26/06/2010
Sì al residence della D’Addario La difesa di Emiliano
Sì al residence della D’Addario La difesa di EmilianoLa Commissione del Comune approva il progetto del quale parlò a Berlusconi. Il sindaco Pd: non ne sapevo nulla, la decisione finale spetterà a uffici legati al ministero di Bondi
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| Patrizia D'Addario (LaPresse) |
ROMA — «Vedete che il ruolo del governo alla fine era davvero importante? Sarà il ministro Bondi, o magari Berlusconi in persona, a dover dire l’ultima parola sul residence di Patrizia D’Addario. Era destino...». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, scherza ma fino a un certo punto. Dice di aver appreso dai giornali che finalmente, dopo anni d’attesa, l’escort barese ha ricevuto l’ok tecnico per ristrutturare il vecchio rustico di famiglia vicino al torrente Montrone e trasformare, così, la bivilletta rossa anni ’70 che oggi cade a pezzi in un residence elegante con tanto di centro benessere.
Il primo cittadino pd chiama in causa Roma, ma la «Commissione locale per il paesaggio» che ha dato il via libera è un organo nominato proprio dal Comune che lui stesso dirige. «Eh no — continua Emiliano —. Adesso non dite che l’ho autorizzata io la D’Addario per farle un favore, eh? Perché non è vero. Io non ne sapevo niente e non ho autorizzato un bel niente. E sapete perché? Perché non ho alcun controllo politico, nessun potere d’indirizzo in materia. Sono pratiche in mano agli uffici. È come per il rilascio di una carta d’identità: vi risulta che il sindaco ci possa metter bocca? La parola definitiva, comunque, spetterà alla Direzione regionale per i Beni architettonici, che è un organo periferico dei Beni culturali. Dunque, come vi dicevo, tocca a Bondi...».
Il residence vicino al torrente Montrone è il sogno della vita per Patrizia D’Addario, un obiettivo inseguito a lungo «per mantenere la promessa fatta a mio padre». Tanto che la donna chiese aiuto perfino a Berlusconi, nell’autunno di due anni fa, quando, accompagnata dall’imprenditore barese Gianpi Tarantini, andò per due volte a Palazzo Grazioli portandosi dietro pure il registratore. «La seconda volta — raccontò poi ai giornali—quando sono rimasta tutta la notte con Berlusconi, non ho avuto nulla in cambio se non la promessa che sarei stata aiutata a costruire finalmente quel residence per il quale ho le carte in regola e ho pagato già per ben quattro volte gli oneri di edificabilità». L’aiuto del premier, però, non arrivò mai. Lunedì scorso, invece, la Commissione per il Paesaggio — composta da 5 membri esterni, un archeologo, un agronomo, un ingegnere, un architetto e un geologo, tutti vincitori di un bando pubblico e scelti, in base ai curricula, da una commissione del Comune presieduta dal segretario generale—ha accolto la domanda della signora.
Il progetto iniziale, comunque, era già stato modificato. Nell’aprile 2009, infatti, la D’Addario aveva chiesto di poter demolire e ricostruire la villa di famiglia. «Ma quella è un’area vincolata — spiega Anna Maria Curcuruto, direttore della Ripartizione urbanistica ed edilizia privata del Comune — perché si trova a ridosso di una "lama", cioè il solco di un antico corso d’acqua. E dunque niente si può costruire ex novo, non si possono aggiungere volumetrie, per aprire il centro benessere ci sarà bisogno dell’ok della Asl...». Come diceva Emiliano, però, la via crucis burocratica per Patrizia D’Addario non è finita. Ora, il giudizio della Commissione per il paesaggio finirà al vaglio della Sovrintendenza ai beni architettonici, che ha 45 giorni di tempo per esprimersi. Dunque, ferie permettendo, se ne riparla forse a Ferragosto.
Fabrizio Caccia
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27/05/2010
Caso D'Addario e «fuga di notizie» «Investigatore indagato per stalking»
Caso D'Addario e «fuga di notizie» «Investigatore indagato per stalking»Ufficiale Finanza avrebbe molestato con telefonate ed sms alcune ragazze ascoltate come persone informate dei fatti
BARI - Il tenente colonnello Salvatore Paglino, della Guardia di Finanza, figura come indagato per stalking in un fascicolo penale attualmente all'esame del gip di Bari: lo scrive Il Giornale, precisando che il fascicolo nel quale è coinvolto l'ufficiale delle Fiamme gialle riguarderebbe le «fughe di notizie» nell'ambito delle indagini pugliesi su sanità, Annozero e escort. Paglino, sostiene il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, sarebbe finito nel fascicolo per un «presunto "stalking" operato dall'ufficiale nei confronti di alcune ragazze precedentemente ascoltate come persone informate sui fatti in relazione alle rivelazioni di Patrizia D'Addario». «I magistrati hanno scoperto - spiega il giornale - che le ragazze ascoltate dai pm la scorsa estate sono state molestate con telefonate ed sms».
«IO NON SO NIENTE» - Dal fascicolo sulle «fughe di notizie» (nelle indagini pugliesi sull'imprenditore Tarantini e il giro di escort e sugli affari nella gestione della sanità regionale e in quelle di Trani sulle presunte pressioni sull'Agcom per «boicottare Annozero») «quello che emergerebbe - è detto ancora dal quotidiano milanese -, più che un "complotto" in senso stretto, sarebbe una rete di interessi giudiziari e mediatici tesi ad orientare politicamente alcuni frangenti delle inchieste sulla sanità pugliese». Contattato dal quotidiano di Feltri, Paglino, trasferito da qualche tempo su sua richiesta in una città del Nordest, «nega tutto: "Io non ne so niente, non sto più nemmeno a Bari, non so dire niente"» si legge.
BARI E TRANI - Il tenente colonnello Paglino ha coordinato negli ultimi tempi le indagini delle procure di Trani e Bari nelle quali è stato intercettato, seppur indirettamente, il premier, Silvio Berlusconi. Nel fascicolo all'esame del gip di Bari nel quale è indagato ci sarebbero - a quanto si è potuto sapere - anche altri quattro indagati: il presunto 'stalking' nel quale è coinvolto Paglino riguarderebbe non solo donne sentite come persone informate dei fatti ma anche una giornalista. Nell'inchiesta tranese (ora all'esame del tribunale dei ministri della capitale) Berlusconi è indagato per concussione e minacce a Corpo amministrativo dello Stato in relazione alle presunte pressioni esercitate sul commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, per far chiudere Annozero. La posizione di Innocenzi (indagato per favoreggiamento) è tuttora all'esame della procura di Trani come quella del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, indagato per aver rivelato a terzi il contenuto di un'audizione a cui era stato sottoposto come testimone dalla procura di Trani. Il fascicolo istruito dalla procura di Bari è invece quello delle giovani donne ingaggiate dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ed inviate a feste organizzate dal premier nelle sue residenze private a Palazzo Grazioli e a villa Certosa. In questa inchiesta Berlusconi non è indagato: Tarantini ha sempre sostenuto che il presidente del Consiglio non sapeva che alcune delle donne da lui reclutate a pagamento erano delle prostitute. Tra queste c'è la escort barese Patrizia D'Addario che ha detto di aver trascorso nel novembre 2008 una notte con Berlusconi a Palazzo Grazioli. (Fonte Ansa)
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29/01/2010
D'Addario indagata per complotto. Ma la Procura di Bari smentisce
D'Addario indagata per complotto. Ma la Procura di Bari smentisceL'anticipazione del settimanale «Panorama». Per il settimanale della famiglia Berlusconi inchiesta anche su magistrati, politici e giornalisti
| Patrizia D'Addario (Afp) |
BARI - L'escort barese Patrizia D'Addario e una dozzina di persone (tra cui magistrati, politici e giornalisti) sarebbe indagate dalla procura della Repubblica di Bari per «avere ordito un complotto contro Berlusconi». Lo scrive il settimanale Panorama nel numero in uscita venerdì, del quale ha dato un'anticipazione.
Ma nella serata di giovedì arriva la smentita da ambienti giudiziari della Procura di Bari secondo cui non sarebbero in corso indagini. Al vaglio, invece, degli inquirenti baresi, le «fughe» di notizie, probabilmente diffuse da pubblici ufficiali che avrebbero fornito ai giornalisti gli interrogatori secretati dell'imprenditore barese Giampaolo Tarantini, coinvolto in inchieste sugli appalti di forniture sanitarie, e che aveva presentato Patrizia D'Addario, ed altre ragazze, al premier in occasione delle feste nella residenza del Presidente del Consiglio. Ma la direzione di Panorama, in relazione a quanto attribuito a «fonti giudiziarie baresi» rispetto all'anticipazione del settimanale, conferma integralmente il contenuto dell'articolo in tutte le sue parti. Alla direzione di Panorama, inoltre, non risulta alcuna smentita da parte dell'ufficio della Procura della Repubblica di Bari.
L'INCHIESTA - E allora ecco il contenuto dell'articolo del settimanale della famiglia Berlusconi. Secondo i risultati dell'inchiesta - seguita personalmente dal procuratore, Antonio Laudati, e alla quale sono applicati i pm Giuseppe Dentamaro e Teresa Iodice, scrive il settimanale - la D'Addario «sarebbe stata selezionata e successivamente «consegnata» a Tarantini. Selezionata affinchè portasse a termine la missione di compromettere la reputazione del presidente del Consiglio, mettendolo politicamente in difficoltà». Panorama afferma che «a breve, nei confronti di alcuni giudici che avrebbero partecipato a quello che appare come un vero e proprio complotto ai danni del premier dovrebbe scattare un procedimento parallelo» che sarà affidato alla procura di Lecce. Nella vicenda «un ruolo non secondario lo avrebbero recitato alcuni giornalisti, ai quali sarebbero state passate notizie allo scopo di alimentare il clima a sostegno della tesi di D'Addario. Alcuni articoli sarebbero stati persino utilizzati per indirizzare le indagini». Il settimanale aggiunge che per questo filone «sarebbero già pronte le richieste di misure cautelari per diversi personaggi, compresi alcuni appartenenti alle forze dell'ordine». Al vaglio dell'inchiesta, infine - sempre secondo quanto scrive Panorama - ci sono anche accertamenti patrimoniali sulla D'Addario («sarebbe risultata intestataria di numerosi conti correnti, direttamente o attraverso prestanome») e in particolare «alcuni movimenti di denaro di entità rilevante» come un trasferimento in Qatar nel febbraio 2008 di un milione e mezzo di euro fatto «fisicamente» dalla stessa escort.
Redazione online
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02/10/2009
Santoro: «In onda finchè mi dicono di no» D'Addario, il racconto ad «Annozero»
Santoro: «In onda finchè mi dicono di no» D'Addario, il racconto ad «Annozero»
Non sapevo che fare,né Masi né Liofredi hanno risposto a telefono. La escort ospite dopo molte incertezze. «Ho registrato ma non volevo ricattare nessuno. In quelle due serate nella residenza romana del premier non ero l’unica escort»
ROMA - «In questa valle di Giosafat l'unica cosa che non farò è smettere di andare in onda: se vogliono che non vado in onda, lo devono dire, altrimenti fino a quel punto sempre in onda sto»: lo ha detto Michele Santoro aprendo la puntata di questa sera di «Annozero», accompagnata dalle polemiche per la presenza di Patrizia D'Addario. Santoro ha raccontato di aver ricevuto «attorno alle 19 di questa sera otto pagine con un parere dell'ufficio legale della Rai che in sostanza diceva che la D'Addario non può partecipare. Siccome era accompagnato da una stringata letterina del mio direttore di rete, gli ho subito chiesto se si trattava di una direttiva o solo di un parere di cui tener conto. E la risposta è stata: non ho ricevuto indicazioni aziendali in merito».
AI GIORNALISTI - In precedenza, prima di entrare in studio, Santoro ha raccontato ai giornalisti i concitati momenti pre-trasmissione: «Mi sono consultato con il mio legale, ma dalla Rai c’è stata una specie di black out». «Mi aspettavo di parlare con Liofredi o con il direttore generale, ma nessuno dei due - dice ancora il giornalista - mi ha risposto. Fino a quando mi è arrivata via mail la risposta ufficiale del direttore di Raidue che preferisco non commentare».
VIDEO BBC E BERNSTEIN - Una volta in onda Santoro ha chiuso il suo intervento iniziale lanciando una provocazione: «Non dico che immaginiamo di fare una tv irriverente così come la fa la Bbc - ha detto Santoro dopo aver mostrato un filmato della tv pubblica britannica che criticava il proprio premier - ma con tre reti Rai che non possono criticare il governo, una rete come La7 che è di Telecom ed ha qualche problema per i contratti telefonici e con tre reti Mediaset che sono del presidente del Consiglio, sono io questa volta a fare un esposto all'Agcom per capire: »chi è che garantisce il contraddittorio in questo paese?». L'ntervento di Marco Travaglio (ancora come ospite, il contratto con la Rai non è stato firmato) è stato incentrato sulla differenza tra Usa e Italia nelle leggi che riguardano le querele contro i giornalisti. E proprio uno dei grandi nomi del giornalismo Usa, Carl Bernstein (uno dei due giornalisti che scoprirono lo scandalo del Watergate) è intervenuto nel programma. «La stampa ha il dovere legittimo di accertare il vero se ci sono evidenti verità nelle accuse contro un Capo di Stato o un premier- ha detto -. È stato il caso di Monica Lewinsky nei confronti di Clinton ed è il caso che riguarda oggi Berlusconi. C'è da verificare se la condotta generale di Berlusconi si rifletta sul suo incarico. Secondo me le maggiori restrizioni al giornalismo sono autoimposte, più per pressioni o intimidazioni che per volontà del governo». E ha concluso: «Il giornalismo investigativo è un dogma per il giornalismo libero».
D’ADDARIO - Poi è stata la volta di Patrizia D’Addario in collegamento da Bari: «Ero felice del fatto di essere rimasta lì col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persona a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere più veloce la pratica e mi rendeva felice». Patrizia D'Addario racconta così ad «Annozero» il giorno dopo del suo incontro a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicità era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice», aggiunge D'Addario vestita di nero su divani rossi nel collegamento da Bari con il programma di Michele Santoro. «Perché ha registrato? Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verità. Io ho sempre registrato perché così mi sentivo più sicura, non perché volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere», aggiunge, «e in quelle due serate nella residenza romana del Premier Silvio Berlusconi «non ero l’unica escort». «A Palazzo Grazioli - ha aggiunto - sembrava un harem». «Il premier lo sapeva che ero una escort. Lo ha detto anche alla Montereale che sapeva che ero una escort», dichiara poi la D'Addario nella sua intervista ad Annozero. «Se lo hanno detto anche le altre ragazze che sapevano che io dovevo rimanere li? Ho passato tutta la notte col presidente, lo sapevano tutti che erano una escort. Lo sapeva. Io mi sono presentata al presidente come Alessia». «Non mi vergogno di quello che ho fatto, di quello che ho detto. In Italia c'è la strumentalizzazione della donna. Ma a me importa solo del mio cantiere, liberate il mio cantiere». «La mia candidatura alle europee? Giampaolo Tarantini è venuto a prendere il mio curriculum dicendomi che ero candidata per le europee, quando ha richiamato il suo assistente ha detto che l'intervento della moglie del premier Veronica Lario aveva causato un gran casino sui giornali per le modelle, le veline, non si fa più niente», così racconta Patrizia D'Addario.
BELPIETRO - Ospite in trasmissione il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro, che nel pomeriggio ha incontrato il premier nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli. «Era un incontro programmato già da tempo», spiega Belpietro. «Sono sceso a Roma, avevo altri appuntamenti e ho incontrato anche il premier. Abbiamo parlato di varie cose, della situazione politica - prosegue il direttore di "Libero" - e, ovviamente, anche della vicenda che riguarda la puntata di "Annozero" di stasera", alla quale è previsto l’intervento della escort pugliese Patrizia D’Addario. Berlusconi ha "manifestato le sue opinioni, che sono note: è indignato per le vicende di questi giorni compreso il caso Santoro con la puntata che ospita Patrizia D'Addario. È convinto che trasmissioni del servizio pubblico non debbano dare spazio a certi personaggi, che sia un’operazione politica. Io, da parte mia - conclude Belpietro - gli ho detto che credo che, al di là delle opinioni sulla trasmissione, non si dovesse fare nulla, non ci dovessero essere tentativi suoi o di altri di fermare la trasmissione».
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01/10/2009
Tarantini diffida la Rai: bloccate la puntata
Tarantini diffida la Rai: bloccate la puntataLa mossa Gli avvocati dell’imprenditore barese agli arresti domiciliarI. Il ricorso: evidenti disinformazione e strumentalità politica, denaro pubblico usato per fini di parte
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| Tarantini (Benevegnù-Guaitoli) |
ROMA — Adesso ci prova anche Gianpaolo Tarantini a bloccare la puntata di «Annozero» sull’inchiesta di Bari. Direttamente dagli arresti domiciliari, l’imprenditore pugliese — accusato di corruzione, cessione di cocaina e favoreggiamento della prostituzione per aver reclutato ragazze da portare alle feste di Silvio Berlusconi — invia una diffida ai vertici della Rai, al governo, al garante delle Comunicazioni e alla commissione parlamentare di vigilanza «perché prendano provvedimenti riguardo alla trasmissione del 24 settembre scorso e perché nella nuova trasmissione non vengano tenuti ulteriori comportamenti antigiuridici, in alcuni casi anche penalmente rilevanti». Per ottenere il risultato spende gli stessi argomenti già utilizzati dal premier e da numerosi esponenti del Pdl contro alcune trasmissioni televisive dell’azienda di Stato: «L’uso del denaro pubblico per perseguire fini di parte».
Il ricorso, firmato dai difensori di Tarantini Nico D’Ascola e Nicola Quaranta, ricostruisce quanto avvenuto nell’ultima puntata. E stigmatizza «la lettura di un lungo brano dell’interrogatorio la cui pubblicazione su un quotidiano (il Corriere della Sera ndr ) era già stato oggetto di una specifica denuncia ». Poi sottolinea come «l’intervento del dottor Marco Travaglio si è concretizzato in una sorta di assolo durato quasi dieci minuti e di altrettanto notevole durata è stata l’intervista rilasciata dalla signora D’Addario». Ed ecco l’accusa: «L’intera trasmissione ha seguito una strada precostituita senza che vi fosse alcuna possibilità di ribaltare o comunque modificare una sorta di realtà precostituita. Gli ospiti invitati per ragioni di par condicio , il dottor Maurizio Belpietro (direttore del quotidiano Libero ndr ) e l’onorevole Italo Bocchino, non erano infatti in alcun modo in grado di interloquire sulla posizione processuale del dottor Tarantini dal momento che la ignorano del tutto».
La tesi sostenuta per chiedere l’intervento delle autorità non lascia sottintesi: «Quanto accaduto rende evidente la disinformazione e la strumentalità politica della trasmissione e, di rimando, il contrasto con la finalità del pubblico interesse che è propria della televisione pubblica. In altri termini, così facendo, si finisce per utilizzare il denaro pubblico per fini di parte perseguiti mediante un’attività che è illecita nella parte in cui la trasmissione è retta su atti non conoscibili e non pubblicabili».
Quale sia il timore dell’imprenditore indagato Tarantini appare evidente quando nel ricorso si evidenzia come «si è appreso che la nuova trasmissione sarebbe incentrata su tali questioni, addirittura inscenando una sorta di rappresentazione teatrale con l’utilizzo di contenuti facenti parte di atti di indagine come alcune registrazioni ». Ma soprattutto quando si ricorda che «Michele Santoro ha esplicitamente annunciato che nelle successive puntate avrebbe ulteriormente sviluppato l’argomento e in particolare avrebbe mandato in onda un ulteriore video con protagonista la signora D’Addario, il quale ovviamente riguarda in maniera diretta la posizione processuale di Tarantini».
Più che mandare in onda un video, l’intenzione di Santoro è quella di intervistare personalmente la donna che ha rivelato di aver preso soldi per trascorrere una notte con il premier. I legali di Tarantini, stanno cercando di scongiurare il pericolo.
Fiorenza Sarzanini
Fonte: Corriere della Sera
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29/07/2009
La D'Addario in procura a Bari
La D'Addario in procura a Bari
La escort al quarto piano del Palazzo di Giustizia dove si presentano le querele. Nessuna dichiarazione. La donna che l'ha accompagnata al tribunale: «Abbiamo da fare»
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| La D'Addario lascia la procura di Bari (Ansa) |
BARI - L'escort barese Patrizia D'Addario, protagonista delle notti a luci rossi con il Premier Berlusconi, si è presentata alla Procura di Bari. La donna si è recata all’ufficio denunce del quarto piano dove avrebbe presentato un esposto.
NESSUNA DICHIARAZIONE - La D’Addario era accompagnata da un legale dello studio di Maria Pia Vigilante che l’assiste e si è trattenuta in Procura per pochi minuti senza parlare con alcun magistrato e andandosene dopo pochi minuti senza rilasciare dichiarazioni. Solo la donna che era con lei ha risposto ai cronisti dicendo: «Abbiamo da fare».
L'INTERVISTA DELL'EX - Proprio stamani, intanto, sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» è stata pubblicata una intervista a Giuseppe Barba, 47 anni, imprenditore edile ed ex amante della D'Addario, che racconta come dopo essere stato a cena con la moglie sarebbe stato seguito da una macchina che avrebbe tentato di investirlo. Responsabile sarebbe la D'Addario che, sempre stando al racconto non avrebbe «digerito l'intervista di mia moglie» pubblicata la settimana scorsa sempre dalla «Gazzetta del Mezzogiorno»
15:08 Scritto in POLITICI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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