17/06/2010

Web 2010, boom di porno e giochi

Web 2010, boom di porno e giochi

L’ultima ricerca che censisce i contenuti del cyberspazio. Esplosione dei siti per adulti: più di un sito su tre porta a contenuti a luci rosse. Anche i giochi crescono del 212%

 

MILANO – Sarà l’anonimato (relativo), sarà la voglia di svago che il web continua a suggerire. Sta di fatto che i frequentatori del cyberspazio continuano a spendere molto del loro tempo a gironzolare, tra il serio e il faceto, per siti hard (soprattutto gli uomini), tanto che nel cyberspazio più di un sito su tre porta a contenuti a luci rosse. Dall'inizio del 2010 i materiali e siti pornografici sul web sono cresciuti infatti del 17 per cento e oggi rappresentano il 37 per cento del totale dei contenuti internet secondo i dati di una ricerca di Optenet. Ma sono i giochi a crescere più di tutti esponenzialmente, trainati da quelli di ruolo che hanno segnato nel primo trimestre un aumento del 212 per cento, mentre i siti legati al terrorismo sono cresciuti dell'8,5% e quelli con materiali violenti del 10,8%.

INTERNET E HARD - Il legame tra internet e porno è noto da tempo; esistono siti che sono in grado di intrappolare gli utenti, in larghissima maggioranza maschi, violandone il diritto alla privacy ed esponendoli al rischio di attacchi da parte di hacker. Uno studio della International Secure Systems Lab, pool formato da tre laboratori di ricerca specializzati in sistemi di sicurezza, ha dimostrato che molti dei siti a luci rosse contenevano adware, spyware e virus in grado di danneggiare i computer degli incauti visitatori.

LO STUDIO - Optenet è un'azienda leader dei sistemi di sicurezza dedicati al mondo della comunicazione e attualmente circa metà degli operatori sparsi per il mondo adotta sue tecnologie di difesa. Nel corso della ricercareport sottolinea inoltre come molti giochi disponibili online siano basati su comportamenti ad alto tasso di violenza, anche a sfondo sessuale, e mettano a disposizione dei giocatori numerosi canali di comunicazione, come chat, forum e Voip, che possono trasformarsi in vie d'accesso per cyber-bullismo e molestie sessuali rivolte ai minori. sono stati presi in considerazione 4 milioni di Url e il risultato dell'esame ha rivelato che nel primo quadrimestre del 2010 i siti per adulti e quelli con contenuti illeciti (pedo-pornografia e vendita di farmaci illegali) hanno avuto una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo Ana Luisa Rotta, direttore dei progetti di protezione dei bambini di Optenet, «se si considera che più di un terzo del materiale reperibile sulla Rete è pornografico e si combina questo dato con il numero di giovani e giovanissimi liberi di navigare su internet e la facilità con la quale si può accedere a qualunque tipo di sito, diviene un imperativo, per gli adulti, assumersi la responsabilità della gestione della sicurezza del pc di casa». Il

NON SOLO PORNO - Fortunatamente non tutti gli internauti rivolgono la loro attenzione a siti hard o illegali. Siti correlati a giochi di ruolo come World of Warcraft, Grand Theft Auto 4 e Final Fantasy hanno registrato un incremento di contatti pari al 212% rispetto all'anno precedente. Tra gli altri contenuti più ricercati spiccano lo shopping online (+9%), viaggi e turismo (+5,7%) computer science e sport (+4,2%) e svago e divertimento (+3,6%).

Emanuela Di Pasqua


24/05/2010

La guerra con gli occhi dei soldati

La guerra con gli occhi dei soldati

INTERNET:Uno di questi è al centro di un giallo. Esistono centinaia di video girati durante azioni in Iraq e Afghanistan caricati dai soldati stessi nel cyberspazio

 

MILANO - Un video di trentotto minuti diffuso da WikiLeaks, una sorta di versione irrintracciabile di Wikipedia, ha mostrato le immagini (datate 2007) di un attacco americano dal cielo di Bagdad, corredato di spari e dei commenti dei soldati, nel quale trovarono la morte dodici civili, tra i quali due giornalisti di Reuters. Ma dietro il video c’è un giallo.

LIVELEAKS/WIKILEAKS - Quando uno dei fondatori del sito LiveLeaks (noto sito Internet che permette agli utenti di caricare i propri video allo stesso modo di YouTube ma, a differenza di quest'ultimo, privilegia la documentazione di scene di guerra, incidenti, esecuzioni e crimini vari), Hayden Hewitt, ha visto le riprese in questione ha avuto un sobbalzo, non per il contenuto cruento e ancor meno per il fatto che un video girato da un elicottero da combattimento fosse messo in Rete. Quello che ha attirato l'attenzione di Mr. Hewitt è stato un certo senso di familiarità con le immagini diffuse da WikiLeaks, come se le avesse già viste prima.

LO STRANO CASO DEL VIDEO - Diversi utenti di LiveLeaks, affidabili e affezionati, hanno infatti affermato di avere visto il video incriminato un anno prima della sua pubblicazione su WikiLeaks. Per un giorno intero Hayden Hewitt ha cercato nel firewall del suo sito (dove peraltro il video non è più disponibile) le tracce del nastro originale delle riprese, senza riuscire a trovarle e ha definito «l'idea di una precedente fuga di notizie (in inglese leak) del video una leggenda metropolitana». La questione è ancora poco chiara, mentre i filmati di guerra che circolano sul web sono in crescita galoppante.

LA PRIMA GUERRA FORMATO YOUTUBE - Al di là del curioso caso delle immagini comparse e scomparse e poi ricomparse, la rete pullula di testimonianze belliche. «La prima guerra formato YouTube»: questa la definizione coniata dalla professoressa Jennifer Perry della University of California di Irvine, che ha condotto uno studio sui filmati girati dai militari nelle zone di guerra di Iraq e Afghanistan dal quale è emerso che Internet è stracolma di ogni genere di testimonianza della vita dei soldati, definite dalla ricercatrice americana «radicalmente decontestualizzate».

UN SORRISO - Tra le innumerevoli documentazioni degli orrori della guerra volate nel cyberspazio è spuntato un video che nulla ha a che fare con la triste realtà di quelle terre. Su YouTube due soldati di stanza in Afghanistan hanno dato vita a un remake del video di Lady Gaga della canzone «Phone». A tutt'oggi è stato guardato da più di quattro milioni e mezzo di persone.

Emanuela Di Pasqua


29/05/2009

Contro gli hacker, Obama crea nuovo responsabile per la sicurezza digitale

Contro gli hacker, Obama crea nuovo responsabile per la sicurezza digitale

 

«Il cyberspazio è vulnerabile e milioni di americani sono vittime di crimini digitali». Il presidente rivela che durante la campagna elettorale il suo sito fu ripetutamente violato

 

Barack Obama (Ap)
Barack Obama (Ap)

WASHINGTON - Barack Obama ha annunciato la creazione della figura del responsabile per la sicurezza digitale alla Casa Bianca, in quanto il cyberspazio è vulnerabile e «milioni di americani sono rimasti vittime» del crimine digitale e di furti d'identità. La nuova figura farà parte dello staff ristretto del presidente ed entrerà a far parte sia del Consiglio per la sicurezza nazionale, sia di quello che coordina le iniziative economiche.

SICUREZZA - Il presidente Usa ha garantito che i nuovi passi sul fronte della sicurezza online non prevedono alcuna intrusione nella privacy o violazione della libertà delle imprese. Obama, nel corso di un discorso alla Casa Bianca dedicato alla sicurezza del cyberspazio, ha rivelato tra l'altro che durante la campagna elettorale il suo sito è stato ripetutamente violato dagli hacker. Le minacce alle infrastrutture per l'informazione e la comunicazione, ha detto Obama, pongono una delle maggiori sfide alla sicurezza nazionale ed economica nel XXI secolo. «Il cyberspazio è una realtà dalla quale dipendiamo ogni giorno, e i rischi che lo accompagnano sono altrettanto reali», ha detto il presidente americano.

COMANDO - Secondo il New York Times, il Pentagono progetta di creare un nuovo comando militare per il cyberspazio, accelerando i preparativi per le forze armate per condurre guerre informatiche offensive e difensive. Il comando avrà il compito di difendere l'America da attacchi di cyberterrorismo o da offensive digitali di potenze straniere, ma dovrà anche coordinare l'uso di un vasto arsenale di strumenti segreti da cyberguerra di cui dispongono i militari americani.