15/06/2010

De Rossi salva il debutto dell'Italia. Lippi: «Partite come queste vanno vinte»

De Rossi salva il debutto dell'Italia. Lippi: «Partite come queste vanno vinte»

1-1 COL PARAGUAY. Il centrocampista pareggia la rete di Alcaraz.«Montolivo ha fatto una gara straordinaria, ma come lui molti altri». Il ct azzurro: «Il rammarico più grande è proprio per il risultato, meritavano di fare bottino pieno»

 

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CITTÀ DEL CAPO (Sudafrica) – Primo giro di danza, l’Italia rischia di finire gambe all’aria ma resta in piedi. L’importante era non perdere contro il Paraguay, la più forte del girone, e il pareggio finale centrato in rimonta con rete di De Rossi lascia intatte le occasioni di qualificazione. Quanto al gioco, quella è tutta un’altra storia.

SOTTO IL DILUVIO - Piove a dirotto, soffia il vento e fa freddo al Green Point Stadium di Città del Capo. E non è la notizia più brutta nella prima ora di gioco di un’Italia volenterosa ma confusionaria e che deve fare i conti anche con l’infortunio di Gigi Buffon uscito all’intervallo per un problema muscolare (nervo sciatico). Lo sostituisce il debuttante Marchetti.

TAMBURELLO SUDAMERICANO - Ritmo lento in avvio. Il match è in linea con questo inizio di Mondiale che non brilla per poesia e bellezza di gioco. L’Albirroja si dedica solo al contenimento. Lascia che siano i lippiani a occupare il centro del ring aspettando l’attimo per colpire. E la svolta arriva. Punizione al 39’ dalla tre quarti di Torres per la testa del carneade Antolin Alcaraz, difensore appena pasato dal Bruges al Wigan, che anticipa Cannavaro e trova l’angolo giusto per battere Buffon. Gli azzurri, va detto, ci provano ma quando arrivano dall’altra parte trovano un muro. Qualche sprazzo solo da Montolivo. Il viola non ha paura di prendere l’iniziativa ma in fase conclusiva non è ficcante. Marchisio si limita al piccolo cabotaggio. Da minimo sindacale (l’esame da trequartista è fallito di nuovo). La partita di Criscito è piena di imbarazzi. E Iaquinta, il Kuyt italiano, macina sì raddoppi e coperture ma quando spinge è troppo solo. Anzi è il Paraguay ad andare vicino al colpo del ko nella ripresa con Vera che da dentro l’area spara alto a Marchetti immobile.

 

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Il gol del Paraguay

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Il gol dell'Italia


SI CAMBIA - Fallito lo schema 9-1 (una punta di peso e nove uomini che attaccano e difendono), che non porta mai alla costruzione di una manovra d’attacco fluida, Lippi decide di cambiare. Prima scambia le fasce a Pepe e Iaquinta e al 13’ della ripresa ridisegna anche la squadra inserendo Camoranesi per uno spento Marchisio, sempre ai margini della manovra. Abbandonato il 4-2-3-1 si torna al 4-4-2 e sembra un’altra Italia. In cinque minuti De Rossi riaggiusta il Mondiale. Al 18’ su angolo di Pepe, è vincente la scivolata del romanista che approfitta anche di una mezza uscita a vuoto di Villar. Il pareggio rianima i campioni del mondo in carica, che prendono possesso del campo e mettono alle corde i non trascendentali sudamericani. Le conclusioni dalla distanza di Pepe prima e Montolivo poi potrebbero anche trasformare una serata che sembrava da tregenda in un trionfo. Ma sarebbe stato troppo.

Marcello Lippi (Epa)

CITTÀ DEL CAPO - «Partite come queste vanno vinte». È il primo commento di Marcello Lippi appena terminata la patita Italia-Paraguay ai microfoni di Rai 1. «Il rammarico più grande è proprio per il risultato, meritavano di fare bottino pieno», ha proseguito il ct azzurro. «I paraguayani l'unica volta che si sono avvicinati alla nostra porta hanno fatto gol. Loro si sono limitati a controllare e non hanno fatto niente, noi abbiamo fatto la partita. C'è stata una bella reazione, ma dobbiamo fare di più sotto porta e sottorete».

BUFFON - Lo stesso Gigi Buffon a fine partita rassicura sulle sue condizioni: «Si tratta di un risentimento al nervo sciatico, spero di recuperare in due giorni. Temevo di essermi strappato».

CONFERENZA STAMPA - Poi Lippi ha parlato in conferenza stampa: «Il cambio di Buffon è stato ulteriormente grave perché abbiamo perso la possibilità di effettuare un'altra sostituzione».
- Sul gioco: «Nel primo tempo i paraguayani erano molto arroccati e chiusi e non ci hanno mai creato pericoli. Hanno risparmiato energie perché erano sempre lì dietro. Noi nel finale abbiamo giocato con quasi quattro attaccanti».
- Sulla mancanza di tiri in porta, specie nel primo tempo: «Dobbiamo crescere sotto il profilo delle conclusioni. Ma siamo appena all'inizio del mondiale e cresceremo anche sotto questo profilo».
- Su Montolivo: «Ha fatto una partita straordinaria. Una gara di grandissima quantità e qualità. Ma tanti altri hanno giocato bene come lui». Su De Rossi: «Ha avuto qualche acciacco, ma è stato un crescendo. Tutti sono stati in grande crescita e si è vista una squadra, l'Italia, molto più squadra del Paraguay».
- Sul futuro cammino dell'Italia: «Dobbiamo crescere come brillantezza in avanti, stasera abbiamo giocato su un terreno bello ma scivolosissimo sul quale controllare la palla è stato molto difficile. L'approccio psicologico alla prima partita è stato importante. La squadra c'è, speriamo che l'abbiano capito in molti».
- Sul recupero di Pirlo: «Spero si averlo per la terza partita contro la Slovacchia».

DE ROSSI - «È stato mio gol più importante in Nazionale», ha detto il centrocampista della Roma. «Siamo stati ingenui sul primo gol - si riferiva a lui e Cannavaro, ndr - ma poi ci siamo ripresi: siamo stati bravi e fortunati. È dura se vai sotto, ma il girone è ancora piedi anche se avessimo perso». Continua De Rossi: «Non ho mai avuto dubbi sul fatto di essere in grado di giocare oggi. Il campo era pesantissimo, pioveva davvero molto». Poi a una domanda se considera la partita dell'Italia un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: «È mezzo pieno», ha concluso l'azzurro.

MONTOLIVO - Il centrocampista della Fiorentina: «Ero emozionato, ma la prestazione di tutta la squadra è stata importante. L'intesa con De Rossi è stata ottima: mi trovo bene in questa posizione in campo. Fino al 90' abbiamo tentato di vincere la partita. Mi godo questa prestazione e abbiamo cinque giorni per preparare la partita con la Nuova Zelanda».

CANNAVARO - Il capitano azzurro Fabio Cannavaro analizza gli errori: «Una disattenzione su un calcio piazzato ci stava costando caro. Abbiamo parlato di questo con il gruppo e ci siamo detti di dover stare più attenti perché in un mondiale devi sbagliare meno possibile. C'è stata la reazione, abbiamo corso e lottato, siamo soddisfatti. Oggi c'è stato un pareggio, ma al di là del punteggio la prestazione è buona. I giocatori che sono qui sono i migliori che abbiamo nel campionato».

IL CT DEL PARAGUAY - Soddisfatto per il risultato il tecnico dei sudamericani, Gerardo Martino. « Siamo stati al di sotto di quello che ci si aspettava? Bisogna tener conto dell'importanza dell'avverario. Siamo stati ordinati e nel secondo tempo ci siamo difesi molto, poi si è fatto male Santana e non avevamo più cambi. Penso sia un risultato buono», ha sottolineato il ct paraguayano. «Era la prima partita, c'erano tante aspettative, molta ansia e un po' di nervosismo: è un risultato che deve essere di stimolo e che ci deve far pensare a cosa fare per migliorare».

Redazione online


25/05/2010

Treni: debutta a settembre del 2011 Ntv , l'alta velocità ferroviaria privata

Treni: debutta a settembre del 2011 Ntv , l'alta velocità ferroviaria privata

NOVE LE CITTA' TOCCATE DAL NUOVO SERVIZIO TRA CUI MILANO, ROMA, NAPOLI E TORINO. Il presidente Montezemolo: «Viaggi saranno alla portata di tutti, investito oltre un miliardo»

 

Luca Cordero di Montezemolo (Ap)
Luca Cordero di Montezemolo (Ap)

MILANO - Debutterà nel settembre 2011 il primo vero concorrente di Trenitalia nel settore dell'alta velocità e non solo. Il nuovo servizio ferroviario di Ntv inizierà infatti nel settembre del prossimo anno. È quanto è stato annunciato dal presidente della società «Nuovo Trasporto Viaggiatori», Luca Cordero di Montezemolo. Nove le città che saranno raggiunte dai treni ad alta velocità prodotti dalla francese Alstom, il primo dei quali sarà consegnato a maggio del prossimo anno. Dodici le stazioni toccate ogni giorno con 51 viaggi giornalieri per un totale di 12,3 milioni di chilometri l'anno. L'investimento è di 1 miliardo di euro e l'equilibrio economico, secondo le previsioni, dovrebbe essere raggiunto nel 2013-2014. Le città raggiunte saranno Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Venezia e Padova.

IL PROGETTO - Il progetto Ntv, ha spiegato Montezemolo «vedrà oltre mille persone occupare in modo diretto, che raddoppieranno con l'indotto». Si tratta, ha aggiunto, «della prima azienda privata in Europa per il trasporto viaggiatori sull'Alta velocità. Un esempio di imprenditoria tutta italiana e che sarà alla portata di tutti», ha assicurato Montezemolo. Al momento il piano commerciale (tariffe, promozioni) è ancora in fase di definizione ma Montezemolo ha garantito che «sarà il treno delle famiglie e dei turisti».

I NUOVI TRENI - Nei giorni scorsi il primo treno «Italo» è uscito nella sua configurazione definitiva (11 carrozze per 200 metri) dalla fabbrica Alstom di La Rochelle. «Il primo treno ci sarà consegnato a maggio 2011 e con un flusso continuo di 2-3 treni al mese, entro l'estate 2012 la consegna della flotta di 25 treni sarà completata», ha annunciato l'amministratore delegato di Ntv, Giuseppe Sciarrone.

 

Redazione online


31/01/2010

Obama telecronista stupisce ancora una volta gli Usa

Obama telecronista stupisce ancora una volta gli Usa

 

A Washington il Presidente degli Stati Uniti ha fatto il suo debutto come commentatore di un match di basket, affiancando due esperti della Cbs. Non sono mancati scherzi e battute

 

 

 

Il presidente degli Stati Uniti continua a stupire. A Washington, infatti, l'inquilino della Casa Bianca si è improvvisato, sia pur per pochi minuti, telecronista durante una partita di basket del campionato universitario Ncaa, lasciando tutti a bocca aperta.E così nell'incontro tra Georgetown University e Duke University la vera star è stata proprio Barack Obama, tanto più che, nel commentare la partita, ha mostrato una competenza tale da impressionare gli stessi telecronisti della Cbs. Non sono mancati battute e scherzi.  Quando, a esempio, uno dei commentatori ha chiesto al presidente, che è mancino, come si trova, quando gioca a basket, ad andare a destra, Obama ha risposto con prontezza: "Posso andare anche a destra: sono andato a trovare i repubblicani a Baltimora. Ma decisamente gioco meglio a sinistra".


27/01/2010

Los Angeles, ecco I Pad. L'ultimo nato in casa Apple

Los Angeles, ecco I Pad. L'ultimo nato in casa Apple

 

Steve Jobs patron della Apple ha presentato l'attesissimo ultimo nato nella casa della "mela". Si chiama I Pad ed è stato definito una "macchina magica e rivoluzionaria"

 

Alla fine il grande giorno di Apple è arrivato. Si chiama Ipad l'ultimo gioiello della casa di Cupertino svelato stasera da Steve Jobs: un computer "tavoletta" che sembra un Iphone ma è più grande, grazie a uno schermo da 9,7 pollici con tecnologia touch."E un oggetto molto più intimo di un laptop e molto più potente di un Iphone", ha detto Jobs parlando a San Francisco alla platea di tecnici e appassionati durante la presentazione. Sulla nuova macchina, da lui definita "magica e rivoluzionaria" la Apple è riuscita a mantenere fino all'ultimo il più stretto riserbo anche se gli analisti avevano correttamente ipotizzato che si sarebbe trattato di un computer 'tablet' in un solo pezzo, con un ampio schermo touch, più grande di un Iphone ma più piccolo di un laptop. Il nuovo Apple pesa poco più di 450 grammi, è spesso appena 1,27 centimetri ed è dotato di una memoria flash da 16, 32 o 64 gigabytes. L'apparato è fornito di connettività wi-fi e bluetooth ma può anche collegarsi a una rete Umts. Negli Usa l'accordo sarà con la At&t. Jobs ha dimostrato al pubblico presente in sala quanto sia facile navigare su Internet usando il browser Safari fornito con l'Ipad e ha composto in diretta una email digitando sullo schermo touch e scegliendo una foto strisciandoci il dito sopra. Non solo. Secondo il fondatore di Apple la nuova macchina, che negli Usa avrà un prezzo di partenza di 499 euro per la versione meno potente, renderà estremamente facile leggere libri elettronici, giocare, vedere video e ascoltare musica con Itunes.


Apple alza il velo sul tablet

Apple alza il velo sul tablet

 

Dopo mesi di indiscrezioni debutta oggi a San Francisco il nuovo gioiello della casa di Cupertino. E certamente il gadget elettronico più atteso dell'anno. Steve Jobs: "E' il più importante risultato della mia carriera"

 

 

 

Oggi sapremo cos'è quello che Steve Jobs definisce "il più importante risultato" della sua carriera. Ne conosceremo il nome, il prezzo e quali innovazioni porterà. Sarà più di un tablet come li conosciamo oggi, espanderà il concetto di netbook eliminando l'ormai ridondante tastiera (fu Apple a decretare la fine del floppy disk, e recentemente dei pulsanti del mouse), ci troveremo di fronte a un grande iPhone e poco più? Ogni dubbio verrà dissipato, ma il toto-tablet è iniziato. E le indiscrezioni in Rete lasciano già ipotizzare un oggetto che potrebbe essere più della somma delle sue parti.


28/10/2009

Per conquistare gli smartphone, Google rilancia con Android 2.0

Per conquistare gli smartphone, Google rilancia con Android 2.0

 

L'atteso Android 2.0 è infine arrivato e porta con sé numerose innovazioni e migliorie. Il nuovo sistema operativo debutterà sul Motorola Droid e affila le armi con il nuovo SDK per gli sviluppatori


 

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Google ha da poco confermato l'arrivo dell'atteso Android 2.0. La nuova versione del sistema operativo per smartphone, battezzata Eclair, introduce numerose implementazioni tese a semplificare l'esperienza d'uso degli utenti e a rendere più stabile e veloce l'esecuzione delle principali attività. Salvo cambiamenti di programma, Android 2.0 compirà il proprio debutto sul nuovo Droid di Motorola atteso per le prime settimane del mese di novembre.

Grazie alla nuova versione, il sistema operativo open source sviluppato da Mountain View si arricchisce di nuove funzionalità, che potrebbero consentire di estendere il proprio bacino di utenti. Eclair include un nuovo sistema per la gestione dei contatti, "Quick Contact", concepito per semplificare la comunicazione e lo scambio di informazioni con i nominativi presenti nella rubrica del telefono. Quando viene selezionato un utente, tale funzionalità offre un menu molto intuitivo contenente una serie di icone legate alle modalità di comunicazione disponibili per quel dato nominativo, come email, sistemi di messaggistica istantanea, SMS, eccetera. Analogamente ad altre funzionalità del sistema operativo, tale opzione è "aperta" e potrà essere utilizzata dagli sviluppatori di terze parti per realizzare le loro applicazioni.

Gli sviluppatori hanno poi prestato particolare attenzione alla tastiera virtuale per l'inserimento dei testi attraverso schermi sensibili al tocco. Le nuove implementazioni sono tese a rendere più semplice e precisa la digitazione delle lettere tramite un design rivisto della tastiera. Il dizionario interno è inoltre in grado di memorizzare le parole maggiormente utilizzate e i nomi dei contatti presenti in rubrica, offrendo correzioni istantanee per ridurre il numero di refusi.

Anche l'interfaccia del browser è stata sensibilmente rivista nel nuovo Android 2.0. L'applicativo per navigare online offre una barra degli indirizzi in grado di fornire suggerimenti sulle URL e sui termini di ricerca. Il browser supporta nativamente gli standard HTML5 e sfrutta alcune API per la geolocalizzazione e i tag da inserire nei file video. Infine, gli sviluppatori hanno reso più semplici e immediate le operazioni di zoom in e zoom out, utili per consultare con maggiore rapidità e precisione le pagine web, come richiesto nel corso degli ultimi mesi dagli utenti.

Android 2.0 introduce alcune innovazioni anche sul fronte della gestione dei propri account. La nuova versione del sistema operativo consente di amministrare account multipli attraverso un unico dispositivo. Una caratteristica molto importante che permette di utilizzare e sincronizzare più indirizzi di posta elettronica e le opzioni collegate con un'unica soluzione. La casella dei messaggi ricevuti può essere impostata per gestire in automatico la corrispondenza, presentandola in un'unica schermata e semplificando così l'accesso ai propri messaggi di posta elettronica. Una soluzione che si potrebbe rivelare molto utile specialmente nel comparto business per la gestione degli account privati e di lavoro.

Il team di sviluppo di Android 2.0 ha poi compiuto numerosi passi avanti sul fronte della connettività, migliorando la gestione dei dispositivi Bluetooth, una funzionalità fino a ora un poco trascurata nel sistema operativo made in Mountain View. Il nuovo OS supporta pienamente il formato Bluetooth 2.1 e fornisce una serie di strumenti per gli sviluppatori di terze parti interessati a inserire funzionalità wireless nei loro applicativi. Le applicazioni compatibili con Android 2.0 saranno in grado di attivare in automatico il Bluetooth dello smartphone sul quale sono installate, mettersi alla ricerca di altri dispositivi e inviare e ricevere dati senza particolari richieste di interazione da parte dell'utente. Tale caratteristica consentirà lo sviluppo di nuove soluzioni software per rendere possibile una maggiore comunicazione peer-to-peer tra due dispositivi e lo sviluppo di nuove applicazioni da condividere.

Anche la gestione delle risorse grafiche è stata sensibilmente rivista. L'interfaccia del nuovo sistema operativo è in grado di adattarsi facilmente alle differenti risoluzioni dei display degli smartphone, una caratteristica che dovrebbe scongiurare particolari problemi di compatibilità. Android 2.0 porta con sé anche alcune novità tese a migliorare la gestione dell'accelerazione hardware per offrire immagini e animazioni maggiormente fluide e definite. La nuova versione del sistema operativo comprende una nuova funzionalità di ricerca per ritrovare rapidamente gli MMS e gli SMS desiderati. Il calendario per la gestione degli appuntamenti è stato sensibilmente rivisto e offre migliori possibilità di sincronizzazione con gli altri dispositivi.

Contestualmente alla presentazione della versione 2.0 di Android, gli sviluppatori del sistema operativo per gli smartphone hanno anche introdotto il supporto per il nuovo OS nell'Android SDK. Ciò consentirà ai developer di terze parti di prendere dimestichezza con Eclair e di iniziare a sviluppare nuove applicazioni compatibili con le innovazioni da poco introdotte.

Emanuele Menietti

www.manageronline.it


05/07/2009

Dall’annunciatrice Nicoletta a Beshir I volti della tv che raccontano l’Italia

Dall’annunciatrice Nicoletta a Beshir I volti della tv che raccontano l’Italia

 

La storia / Come quando Sordi interpretava il «Dentone». Papere e imitazioni alla Noschese, l’era (finita) delle signorine buonasera. Oggi il debutto di Livio

 

 

 Madre italiana, padre egiziano, residente ad Anagni (Fr), Livio Beshir, 32 anni, è il nuovo annunciato­re di RaiDue. Beshir ha studiato da attore e ha lavorato per Sat 2000 e Rai Futura
Madre italiana, padre egiziano, residente ad Anagni (Fr), Livio Beshir, 32 anni, è il nuovo annunciato­re di RaiDue. Beshir ha studiato da attore e ha lavorato per Sat 2000 e Rai Futura

«Signore e signori, buonasera ... ». Per non farsi mancare nulla, la Rai ha ri­tenuto che il suo primo annunciatore maschile dovesse anche essere di colo­re: un segno dei tempi, come si dice, sia in senso semiologico che in quello so­ciologico. Ma che fatica: per diventare «signorino buonasera», Livio Beshir si è laureato con lode in Scienze della Co­municazione, è diventato giornalista pubblicista, ha vinto una borsa di Stu­dio Erasmus alla Facoltà di Scienze So­ciali della Sorbonne di Parigi, ha studia­to tecniche recitative al Living Theatre e conta al suo attivo esperienze di lavoro nel teatro, nella tv, nel cinema e nella pubblicità. Messa così, sembra la riedizione del­la storia di Guglielmo il dentone.

Ricor­date il film «I complessi»? Nell’episodio del «dentone», Alberto Sordi interpreta­va un giovane e brillante giornalista dal­la dentatura prominente che aspira a di­ventare lettore del tg. La sua preparazio­ne è così vasta e approfondita da eccelle­re in otto lingue, in storia, geografia, po­litica. Unico difetto del dottor Bertone è la sporgenza, così poco telegenica. E sa­rà appunto per i dentoni che la giuria tenterà con ogni pretesto di eliminarlo. Invano. In verità, nelle sue fila la Rai ha già un conduttore di colore. Si chiama Fidel Mbanga Bauna, lavora per il Tg3 del Lazio. Nel 2003, fu il primo extraco­munitario nero a presentarsi nelle liste di Alleanza nazionale a Montecitorio. Il quotidiano La Padania diretto da Gigi Moncalvo titolò così: «Faccetta nera en­tra in Parlamento», ricevendo in cam­bio risentite reazioni. Da un po’ di anni, il ruolo delle an­nunciatrici è a rischio. Nel 1999 la Rai tentò crudelmente di sbarazzarsene. Lo­ro si sentivano inutilizzate, poco consi­derate. Il mansionario dell’azienda le aveva ormai trasformate in anonime funzionarie dedite più al controllo degli orari che al compito storico di intratte­nere un rapporto virtuale con lo spetta­tore, spalmato di rassicurazioni e buone intenzioni.

L’unica frase che ormai pro­nunciavano era questa: «Le trasmissio­ni proseguono ora a diffusione regiona­le. Da ciascuna delle sedi Rai verranno trasmessi i tiggì regionali». Dal 2003, ogni rete Rai ha a disposizione freschi volti femminili per annunciare le tra­smissioni: dizione incerta ma facce sba­razzine da tv moderna, commerciale. So­no quelle ragazze che all’inizio pareva­no sedute su un divano letto (un divano letto?) e che poi si alzavano e puntava­no il dito contro lo schermo. Qualche nome è rimasto impigliato nelle crona­che, tipo Virginia Sanjust di Teulada o Barbara Matera. Per l’occasione, un’an­nunciatrice storica come Alessandra Canale fece una scenataccia, con tanto di lacrime in diretta e prime pagine dei giornali. A parte il periodo d’oro delle origini, quando molti spettatori erano convinti che l’annunciatrice si rivolgesse a loro e solo a loro, suscitando pulsioni e infini­te proposte di matrimonio, a parte la no­torietà, il lamento delle annunciatrici è una ricorrenza di vecchia data, fin dai tempi di Fulvia Colombo (1954) che ave­va sempre l’aria di annunciare una di­sgrazia. Il grande Achille Campanile le aveva circonfuse di incantevole hu­mour: annunciatrici, «ragazze che han­no l’abilità di farsi la fama di serie, col sorridere a tutti»; Nicoletta Orsoman­do: «A dir le sue virtù, basta un sorri­so »; Nives Zegna: «Sorrisotto alla mila­nese ».

Nicoletta Orsomando: una delle prime «signorine Buonasera» della tv italiana. E' stata in Rai per quarant'anni, dal 1953 al 1993

Nicoletta Orsomando: una delle prime «signorine Buonasera» della tv italiana. E' stata in Rai per quarant'anni, dal 1953 al 1993

 

Soprannominata la «fatina», Maria Giovanna Elmi è stata uno dei volti della Rai degli anni Settanta e Ottanta, in onda dal 1974 al 1994

Soprannominata la «fatina», Maria Giovanna Elmi è stata uno dei volti della Rai degli anni Settanta e Ottanta, in onda dal 1974 al 1994



Facili prede della papera e delle imitazioni di Alighiero Noschese, le «si­gnorine buonasera» hanno svolto un compito importante: erano l’incarnazio­ne dell’azienda, un volto amico e rasse­renante, un ospite fisso della famiglia. Quando annunciavano una diretta ave­vano la premura di farci intendere, onto­logicamente, che la diretta apparteneva solo alla tv e non alla vita, come succe­de oggi. Di loro, aveva capito tutto quel dirigente della terza rete che nel 1979 decise di usarle in bianco e nero, tra vir­golette. Come si fa con le citazioni. Per­ché, in effetti, le annunciatrici sono un lascito di una tv che ormai si fatica a ri­conoscere. Eppure si prova ancora piace­re nello sgranare il rosario dei loro no­mi: Fulvia Colombo, Nicoletta Orsoman­do, Emma Danieli, Nives Zegna, Adria­na Serra, Anna Maria Gambineri, Ga­briella Farinon, Aba Cercato, Mariolina Cannuli, Marisa Borroni, Rosanna Vau­detti, Maria Giovanna Elmi, Paola Peris­si, Marina Morgan, Beatrice Cori, Bepi Franzelin, Ilaria Moscato, Maria Brivio. Pare si detestassero, come spesso succe­de fra prime donne.

Nella Rai di via Arsenale 21, Torino, l’annunciatrice era una padrona di casa, una hostess dalla dizione impeccabile, una guida autorizzata; adesso è solo rap­presentanza, un brand, secondo la lezio­ne di Mediaset, che ha subito puntato all’identificazione del volto con la rete: Eleonora Brigliadori, in seguito sostitu­ta da Fiorella Pierobon, per Canale 5; Ga­briella Golia per Italia 1; Cinzia Lenzi, poi rimpiazzata da Emanuela Folliero, per Rete4. Oltre a scommettere su una marcata personalizzazione, le emittenti private hanno inaugurato modalità di­verse di presentazione. Alle annunciatri­ci, riprese talvolta in figura intera, tal­volta seguite nei loro movimenti dalle telecamere è stato affidato il compito di offrire un’immagine disinvolta e dina­mica della rete attraverso un linguaggio colloquiale, fino al velinismo, lontano dal tono protocollare delle colleghe Rai. Il volto delle annunciatrici è così rico­noscibile e caratterizzato che attraverso una galleria ideale si potrebbe ricostrui­re l’evoluzione del costume in Italia: gli anni 50 della Orsomando, i 60 della Vau­detti, i 70 della fatina Maria Giovanna Elmi, e poi gli 80 delle tv commerciali con Fabrizia Carminati, Patrizia Rosset­ti, Alba Parietti, Paola Perego, Susanna Messaggio, Licia Colò, Roberta Capua (il Cavaliere non ha mai sbagliato un col­po). E le ragazze che si affacciano nelle tv locali in cerca di gloria e di identità (per la rete che rappresentano): Federi­ca Panicucci per SuperSix, Didi Leoni del Tg5 per Odeon Tv, Antonella Clerici per Telereporter. Ho sempre avuto un debole per le an­nunciatrici perché il loro compito, alme­no una volta, aveva qualcosa di angelica­to, di liturgico. Più che una comunicazio­ne, la loro era una promessa di felicità.


16/06/2009

Ecco il sito che fa i raggi x ai parlamentari

Ecco il sito che fa i raggi x ai parlamentari

 

Furio Colombo è il ribelle della Camera: una volta su sei ha votato diversamente dal Pd. Debutta OpenParlamento. Presenze, assenze, attività in Aula, leggi presentate: tutte le statistiche con un click

 

ROMA - Il più ribelle, tra i deputati, è Furio Colombo. Da quando è iniziata la legislatura, dicono i numeri, ha votato il 16,5 per cento delle volte (circa un voto su sei) in contrasto con il suo gruppo, il Pd. Il senatore più presente, invece, è Cristiano De Eccher (Pdl) che divide la prima piazza con il leghista Mandell Valli: entrambi hanno preso parte a 2114 sedute, tutte tranne una. Alla Camera, invece, si distingue per assiduità Gaetano Nastri (Pdl) che si è seduto in aula 3674 volte (su un totale di 3682) per una percentuale del 99,78 per cento. A offrire questi dettagli sull’attività dei nostri rappresentanti a chiunque sia interessato e a rendere più trasparente l’attività legislativa è un sito lanciato oggi: OpenParlamento.

I PIÙ E I MENO - Non c’è più bisogno di essere dei cronisti politici o di imbarcarsi in esplorazioni (sempre un po’ faticose) dei siti istituzionali per sapere cosa accade nelle aule legislative del Belpaese. Basta un clic e, in modo affidabile e chiaro, l’attività degli eletti diventa meno arcana e assume nuove forme. Ecco materializzarsi i ribelli, gli assenteisti, gli assidui ma anche gli stakanovisti, identificati sulla base di un indice dell’attività parlamentare che non tiene conto solo dei voti espressi ma anche degli atti presentati. Per la cronaca, nella contesa della solerzia, l’esito è bipartisan. Angela Napoli del Pdl primeggia tra i deputati più attivi mentre Donatella Poretti del Pd si afferma tra i senatori. Dai singoli ai gruppi, per quanto riguarda le presenze in aula a farla da padrona è la maggioranza. Alla Camera i primi 20 posti sono tutti appannaggio di Pdl e Lega. Mentre al Senato, i rappresentanti dei partiti di governo occupano 18 delle prime 20 posizioni. Un’assiduità, non mancheranno di far notare gli esperti, merito anche dei tanti voti di fiducia che costringono i parlamentari filogovernativi alla presenza.

NON SOLO CLASSIFICHE – Ma il gioco del confronto, per quanto divertente, è solo uno degli aspetti di OpenParlamento, e forse non il più importante. Il sito offre, organizzati modo semplice, tutti gli atti realizzati dalle camere e divisi per tipologia, con tanto di aggiornamento sull’iter. Non manca poi la lista delle votazioni fino al più minuto emendamento, comprensiva di esito, risultato numerico e statistiche accessorie. I dati, come spiega Vittorio Alvino, presidente di OpenPolis, associazione che gestisce il sito, sono recuperati automaticamente e in tempo quasi reale dai siti di Camera, Senato e Governo. «Solo che su quei siti non sono sempre agevoli da reperire e sono organizzati secondo una logica istituzionale. Mentre noi li strutturiamo partendo dall’ottica del cittadino. E soprattutto stimoliamo la partecipazione». Sì perché, registrandosi su OpenParlamento, è possibile intervenire commentando, segnalando, emendando i testi in una logica partecipativa. «L’idea – spiega Alvino – è quella di un social networking adattato alla politica». Sono previsti anche servizi a pagamento, come la possibilità di monitorare alcuni argomenti specifici e di essere aggiornati sui provvedimenti in materia. «È rivolto soprattutto a professionisti o soggetti del terzo settore che non possono permettersi un ufficio in parlamento».

GOVERNO APERTO – Iniziative come OpenParlamento si inseriscono in un filone che interessa, in modo crescente, tutto il mondo. In Gran Bretagna è attivo dal 2004 They work for you che monitora l'attività dei politici di Sua Maestà. Su scala europea è disponibile, fresco di lancio, EPVote, che osserva i rappresentanti nazionali in missione a Strasburgo. Dall'altra parte dell'oceano, inarrivabile per quantità di informazioni aggregate, si staglia Watchdog.net. Di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti, ci dice per esempio, che ha presentato 1.929 disegni di legge, orientato il 52 per cento dei suoi voti a sinistra, parlato in aula 13 volte con una media di 866 parole a discorso.

IL RIBELLE – Tornando a casa nostra, il sito e le sue classifiche non mancheranno di far discutere. Per adesso, il titolo di «più ribelle» della Camera non sembra dispiacere a Furio Colombo. «E’ un segno di vitalità - ci dice -. In America i più ribelli sono quelli che hanno lasciato una traccia. Penso a Ted Kennedy che nel periodo di Bush si è spinto fino a votare da solo contro la guerra. E poi, è un aiuto al proprio partito. Io respingo l’idea che fare opposizione significhi collaborare con l’avversario». Un atteggiamento che trova riscontro in un’altra funzionalità del sito, quella che permette di visualizzare graficamente , attraverso delle mappe, la posizione di un parlamentare rispetto agli altri sulla base dei voti espressi. Colombo, in questa rappresentazione, sembra più vicino all’Idv che al Pd. Cambio di casacca in programma? L’interessato smentisce. «Questa – conclude – è una lettura superficiale. Su molti temi, soprattutto su quelli cari alla Lega, sono assai distante dal partito di Di Pietro». Ribelle sì, ma entro certi limiti.

Raffaele Mastrolonardo


14/06/2009

L'Msi lancia le «ronde nere» Sul basco l'aquila imperiale

L'Msi lancia le «ronde nere» Sul basco l'aquila imperiale

 

Presentate a milano le «camicie grigie» di Gaetano Saya. Pattuglieranno le strade nell'ambito del ddl sicurezza. Minniti (Pd): delirio. Donadi: «Ricordano le SS»

 

Un delegato in divisa al convegno (Ansa)
Un delegato in divisa al convegno (Ansa)

MILANO - Sono pronte a debuttare le ronde della «Guardia nazionale italiana», già ribattezzate «ronde nere», pronte a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le «ronde padane» non appena sarà in vigore il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Parlamento. L'Associazione onlus «Guardia nazionale italiana» è stata presentata sabato mattina a Milano durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano - Destra italiana. Per ora, spiegano i vertici nazionali dell’Msi, ci sono a disposizione 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. La Guardia nazionale è un’iniziativa apolitica, precisano, nell’ambito dell’attività del nascente Partito Nazionalista italiano guidato da Gaetano Saya, rinviato a giudizio nel 2004 per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale, diffuse attraverso il sito Destranazionale.org.

LA DIVISA - In un'intervista realizzata da «Peacereporter» l'ispiratore politico Gaetano Saya, ha detto: «Abbiamo superato ampiamente le duemila adesioni. Ogni giorno ne arriva una valanga di nuove, soprattutto ex appartenenti alle forze dell'ordine». Saya ha descritto la divisa che indosserà chi farà le ronde: camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell'aquila imperiale romana. Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.

«LA POLITICA NON C'ENTRA» - «La nostra funzione sarà esclusivamente di segnalazione, per comunicare qualsiasi problema alle forze dell'ordine - spiega Giuseppe Giganti, coordinatore nazionale delle Guardie -. Costituiamo una Onlus, inquadrata come Protezione civile, a cui tutti possono accedere, anche chi è di sinistra perché la politica non c'entra». Dei volontari finora raccolti, circa il 30% sono ex appartenenti alle Forze dell'ordine, dislocati in tutto lo Stivale, dalla Lombardia alla Sicilia, con un'ottantina di iscritti fra Milano e Provincia. Assicurano di non avere alcun pregiudizio razziale perché «che sia un italiano o un extracomunitario a creare problemi non fa differenza», né simpatie verso il fascismo, «un'ideologia anacronistica che fa parte della storia», dice Giganti. Simboli e divisa «dicono chi siamo, allo stesso modo di polizia e carabinieri, e servono a essere riconosciuti come ronde, non per spaventare, altrimenti siamo pronti a modificare l'abbigliamento» precisa Roberto Guerra, coordinatore delle Guardie di Genova. A livello politico, l'Msi (insieme al nascente Partito Nazionalista Italiano che rimarrà però legato solo al Nord Italia) punta ad affermarsi come «la nuova destra conservatrice di Berlusconi che in Italia è tutta da rifare» spiega la neo-presidente nazionale Maria Antonietta Cannizzaro, moglie di Saya. «Sosteniamo il Pdl e manteniamo buoni rapporti con la Lega, con cui condividiamo tante idee e speriamo di collaborare» ha concluso la Cannizzaro.

MINNITI: «SCONCERTANTE DELIRIO» - «Come volevasi dimostrare. Adesso arrivano le camicie grigie promosse dall'Msi che si affiancano alle camicie verdi. Si sta rivelando del tutto esatta la previsione di una cattiva partitizzazione della sicurezza nel nostro Paese», afferma in una nota il responsabile Sicurezza del Pd Marco Minniti. «L'idea che il controllo del territorio possa essere affidata ad associazioni, milizie che si identificano con un colore politico, è un colpo al cuore ai principi di ogni democrazia liberale. La previsione era sin troppo facile. Ora si faccia qualcosa per fermare questo sconcertante delirio».

DONADI: «RICORDANO LE SS» - Per il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, «a Milano è avvenuto un fatto gravissimo e pericoloso: le camicie grigie presentate dall'Msi ricordano le camicie nere e quelle di Ernst Rohm, che fondò le Sa, da cui nacquero le Ss. Le ronde dell'Msi rievocano la più terribile pagina della storia europea dell'ultimo secolo. Un'offesa alla nostra storia ed alla democrazia. Questo episodio rende ancor più evidente che il testo sulla sicurezza che legittima le ronde è sbagliato e che si sta avverando quanto avevamo previsto: il proliferare di gruppi d'azione di ispirazione politica». Alla luce di questo episodio «il governo deve fare marcia indietro: la sicurezza dei cittadini deve essere garantita dalle forze dell'ordine, cui vanno destinati più fondi. Le ronde sono inutili per tutelare i cittadini e pericolose».


02/04/2009

«Non è serata, finiamola qua»

«Non è serata, finiamola qua»

 

Fiorello debutta con il suo spettacolo a Roma e termina prima del previsto, tradito dall'emozione, da oggi il suo show sarà trasmesso su sky1

 

Rosario Fiorello (Infophoto)
Rosario Fiorello (Infophoto)

ROMA - Un debutto più difficile del previsto. Anche Fiorello paga il prezzo dell'emozione e chiude con qualche minuto d'anticipo la serata del debutto del suo Show, andata in scena mercoledì a Roma e che da oggi andrà in onda sul nuovo canale Sky1. «Scusate stasera è andata così, certe volte succede anche ai calciatori sono ansie da prestazione» ha detto lo showman rientrato in scena per scusarsi con il pubblico dopo che aveva chiuso un pò bruscamente lo spettacolo, tanto che i presenti avevano pensato a una gag.

FINALE A SORPRESA - Un finale a sorpresa di uno spettacolo che aveva comunque divertito il pubblico e che ha avuto il suo momento più sorprendente nella parodia del Letterman show con ospite il sindaco di Roma Gianni Alemanno che non sapeva che sarebbe stato coinvolto nello spettacolo. Tra l'altro al sindaco era stato dedicato un esilarante monologo sul maltempo a Roma, concluso con un adattamento delle foglie morte di Prevert trasformato in Le fognature. Nell'intervista-parodia battute sul movimento contro la flatulenza boia chi molla e sulla raccolta differenziata per cui alla domanda se «la Santanchè va nell'umido o nella plastica» Alemanno ha risposto «nell'umido». L'apertura della serata era stata dedicata al racconto dell'ormai celebre colloquio con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli, battute rivolte alla platea dove al presidente della Fiat Luca di Montezemolo è stato detto: «Perchè non fai la Fiat Obama con i sedili abbronzati», e il cast di Romanzo criminale coinvolto in una coreografia su Che dolor di Raffaella Carrà. Si è scherzato anche sulle polemiche per le opinioni espresse dal Papa sul preservativo: «In realtà il Santo Padre non sa cosa sia il preservativo - ha detto Fiorello - glielo ha spiegato padre George e poi ha citato una frase di Formigoni, si usa solo in caso di estrema necessità, quando si va con le donne».

LE GAG - Tra le gag più divertenti quella di Briatore che alla Renault ha assunto «tutti parenti della Gregoraci e adesso cambiano le gomme ad Alonso e Calabrese». Come d'abitudine, Fiorello ha utilizzato Enrico Cremonesi e la sua orchestra come una spalla, proponendo quella vera e propria specialità che è la reinterpretazione del repertorio musicale, con escursioni a Broadway, passando per un divertentissimo samba dell'ottimismo a base di Disperato di Masini, Vedrai vedrai di Tenco, Come è triste Venezia di Aznavour e similia, per arrivare a Impressioni di settembre, il classico della PFM, dove Fiorello si è concesso un'inedita performance da batterista. Il meccanismo per lo spettacolo include un coinvolgimento degli ospiti in platea - stasera Fiorello ha giocato anche con la figlia piccola, che era in platea - l'aggiornamento con la cronaca e un certo tasso di improvvisazione, all'interno di una cornice molto ben strutturata. Una tipica formula cui ci ha abituato Fiorello, che stasera ha avuto l'ingrediente più sorprendente nell'emozione.


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