01/12/2008

Craxi, Veltroni e le liti nel Pd Show di D'Alema da Crozza

Craxi, Veltroni e le liti nel Pd Show di D'Alema da Crozza

L'ex premier: io leader? Non ragionevole. Siamo diversi da Di Pietro. «Noi con i socialisti europei. Momento difficile, Walter va aiutato»

 

 

 

Massimo D'Alema ospite di Maurizio Crozza
Massimo D'Alema ospite di Maurizio Crozza

 

MILANO — «Un mio ruolo di guida nel Pd non è nell'ordine delle cose. Non è prevedibile, né ragionevole. E tantomeno si tratta di un'evoluzione che auspico. Ma se qualcuno pretende di mettermi zitto, questo no». Dopo la decisione di «impegnarsi di più nel partito» Massimo D'Alema sgombra il campo da dubbi riguardo alle sue ambizioni. Ma nello stesso tempo non nega la necessità di un «chiarimento». Domenica il presidente della Fondazione Italianieuropei è intervenuto a Milano a un convegno al circolo della Cultura. E poi, in serata, ha partecipato a Crozza Italia Live. Occasioni per parlare a tutto campo: dal rapporto con Di Pietro al posizionamento del Pd nel parlamento europeo. «Veltroni ha una responsabilità difficile e va aiutato — ha detto conciliante D'Alema davanti alle telecamere di La7 —. È necessario vedere insieme come fare. Il Pd è un grande progetto ma attraversiamo un momento difficile. Sarebbe assurdo ricondurre queste difficoltà ai complotti che farei io. Non ne avrei nemmeno le forze». Il presidente di Italianieuropei assicura di voler «dare una mano» e dice che «per quanto riguarda un nuovo leader — quando ce ne sarà bisogno — dovrà essere una persona di un'altra generazione».

L'«offerta di aiuto» di D'Alema è vista bene dal vicesegretario del Pd, Dario Franceschini: «Al partito serve che i giocatori non si facciano gli sgambetti tra di loro ma si passino la palla e sostengano il capitano. Che in questo momento si chiama Veltroni. D'Alema lo sa e sono certo che la sua è un'offerta di lavoro per il suo partito». Fuori dall'orticello del Pd, il presidente di Italianieuropei mette paletti riguardo al rapporto con Di Pietro: «Il Pd ha la forza sufficiente per trovare in sé una linea politica e un atteggiamento verso le istituzioni che ci rendano diversi dal movimento di Di Pietro». Mentre nel parlamento europeo il partito democratico dovrebbe «costituire uno schieramento riformista insieme con i socialisti». Più in dettaglio: «Il campo progressista è più ampio di quello socialista. Il nostro contributo può essere importante. Dobbiamo andare oltre i confini dell'internazionale socialista ma senza rompere».

La disponibilità a «dare una mano» non deve far pensare a un D'Alema buonista. Ce n'è per Romano Prodi: «La crisi Ue nasce anche dal suo allargamento frettoloso, non preceduto da una riforma delle istituzioni. Questo è stato un errore politico». E qualcuno nella platea milanese della Casa della cultura legge un riferimento a Veltroni e al suo acquisto di un appartamento a Manhattan quando D'Alema parla delle famiglie italiane «che oggi si muovono sul mercato immobiliare americano approfittando della crisi». Numerosi i riferimenti anche alla fase critica attraversata dal partito. «In 148 anni dall'unità d'italia la sinistra è andata al governo solo due volte, con lei e con Craxi...», ha fatto notare Crozza. Una realtà che — secondo D'Alema — ha a che fare con i limiti storici e culturali della sinistra oltre che con il blocco dell'alternanza durante la guerra fredda. Per finire, l'autocritica. «Quando ho sbagliato ho sempre pagato di tasca mia».

 


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28/11/2008

Berlusconi ai suoi: non andate da Crozza

Berlusconi ai suoi: non andate da Crozza

«Manca il contraddittorio» avrebbe detto il premier ai ministri in Cdm, riferendosi alla trasmissione del comico, la replica: «presidente venga lei, avrà una settimana per pensare alle risposte»

 

 

Maurizio Crozza imita Walter Veltroni (arcivhio Corriere)
Maurizio Crozza imita Walter Veltroni
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROMA - Un invito rivolto da Silvio Berlusconi ai ministri del suo governo a non partecipare a trasmissioni televisive dove manca il contraddittorio. Questo il piccolo fuori programma nel corso del Consiglio del ministri, durante il quale il premier, hanno raccontato alcuni dei presenti, avrebbe fatto riferimento esplicito al comico Maurizio Crozza e al suo Crozza Italia Live, in onda su La7. In particolare Berlusconi avrebbe messo in evidenza la difficoltà degli ospiti nel poter rispondere alle domande del comico, avendo pochi secondi a disposizione, a differenza invece del conduttore che ha una settimana di tempo per preparare quesiti con cui mettere in difficoltà, di volta in volta, i diretti interessati.

«PRESIDENTE, VENGA LEI»- Pronta la replica di Crozza. «Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino», ha detto ironizzando il comico. «In ogni caso - ha aggiunto - non voglio sfuggire al dibattito, riconosco che è vero: io preparo le domande con anticipo e un povero ministro deve rispondere al volo. Gli verremo incontro: domenica prossima, in diretta - ha annunciato il conduttore di Crozza Italia Live - farò qualche domanda a Berlusconi, e lui avrà una settimana per pensare alle risposte. Lo aspettiamo dunque in diretta la domenica successiva, 7 dicembre, ultima puntata di Crozza Italia Live. Venga, Presidente!» ha concluso.

ARTICOLO 21 - Commento sul filo dell'ironia da parte del portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. «Si è sparsa la voce che il premier Berlusconi avrebbe consigliato ai suoi ministri di non andare come ospiti alla trasmissione di Maurizio Crozza su La7 perché fa domande sgradite. Non c'è bisogno di attendere la solita smentita, perché non vi è dubbio alcuno che questa frase sarà stata pronunciata da un suo un cattivo imitatore» ha detto Giulietti. «Siamo certi - ha aggiunto - che lunedì prossimo sarà lo stesso Berlusconi a recarsi negli studi di La7 per rispondere alle domande di Crozza. Sarebbe infatti davvero grave - ha concluso - se il premier invece di occuparsi della crisi e della recessione occupasse il suo tempo per prendersela di volta in volta con i conduttori televisivi».

 


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