29/11/2011

Mafia, 36 arresti: le mire dei boss sul centro commerciale di Zamparini. Gli «scappati» che volevano rifare la Cupola.

Mafia, 36 arresti: le mire dei boss sul centro commerciale di Zamparini. Gli «scappati» che volevano rifare la Cupola.

MAXI BLITZ A PALERMO. Fermati mentre cercavano di mettere le mani sugli appalti del tram, sui lavori pubblici e sulle iniziative di Zamparini. Carabinieri, finanza e polizia hanno dato un colpo decisivo alle cosche palermitane:scampato rischio faida.

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23/06/2010

‘Ndrangheta, 42 arresti in tutta Italia

‘Ndrangheta, 42 arresti in tutta Italia

I Carabinieri hanno sgominato una cupola “mafiosa” calabrese. 42 ordinanze di custodia sono state eseguite su tutto il territorio nazionale. Le accuse mosse sono di associazione mafiosa, estorsione, turbativa degli incanti


 

I carabinieri hanno eseguito, in Calabria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, un'ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 42 affiliati alle più importanti cosche 'ndranghetiste del capoluogo e dei comuni limitrofi, indagati per associazione mafiosa, estorsioni, turbata libertà degli incanti ed altri reati.

Le indagini hanno ricostruito gli assetti criminali del capoluogo calabrese, documentando gli accordi tra le cosche "Condello" e "De Stefano-Libri", un tempo sanguinosamente contrapposte ed oggi alleate per il perseguimento di comuni interessi. Accertata anche la costituzione di un organismo decisionale, al vertice del quale erano Pasquale Condello, detto il supremo e Giuseppe De Stefano. Inoltre è stato eseguito un provvedimento di sequestro dei beni, per un valore di oltre 100 milioni di euro, nella disponibilità delle cosche indagate.

 


28/04/2010

Rosarno, 40 arresti per 'ndrangheta

Rosarno, 40 arresti per 'ndrangheta

La gdf ha sequestrato Beni mobili per dieci milioni di euro. Carabinieri e polizia stanno eseguendo i fermi contro affiliati del clan Pesce tra la Calabria e la Lombardia

 

 

MILANO - Quaranta arresti tra la Calabria e la Lombardia. È l'obiettivo di un'operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, in collaborazione con i militari del Ros e la polizia, per l'esecuzione di provvedimenti di fermo emessi dalla Dda reggina contro altrettanti presunti affiliati a una cosca della 'ndrangheta di Rosarno, quella dei Pesce. Il reato contestato alle persone coinvolte nell'operazione è l'associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a omicidi, estorsioni e traffico di droga. I carabinieri stanno eseguendo complessivamente 32 fermi, 24 dei quali a Rosarno e in altri centri della provincia di Reggio Calabria, sette in provincia di Milano e uno in provincia di Bergamo. Otto i provvedimenti in carico alla polizia, tutti in provincia di Reggio Calabria.

BENI SEQUESTRATI - Nell'ambito della stessa operazione la Guardia di finanza ha sequestrato beni mobili per un valore di dieci milioni di euro riconducibili ad affiliati alla cosca Pesce. Consistono in società commerciali e in conti correnti bancari e postali. Tra i 40 arrestati ci sono sette donne: il loro ruolo nella gestione degli affari della cosca Pesce sarebbe stato molto attivo e si sarebbe concretizzato, in particolare, nel reimpiego dei proventi delle attività illecite gestite dalla cosca, in particolare estorsioni e traffico di droga. Reimpiego che consisteva, secondo gli investigatori, nell'acquisizione di consistenti proprietà immobiliari che venivano intestate fittiziamente a prestanome.

 

 

Redazione online


27/04/2010

Mafia e cemento, in manette boss e dirigenti

Mafia e cemento, in manette boss e dirigenti

Vendevano calcestruzzo con minori quantitativi di cemento. 14 arrestri tra boss di Cosa nostra siciliana e manager della Calcestruzzi spa di Bergamo. Sequestrate 7 aziende e beni per 5,5 milioni

 

 

 

In una vasta operazione denominata "Doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra. Tra i fermati alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.

Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.


Il provvedimento ha colpito beni per 5,5 milioni di euro. Sigilli, in particolare alla David Santo e Gandolfo S.n.c., con sede a Polizzi Generosa (Palermo), alla Telg srl di Riesi (Caltanissetta), all'impresa individuale Lo Cicero Francesco di Campobello di Licata (Agrigento), alla Arnone Vincenzo Srl con sede a Mussomeli

(Caltanissetta), all'impresa individuale Ricotta Maria Pia con sede a Caltanissetta, all'impresa individuale Incognito Antonio di Bronte (Catania) e alla Fo.Tra. Srl di Gela.


16/02/2010

Installata la cupola, finestra sullo spazio

Installata la cupola, finestra sullo spazio

 

DIARIO DI BORDO VIII. Gli astronauti della Iss e la «camera con vista» sull'universo, costruita in Italia

 

 

Lo Shuttle Endeavour, il nodo del Tranquility e la «Cupola» (Epa/Nasa)

Martedì per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà il giorno dello spettacolo. Le sette finestre della cupola installata su un lato del modulo abitato Tranquillity saranno aperte per la prima volta. E l’occhio potrà liberamente spaziare per 360 gradi cogliendo il magnifico scorrere del globo azzurro e il brillare delle stelle nel cielo nero. Finora gli uomini dello spazio dovevano accontentarsi, sullo shuttle o la stazione, di finestrelle ed oblò che non accendevano di certo la fantasia. D’ora in poi sarà diverso. Quest’ultima struttura è uno straordinario suggello finale che celebra il completamento della grande architettura. Seguendo la scorsa settimana la partenza dello shuttle Endeavour a Cape Canaveral non si sentiva che parlare della cupola: era il lancio della cupola, elemento insolito e prezioso per il lavoro degli astronauti. Da qui si governa il braccio robotizzato in azione lungo la base orbitale e si controllano gli astronauti durante le passeggiate. Ma da queste finestre si effettueranno anche osservazioni scientifiche rivolte all’universo e all’ambiente terrestre.

Sito dedicato

 

OLTRE IL 2020 - Il presidente americano Obama ha scelto di sostenere la stazione spaziale «almeno», ha sottolineato, fino al 2020. Tutti si impegneranno per andare oltre, al fine di sfruttare le opportunità offerte dalla nuova scienza in condizioni di assenza di gravità. È il «quarto ambiente» (come lo chiamava il professor Luigi Gerardo Napolitano, maestro della microgravità) utile per la vita sulla Terra. Nei comunicati della Nasa si sottolinea il valore di Tranquillity e della cupola «costruiti in Italia». Ciò è motivo d’orgoglio per l’ingegneria italiana. Entrambi gli elementi sono usciti infatti dalla camera bianca di Thales Alenia Space di Torino dove hanno preso forma su richiesta dell’agenzia spaziale europea Esa che poi li forniva alla Nasa. Ma sulla base orbitale vi sono vari altri moduli italiani tanto che il 50 per cento della parte occidentale della base è frutto di una nostra tecnologia d’avanguardia da preservare per il futuro.

CARATTERISTICHE - L’installazione della cupola era iniziata con qualche apprensione perché gli astronauti non riuscivano a sbloccare due bulloni che la tenevano stretta al Nodo 3 Tranquillity. Ma riprovando con maggior forza, alla fine ci sono riusciti e la cupola aggrappata all’estremità del braccio robotico volava nello spazio vuoto mentre lentamente era portata verso la destinazione finale. La colpa era tuttavia del computer il quale era programmato per esercitare una certa forza non rivelatasi sufficiente. È bastato quindi aumentare il valore e tutto si è risolto. La struttura della cupola ha un diametro massimo di quasi tre metri (2,955 per l’esattezza) ed un’altezza di 1,5 metri. Il suo peso in orbita è di 1880 chilogrammi. Delle sette finestre di cui è dotata, la maggiore è quella circolare centrale larga 80 centimetri. I vetri di silicio fabbricati negli Stati Uniti sono a quattro strati per complessivi 70 millimetri: i due più esterni (di 10 millimetri) di spessore servono a proteggere, quello interno, dagli urti degli astronauti e quelli esterni dall’impatto di micro meteoriti o spazzatura spaziale. Naturalmente è prevista la loro sostituzione in caso di danno.  Le finestre saranno aperte quando servono, altrimenti rimarranno chiuse per precauzione. All’interno della cupola costata 25 milioni di euro possono lavorare contemporaneamente due astronauti. «Da questo punto di osservazione si effettueranno indagini della Terra» ha sottolineato Simona Di Pippo direttore dei voli umani all’ESA di Parigi.

Giovanni Caprara

 

Ancora il braccio robotico e la «Cupola» (Afp)

Due astronauti durante la fase di installazione (Afp)

Il braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale con la Cupola alla sua estremità

Il braccio sta per inserire la Cupola (Epa/Nasa)

Un braccio di robot gestisce il nodo del Tranquility e la «Cupola», che offrirà una vista spettacolare della Terra all'equipaggio della stazione spaziale (Afp/Nasa)

 

 

 


24/12/2008

Tangenti a Pescara, dubbi sulla «cupola» L'ex sindaco verso la scarcerazione

Tangenti a Pescara, dubbi sulla «cupola» L'ex sindaco verso la scarcerazione

Per il giudice non ci sarebbe stata corruzione ma finanziamento illecito. Il gip potrebbe rimettere in libertà già in giornata a breve l'ex primo cittadino, ai domiciliari dal 16 dicembre

 

 

L'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso (Ansa)
L'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso
 
 
 
 
 
PESCARA - Potrebbe essere rimesso in libertà già in giornata l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, ai domiciliari dal 16 dicembre scorso con l'accusa di aver intascato tangenti. Il gip Luca De Ninis, come anticipano i quotidiani La Repubblica e Il Riformista, potrebbe firmare a breve la notifica della revoca della misura cautelare rimettendo in libertà l'ex primo cittadino del capoluogo abruzzese.

SMONTATO IL TEOREMA ACCUSATORIO - Il pm di Pescara, Gennaro Varone, ha espresso parere contrario all'istanza di scarcerazione di D'Alfonso. Nel documento depositato, il pm sostiene che l'impianto accusatorio non è stato scalfito dalle affermazioni rilasciate dall'ex sindaco nel corso dell'interrogatorio di garanzia, quindi non ci sono elementi nuovi nell'indagine. In realtà però, stando a quanto anticipato dai due quotidiani, per il gip non esisterebbe a Pescara la «cupola» di cui parla l'accusa. Nella notifica di 3 pagine De Ninis smonterebbe quindi l'impianto accusatorio che ha portato D'Alfonso ai domiciliari, degradando l'accusa di «corruzione» al «finanziamento illecito al partito» C'è di più: secondo l'anticipazione dei verbali pubblicata da un quotidiano locale, Il Centro, e riportata da il Riformista, per suffragare la colpevolezza dell'ex sindaco di Pescara, secondo il gip (che parla di «scarsità investigativa») sarebbero state utilizzate «non prove», ma «semplici deduzioni».

CITTADINI SOTTO L'ABITAZIONE DEL SINDACO - In attesa delle notizie ufficiali sulla possibile revoca degli arresti, un gruppo di persone, una trentina circa, si è radunato sotto l'abitazione di D'Alfonso. Già martedì diversi cittadini si erano recati sotto casa di D'Alfonso per esprimergli solidarietà. In uno striscione campeggiava la scritta «Ritira le dimissioni».


14:25 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sindaco, pescara, domiciliari, scarcerazione, tangenti, cupola | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook