06/08/2010
Ecco la nuova Italia tra oriundi, sorprese e rivoluzionari
Ecco la nuova Italia tra oriundi, sorprese e rivoluzionariCesare Prandelli ha operato una netta chiusura con il passato a tal punto da convocare un solo reduce campione del mondo: De Rossi. Spazio ai giovani, alle sorprese come Lazzari e ad Amauri. E lì davanti i due bad boys Cassano e Balotelli
Doveva essere rivoluzione e rivoluzione è stata. Prandelli ha mantenuto le promesse, e il coraggio di certo non gli è mancato. Le convocazioni del nuovo ct sono all'insegna del rinnovamento e dell'allegria. Nella lista dei 23 non c'è spazio per il passato, dei campioni del mondo l'unico superstite è De Rossi, delle scelte di Lippi solo qualche nome sparso qua e là. La rivoluzione d'altronde si fa con i rivoluzionari. E allora si riparte da Cassano e Balotelli. Dal sorriso sornione di chi non ha mai nascosto la sua incompatibilità con Lippi ed è pronto finalmente a prendersi la sua rivincita. Ma anche dal sorriso, ritrovato, di chi non sa dove giocherà domani, ma sa per certo dove sarà martedì sera: in Inghilterra si, ma a Londra, per l'amichevole contro la Costa d'Avorio, l'appuntamento con la sua prima maglia azzurra.
E a proposito di prime volte, ringrazia anche Amauri, che dopo l'avvio di stagione positivo con la Juve, avrà la chance di provare a convincere gli scettici. Con la sua convocazione Prandelli apre ufficialmente le porte della Nazionale agli oriundi. Le chiude invece, almeno per adesso a Gilardino, un giocatore che non a caso conosce molto bene. C'è bisogno di sperimentare e bisogna vedere all'opera nuovi giocatori. Ecco spiegate allora anche le scelte in difesa: Antonini, Cassani, Astori, Lucchini, Molinaro e Motta, al fianco dei confermati Chiellini e Bonucci. Novità anche in porta, dove, complice l'infortunio di Buffon, le seconde scelte di Lippi diventano le prime di Prandelli: Marchetti, Sirigu e la new entry Viviano avranno la loro chance in azzurro.
Chissà se ce l'avrà invece Pazzini, che proprio a causa del rapporto difficile con Prandelli aveva deciso di lasciare la Fiorentina per la Samp. Poteva diventare viola Giuseppe Rossi, un giocatore che il ct stima da sempre, e che ora ha riportato in Nazionale dopo l'esclusione mondiale, così come Borriello. Con loro, Quagliarella, Amauri, Cassano e Balotelli l'Italia proverà a tornare a stupire. Anche più di quanto non abbia già fatto Prandelli.
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18/05/2010
Lippi taglia Grosso e Candreva: no ai debiti di riconoscenza
Lippi taglia Grosso e Candreva: no ai debiti di riconoscenzaIl ct della Nazionale ha deciso di ridurre la lista dei convocati da 30 a 28 giocatori senza però comunicare quali saranno le 4 riserve: "Non faccio un'Italia con debiti di riconoscenza. Abbiate fiducia in questa squadra"
Dopo aver ristretto il gruppo della Nazionale a 30 giocatori, oggi Marcello Lippi ha reso nota la lista dei 28 giocatori che partiranno per il ritiro di Sestriere il prossimo 23 maggio. Il ct doveva tagliare inizialmente tre giocatori anche se poi ha preferito escluderne solo due: Grosso e Candreva. Lippi non ha però stabilito le gerarchie tra i 28 rimasti. In poche parole il tecnico viareggino non designerà i 23 "sudafricani" e le 4 riserve. La lista definitiva dei 23 andrà consegnata entro il 1 giugno.
"Non faccio un'Italia con debiti di riconoscenza". Marcello Lippi lo ha detto ufficializzando l'esclusione di Fabio Grosso e Antonio Candreva dopo l'anticipazione della notizia uscita prima del via della conferenza stampa. Il ct ha spiegato così la riduzione a 28 della lista iniziale dei 30 azzurri per Sudafrica 2010, lasciando fuori anche uno degli uomini simbolo del mondiale vinto in Germania come Grosso. "28? Mi sono preso altri dieci giorni per riflettere" ha aggiunto Lippi.
"Abbiate fiducia in questa squadra". Marcello Lippi, ct della nazionale azzurra si rivolge ai rappresentanti che gli stanno davanti in occasione della conferenza stampa per l'annuncio dei 28 giocatori che proseguiranno lo stage al Sestriere, chiedendo di avere fiducia nel suo lavoro ed in quello dei suoi ragazzi. "Voi che siete una componente importante del mondo del calcio è importante che trasmettiate alla gente un po' di fiducia indipendentemente del fatto che ci sia o no il calciatore di fantasia. Perchè quando c'è stato, la nazionale è tornata a casa subito dopo il girone di qualificazione, mentre in altre occasioni quando non c'era è andata fino in fondo. E' giusto ricordarlo".
Questa la lista dei 28 comunicata oggi da Lippi.
PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari), Salvatore Sirigu (Palermo).
DIFENSORI: Salvatore Bocchetti (Genoa), Leonardo Bonucci (Bari), Fabio Cannavaro (Juve), Mattia Cassani (Palermo), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).
CENTROCAMPISTI: Mauro German Camoranesi (Juve), Andrea Cossu (Cagliari), Daniele De Rossi (Roma), Ivan Gennaro Gattuso (Milan), Claudio Marchisio (Juve), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese), Andrea Pirlo (Milan).
ATTACCANTI: Marco Borriello (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Giampaolo Pazzini (Sampdoria), Fabio Quagliarella (Napoli), Giuseppe Rossi (Villareal).
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11/02/2010
La stranezza del Lippi bifronte
La stranezza del Lippi bifronte
L’analisi. Il c.t. azzurro e i suoi rapporti con la Juventus: una situazione poco chiara e di poca utilità
| Il ct della Nazionale Marcello Lippi |
Due cose mi sembrano evidenti intorno alla Juve attuale. La prima è che Rafa Benitez si sta allontanando, forse non c’è mai stato. Due settimane fa veniva dato per certo, già sotto contratto, forse per subito, di sicuro per giugno prossimo. Ora si parla tranquillamente di Allegri e Prandelli mentre nel frattempo è arrivato addirittura un quarto uomo, Zaccheroni e un quinto è stato bruciato, Gentile. Se c’è una cosa che la Juve ha perso nel dopo Moggi-Giraudo è il controllo dell’informazione che la riguarda. Prima usciva quello che volevano i capi, ora esce di tutto. Forse è una conquista, ma è difficile capire per chi. È come se tra la società e il mondo della comunicazione ci fosse un eccesso di leggerezza, di eleganza, di non competenza, che diventa un vuoto a cui nessuno si ribella. Non può essere vero tutto e il contrario di tutto. Questo crea un’incompetenza generale che non è né accettabile né corretta. La seconda cosa evidente è che dietro le scelte della Juve c’è Marcello Lippi. Ferrara, Candreva, Grosso, Cannavaro ne sono dimostrazione.
E del resto lui stesso ammette di aver dato consigli alla sua vecchia squadra. Non c’è niente di pessimo, qualcosa è comprensibile, ma deve essere chiaro che non funziona così. Il commissario tecnico dell’Italia è una figura super partes che non può diventare l’ufficio di consulenza di nessuno. Lippi non ha mai capito bene la differenza tra il suo ruolo e quello di un tecnico di società. È facile confondersi nel calcio dove si pensa tutti di venire dallo stesso mondo. Ma i ruoli sono opposti. Un tecnico lavora nel privato, il c.t. lavora nel pubblico, risponde al pubblico. Alla tua gente puoi far non sapere, puoi chiedere sacrifici di pazienza. A tutta la gente no. Ha anzi diritto di sapere. E tu c.t. hai il dovere di rispondere, non puoi dire «questi sono fatti miei», esistono solo «fatti nostri». A questo punto la cosa potrebbe diventare grave. Nel senso di alcune domande. La Federazione sapeva che Lippi dava consigli a una società? Sapeva ci fosse un rapporto di pre-contratto tra Lippi e questa società? E se lo sapeva, questo la rendeva sicura della trasparenza di Lippi in sede di convocazioni? Mettiamo non sapesse niente e non ci sia niente. È accettabile un così grande numero di equivoci senza una sola nota di chiarezza? È in sostanza accettabile quest’aria di ignoranza generale che la stampa accetta e l’ignoranza particolare che è invece l’ente pubblico ad alimentare? La nazionale non può fare calciomercato, ha il dovere della sintesi e della chiarezza.
Diversamente va in rotta di collisione con le società dei cui tecnici vorrebbe avere i benefici. Ultima considerazione, quasi a margine. Lippi è stato e resta un grande allenatore. Con Capello è stato forse il più moderno espresso dal cuore della scuola italiana. Ma sempre un allenatore è stato. Ora gli si chiederebbe di essere il padre della patria juventina, il garante di ogni situazione tecnica. Punto primo: che valore avrebbe in questa situazione l’allenatore reale della Juve? Di ascoltatore o protagonista? E quali vantaggi avrebbe a essere ascoltatore? In sostanza, Lippi va benissimo, ma se continua a fare l’allenatore. Punto due: come uomo mercato Lippi sarebbe un esordiente, un altro dopo la lunga serie di esordienti juventini. Un tecnico ragiona da artigiano, vede nei giocatori potenzialità che lui può tirar fuori, ma non può dire se altri tecnici ci riusciranno. Infatti Lippi in quelli che sembrano essere stati i suoi consigli alla Juve, ha fino a ora fallito. E allora di cosa stiamo parlando? Dobbiamo davvero tutti commettere una lunga serie di scorrettezze senza sapere a cosa serviranno?
Mario Sconcerti
15:34 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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