08/09/2011

Sì al pareggio di bilancio in Costituzione

Sì al pareggio di bilancio in Costituzione

PALAZZO CHIGI. Via libera dal Consiglio dei ministri. Decisa anche la soppressione delle province

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05/04/2011

Proposta choc del Pdl: via il reato di apologia del fascismo

Proposta choc del Pdl: via il reato di apologia del fascismo

Cancellerebbe la norma che vieta «la riorganizzazione» del partito fascista. Proposta Pdl-Fli al Senato. L'ira di Schifani:«Esterrefatto, va ritirato». Insorge il Pd: «Vergogna»

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14/02/2011

Attività parlamentare al minimo Solo una legge dall'inizio dell'anno

Attività parlamentare al minimo Solo una legge dall'inizio dell'anno

Da gennaio l'unico iter completato riguarda la conversione del decreto sui rifiuti. Sempre più brevi i Consigli dei ministri: l'ultimo è durato cinque minuti, la media supera di poco un'ora

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18/12/2010

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Sarà predisposta una lista di siti illegali e si potrà inibire l'indirizzo Ip. L'authority potrà ordinare la rimozione di contenuti coperti da copyright illegittimamente pubblicati

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24/07/2010

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Con le ultime modiche al ddl "per i blog e per la Rete non è cambiato nulla" spiega Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it. E aggiunge: "La rete ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

 

 

"Non è vero che il bavaglio è stato sciolto. In realtà è stato allentato. Dal punto di vista della stampa rimangono tuttora grandi problemi; per quanto riguarda Internet, invece, rimangono tutti i problemi".
Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it , commenta così le ultime modiche apportate al disegno di legge sulle intercettazioni e non usa mezzi termini: "Negli ultimi giorni la stampa e i parlamentari sia di opposizione che di maggioranza, hanno raccontato bugie".

Il giornalista, tra i fondatori de
Il fatto quotidiano, punta inoltre il dito contro altri problemi che interessano la Rete.
Il wi-fi, ad esempio, "non è sviluppato perché abbiamo ancora delle leggi antiterrorismo che risalgono all'11 settembre e in buona parte degli altri Paesi d'Europa non esistono più". Inoltre, in Italia "si è deciso di non sviluppare la banda larga, riducendo gli stanziamenti che erano previsti. E questo - sottolinea il direttore del fattoquotidiano.it - è avvenuto per due fattori. Da una parte per ragioni economico-commerciali; Internet corre il rischio di scalzare lo strapotere dei monopoli televisivi, che nel nostro Paese sono due: Rai e Mediaset. Dall'altra parte, invece, io credo che la conoscenza renda liberi: alla base di ogni democrazia liberale sta il principio secondo cui 'bisogna conoscere per deliberare'. Internet ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

Peter Gomez commenta poi il successo de il Fatto Quotidiano, grazie al suo esordio sul web.

 


20/07/2010

Intercettazioni, il governo fa dietrofront: pubblicabili se rilevanti. I finiani esultano

Intercettazioni, il governo fa dietrofront: pubblicabili se rilevanti. I finiani esultano

Il Pdl fa sapere che non ci saranno slittamenti. cicchitto: «Si voti entro agosto». Il Pd contesta Caliendo: «E' coinvolto nell'inchiesta P3, non può seguire liter della legge». Sfiducia dell'Idv

 

Giulia Bongiorno, a capo della commissione Giustizia
Giulia Bongiorno, a capo della commissione Giustizia

ROMA - Il governo ha presentato il suo atteso emendamento al ddl intercettazioni. Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per mercoledì mattina alle 9. Lunedì sera il premier Berlusconi, ritirando il premio «Grande Milano», aveva ribadito la convinzione per un possibile accordo all'interno della maggioranza. Con questo emendamento la possibilità di un'intesa sembra essersi concretizzata. Intanto dal Pdl si fa sapere che non ci sarà alcun rinvio a settembre: la maggioranza sarà pronta a portare in Aula alla Camera il provvedimento sulle intercettazioni, come previsto, per il 29 luglio. «L'emendamento del governo - ha spiegato Emilio Costa, capogruppo del Pdl in commissione - è un emendamento di sintesi ed è un tassello che completa il percorso. Mercoledì mattina scadono i termini per i subemendamenti e poi si comincerà a votare in commissione per essere pronti per il 29 luglio. Non ci sarà alcun rinvio». Un concetto ribadito dal capogruppo alla camera dei berlusconiani Fabrizio Cicchitto: «Il governo, attraverso il ministro Alfano, ha lavorato per raggiungere il triplice risultato di garantire la privacy, e quindi il rispetto dell'articolo 15 della Costituzione, la libertà di stampa secondo l'articolo 21 e il maggior grado possibile di consenso politico e istituzionale. Da questa impostazione discendono le proposte adesso presentate in commissione giustizia della Camera. Ci auguriamo che la commissione le approvi in modo da consentire all'aula di votare il provvedimento entro la prima settimana di agosto come da calendarizzazione già concordata»

L'UDIENZA-FILTRO - Nell'emendamento presentato dal governo si afferma il principio secondo il quale, nel corso delle indagini, l'obbligo del segreto per le intercettazioni «cade» ogni qual volta ne sia stata valutata la rilevanza. In questo senso viene inserita la previsione secondo la quale la documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti da segreto fino al momento della cosiddetta «udienza-filtro». In questo momento del processo, infatti, si selezionano le intercettazioni depositate dal Pm e si escludono quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Stabilito questo principio, il governo propone quindi di sopprimere tutta quella parte del testo nel quale si prevede il divieto di pubblicazione delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini. Ma si sopprime anche la norma che specificava il regime delle intercettazioni allegate all'ordinanza cautelare. Le intercettazioni, comunque, secondo quanto si legge nel testo messo a punto dal governo, sono sempre coperte dal segreto fino a quando le parti non ne vengano a conoscenza.

LE VALUTAZIONI AI PM - Nella proposta di modifica che porta la firma del sottosegretario Giacomo Caliendo, si disciplinano anche i casi in cui il giudice e il Pm, prima che ci sia l'«udienza-filtro», utilizzino le intercettazioni per emettere, ad esempio, dei provvedimenti cautelari oppure per atti che riguardano la ricerca della prova (ad esempio, un'ordinanza di custodia cautelare oppure un decreto di perquisizione). In questi casi, saranno il Pm e il giudice a dover selezionare quali conversazioni dovranno essere trascritte, in quanto rilevanti, per adottare la misura cautelare o l'atto d'indagine. Il meccanismo previsto implica la necessità di restituire al Pm la facoltà di operare uno stralcio per tutelare la segretezza delle indagini. Nell'emendamento sono poi indicate tutte le modalità tecniche per selezionare le intercettazioni rilevanti e si stabilisce il divieto di trascrivere parti di conversazioni che riguardano fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Giudice e Pm potranno poi disporre, con decreto motivato, l'obbligo del segreto, quando il contenuto delle conversazioni trascritte potrà ledere la riservatezza delle persone coinvolte. I difensori potranno estrarre copia delle trascrizioni e potranno trasferire le registrazioni su un supporto informatico. Si stabilisce, infine, che, dopo la conclusione delle indagini preliminari, nell'udienza preliminare e nel dibattimento, il giudice potrà sempre disporre su richiesta delle parti o anche d'ufficio l'esame dei verbali e l'ascolto delle registrazioni custodite nell'archivio riservato e potrà acquisire con ordinanza le intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza.

LA GIOIA DEI FINIANI - I finiani cantano vittoria per lemendamento presentato: «Cade così il bavaglio per la stampa - si è affrettata a commentare Annamaria Siliquini - è una vittoria del Parlamento». Mentre il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, fedelissima di Fini, commenta con soddisfazione: «Credo che questo testo sia un balzo in avanti. Credo che sia innegabile - dichiara ai cronisti - che questo emendamento vada incontro alle istanze che sono state rappresentate dal mondo dell'informazione. Personalmente ho sempre detto che bisognava andare in questa direzione, sicuramente questa opzione mi sembra estremamente positiva. Più che di un passo in avanti mi sembra un balzo in avanti nel testo».

CALIENDO CONTESTATO - Intanto il Pd, per bocca di Donatella Ferranti, giudica «inopporutuno» che a seguire l'iter per conto del governo sia Caliendo, dopo il suo coinvolgimento nelle inchieste sulla cosiddetta «P3». L'Italia dei Valori ha invece chiesto al presidente del Senato Renato Schifani di calendarizzare la mozione di sfiducia per il sottosegretario. «Abbiamo chiesto con forza la calendarizzazione di questa mozione, il presidente del Senato Schifani si è riservato di decidere, ci farà sapere - ha spiegato Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Idv, al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama -. Il sottosegretario non è in condizione di svolgere serenamente il suo lavoro. Tra i suoi compiti specifici c’è la delega a seguire il ddl intercettazioni, io al posto suo avrei già fatto le valigie e abbandonato l’incarico». Ancora poco chiaro, invece, il ruolo che ricoprirà il Pd e il resto dell'opposizione nella mozione: «Noi ci auguriamo che ci sia una convergenza come è accaduto per il caso di Cosentino. L’obiettivo non è spuntarla ma risolvere un problema».

Redazione online


13/07/2010

L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»

L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»

Il comunicato del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione. «Se adottato nella sua forma attuale, il ddl può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia»

 

GINEVRA - Il governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perchè «se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Lo ha detto il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.


10/07/2010

Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"

Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"

All'indomani dello sciopero dei giornalisti il premier interviene sul ddl intercettazioni in un messaggio ai Promotori della libertà: "Dovete togliere il bavaglio alla verità imposto dalla stampa schierata con la sinistra che distorce la realtà"

 

 

Silvio Berlusconi affida un "compito non facile ma importante" ai promotori della Libertà e lo fa all'indomani dello sciopero dei giornalisti sul ddl intercettazioni: "Dovete togliere il bavaglio alla verità - dice in un messaggio audio ai Promotori della libertà. Quel bavaglio imposto dalla stampa schierata con la sinistra, pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma, distorce la realtà e calpesta in modo sistematico il diritto sacrosanto della privacy dei cittadini". Un diritto che si traduce, per il premier, "nell'uso sereno del telefono" ma che i giornalisti "calpestano invocando la loro libertà come se fosse un diritto che prescinde dai diritti degli altri".

"In democrazia - ha proseguito Berlusconi - non esistono diritti assoluti perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela". Si tratta, ha aggiunto ancora il premier, di "un principio elementare della democrazia ma che la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare".


Nel messaggio ai Promotori della libertà il premier parla anche della crisi economica. "La ripresa economica è una realtà confermata da tutte le rivelazioni statistiche". E invita a diffondere "nei gazebo un messaggio di fiducia e ottimismo". Il premier ha fatto presente come i dati economici indichino che "le cose stanno cominciando a funzionare" citando "l'aumento della produzione industriale, la crescita delle esportazioni e l'aumento del Pil dello 0,5% che è il più elevato rispetto agli altri paesi europei".


Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”

Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”

Nel giorno dello sciopero della stampa contro la legge bavaglio, il ministro della Giustizia è salito al Quirinale e, nell’incontro con il segretario generale Marra, ha annunciato la volontà della maggioranza di apportare cambiamenti al testo

 

Al disegno di legge sulle intercettazioni saranno apportate modifiche significative. Lo ha annunciato al Colle il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Venerdì 9 luglio, giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti contro la legge bavaglio, il Guardasigilli ha infatti incontrato il segretario generale del Quirinale Donato Marra e al lui ha confermato la volontà di Berlusconi di modificare il ddl intercettazioni. Il contenuto di questi emendamenti è a segreto. Si può ipotizzare che verranno affrontate le criticità, come le aveva definite lo stesso Giorgio Napolitano, che riguardano la durata degli ascolti, le multe agli editori e i margini per mettere le microspie nelle intercettazioni ambientali.


07/07/2010

Rissa alla Camera, seduta sospesa

Rissa alla Camera, seduta sospesa

Tensioni nel corso della discussione sul ddl Meloni sulle comunità giovanili. Insulti e spintoni tra Barbato (Idv), colpito da un pugno, e alcuni deputati del Pdl. Il dipietrista in ospedale

 

 

ROMA - Seduta sospesa in aula alla Camera per la rissa scoppiata tra Franco Barbato dell'Idv e alcuni deputati del Pdl. Il dipietrista sarebbe stato colpito da un pugno al volto. Più tardi Barbato ha avuto un malore e c'è chi parla addirittura di uno svenimento. Accompagnato dal capogruppo Idv Massimo Donadi in infermeria a Montecitorio, il medico gli ha consigliato di recarsi in ospedale per ulteriori accertamenti.

LA RICOSTRUZIONE
- La bagarre è scoppiata nel corso della discussione sul ddl Meloni sulle comunità giovanili. Dopo la richiesta di rinvio del testo in commissione da parte del Pdl, con l'accordo di tutti i gruppi e dello stesso ministro della Gioventù, Francesco Barbato (Idv) ha innescato la miccia. Il deputato Idv ha accusato Meloni di «essere vecchia perché ricorre a una logica di vecchia politica che fa rabbrividire anche Pomicino e Mastella». E il motivo, continua Barbato, «è che Meloni, con questo ddl, vuole finanziare la sua corrente, quella di Alemanno e del suo assessore regionale Lollobrigida che gestirà questi finanziamenti» per le comunità giovanili. A quel punto contro il deputato, a quanto riferito da diversi testimoni, si è scagliata Barbara Saltamartini del Pdl insieme con altre colleghe. Subito sono scattati i commessi a tentare di separare i contendenti, ma c'è stata molta confusione e Barbato ha avuto la peggio. «È stato colpito da un pugno al volto», ha poi riferito il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi. «Di quanto è successo in aula sono prova i segni visibili intorno all'occhio e le ferite sul volto di Barbato».

«ACQUISIRE IL VIDEO»
- Ancora ignoto il deputato che ha sferrato il pugno (secondo altre ricostruzioni, si è trattato di uno schiaffo violento). «Nella confusione non sono riuscito a vedere chi fosse», ammette Donadi che però chiede al presidente della Camera Gianfranco Fini di 'acquisire' il video dell'episodio per prendere le opportune misure disciplinari.

LE REAZIONI
- «Non intendo dare la parola a nessuno che intenda intervenire su quanto accaduto. Che è molto grave - dichiara la presidente di turno Rosy Bindi, riaprendo la seduta. - . Rinvio ogni considerazione a una riunione di presidenza e alla capigruppo». Fabrizio Cicchitto si scusa in aula per la reazione di alcuni deputati del Pdl. «Chiedo scusa per alcuni colleghi che hanno reagito in aula», dice il capogruppo. «Lo faccio in primo luogo perché in tutta la mia storia respingo la violenza», spiega, «e in secondo luogo perché alle provocazioni di Barbato si risponde con intelligenza politica». Quanto a Barbato, aggiunge, «ritengo indegno il suo modo di fare politica».

Redazione online