02/10/2010

Cuore artificiale a un 15enne: intervento storico a Roma

Cuore artificiale a un 15enne: intervento storico a Roma

E' la prima volta che a un adolescente viene impiantato un muscolo cardiaco permanente alimentato elettronicamente. Dopo l'operazione, il ragazzo, che sta bene, avrebbe detto alla madre: "Non mi disturbare mi sto lavando i denti"

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13/10/2009

Nuoto, è morto Castagnetti il tecnico dei trionfi azzurri

Nuoto, è morto Castagnetti il tecnico dei trionfi azzurri

 

LA PELLEGRINI: «SONO SCONVOLTA E SCIOCCATA». Il commissario tecnico della nazionale italiana era stato operato al cuore nei giorni scorsi

 

Alberto Castagnetti
Alberto Castagnetti

ROMA - Lutto nel mondo del nuoto: è morto Alberto Castagnetti. Il commissario tecnico della nazionale italiana, che aveva 66 anni, era stato operato nei giorni scorsi al cuore. «Sono scioccata, è una notizia che mi lascia sconvolta» ha detto molto emozionata la campionessa olimpica Federica Pellegrini, che ha appreso della morte del ct azzurro e suo allenatore mentre era in compagnia del fidanzato Luca Marin. «La notizia - ha detto la Pellegrini - si è rincorsa come un tam tam e in questo momento non trovo le parole».

BIOGRAFIA - Castagnetti era nato a Verona il 3 febbraio 1943. Da atleta partecipa ai Giochi Olimpici di Monaco 1972 e ai Mondiali di Belgrado 1973, inoltre conquista numerosi titoli italiani con le staffette e si piazza secondo nei 100 stile libero ai Campionati Assoluti di Napoli nel 1969. Commissario tecnico della Nazionale Italiana di Nuoto ininterrottamente dal 1987, ha allenato nel passato campioni del calibro di Giorgio Lamberti, Roberto Gleria, Marcello Guarducci e Domenico Fioravanti. Grazie alla sua conduzione, l'Italia del nuoto ha arricchito il medagliere olimpico con 4 ori, 2 argenti e 7 bronzi, diventando così una delle più rilevanti potenze mondiali. Nel quadriennio che ci ha portato alle Olimpiadi di Pechino è cresciuta la striscia di risultati importanti sotto la sua direzione tecnica: dal primo storico oro olimpico al femminile di Federica Pellegrini nei 200 sl al doppio titolo mondiale di Filippo Magnini nei 100 sl, dai record mondiali della Pellegrini nei 200 sl e 400 sl, al primo oro europeo donne a Budapest 2006 nei 400 misti di Alessia Filippi che stabilisce anche il record europeo nei 1500 sl, le 60 medaglie internazionali (4 alle Olimpiadi, 5 ai Mondiali, 10 ai Mondiali in vasca corta, 21 agli Europei e 20 agli Europei in vasca corta) di Massimiliano Rosolino e il prestigioso primato continentale della 4x200 sl "rosa". Il post Giochi Olimpici 2008 è ripartito con ancora grandi soddisfazioni per Castagnetti, il ct più vincente del nuoto italiano. Il 2009, l'anno del trionfo di Federica Pellegrini ai mondiali di Roma, aveva visto in precedenza la stessa nuotatrice tornare in possesso del miglior crono mondiale, prima nei 200 agli assoluti di Riccione e poi nei 400 sl a Giochi del Mediterraneo di Pescara dove assieme alla Filippi e agli altri big azzurri ha portato una gran quantità di medaglie. Castagnetti è deceduto nella sua abitazione di Albizzano, frazione di Negrar (Verona). La moglie Isabella era uscita e, al rientro in casa, lo ha trovato morto. Il ct del nuoto azzurro lascia quattro figli (due dal primo e due dal secondo matrimonio).

ROSOLINO - «Lo sport perde un amico e un grande professionista: è un giorno molto triste perchè non solo il nuoto ma tutto il mondo dello sport perde un amico del bordo vasca, un grande professionista». Queste le parole del nuotatore azzurro Massimiliano Rosolino a CNRmedia. «Castagnetti era una persona che si distingueva per la sua allegria e per l'entusiasmo che ancora aveva dopo anni di lavoro - ha spiegato - Una cosa che tutti i ragazzi dovrebbero seguire nei loro allenamenti».

PETRUCCI - Appresa la notizia, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, si è detto «scioccato, incredulo». «Fatico a trovare le parole - ha dichiarato. - In questo drammatico momento il mio primo pensiero è rivolto alla famiglia, alla quale a nome dello sport italiano porgo le più sentite condoglianze. Non è un mistero che Castagnetti era una persona che stimavo come uomo e come tecnico. Non sono io a dover ricordare i suoi successi e le medaglie che ha regalato allo sport italiano, che sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo perso un campione al quale tutti dobbiamo riconoscenza per le emozioni che ci ha regalato. Addio Alberto, ci mancherai». «Mi mancherà non tanto il tecnico quanto l'uomo - dice il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi -. Castagnetti era una persona con la quale era piacevole conversare di tanti argomenti, non soltanto di sport. È stato un genio da Commissario Tecnico e ci ha fatto gioire come nessun altro nella storia del nuoto. Avevamo tanti progetti per il futuro, tante idee da sviluppare. Con la sua improvvisa scomparsa, Alberto lascia un vuoto incolmabile nel Coni, nella Federazione, nei suoi atleti. E noi che gli abbiamo voluto bene ci sentiamo tutti più soli».


11/04/2009

Rientra tardi a casa: il padre lo uccide con una coltellata

Rientra tardi a casa: il padre lo uccide con una coltellata

 

È successo ad anzio. Un giovane indiano di 21 anni colpito al cuore dopo una violenta lite con il genitore

 

ROMA - Un cittadino indiano di 49 anni ha ucciso il figlio di 21 anni con una coltellata al cuore. Il fatto è avvenuto ad Anzio, sul litorale romano. Alla base del gesto una lite scoppiata, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale Compagnia, perché il giovane era rincasato troppo tardi.

IL LITIGIO - La vittima, un commerciante, era tornato a casa poco dopo l'una facendo arrabbiare il padre, di professione operaio, perché non aveva rispettato le regole e gli orari imposti dalla famiglia. Durante la lite il padre, colto da uno scatto d'ira, ha afferrato un coltello da cucina con il quale ha colpito il figlio al petto. Resosi conto della gravità del suo gesto l'uomo, insieme alla moglie, ha chiamato il 118 ma gli infermieri giunti poco dopo non hanno potuto fare nulla. Il ragazzo, trasportato all'ospedale di Anzio, è morto poco dopo. L'omicida è stato arrestato e trasferito nel carcere di Velletri.


20/11/2008

118 giorni senza cuore, poi il trapianto

118 giorni senza cuore, poi il trapianto

La giovane ha vissuto per tutto questo tempo grazie ad una macchina. Primo intervento su una 14enne americana. Lo realizza l'equipe guidata da un chirurgo italiano

 

 

 

D'Zhama Simmons, la ragazza su cui è stato effettuato il trapianto (Ap)
D'Zhama Simmons, la ragazza su cui è stato effettuato il trapianto
WASHINGTON - Un'equipe guidata dall'italiano Marco Ricci ha portato a termine con successo un trapianto cardiaco su una ragazza di 14 anni che è rimasta per 118 giorni senza cuore, sopravvivendo solo grazie ad una macchina che per quasi tre mesi le ha pompato sangue nell'organismo. È avvenuto a Miami e i medici hanno precisato di essere a conoscenza di un solo caso analogo, avvenuto in Germania, ma che riguarda un paziente adulto.

PRIMO CASO AL MONDO - Su una paziente così giovane si tratta del primo caso al mondo. La ragazza, D'Zhama Simmons, del South Carolina, con un fil di voce ha detto in una conferenza stampa tenuta al Miami/Jackson Memorial Medical Center di aver vissuto un'esperienza «spaventosa», ma ha anche aggiunto di sentirsi ora «abbastanza bene». «È stato come sentirsi una persona che non esiste. Tutto dipendeva dal buon funzionamento di un macchina». La paziente soffriva di una cardiomiopatia dilatata, una patologia tale per cui il cuore si dilata senza avere la forza di pompare il sangue. Sottoposta ad un primo trapianto cardiaco il 2 luglio scorso al Miamìs Holtz Children's Hospital, D'Zhama Simmons ha rigettato l'organo, che è stato rimosso. Da allora le sono state collegate due pompe cardiache esterne, che sono rimaste in funzione fino al 29 ottobre, giorno in cui è stata sottoposta ad un nuovo trapianto.

 

Il dr Marco Ricci spiega come è stato condotto l'intervento (Ap)
Il dr Marco Ricci spiega come è stato condotto l'intervento
118 GIORNI SENZA CUORE - «Lei ha vissuto per 118 giorni senza cuore, con la sua circolazione sanguigna consentita solo grazie a due pompe esterne» ha detto il professor Ricci, direttore del reparto di chirurgia cardiaca pediatrica. Per tutto il periodo la paziente ha potuto muoversi, fino a quando non è stato trovato un cuore compatibile. Per il nuovo trapianto i chirurghi hanno proceduto trovandosi di fronte un intervento mai tentato prima: un trapianto cardiaco per inserire un cuore in un paziente che ne era privo. «A quanto ci risulta un intervento così, soprattutto su un paziente così giovane, non era mai avvenuto» ha detto Ricci.

 


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03/11/2008

Il «cerotto» biotech per il cuore

Il «cerotto» biotech per il cuore

REALIZZATO AL MIT DI BOSTON. Servirà in futuro per l'infartio. É disseminato di cellule staminali e si integra con il tessuto cardiaco

 

 

 

 

Micrografia confocale della struttura realizzata dai ricercatori dell'Mit di Boston (http://web.mit.edu)

 

 

 

 

 

 

 

BOSTON - Per riparare il cuore colpito da infarto o curare malformazioni congenite, in futuro potremo ricorrere a una sorta di cerotto biodegradabile. A metterlo a punto gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology - Mit di Boston. Il «cerotto» é in realtà un supporto fatto a fisarmonica su cui vengono «seminate» cellule staminali cardiache

PROGRESSO - Rispetto a tentativi simili realizzati in precedenza, ha spiegato George Engelmayr sulla rivista Nature Materials, il vantaggio di questa «impalcatura» è che rispecchia fedelmente il tessuto cardiaco sia dal punto di vista strutturale, sia per le sue proprietà meccaniche, quindi si integra bene con esso. Le cellule cardiache sono disposte tutte con una certo orientamento che permette loro, come in un'onda, di trasmettersi l'impulso elettrico che fa battere il cuore. Gli esperti utilizzando un laser simile a quello usato per curare la miopia, hanno realizzato questo «scheletrato» di tessuto e poi hanno «seminato» su di esso cellule neonatali cardiache di topo. Stimolato elettricamente il tessuto, in modo simile a quel che avviene nel cuore le cellule si sono orientate tutte ordinatamente in una certa direzione, esattamente come succede al tessuto nativo del cuore. «Abbiamo seguito il più possibile le lezioni della natura - hanno concluso gli scienziati del MIT - e creato un tessuto molto simile a quello nativo e quindi veramente utile in futuro per eventuali applicazioni terapeutiche».


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18/09/2008

Spazzola i denti per salvare il cuore

Spazzola i denti per salvare il cuore

La proliferazione dei batteri del cavo orale responsabile del rischio. Recenti studi ribadiscono l'importanza dell'igiene orale per prevenire infarto e ictus.


Un'altra ragione per spazzolarsi bene i denti? Proteggere il proprio cuore. Non è esattamente una novità, ma è stato fortemente ribadito durante il congresso della Society for General Microbiology in corso a Dublino dopo la presentazione di alcuni nuovi studi scientifici in proposito. «Le infezioni batteriche gengivali sono un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari», ha sottolineato Howard Jenkins, dell'università di Bristol. «In altre parole, non importa quanto grassi o magri siamo, o quanto è alto il nostro colesterolo. Avere una bocca "in disordine" rappresenta comunque un rischio per il cuore». Ci sono almeno 700 diversi batteri nel cavo orale umano e omettere l'uso dello spazzolino rischia di farli proliferare troppo. Fra questi batteri ce ne sono molti «buoni», essenziali per la nostra salute, ma altri meno benigni, che possono avviare una cascata di eventi biologici la cui conseguenza può essere l'aumento del rischio di attacchi di cuore o ictus.
Un'altra ragione per spazzolarsi bene i denti? Proteggere il proprio cuore
GENGIVE SANGUINANTI - «Se si hanno delle gengive sanguinanti» ha spiegato Steve Kerrigan, del Royal College of Surgeons a Dublino, «i batteri possono più facilmente entrare nel torrente circolatorio e aderire alle piastrine, facilitando la loro tendenza ad aggregarsi e a formare "tappi" che possono danneggiare il buon scorrimento del sangue». «Abbiamo dimostrato che i batteri possono usare diversi meccanismi per per favorire questa tendenza all'eccessiva aggregazione delle piastrine (che in una certa misura è normale e utilissima per evitare emorragie ndr)». Ciò non solo crea una condizione che favorisce infarti e ictus, ma «protegge» anche i batteri dall'attacco del sistema immunitario e di eventuali terapie antibiotici. In un'altra ricerca,. condotta da Greg Seymour, dell'University of Otago Dunedin in Nuova Zelanda, è stato dimostrato che altri batteri di provenienza orale possono provocare aterosclerosi attraverso la cascata dei fenomeni biologici legati all'infiammazione.
 
 
 
Già uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology nel 2004 aveva evidenziato che il 91% dei pazienti con malattie delle coronarie soffrono anche di malattie paradontali (contro il 66% dei coetanei non malati). Un' altra ricerca della Columbia University (New York), pubblicata sulla stessa rivista nel 2005 aveva messo in risalto la relazione tra i livelli batterici della bocca e lo spessore della parete delle carotidi.

DENTI E ALTRE MALATTIE - Varie ricerche in passato avevano già messo in evidenza che esiste un nesso, per esempio, anche tra la malattia parodontale e il diabete, in cui è probabilmente lo squilibrio glicemico a indebolire la resistenza delle gengive ai batteri. Lo stesso dicasi per l'osteoporosi, che va a minare anche le ossa mascellari e mandibolari. L' indicazione, per chi soffre di questi disturbi è un' igiene dentale particolarmente accurata. Altri studi hanno rilevato la concomitanza con diverse infezioni dell' apparato digerente e di quello respiratorio, in cui evidentemente si verifica un «passaggio di germi». Ed è nota la suscettibilità alla malattia parodontale della donna in gravidanza. Le donne che si sottopongono a trattamenti per stimolare la fertilità, infine, sono più a rischio di infiammazioni gengivali, che potrebbero a loro volta compromettere il successo della terapia. Lo ha suggerito uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology. Da qui il consiglio alle donne che si sottopongono alla stimolazione ovarica: igiene orale meticolosa e pulizia dentale più frequente per assicurarsi gengive in salute. Le variazioni ormonali che si verificano con la stimolazione ovarica, come del resto durante la gravidanza o in chi assume la pillola anticoncezionale, possono favorire modificazioni a livello del tessuto gengivale, che diventa edematoso e più vascolarizzato.


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