10/06/2010
Puntatori laser: attenzione agli occhi
Puntatori laser: attenzione agli occhiDOPO IL CASO DI UN ADOLESCENTE INGLESE. Vengono considerati poco più che giocattoli ma possono danneggiare la retina, se usati in modo improprio
![]() |
LIVERPOOL - L'allarme arriva dal British Medical Journal, che ha appena riferito il caso di un adolescente inglese arrivato all'ospedale di Liverpool lamentando un peggioramento della vista. Pochi giorni prima aveva acquistato su Internet un puntatore laser verde a diodi e, mentre ci giocava, si è puntato il fascio di raggi verso gli occhi. Kimia Ziahosseini, il medico che l'ha visitato, si è accorto che il ragazzo si è procurato in questo modo una vera e propria maculopatia.
RETINA – In pratica, il laser ha danneggiato una zona della retina e ciò ha provocato uno scotoma, ovvero la comparsa un'area scura nel campo visivo. I test condotti in ospedale hanno rivelato delle vere e proprie bruciature sulla superficie dell'occhio e alterazioni retiniche. «A distanza di due mesi dall'incidente il ragazzo ha recuperato la vista, ma rimane a rischio di sviluppare problemi in futuro per colpa del danno subito dalla retina», ha dichiarato Ziahosseini. Il laser può danneggiare la retina attraverso il calore o con meccanismi fotochimici; l'entità del danno dipende dalla potenza del laser, dalla sua lunghezza d'onda, dalla durata dell'esposizione e anche dalle caratteristiche individuali, ad esempio la grandezza della pupilla. Nella maggior parte dei casi l'effetto è quello che si ha quando per sbaglio ci troviamo a guardare una fonte di luce intensa, come una lampadina: rimaniamo abbagliati, resta l'”ombra” della luce per qualche minuto ma niente di più. Oppure, può capitare di procurarsi una piccola bruciatura sulla cornea.
DANNI – «Anche se viene leggermente compromessa la cornea non c'è nulla di cui preoccuparsi, di solito: si forma una piccola cicatrice che poi, con il tempo, ritorna trasparente e non pregiudica la vista – spiega Matteo Piovella, segretario della Società Oftalmologica Italiana –. Il guaio è se si danneggia la retina, come nel caso del ragazzo inglese: si tratta di un tessuto che non è riparabile, per un incidente così banale si rischia di perdere fino all'80 per cento della vista. Evitarlo è semplicissimo, basta seguire la precauzione scritta a caratteri cubitali su qualsiasi puntatore laser: non bisogna dirigere il fascio verso gli occhi». La UK Health Protection Agency ha commentato il caso sottolineando che i puntatori laser in vendita per vie legali hanno scarsa potenza (meno di un milliwatt) e non possono creare danni di questa gravità; Piovella conferma e aggiunge: «In genere si tende a considerare i puntatori laser poco più di un giocattolo, non si pensa a loro come a un “vero” laser. Invece lo sono eccome: la maggior parte non ha una potenza tale da fare molti danni anche se accidentalmente vengono puntati verso gli occhi, ma bisogna sempre pensare alla possibilità di errori di fabbricazione o a un cattivo uso da parte nostra. Morale, vale la regola di non puntarlo mai negli occhi. Perdere la vista per un'imprudenza simile sarebbe di una stupidità imperdonabile», conclude l'oculista.
Elena Meli
15:21 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: salute, puntatori laser, attenzione, occhi, danneggiamento, retina, usare, cautela, sicurezza, allarme | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/04/2010
Autoscontro in un parcheggio della ditta Così 5 ragazzi volevano finire su You-tube
Autoscontro in un parcheggio della ditta Così 5 ragazzi volevano finire su You-tubeCon un furgone a metano si sono scaraventati contro alcune auto parcheggiate in un piazzale di una ditta e tutto al fine di realizzare un filmato destinato a finire su Youtube
LUCCA - Con un furgone a metano si sono scaraventati contro alcune auto parcheggiate in un piazzale di una ditta e tutto al fine di realizzare un filmato destinato a finire su Youtube. È quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Lucca che hanno denunciato cinque ragazzi, fra cui tre minorenni, per violazione di domicilio e danneggiamento aggravato.
IL POMERIGGIO DI PASQUA - Secondo quanto spiegato dai militari, tutto è avvenuto il pomeriggio della vigilia di Pasqua, nel piazzale di una ditta di rettifiche motori. I cinque, indicati come giovani di buona famiglia, dopo essersi introdotti all’interno della ditta si sono messi alla guida di un furgone a metano e si sono scaraventati a forte velocità contro le autovetture parcheggiate nel piazzale, causando ingenti danni e rischiando di far esplodere il mezzo che hanno utilizzato. Il tutto ripreso da un videotelefono, perchè le immagini, hanno spiegato sempre i carabinieri, erano destinate a finire su Youtube.
CI HANNO PROVATO DUE VOLTE - Dopo il primo giro di autoscontro del pomeriggio, il gruppo era tornato la sera per ripetere l’esperienza. Ma ha trovato ad attenderlo i carabinieri. I denunciati, tutti lucchesi, hanno 14, 16, 17, 19 e 23 anni. Nessuno di loro aveva alle spalle segnalazioni alle forze dell’ordine. In base a quanto ricostruito dai carabinieri, dopo aver scavalcato la recinzione del piazzale di un’officina meccanica, i giovani sono riusciti a mettere in moto il furgone. Poi hanno dato il via all’autoscontro, riprendendo il tutto con un cellulare. Nessuno è rimasto ferito.
12:56 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, lucca, denunciati, ragazzi, danneggiamento, auto, parcheggiate, piazzale, bravata, realizzare, filamto, youtube | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/06/2009
Calci ad auto polizia, Floriana nei guai
Calci ad auto polizia, Floriana nei guai
La romana protagonista della terza edizione del Grande FratellO. Denunciata dagli agenti per danneggiamenti
![]() |
ROMA - Floriana, la romana protagonista della terza edizione del Grande Fratello, è stata denunciata dagli agenti del Commissariato Aurelio per danneggiamento di beni dello Stato, dopo aver preso a calci una Volante della Polizia.
LITE E CALCI - Il fatto è avvenuto giovedì mattina intorno alle 5,30 nel suo appartamento in zona Boccea, nell'area ovest di Roma. Alcuni condomini hanno chiamato il 113 segnalando che in un appartamento era in corso una violenta lite. Parolacce, grida e sedie sbattute violentemente. Una volta giunti gli agenti del commissariato Aurelio hanno suonato alla porta. Floriana ha aperto ma, in evidente stato di ebbrezza, ha subito aggredito verbalmente i poliziotti prendendoli a parolacce. Scesi in strada la ragazza ha proseguito nel suo raptus di ira scagliandosi contro l'auto di servizio dei poliziotti, prendendola a pugni e danneggiandola. Gli agenti, una volta che la ragazza è rientrata in casa con il suo fidanzato, non hanno potuto fare altro che notificarle la denuncia.
12:20 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: grande fratello, floriana, protagonista, denunciata, danneggiamento, auto, polizia, calci, lite, agenti, aggressione, verbale, parolacce | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/05/2009
Abusi edilizi e turismo di massa: così muore il Parco nazionale del Cilento
Abusi edilizi e turismo di massa: così muore il Parco nazionale del Cilento
Secondo dossier del Codacons Campania. Le responsabilità delle amministrazioni locali: «Era più intatto prima che diventasse area protetta»
![]() |
| Le costruzioni abusive di Montecorice devono essere abbattute da oltre vent'anni |
SALERNO - Gli abusi edilizi e un distruttivo turismo di massa stanno danneggiando il Parco nazionale del Cilento. È l’accusa formulata nel Secondo dossier Cilento, redatto dal CodaconsCampania e pubblicato sul sito web dell’associazione con le molteplici violazioni denunciate.
VIOLAZIONI - Il parco è stato istituito nel 1991 e grazie ai suoi 180 mila ettari è il secondo parco nazionale più grande d’Italia. Nello stesso anno è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco e dal 1997 la stessa agenzia dell'Onu l’ha riconosciuto riserva di biosfera. Ricco di aree protette e di significativi siti storico-culturali (tra i più famosi i templi di Paestum e la Certosa di Padula), a vigilare sull’integrità del territorio e tutelarne le qualità culturali e naturali è l’Ente parco. Secondo il Codacons, però, nel corso degli ultimi anni si sono protratte «sistematiche violazioni delle leggi» che hanno determinato «numerosissime sofferenze ambientali e paesaggistiche» in tutto il territorio protetto. Dal dossier si deduce che le principali responsabilità dell’emergenza ambientale del Parco nazionale vanno ricercate nelle amministrazioni locali, troppo spesso pronte a «svendere legalità per acquistare consenso». Lo stesso l’Ente parco, in numerose occasioni, ha dimostrato inerzia e incapacità a svolgere un’effettiva azione di tutela dell'ambiente e del paesaggio. Alla fine il documento constata, non senza amarezza, che «il Cilento era più intatto prima che diventasse un’area protetta».
ABUSI EDILIZI – L’abusivismo edilizio è una delle piaghe maggiori che si registrano nel parco nazionale. Nel 2005 i carabinieri hanno accertato cento casi di abuso edilizio, ma il fenomeno è in netta crescita. Il Codacons afferma che sia la popolazione sia le istituzioni tollerano questo costume tanto da «non applicare le misure di contrasto e di repressione previste dalla legge». L’Ente parco, nel corso della sua quasi ventennale esistenza, ha emesso solo quattro ordinanze di demolizione, mentre non ha promosso azioni effettive nei confronti dei ripetuti abusi edilizi. Il caso più eclatante è quello di Montecorice, nei pressi della riserva di Punta Licosa, dove manufatti di cemento che devono essere abbattuti da oltre 20 anni sono ancora in piedi malgrado le sentenze passate in giudicato. Scheletri di cemento che deturpano una meravigliosa collina che si affaccia sulla baia di Punta Licosa.
| Centola: il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni |
ECOMOSTRI CON I FONDI EUROPEI – Càpita anche che in un’area protetta siano costruiti improbabili e maestosi edifici con finanziamenti europei. È il caso di due singolari progetti: il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni e il Museo del fiume e dell’area faunistica della lontra. Il primo è stato portato a termine nel Comune di Centola con una spesa di circa 1.290.000 euro di fondi europei. Il secondo è stato edificato nel Comune di Aquara e ha comportato un esborso di oltre 500 mila euro. Oggi queste strutture non sono attive e secondo il Codacons la loro costruzione ha prodotto «una devastazione paesaggistica di un’intera area, prima di allora pregiatissima». «È incredibile», afferma l'avvocato Pierluigi Morena, dell'ufficio legale del Codacons, «come si sperperi il denaro pubblico per creare eco-mostri in aree sensibili». Il dossier denuncia che il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni non è stato costruito con «materiali ecologici, compatibili e facilmente mimetizzati con l’ambiente circostante», ma è stata innalzata in posizione dominante e con calcestruzzo «una vera palazzina di tre piani, a forma di fungo circolare».
![]() |
| Il porto di Pisciotta |
CEMENTIFICAZIONE E TURISMO DI MASSA – L’area del Cilento vive soprattutto di turismo. Località come Palinuro, Agropoli, Acciaroli ospitano decine di migliaia di villeggianti nei mesi estivi. Spesso le amministrazioni locali, pur di incrementare l’afflusso dei turisti, approvano progetti di dubbio impatto ambientale. È il caso della cementificazione del porto turistico di Pisciotta, cittadina a pochi chilometri da Palinuro (i lavori sono attualmente fermi dopo l’intervento della Sopraintendenza che ha constatato «la completa asportazione della scogliera preesistente, nonché il salpamento di parte della scogliera a sud del porto»). O ancora del progetto di costruzione di circa 40 villini da parte della cooperativa Sea Village in un’area protetta in località Lacco di Pisciotta, a pochi metri dal mare. Quest'ultimo progetto ha dato luogo a una vicenda giudiziaria con risvolti penali che ha visto coinvolti anche amministratori locali. Naturalmente il litorale costiero è quello che soffre di più la minaccia del turismo di massa. Il Codacons denuncia «le crescenti concessioni agli stabilimenti balneari nell’area dunale» sul pregiato litorale di Marina di Camerota. Il carico degli stabilimenti danneggerebbe l’intero territorio, «con pregiudizio anche per le specie di uccelli (gabbiano reale e gabbiano corso) che nidificano sulle falesie rocciose lì presenti». L’attività umana avrebbe tra l’altro provocato «gravi perdite di specie autoctone sulla spiaggia di cala del Cefalo».
IL KARTODROMO E LA GALLERIA - La fantasia degli amministratori locali non conosce limiti. Il Comune di Torraca vuole portare a termine la costruzione di un kartodromo e di una centrale eolica sulla montagna di Casalbuono, sul golfo di Policastro, «zona ritenuta dall’Autorità di bacino molto fragile per la sua natura carsica, quindi inadatta a ogni attività umana». Dopo la denuncia del Codacons sarà l’autorità giudiziaria a stabilire se effettivamente è possibile costruire una pista di kart su una montagna carsica. Ma forse il progetto più incredibile è quello denominato Interconnessione degli schemi idrici Sele–Alento, presentato nel luglio 2008 dal Consorzio Velia per la bonifica dell’Alento. Il piano prevedeva la deviazione del fiume Calore, nel tratto delle note gole, e la costruzione di una galleria di 2,5 km che avrebbe permesso alle acque di confluire nel bacino dell’Alento, lago artificiale e importante fonte di approvvigionamento idrico per il territorio. Lo scopo del progetto era aumentare l’acqua a disposizione per fini domestici e combattere «la tropicalizzazione del clima nel sud Italia». Sulla questione è intervenuto anche il Wwf Italia che, attraverso il presidente Enzo Venini, ha sostenuto che se il progetto fosse stato attuato «avrebbe causato la scomparsa del fiume Calore, tra i più vitali e meno inquinati del sud Italia, con la conseguente distruzione dell’ecosistema legato al fiume». Il Codacons su questa vicenda aveva avviato una campagna di tutela intitolata Salviamo il fiume Calore. «Quella campagna», sostiene il presidente del Codacons Campania, professore Marchetti, «ha dato un contributo decisivo per fermare un progetto faraonico, inutile e dannoso».
ABBATTIMENTO - Il direttore dell’Ente parco, Angelo De Vita, non nasconde i numerosi problemi che affliggono il Parco nazionale, ma pone l’accento anche sulle tante attività intraprese: «Nel corso degli ultimi anni abbiamo portato a termine numerose iniziative che hanno fatto conoscere i nostri territori anche al di fuori dell’Italia. Gli abusi edilizi sono un problema grave. Spesso però gli abbattimenti non sono portati a termine per mancanza di fondi. Infine ci sono i soliti problemi burocratici con i singoli Comuni. Non voglio certo scaricare le colpe sugli amministratori locali, ma nell’immediato futuro cercheremo di trovare un’intesa con loro e abbatteremo quelle costruzioni che da anni sono state dichiarate illecite».
16:09 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: cilento, abusi edilizi, dossier, codacons, campania, responsabilità, area protetta, parco nazionale, vallo di diano, parco del cilento, danneggiamento, costiera cilentana | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









