16/07/2011

Obama vede il Dalai Lama e la Cina si arrabbia "Danneggerà le nostre relazioni diplomatiche"

Obama vede il Dalai Lama e la Cina si arrabbia "Danneggerà le nostre relazioni diplomatiche"

Polemiche per l'incontro del presidente americano con il leader spirituale. La Cina: "Ci opponiamo fermamente". Si temono ripercussioni per la crisi del debito Usa: Pechino, infatti, è il maggiore creditore di Washington.

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03/02/2010

Obama sfida la Cina «Riceverò il Dalai Lama»

Obama sfida la Cina «Riceverò il Dalai Lama»

 

Tensioni USA-CINA. pechino: ci opporremo con forza. L'incontro previsto il 16 febbraio. Si terrà quando il leader spirituale tibetano sarà negli Stati Uniti

 

Il leader spirituale del Tibet Dalai Lama (Ansa)
Il leader spirituale del Tibet Dalai Lama (Ansa)

WASHINGTON - Barack Obama, incurante degli avvertimenti cinesi, ha confermato che riceverà il Dalai Lama quando il leader spirituale tibetano sarà negli Stati Uniti. Lo ha riferito la Casa Bianca rivelando che il presidente americano aveva informato già lo scorso novembre delle sue intenzioni l'omologo Hu Jintao durante la visita a Pechino. La visita del Dalai Lama negli Stati Uniti è prevista a partire dal prossimo 16 febbraio. Il presidente Obama aveva rinunciato a ricevere il Dalai Lama nell'ottobre scorso, quando il leader spirituale tibetano era andato a Washington, per evitare conseguenze sulla sua missione in Cina del mese successivo. Ma Obama ha promesso che lo riceverà entro quest'anno.

LA REAZIONE - Zhu Weiqun, responsabile del Partito comunista cinese per le etnie e gli affari religiosi, ha affermato in una conferenza stampa che il suo governo si opporrà con forza ad un eventuale incontro tra Obama e il Dalai Lama. Secondo il responsabile di Pechino «i rapporti tra il governo centrale e il Dalai Lama sono una questione interna alla Cina». «Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di una forza straniera di interferire con le questioni interne cinesi usando come pretesto il leader spirituale tibetano», ha aggiunto. Accuse definite «senza fondamento» dai rappresentanti del Dalai Lama, che hanno annunciato di aver chiesto ai cinesi «di mettere fine alle accuse di separatismo contro Sua Santità». Il ministro degli Esteri della Cina ha poi dichiarato di essere «fermamente contrario» a qualsiasi incontro fra il presidente Usa Barack Obama e il leader spirituale tibetano in esilio Dalai Lama. Ma Zhaoxu ha detto in una dichiarazione che la Cina «si oppone fermamente a che il leader degli Stati Uniti abbia contatti con il Dalai Lama con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma».

I RAPPORTI - Il monito di Pechino arriva mentre i rapporti fra i due paesi sono già tesi per la controversia su Google e la vendita di armi americane a Taiwan. Ma Zhaoxu, portavoce del ministero degli esteri cinese, ha detto in una conferenza stampa che la vendita di armi americane alla «provincia ribelle» danneggia profondamente gli interessi fondamentali della Cina. Le società coinvolte nella vendita delle armi affronteranno, ha detto Ma, «sanzioni corrispondenti». Fra le imprese che potrebbero essere colpite ci sono Sikorsky Aircraft, Lockheed Martin, Raytheon e McDonnell Douglas. Il 21 gennaio scorso il segretario di stato americano Hillary Clinton, parlando al «Newseum» di Washington, il Museo dedicato alla libertà di stampa, criticò duramente la Cina per la sua decisione di oscurare il motore di ricerca Google e accusò neanche troppo velatamente Pechino di essere responsabile di una serie di cyberattacchi. «Chi lancia cyberattacchi ne subirà le conseguenze. Paesi o individui responsabili di cyberattacchi dovrebbero subire la condanna internazionale. In un mondo interconnesso un attacco sulla rete di una nazione può essere un attacco a tutti», disse la Clinton, che inserì la Cina nella lista nera dei Paesi che «recentemente hanno ristretto la libertà di internet» assieme a Tunisia, Arabia Saudita, Uzbekistan e Vietnam. La risposta di Pechino non si fece attendere: il ministero degli Esteri scrisse il giorno successivo che il discorso della Clinton «nega la realtà ed è dannoso» per le relazioni bilaterali.

Redazione online


05/10/2009

Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve

Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve

 

George W. Bush era stato il primo presidente americano a incontrarlo in pubblico. La decisione per non danneggiare i rapporti con Pechino a poche settimane dalla visita del presidente in Cina

 

Il Dalai Lama (Reuters)
Il Dalai Lama (Reuters)

WASHINGTON - Il Dalai Lama arriva a Washington e per la prima volta dal 1991 non sarà ricevuto dal presidente americano. Il leader spirituale tibetano è nella capitale Usa a conclusione di un lungo tour nel Nord America, ma la Casa Bianca ha preferito rinviare ad altra occasione l'incontro con Barack Obama per non danneggiare i rapporti con Pechino in vista della visita presidenziale in Cina, a novembre. Il primo faccia a faccia tra Obama e il Dalai Lama potrebbe avvenire in un'altra occasione, forse già entro la fine dell'anno, ma non mancano le critiche per questo rinvio. «Cosa deve pensare un monaco o una suora buddhista rinchiusi nella prigione di Drapchi nell'apprendere che Obama non riceve il leader spirituale tibetano?», si è chiesto Frank Wolf, un membro repubblicano del Congresso impegnato nella battaglia per i diritti umani. Anche il primo ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche, ha accusato la Casa Bianca di «acquiescenza».

CINA - Del resto l'attuale Amministrazione Usa aveva già fatto capire quanto tenesse ai rapporti con Pechino quando a febbraio, prima di una visita in Cina, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, aveva affermato che la difesa dei diritti umani umani non deve «interferire con la crisi economica globale, con la crisi dei cambiamenti climatici e con quella della sicurezza». Fonti dell'Amministrazione Obama hanno spiegato al Washington Post che in questo momento per gli Usa è troppo importante non irritare la Cina per coinvolgerla nel dialogo sulla minaccia nucleare posta dalla Corea del nord e dall'Iran. È una politica ribattezzata «rassicurazione strategica» di Pechino. Inoltre, viene fatto notare, lo staff di Obama non crede molto in questi incontri rituali che si traducono spesso in una bella foto ricordo senza reali progressi per la causa tibetana. Resta il fatto che nell'ultima visita del Dalai Lama a Washington, nel 2007, George W. Bush era stato il primo presidente americano a incontrarlo in pubblico e davanti a fotografi e telecamere in una cerimonia a Capitol Hill.

PELOSI - In quell'occasione al leader spirituale tibetano fu consegnata la medaglia d'oro del congresso, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti. Anche stavolta a ricevere il Dalai Lama ci sarà, tra gli altri, proprio la speaker democratica del Congresso, Nancy Pelosi, grande sostenitrice della lotta per i diritti umani in Tibet. Dal 1991 è l'undicesima volta che Tenzin Gyatso, questo il nome del XIV Dalai Lama, si reca in visita negli Stati Uniti.