 il giorno successivo, 18-20.000 al giorno dal 17 in poi con Germania, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca e tutti i paesi scandinavi privi di voli.
Occasione di festa solo per gli abitanti delle zone limitrofe agli aeroporti, come quelli di Roissy con il parigino "Charles de Gaulle" finalmente silenzioso. Il 19 aprile la chiusura toccò anche ai cieli italiani. La situazione cominciò a migliorare dal 20, ma le chiusure sono proseguite fino a due giorni fa, dettate dal principio di precauzione che ha fatto arrabbiare i più estroversi patron di compagnie aeree (su tutti, Richard Branson della Virgin e Niki Lauda), ma anche la Iata, che ancora cinque giorni fa ha attaccato l’Unione Europea per il sistema delle chiusure degli spazi aerei. Ora si tranquillizzeranno, ma gli esperti avvertono: non è detto che sia finita qui.
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04/07/2009
Il nuovo lato della Luna
Il nuovo lato della Luna
Le prime immagini inviata a terra dalla sonda LRO della Nasa. Iniziato il nuovo lavoro di mappatura del satellite. Primi scatti nella regione conosciuta come Mare Nubium

La Nasa è soddisfatta: la sonda LRO ha scattato e inviato sulla Terra le prime nitide immagini della superfice lunare. Lo scopo principale della missione è realizzare la più accurata mappatura che sia mai stata prodotta. E verificare l'eventuale presenza di residui di ghiaccio o acqua. La mappatura della Luna è così cominciata. La Nasa è tornata sul nostro satellite con due sonde, la LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) e la LCO (Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft), inviate a metà giugno.
LE FOTO - Le camere a bordo, accese il 30 giugno, hanno inviato le prime immagini della sonda LRO. Documentano i crateri presenti nella regione conosciuta come Mare Nubium, sul versante meridionale. «Le fotocamere hanno appena cominciato a lavorare e fin qui funzionano in modo ottimale», ha comunicato l'agenzia spaziale statunitense. La missione, dal costo di 483 milioni di euro, tra l'altro, dovrà cercare sulla superfice lunare potenziali avamposti e punti d'atterraggio sicuri per future missioni lunari, oltre alla presenza di acqua ai poli. L'ultima volta dell'uomo sulla Luna è stato nel 1972 con un equipaggio americano. La LRO circumnavigherà la Luna in un'orbita elittica, analizzerà e mapperà la superfice del satellite da una distanza di 50 chilometri per la durata di un anno.
16:44 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/03/2009
Danimarca, trovato un meteorite di 4 miliardi di anni fa
Danimarca, trovato un meteorite di 4 miliardi di anni fa
I frammenti recuperati da un appassionato sull'isola di Lolland: la loro composizione è inusuale
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| Un meteorite (foto generica) |
COPENHAGEN - Alcuni frammenti del meteorite caduto nel Mar Blatico al largo di Rostock a metà gennaio
sono stati trovati ora nei pressi dell'isola Lolland, in Danimarca, da un "cacciatore amatoriale" di meteoriti. La loro composizione è inusuale e gli esperti parlano di scoperta «sensazionale». FRAMMENTI - Thomas Grau di Rostock, un cacciatore di meteoriti per hobby, sbalordisce gli specialisti danesi con il suo fiuto: in un campo sull'isola danese di Lolland ha ritrovato alcuni frammenti del meteorite caduto il 17 gennaio a largo di Rostock e che ha illuminato a giorno le coste tedesche del Baltico e parti della Scandinavia. E' stato identificato come coda di un meteorite.
RARO - Gli esperti del Museo geologico di Copenhagen hanno spiegato al quotidiano «Politiken» che si tratta di uno dei rari meteoriti a disposizione della scienza. Secondo le prime analisi su alcuni frammenti messi a disposizione da Grau, si tratta di roccia primitiva dell'universo di almeno 4,5 miliardi anni. Resti di meteorite sono stati trovati in Danimarca l'ultima volta nel 1951. Secondo il geofisico Henning Haack questo tipo di meteorite è molto raro, finora ne sono stati trovati solo dieci nel mondo. Gli esperti del Museo geologico della capitale sperano ora che anche altri appassionati di meteoriti si mettano alla ricerca di resti caduti sull'isola di Lolland e che li consegnino alle autorità, come prevede per altro la legge danese.
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19/01/2009
Un meteorite nel Mar Baltico
Un meteorite nel Mar Baltico
Sarebbe caduto in mare davanti alle coste di Rostock. Allarme tra la popolazione
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| La caduta del meteorite catturata da una telecamera di sicurezza |
FULMINE E POI IL BOATO - Poco dopo le 20 dozzine di testimoni hanno intasato le linee telefoniche di centralini di polizia, allarmati da una misteriosa scia luminosa di colore blu e verde sopra le loro teste, seguita da un enorme boato. Lo spettacolo è stato osservato in almeno tre Länder della Germania, ma anche tra Rostock, Bad Doberan e Teterow, nel Circondario di Güstrow nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Alcuni fotogrammi, ripresi da una telecamera di sicurezza, documentano la caduta del meteorite a sud della Svezia. «Ero assieme a degli amici, quando improvvisamente la stanza si è illuminata», ha detto Roger Svenssons, uno dei testimoni che hanno filmato la scena. Un esperto del "Centro tedesco di ricerche spaziali" (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt, DLR), ha confermato che «probabilmente si è trattato di un meteorite: solo questa può essere la spiegazione del boato e dell'onda di pressione». Finora non è ancora chiaro se si sia effettivamente trattato di un meteroite. Anche la polizia sta indagando. Non sono però stati segnalati danni. Una donna di Rostock ha spiegato alla polizia di avere «avvertito un profondo boato», riferisce il portale online del settimanale Spiegel.
GLI SCIENZIATI - Una meteorologa dell'Istituto nazionale "Meteomedia", situato sull'isola baltica di Hiddensee, è invece sicura che lo strano fenomeno luminoso sia «di origine extraterrestre». «Non si è trattato con assoluta certezza di un fenomeno meteorologico, ma di qualcosa di natura astronomica», ha spiegato la studiosa, secondo la quale il corpo celeste sarebbe caduto in mare davanti alle coste di Rostock. Anche il "Centro di ricerca dei fenomeni extraterrestri" (Cenap) di Mannheim, attribuisce alla caduta di un meteorite l'apparizione luminosa nel cielo del Baltico ed il conseguente boato. Werner Walter, portavoce del "Cenap", ha spiegato che «dopo l'apparizione luminosa di questo oggetto si è percepito un boato, segno caratteristico dell'ingresso nell'atmosfera di qualcosa di origine spaziale». L'Agenzia tedesca per la sicurezza del volo ha confermato che non si è verificata nessuna caduta d'aereo ed ha precisato che, secondo le descrizioni fatte dai testimoni oculari, il fenomeno acustico-luminoso deve essere stato provocato con ogni probabilità dalla caduta di un meteorite.
11:40 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/11/2008
Sulla Terra cadono più asteroidi di quanto si pensasse
Sulla Terra cadono più asteroidi di quanto si pensasseSUL NOSTRO PIANETA PRECIPITANO 220 MILA TONNELLATE ALL'ANNO DI MATERIA SIDERALE. Secondo scienziati canadesi un nuovo metodo di analisi costringerà a rivedere le stime per il futuro
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| Un nuovo mtodo di analisi della supefricie terrestre rivela una quantità di crateri provocati da meteoriti maggioe del previsto |
MILANO - La Terra è bersagliata da meteoriti e asteroidi molto più intensamente del previsto. La notizia non è confortante ma certo rimette in discussione altre valutazioni «più tranquille» riguardanti in particolare gli asteroidi. Premettiamo che ogni anno sulla Terra piove una grande quantità di materiale siderale valutata intorno alle 220 mila tonnellate. E’ un numero gigantesco ma che non fa paura perché si tratta perlopiù di materiale di piccole se non piccolissime dimensioni, che non crea problemi. Ma ora i conti sono contestati dai ricercatori dell’Università canadese di Alberta dopo le nuove osservazioni vicino a Whitecourt ad ovest di Edmonton (Alberta) di un cratere meteoritico di duecento chilometri di diametro. Il risultato è frutto di un analisi delle fotografie aeree esistenti compiuta con un particolare software scritto per identificare proprio gli impatti cosmici. Il programma, in parole povere, riesce a distinguere tutte le anomalie superficiali che dall’alto emergono portando a ricostruire l’esistenza di eventuali crateri nascosti e alterati dall’evoluzione del territorio.
NUOVE STIME - «Applicando la nuova tecnologia – nota Chris Herd che ne ha guidato la realizzazione – dimostreremo che gli impatti sul Pianeta sono stati ben più numerosi nel passato e di conseguenza dovremo rivedere anche le stime per il futuro». Ogni tanto il cielo è percorso da qualche meteora molto luminosa come è accaduto il 20 novembre scorso: la taglia dell’oggetto in quel caso era analoga ad una scrivania. «Le chances che oggi abbiamo di essere colpiti da un meteorite sono quasi incalcolabili», precisa Herd. Tra i nuovi mezzi da impiegare nello studio del territorio c’è un radar Lidar. Conoscere il numero di crateri esistenti è essenziale secondo lo scienziato. Finora dalle indagini compiute dal 1950 sino ad oggi, i crateri conosciuti censiti dal Geological Survey of Canada sono 160 in tutta la Terra ed il loro diametro massimo arriva a 297 chilometri. «Ad esempio – dice Herd – un asteroide con dimensioni in grado scavare un cratere di 200 chilometri come quello che abbiamo analizzato ad Whitecourt dovrebbe cadere ogni dieci anni . Ma questo è un calcolo riferito agli impatti noti per gli ultimi 10 mila anni senza contare quelli caduti in oceano dei quali non sappiamo nulla. E mari e oceani ricoprono il 70 per cento del pianeta». Dunque non resta che indagare meglio e rifare conti più precisi, sperando nella fortuna.
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