03/01/2010
Dakar, auto fuori strada: muore donna
Dakar, auto fuori strada: muore donna
Il Rally in Argentina funestato anche dalle forti piogge. Indicente nella prima tappa, nei pressi di Cordoba: tra i sei coinvolti anche bimba di due anni
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| Spettatori assiepati a bordo pista lungo le strade della Dakar |
BUENO AIRES (Argentina) - Prima tappa e la Dakar precipita già nel caos: una spettatrice è morta in seguito alle ferite riportate durante un indicente di corsa che ha coinvolto altre cinque persone, tra cui una bambina di due anni. A uscire di strada, nella prima parte del percorso, nei pressi della località argentina di Alpa Corral, nella provincia di Rio Cuarto, è stata la vettura del tedesco Mirco Schultis e dello svizzero Ulrich Leardi, la Hyundai numero 418. La donna, secondo fonti ospedaliere, aveva 28 anni e aveva riportato un grave trauma cranico, ma anche ferite all’addome e alla pelvi. Ha subito due arresti cardiaci durante il trasferimento in ospedale. Già in mattinata le piogge abbondanti avevano ritardato la partenza, poi il grave incidente. La tappa del celebre raid erede della mitica Parigi-Dakar, emigrato in Sudamerica l'anno scorso, è stata neutralizzata dopo l'incidente.
FERITI GRAVI - Per l'agenzia di stampa argentina Telam due dei sei investiti, tra cui la donna deceduta, con ferite gravi, erano stati trasportate con un elicottero in un ospedale della città di Rio Cuarto. Mentre le altre, tra le quali una bambina di due anni, sono state medicate in un centro medico del posto. Secondo fonti della polizia, gli spettatori investiti stavano seguendo il passaggio della Dakar da un loro terreno e ad una stretta curva della strada, in una zona non transennata. La Dakar ha un grande seguito in Argentina, tanto che venerdì, a Buenos Aires, almeno 800.000 persone hanno assistito alla passerella che ha inaugurato il rally. Anche domenica, per la tappa Cordoba-La Rioja, di 276 chilometri, e a circa 700 chilometri ad ovest di Buenos Aires, nonostante il forte caldo (oltre 30 gradi), decine di migliaia di persone si sono riversate lungo le strade in cui passava la corsa.
ALLUVIONE E TRACCIATO CAMBIATO - La tappa non era però nata sotto una buona stella: in mattinata la pioggia, come detto, aveva costretto gli organizzatori a ritardare il via e modificare il tracciato. Insomma, nemmeno il tempo di salutare la partenza che la Dakar è già nel caos. Una storia che si ripete puntuale a ogni edizione del rally, da sempre funestato da incidenti, anche mortali. Fino alla passata edizione, erano rimasti vittime 19 concorrenti (nel 2005 morì Fabrizio Meoni), mentre il numero complessivo tra spettatori, addetti ai lavori e giornalisti sarebbe di 53 nei trent'anni di vita della corsa. L’anno scorso, durante la prima edizione latinoamericana del raly, tre persone hanno perso la vita: un concorrente in moto, Pascal Terry, 49 anni, trovato morto tre giorni dopo la sua scomparsa alla seconda tappa del rally, in Argentina, e due persone in seguito a un incidente stradale con un camion di sostegno logistico in Cile. Prima che gli organizzatori facessero sapere dell'incidente, aveva festeggiato la vittoria della tappa inaugurale Nani Roma, che a bordo di una Bmw M3, ha preceduto di 2' Carlos Sainz, in gara con la Volkswagen Touareg speciale. Nelle moto, David Casteu con la Sherco era stato il più veloce, lasciando dietro campioni come Cyril Despres e Marc Coma.
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| Tag: sprt, automobilismo, rally, dakar, buenos aires, argentina, incidente, auto, ribaltata, fuori strada, morta, donna, feriti | OKNOtizie |
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04/02/2009
DAKAR ADDIO, CRISI DELL'AUTO FERMA LA MITSUBISHI
DAKAR ADDIO, CRISI DELL'AUTO FERMA LA MITSUBISHI
TOKYO - Mitsubishi lascia la Dakar e si ritira dai rally, seguendo a breve distanza le defezioni di Suzuki e Subaru dallo stesso settore. Il mondo dell'auto giapponese batte in ritirata sotto i colpi della crisi economica globale che mette a dura prova la tenuta dei dati di bilancio. Se si tiene conto dell'abbandono delle gare sportive della Honda nella Formula 1 e della Kawasaki nella MotoGp, allora si ottiene un quadro disastroso. "L'improvviso crollo dell'economia mondiale ci obbliga a una maggior parsimonia nell'uso delle risorse", ha spiegato un po' a sorpresa il gruppo di Tokyo in una breve nota. Per questo, la dolorosa decisione di cancellare la partecipazione, a favore del risparmio e del contenimento dei costi, "dai rally, a partire dalla leggendaria Dakar", nella quale Mitsubishi annovera 26 partecipazioni e 12 vittorie, di cui 7 consecutive. "La scorsa estate avevo parlato di rischi per noi collegati alle turbolenze finanziarie, ma la situazione che dobbiamo ora fronteggiare è ben peggiore delle nostre previsioni, troppo pesante", ha detto in conferenza stampa il numero uno del gruppo, Osamu Masuko. Necessarie, allora, misure straordinarie come il taglio fino al 40 per cento delle retribuzioni degli executive.La casa automobilistica, le cui vendite sono generate per oltre l'80% all'estero, ha annunciato che si aspetta di chiudere l'esercizio 2008-2009 con una perdita netta di 60 miliardi di yen (500 milioni di euro), per la prima volta in tre anni, come evoluzione di un rosso di gruppo di 4,76 miliardi di yen nel periodo aprile-dicembre 2008. A causa del rallentamento della vendita di auto e del rafforzamento dello yen sulle principali valute, il target delle vendite attese è in calo del 15%, a 1.05 milioni di vetture, al 31 marzo prossimo, alla chiusura dell'esercizio fiscale. Con l'abbandono della Mitsubishi, il mondo dei rally perde il terzo marchio del Sol Levante in poche settimane: a metà dicembre era arrivato l'annuncio del ritiro della Fuji Heavy Industries, la casa che produce la Subaru (vincitrice di tre titoli costruttori e di altrettanti titoli nel campionati piloti in 19 anni), sempre a causa della crisi internazionale dell'auto ed economica. Pochi giorni prima era stata la Suzuki a prendere la stessa decisione dopo un solo anno di gare. Difficili, del resto, soluzioni alternative. Soltanto a gennaio, le immatricolazioni di nuovi veicoli in Giappone hanno toccato il loro livello più basso in 41 anni, quanto al mese, e l'export non va meglio, scontando la recessione che colpisce gli Stati Uniti e l'Europa.
12:50 Scritto in motori | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: dakar, crisi, auto, mitsubishi, suzuki, ritiro | OKNOtizie |
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