19/02/2010

Gli attacchi hacker contro Google? «Partiti da due scuole cinesi»

Gli attacchi hacker contro Google? «Partiti da due scuole cinesi»

 

WEB E SICUREZZA. Il New York Times rivela: due istituti accademici dietro i cyber-assalti iniziati ad aprile

 

La sede Google a Shanghai (Afp)
La sede Google a Shanghai (Afp)

Ci sarebbero due istituti accademici cinesi dietro i numerosi attacchi informatici contro aziende occidentali, comprese le caselle di posta di Google di alcuni attivisti per i diritti umani. Secondo il New York Times gli attacchi sarebbero iniziati ad aprile le indagini della National Security Agency avevano portato prima a dei server taiwanesi per poi finire alla Jiaotong University di Shangai e a un istituto professionale di Lanxiang finanziato dalle forze armate. Secondo gli analisti l’ipotesi più probabile è che gli istituti siano stati usati dal governo cinese come base per gli attacchi informatici. È possibile però che questi servissero come copertura a servizi di Paesi terzi, mentre non è da escludere che possa trattarsi di una gigantesca operazione organizzata ai fini di spionaggio industriale.

TENSIONE WASHINGTON-PECHINO - Google aveva creato scompiglio nelle relazioni tra Washington e Pechino con il suo annuncio del 12 gennaio, con il quale svelava di aver subito dei «sofisticati e mirati attacchi informatici» partiti, presumibilmente, dalla Cina. Più di 20 aziende americane sono state colpite da questi attacchi, sebbene inizialmente questi fossero rivolti in particolar modo agli account mail dei dissidenti cinesi. Jill Hazelbaker, direttore delle comunicazioni di Google, ha detto che le indagini dell'azienda sono tutt'ora in corso, ma non ha voluto rilasciare ulteriori commenti.

Redazione online


18/02/2010

Internet: maxi cyberattacco

Internet: maxi cyberattacco

 

Lo riporta il washington post. Una rete di hacker est-europei colpisce 2.500 aziende. Coinvolti 75mila computer in 196 Paesi: tra i più colpiti Usa, Messico, Arabia Saudita, Egitto e Turchia

 

 

(Reuters)
(Reuters)

WASHINGTON - Oltre 75 mila tra computer e server di circa 2.500 aziende violati in 196 Paesi: è il bilancio del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato sino ad oggi. Lo rivela il Washington Post. L'attacco telematico è stato scoperto da una ditta della Virginia, la Netwitness, ed è iniziato alla fine del 2008. La scoperta è avvenuta il mese scorso: sono state prese di mira email, dati aziendali, carte di credito, le credenziali di accesso dei dipendenti delle aziende della sanità e della tecnologia. Tra i Paesi più colpiti da una rete di hacker est-europei figurano gli Usa, il Messico, l'Arabia Saudita, l'Egitto e la Turchia.

COINVOLTI 196 PAESI - L'intrusione è stata scoperta il 26 gennaio scorso da Alex Cox, un ingegnere di NetWitness: l'esperto ha individuato il cosiddetto Kneber bot, un sistema interlacciato di almeno 20 server e computer gestito da un gruppo di hacker localizzati nell'Est Europa, che avevano creato un centro di controllo in Germania. Secondo gli esperti, gli attaccanti sono riusciti a far scaricare ad ignari dipendenti di molte aziende dei software da siti controllati dagli stessi hacker, oppure inviando mail infette che hanno aperto loro le porte dei sistemi informatici di migliaia di aziende. Per l'intrusione è stato utilizzato uno tra gli spyware più insidiosi, denominato ZeuS. Secondo il Wall Street Journal, l'attacco ha colpito anche dieci agenzie governative statunitensi. In almeno un caso, ha scoperto NetWitness, gli hacker sono riusciti ad entrare in possesso dei dati di accesso email di un soldato. Un portavoce del Pentagono sentito dal quotidiano Usa ha detto che i militari non sono usi commentare specifiche minacce o intrusioni. Tra le aziende colpite, i giganti farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health Inc., che hanno confermato l'attacco, ed altri colossi come la Paramount Pictures - che ha rifiutato di commentare l'episodio. La NetWitness, guidata da un ex ufficiale dell'aviazione americana, Amit Yoran, si occupa di sicurezza telematica e fornisce i propri servizi ad agenzie governative e a numerose aziende. (Fonte Agenzia Ansa)